{"id":30624,"date":"2017-05-11T08:40:32","date_gmt":"2017-05-11T06:40:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30624"},"modified":"2017-05-10T23:12:46","modified_gmt":"2017-05-10T21:12:46","slug":"il-giorno-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30624","title":{"rendered":"Il giorno dopo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nonostante il trionfo al ballottaggio, i numeri mostrano che Macron ha scarsi consensi al suo progetto di deflazione salariale. Egli tenter\u00e0 di accrescere la sua base elettorale attingendo dalla destra e dalla sinistra, ma ogni suo movimento potrebbe condurre a risultati che rafforzano le ali estreme dello schieramento politico francese. Lo scenario su cui dovr\u00e0 agire sar\u00e0 reso ancora pi\u00f9 impervio dalla refrattariet\u00e0 dei poteri della UE a transigere sulle riforme &#8216;di cui la Francia ha bisogno&#8217;.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo originale \u00e8 reperibile con il seguente collegamento<br \/>\n<a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5997\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/5997<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <em>Paolo Di Remigio<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Il giorno dopo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Jacques Sapir<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Emmanuel Macron \u00e8 stato eletto con una larga maggioranza dei voti <em>espressi<\/em> il 7 maggio, cio\u00e8 praticamente con il 66,1% dei \u201cvotanti\u201d. \u00c8 arrivato a un risultato impressionante in percentuale, ma che \u00e8 anche un risultato ingannevole. \u00c8 stato detto in numerosi commenti. Ora che sono disponibili i numeri definitivi del secondo turno delle elezioni presidenziali, conviene fare un bilancio pi\u00f9 preciso di quello che \u00e8 accaduto. \u00c8 anche il momento di pensare al futuro. Dopo le emozioni, finte o reali, delle elezioni presidenziali, \u00e8 venuto il momento del giorno dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I risultati del secondo turno<\/strong><br \/>\nArrivando dopo il tuono del primo turno che ha visto la politica francese passare dal bipartitismo, o dal tripartitismo, al quadripartitismo, anche il secondo turno riserva la sua dose di sorpresa. Conviene analizzare pi\u00f9 precisamente la distribuzione di questo voto. La rilevanza del numero delle astensioni e dei voti \u201cbianchi o nulli\u201d riduce in effetti il risultato di Macron al 43% degli iscritti. Del resto si noter\u00e0 l\u2019importanza delle astensioni e delle schede bianche che, sommate, rappresentano quasi 31,8% degli iscritti.<\/p>\n<table class=\" aligncenter\" style=\"height: 205px; width: 374px;\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 364px; text-align: center; height: 24px;\" colspan=\"2\"><strong>TAVOLA 1<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 364px; text-align: center; height: 24px;\" colspan=\"2\"><strong>In percentuale degli iscritti<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 182px; text-align: center; height: 24px;\">Macron<\/td>\n<td style=\"width: 176px; text-align: center; height: 24px;\">43,63%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 182px; text-align: center; height: 24px;\">Le Pen<\/td>\n<td style=\"width: 176px; text-align: center; height: 24px;\">\u00a022,38%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 182px; text-align: center; height: 24px;\">Astensioni<\/td>\n<td style=\"width: 176px; text-align: center; height: 24px;\">25,44%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 182px; text-align: center; height: 24px;\">Bianche<\/td>\n<td style=\"width: 176px; text-align: center; height: 24px;\">6,35%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 182px; text-align: center; height: 24px;\">Nulle<\/td>\n<td style=\"width: 176px; text-align: center; height: 24px;\">2,21%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si impone una prima constatazione: il risultato di Emmanuel Macron non \u00e8 affatto impressionante. Si \u00e8 a mille miglia dal \u201cmaremoto\u201d descritto dalla stampa. Invece, il fatto che egli registri quasi il doppio di voti pi\u00f9 della sua avversaria va sottolineato. Questo rapporto va messo in parallelo con quello ottenuto nel 2002 da Jacques Chirac in una elezione presidenziale in cui, gi\u00e0 allora, un candidato del Fronte Nazionale era al secondo turno. Jacques Chirac, bisogna ricordarlo, era presidente uscente. Si ripresentava dopo il settennato che aveva compiuto in seguito alle elezioni presidenziali del 1995. Inoltre aveva realizzato un risultato pessimo nel primo turno delle elezioni del 2002. In teoria era assai mal posizionato per realizzare un risultato