{"id":30641,"date":"2017-05-10T11:39:10","date_gmt":"2017-05-10T09:39:10","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30641"},"modified":"2017-05-10T11:39:10","modified_gmt":"2017-05-10T09:39:10","slug":"tante-gioie-e-qualche-mugugno-in-germania-dopo-il-successo-di-macron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30641","title":{"rendered":"Tante gioie e qualche mugugno in Germania dopo il successo di Macron"},"content":{"rendered":"<p><strong>FORMICHE.NET (Andrea Affaticati)<\/strong><\/p>\n<p>Anche i politici tedeschi hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia della vittoria in Francia di <strong>Emmanuel Macron<\/strong>. Da sinistra a destra senza distinzioni, eccezion fatta per i nazionalisti di Alternative f\u00fcr Deutschland (AfD). <strong>Merkel<\/strong> si \u00e8 addirittura congratulata prima di persona (cio\u00e8 non attraverso il suo portavoce) con Macron per l\u2019elezione all\u2019Eliseo, che con il neoeletto governatore cristianodemocratico <strong>Daniel G\u00fcnther<\/strong> nello Schleswig-Holstein.<\/p>\n<p>Pericolo scampato dunque. A guidare la Francia i prossimi due anni non sar\u00e0 dunque l\u2019antieuropeista, nazionalista<strong> Marine Le Pen<\/strong>. Pericolo scampato, il che per\u00f2 non vuol dire che le relazioni tra Berlino e Parigi saranno facili, qualora, dopo le elezioni parlamentari di settembre, Merkel venisse riconfermata per la quarta volta alla guida del governo tedesco.<\/p>\n<p>Come si sa, Macron ha fatto campagna elettorale anche proposte riguardanti l\u2019Ue del futuro: ha lanciato l\u2019idea di un fondo comunitario per la politica di sicurezza e difesa; ha proposto un ministro delle Finanze e un budget per l\u2019eurozona da usare per investimenti e eurobonds. Dunque europeista convinto ma, come fanno a gara nel sottolineare i media tedeschi, con in mente un\u2019Ue ben diversa da quella fino a ora dettata da Berlino<\/p>\n<p>E\u2019 lunga la lista dei distinguo che si sono susseguiti nel giro di meno di 48 ore dalla la vittoria di Macron. Eccone i pi\u00f9 significativi, iniziando da due giornali: uno di sinistra, l\u2019altro liberal-conservatore.<\/p>\n<p>Il corrispondente a Bruxelles del quotidiano di sinistra\u00a0 <em>taz<\/em>, <strong>Eric Bunse<\/strong> scrive: \u201cIl nuovo presidente francese vuole democratizzare l\u2019eurozona e sviluppare nuove proposte per riformare l\u2019Ue. L\u2019entusiasmo che ha scatenato la sua elezione a Berlino \u00e8 per\u00f2 ingannevole: alla Kanzlerin e al suo ministro delle Finanze preme molto pi\u00f9 la competizione che la solidariet\u00e0\u201d. Certo, a Macron tocca ancora portare a casa un risultato accettabile alle politiche di giugno, e a quel punto la strada per puntare a una Ue riformata sarebbe sgombra, almeno cos\u00ec pensano molti a Bruxelles. \u201cPeccato che Macron non sia un pioniere in questa impresa\u201d fa notare Buse. \u201cAnche la vittoria di <strong>Fran\u00e7ois Hollande<\/strong> cinque anni fa era legata in parte a queste promesse. Ne \u00e8 seguita un\u2019amara delusione. Lo stesso vale per <strong>Matteo Renzi<\/strong>, arrivato con tante buone intenzioni, tutte andate a rotoli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Thomas Schmid<\/strong> ex direttore della <em>Welt<\/em>, parla a sua volta di un\u2019impresa titanica che attende il neoeletto presidente francese. \u201cMacron ha promessa alla Francia statalista una rivoluzione liberale e chiesto\u00a0 alla Germania di contenere quelle pulsioni che alimentano la sua politica di austerit\u00e0\u201d ragiona Schmid. \u201cE se Macron intende fare sul serio, mettere non poco sotto pressione i suoi connazionali. L\u2019impresa gli riuscir\u00e0 per\u00f2 solo se la Germania far\u00e0 la propria parte e l\u2019Ue sar\u00e0 a sua volta disposta a prendere seriamente in considerazioni le critiche mossele\u201d. E\u2019 vero, prosegue Schmid, che l\u2019asse, il motore franco tedesco, abbia garantito la pace, la nascita dell\u2019Ue e oggi ne garantisce la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Nel frattempo per\u00f2 l\u2019Ue, che oggi conta (almeno per il momento ancora) 28 stati membri, ha fatto molti passi avanti. Ci\u00f2 \u201cnonostante una fetta consistente di francesi teme che la Germania intendi applicare il proprio modello economico, di conti pubblici e sociale a tutta l\u2019Europa. Ed \u00e8 alla luce di queste paure che Merkel farebbe bene a dare spazio a Macron. Anche perch\u00e9 lui non ha tutti i torti quando sottolinea che la cocciutaggine tedesca nell\u2019imporre a tutta l\u2019eurozona una rigida politica della spesa e dei conti pubblici, non ha portato ovunque i risultati sperati. La profonda mancanza di prospettiva che si \u00e8 fatta strada non solo tra i giovani dell\u2019Europa mediterranea, ne \u00e8 una prova inconfutabile. L\u2019Ue non \u00e8 (ancora) una \u2018Transferunion\u2019 (cio\u00e8 un\u2019unione a responsabilit\u00e0 solidale, ndr).