eclatante nel secondo turno delle elezioni, perfino se le adesioni fossero affluite da ogni parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso molto particolare, Jacques Chirac ottenne tuttavia il suffragio del 62% degli iscritti. In 15 anni, tra le elezioni di Jacques Chirac e quelle di Emmanuel Macron, si \u00e8 aperto uno scarto di 19 punti. Questo scarto \u00e8 molto significativo. Mostra che si \u00e8 avuto perlopi\u00f9 un voto per d\u00e9fault. I sondaggi, presi con precauzione, indicano che solo il 41% delle persone che hanno scelto il voto per Macron approvano il suo programma. Un sondaggio di Louis Harris lo conferma. Questo sondaggio riguarda gli elettori che hanno votato sia per Emmanuel Macron sia per Marine Le Pen.<\/p>\n<table class=\" aligncenter\" style=\"height: 260px; width: 403px;\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 395px; height: 24px; text-align: center;\" colspan=\"3\"><strong>TAVOLA 2<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 56px;\">\n<td style=\"width: 395px; text-align: center; height: 56px;\" colspan=\"3\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Grado di approvazione del programma di ogni candidato<\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 76px; text-align: center; height: 24px;\"><\/td>\n<td style=\"width: 147px; text-align: center; height: 24px;\"><strong>Aderente al progetto<\/strong><\/td>\n<td style=\"width: 160px; text-align: center; height: 24px;\"><strong>Non aderente al progetto<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 76px; text-align: center; height: 24px;\">Macron<\/td>\n<td style=\"width: 147px; text-align: center; height: 24px;\">\u00a041%<\/td>\n<td style=\"width: 160px; text-align: center; height: 24px;\">\u00a059%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 76px; text-align: center; height: 24px;\">Le Pen<\/td>\n<td style=\"width: 147px; text-align: center; height: 24px;\">60%<\/td>\n<td style=\"width: 160px; text-align: center; height: 24px;\">40%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 395px; text-align: center; height: 24px;\" colspan=\"3\">In proporzione degli iscritti<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 76px; text-align: center; height: 24px;\">Macron<\/td>\n<td style=\"width: 147px; text-align: center; height: 24px;\">17,9%<\/td>\n<td style=\"width: 160px; text-align: center; height: 24px;\">\u00a0 25,7%<\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 24px;\">\n<td style=\"width: 76px; text-align: center; height: 24px;\">Le Pen<\/td>\n<td style=\"width: 147px; text-align: center; height: 24px;\">13,4%<\/td>\n<td style=\"width: 160px; text-align: center; height: 24px;\">9,0%<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fonte: Harris Interactive<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si confrontano questi risultati con quelli delle elezioni del 2012, in cui al secondo turno Fran\u00e7ois Hollande aveva riunito sotto il suo nome quasi il 42,5% degli iscritti, e il 55% dei suoi elettori si dichiaravano persuasi (pi\u00f9 o meno) del suo programma, allora c\u2019erano il 23,3% degli iscritti che si potevano definire \u201caderenti al progetto\u201d di Fran\u00e7ois Hollande, da confrontare al 17, 9% di Emmanuel Macron. Ci\u00f2 non ha impedito a Fran\u00e7ois Hollande di essere uno dei peggiori presidenti della storia francese dal 1873.<br \/>\nCi\u00f2 porta dunque a relativizzare non tanto la vittoria stessa Emmanuel Macron, che \u00e8 indiscutibile, quanto la portata e il significato di questa vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La strategia elettorale di Emmanuel Macron<\/strong><br \/>\nPer il momento perdurano le fratture del primo turno. E peseranno molto nelle prossime elezioni legislative. Gi\u00e0 da ora si pu\u00f2 scorgere la strategia di Emmanuel Macron su questo punto: cercher\u00e0 di rompere <em>I Repubblicani<\/em>, finendo di prosciugare il P \u201cS\u201d. Ma questo rischia di rivelarsi contraddittorio. Ogni passo che far\u00e0 in direzione dei \u201cRepubblicani\u201d far\u00e0 aumentare gli antagonismi alla sua sinistra. Ora poich\u00e9 l\u2019atto di morte del P\u201dS\u201d \u00e8 difatti attuato con l\u2019adesione a Macron subito offerta da tenori alla ricerca di voce come Manuel Valls, diventa possibile a Jean-Luc M\u00e9lenchon guadagnarsi il consenso di una buona parte degli elettori che si erano portati su Beno\u00eet Hamon al primo turno. In ogni caso non \u00e8 detto che la strategia elettorale di Emmanuel Macron funzioni. Cos\u00ec alle legislative si potrebbe trovare una Francia segmentata in quattro, ma con un polo a sinistra pi\u00f9 forte di quanto fosse al primo turno. E se anche funzionasse, questa strategia rischierebbe di prendere l\u2019aspetto di una pesante sbobba elettorale che provocherebbe un conato di vomito nella maggioranza degli elettori. In questo caso, si avrebbe una tripartizione della vita politica francese, ma l\u2019esplosione della destra tradizionale non accadrebbe senza conseguenze, e potrebbe rafforzare il partito che sar\u00e0 nato dal Fronte Nazionale. Proprio questo \u00e8 il dilemma nel quale si trova Emmanuel Macron: deve darsi da fare per provocare l\u2019esplosione della destra tradizionale, ma con il rischio di provocare il passaggio di ci\u00f2 che resta dell\u2019elettorato di sinistra nel P \u00ab\u00a0S\u00a0\u00bb verso Jean-Luc M\u00e9lenchon, e di provocare il passaggio di una parte dell\u2019elettorato di destra verso Marine Le Pen.<br \/>\nQuest\u2019ultima mostra l\u2019intenzione di far evolvere il Fronte Nazionale. Se questa evoluzione dovesse limitarsi a un cambiamento di nome, l\u2019effetto che ella se ne potrebbe attendere sarebbe molto limitato. Ella ha pagato ad alto prezzo i voltafaccia di fine campagna e un dibattito esecrabile. Infatti, lanciata su una dinamica chiaramente ascendente dopo il primo turno, quando le intenzioni di voto la ponevano al 38%, era giunta in qualche giorno al 42%. Da quest\u2019altezza \u00e8 ricaduta al 34% la sera del secondo turno. Si pu\u00f2 valutare che abbia perduto almeno 2 milioni e mezzo di voti per le sue tergiversazioni e le sue palinodie su argomenti della pi\u00f9 grande importanza come la questione dell\u2019uscita dall\u2019euro o la questione dell\u2019et\u00e0 di inizio pensione. Resta da capire se l\u2019elettorato conserver\u00e0 nella memoria la pessima immagine che ella ha dato nell\u2019ultima settimana di campagna. Se cos\u00ec dovesse essere, la capacit\u00e0 di attirare elettori dei <em>Repubblicani<\/em> per le elezioni legislative ne sarebbe alterata.<br \/>\nQuanto a Jean-Luc M\u00e9lenchon, egli pu\u00f2 non arrossire per la sua campagna del primo turno, in cui si \u00e8 battuto come un diavolo contro una stampa estremamente ostile, che non ha esitato a snaturare e ridicolizzare le sue posizioni. Il suo atteggiamento per il secondo turno, a dispetto di pressioni vergognose, \u00e8 stato un successo. Ma le divergenze che oggi esistono tra la <em>France Insoumise<\/em> e l\u2019apparato del PCF, gli accordi e i piccoli espedienti dell\u2019ultima ora, peseranno sfortunatamente non solo sulla campagna ma sui risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La posta in gioco delle legislative<\/strong><br \/>\nOramai si vede bene che la questione principale delle prossime legislative sar\u00e0 sapere se il partito di Emmanuel Macron, la cui strategia \u00e8 oggi a un passo dal chiarirsi, arrivi alla maggioranza assoluta dei deputati oppure possa arrivare a questa stessa maggioranza al prezzo di un\u2019alleanza con ci\u00f2 che sopravvive del P \u00ab\u00a0S\u00a0\u00bb. \u00c8 una questione essenziale. Se ottiene una maggioranza assoluta in parlamento, Emmanuel Macron potr\u00e0 mettere in opera attraverso il meccanismo delle ordinanze il suo progetto economico: un abbassamento dei costi salariali di circa il 20% per restituire la competitivit\u00e0 che manca alla Francia a causa dell\u2019esistenza dell\u2019euro. Infatti questo abbassamento dei salari, che sar\u00e0 ottenuto o direttamente o indirettamente con la distruzione del codice del lavoro e con il trasferimento sull\u2019imposta delle riduzioni dei contributi sociali, corrisponde allo scarto dei salari reali qual \u00e8 stabilito dal Fondo Monetario Internazionale. Ci\u00f2 provocher\u00e0 un\u2019esplosione delle ineguaglianze e un rafforzamento del potere sociale dei pi\u00f9 ricchi e dei pi\u00f9 potenti.<br \/>\nProprio qui \u00e8 la posta in gioco nascosta di queste prossime elezioni legislative. E non \u00e8 la sola. L\u2019impegno europeo di Emmanuel Macron, che durante la campagna si era impegnato a \u201crifondare\u201d l\u2019Europa, urta con l\u2019atteggiamento della Commissione Europea, ma anche con quello dei dirigenti tedeschi. Egli non avr\u00e0 alternative e dovr\u00e0 scegliere tra la battaglia, che gli ripugna, e il subire nuove perdite di sovranit\u00e0. Nelle prossime settimane si vedr\u00e0 senza dubbio la sua personalit\u00e0 svelarsi su questo punto.<br \/>\n\u00c8 per questo che \u00e8 particolarmente importante che il partito di Emmanuel Macron non ottenga, n\u00e9 da vicino n\u00e9 da lontano, la maggioranza al Parlamento. Ci\u00f2 non risolver\u00e0 i problemi, ma impedir\u00e0 almeno che siano prese misure nocive e distruttrici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante il trionfo al ballottaggio, i numeri mostrano che Macron ha scarsi consensi al suo progetto di deflazione salariale. 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