\u00a0 Ma \u00e8 certamente pi\u00f9 di una unione di stati\u201d. Schmid tocca nel suo commento un tema che \u00e8 il pi\u00f9 delicato e spinoso. Macron immagina un budget per l\u2019eurozona ed eventualmente anche eurobonds per alleviare le difficolt\u00e0 di paesi in crisi.<\/p>\n<p>Una proposta che per i politici tedeschi equivale alla violazione di un tab\u00f9 tout court. E cos\u00ec, gi\u00e0 poco dopo la vittoria di Macron i politici hanno rilasciato dichiarazioni in proposito. Eccezion fatta per i due pi\u00f9 importanti: Merkel si \u00e8 limitata a constatare \u201cQuello di cui la Francia ora necessita sono risultati\u201d, mentre il ministro delle Finanze <strong>Wolfgang Sch\u00e4uble<\/strong> (ovviamente altrettanto contento della vittoria dell\u2019ex collega francese) ha deciso di non dire nulla per il momento.<\/p>\n<p>Il commissario per il Bilancio Ue,<strong> G\u00fcnther Oettinger<\/strong> ha fatto sapere che l\u2019idea di un ministro delle Finanze dell\u2019eurozona non gli sembra \u201cparticolarmente brillante\u201d, visto che la Commissione vigila sulle politiche di bilancio negli stati membri, l\u2019eurogruppo decide sugli eventuali aiuti finanziari e l\u2019ESM (il meccanismo di stabilit\u00e0) elargisce aiuti in caso di bisogno. \u201cDi un ministro delle Finanze europeo non mi pare si senta il bisogno\u201d ha sentenziato Oettinger. Anche il compagno di partito <strong>Jens Spahn<\/strong>, segretario finanziario della CDU, si \u00e8 espresso criticamente, in primo luogo riguardo all\u2019idea di introdurre eurobonds. \u201cEurozona e Francia hanno gi\u00e0 abbastanza debiti\u201d.<\/p>\n<p>Una constatazione condivisa dal capo del partito liberale Fdp<strong> Christian Lindner<\/strong>, il quale ha sottolineato che \u201cla Francia deve risolvere i propri problemi attuando finalmente le riforme economiche. Certo abbiamo riposto la nostra fiducia in Macron. Ma anche lui non pu\u00f2 fare pi\u00f9 debiti\u201d. E infine, contrario agli eurobonds si \u00e8 dichiarato il presidente della Camera di commercio e industria (DIHK), <strong>Eric Schweitzer.<\/strong> \u201cUna socializzazione del debito non \u00e8 positiva per il singolo, non lo \u00e8 per un\u2019impresa, non lo \u00e8 per gli stati. Finirebbe per compromettere la fiducia di risparmiatori e azionisti, indebolendo la Germania e l\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 sfumate le reazioni dei socialdemocratici. Il ministro degli Esteri, l\u2019ex leader dell\u2019Spd<strong> Sigmar Gabriel<\/strong> ha sollecitato Merkel ad andare incontro a Macron, chiedendole cosa sia pi\u00f9 importante: uno 0,5 in pi\u00f9 di deficit \u00a0oppure tra cinque anni una presidente Le Pen. Gabriel ha inoltre proposto la creazione di un fondo di investimenti franco-tedesco, perch\u00e9: \u201cDobbiamo fare tutto il possibile, affinch\u00e9 Macron abbia successo\u201d. Anche il vicecapogruppo parlamentare dell\u2019Spd, Carsten Schneider ha sottolineato che: \u201cLa Germania deve iniziare a investire molto di pi\u00f9 all\u2019interno, per ridurre finalmente il surplus commerciale e cos\u00ec rispettare i parametri comunitarie\u201d. Come Merkel anche Schulz preferisce, invece, lasciar andare avanti per il momento i suoi. Anche perch\u00e9 in passato lui stesso non si era mostrato particolarmente entusiasta per esempio degli eurobond.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/formiche.net\/2017\/05\/10\/tante-gioie-e-qualche-mugugno-in-germania-dopo-il-successo-di-macron\/\">http:\/\/formiche.net\/2017\/05\/10\/tante-gioie-e-qualche-mugugno-in-germania-dopo-il-successo-di-macron\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FORMICHE.NET (Andrea Affaticati) Anche i politici tedeschi hanno tirato un sospiro di sollievo alla notizia della vittoria in Francia di Emmanuel Macron. Da sinistra a destra senza distinzioni, eccezion fatta per i nazionalisti di Alternative f\u00fcr Deutschland (AfD). Merkel si \u00e8 addirittura congratulata prima di persona (cio\u00e8 non attraverso il suo portavoce) con Macron per l\u2019elezione all\u2019Eliseo, che con il neoeletto governatore cristianodemocratico Daniel G\u00fcnther nello Schleswig-Holstein. Pericolo scampato dunque. 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