{"id":30643,"date":"2017-05-10T11:44:05","date_gmt":"2017-05-10T09:44:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30643"},"modified":"2017-05-10T11:44:05","modified_gmt":"2017-05-10T09:44:05","slug":"lemergenza-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30643","title":{"rendered":"L&#8217;emergenza, la pace"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p>Sul tema delle ONG umanitarie, al netto di quelle semisconosciute oggi giustamente sotto processo, in linea di principio non esulto quando soggetti non governativi operano in settori strategici e vitali. Ma \u00e8 pur vero che se i governi non si attivano in quei settori o se ne ritirano adducendo i pretesti pi\u00f9 penosi, \u00e8 un bene che quegli spazi siano occupati da organizzazioni motivate e senza scopo di lucro piuttosto che dai &#8220;mercati&#8221; o da nessuno. Evidentemente chi si ammala, muore di fame o \u00e8 in pericolo non pu\u00f2 attendere che la politica si faccia pi\u00f9 umana.<\/p>\n<p>Emergency \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti ONG umanitarie in Italia. Opera in Afghanistan, Iraq, Italia, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone e Sudan. Dal 1994 \u00e8 intervenuta in 17 paesi con progetti di assistenza alle vittime della guerra e della povert\u00e0. Secondo quanto riportato sul<a href=\"http:\/\/www.emergency.it\/chi-siamo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> sito ufficiale<\/a>, dalla sua fondazione ha erogato cure a pi\u00f9 di 8 milioni di persone. A partire dal 2006 \u00e8 attiva anche nel nostro Paese con poliambulatori, ambulatori, unit\u00e0 mobili e altre iniziative di assistenza socio-sanitaria a tutti e di primo soccorso agli immigrati che sbarcano in Sicilia. Nel 2015 (<a href=\"http:\/\/www.emergency.it\/archivio\/ml\/bilancio\/EMERGENCY-ONG-ONLUS-Bilancio-2015.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ultimo bilancio pubblicato<\/a>) impiegava circa 3000 dipendenti di cui il 90% locali e 261 in missione, e 3500 volontari sparsi nel mondo. I ricavi, pari circa 52 milioni di euro, provenivano principalmente dal 5 per mille e da donazioni private (20 milioni).<\/p>\n<p>Lo ripeto: non \u00e8 buona notizia quando si affidano la salute e la vita degli ultimi all&#8217;elemosina dei benestanti. Di ci\u00f2 non si pu\u00f2 per\u00f2 fare una colpa a Emergency: che \u00e8 la toppa, non il buco. Quando denuncia la sproporzione oscena tra le spese militari dei governi e i loro investimenti in salute, Gino Strada ha ragione da vendere e dimostra di conoscere bene il problema.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, \u00e8 necessario interrogarsi sulle dinamiche che producono l&#8217;emergenza, lo shock kleiniano e, quindi, l&#8217;ultima spiaggia del <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/carriesheffield\/2015\/10\/05\/compassionate-capitalism-is-the-best-solution-to-global-poverty\/#5d226f1c658d\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">capitalismo compassionevole<\/a>. Se pap\u00e0 Strada se la prende giustamente con le bombe, il pensiero successivo \u00e8 che le bombe si fabbricano, si acquistano e si sganciano perch\u00e9 ci sono i conflitti. E sua figlia Cecilla, oggi presidente di Emergency, si trovava in questi giorni in mezzo al fuoco incrociato di un conflitto virtuale certo non mortifero come quelli in cui opera d&#8217;abitudine, ma le cui cause e conseguenze minano il consenso e il tessuto economico da cui dipendono anche le ONG. Alcuni giorni fa scriveva su Twitter: &#8220;<b>La migrazione dell&#8217;uomo: inizia nella preistoria. Lo Stato nazione: nel XIX secolo. La natura mi sembra pi\u00f9 vicina al migrare che ai confini<\/b>&#8220;. Mah. A noi invece consta che gli individui non migrino per seguire il richiamo della natura, ma per sottrarsi<b> <\/b>a un bisogno e a una sofferenza quasi mai naturali. E che i confini non nascano con &#8220;lo Stato nazione&#8221; del XIX secolo, ma con le prime comunit\u00e0 organizzate e stanziali, cio\u00e8 <b>con la civilt\u00e0<\/b>. A meno di credere che la Grande Muraglia fosse l&#8217;installazione di un artista Ming, o i fossati medioevali acquari ante litteram.<\/p>\n<p>Alla <i>boutade <\/i>di quel tweet seguiva il finimondo: una catena di reazioni violente e in certi casi ignobili da entrambe le parti, sia di chi insultava la nostra sul piano personale accusandola di finanziamenti occulti e di intelligenza con i trafficanti di uomini e i &#8220;terroristi&#8221;, sia di chi la difendeva aggredendo i primi e finendo con l&#8217;<i>evergreen<\/i> antifascista (sic) di sopprimere fisicamente i critici dell&#8217;immigrazione. Cecilia non si sottraeva alla pugna, e a chi le ricordava i costi dei salvataggi e dell&#8217;accoglienza ribatteva che: 1) &#8220;<b>gli stranieri regolari danno il 10% del PIL<\/b>&#8221; e 2) i fondi per l&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo sono &#8220;<b>soldi dell&#8217;Unione europea che non sarebbero disponibili altrimenti<\/b>&#8220;. Al che chi scrive \u00e8 saltato sulla sedia.<\/p>\n<p>Atteso che parlare degli esseri umani in termini di &#8220;PIL&#8221; \u00e8 uno dei tanti obbrobri a cui ci ha abituato lo Zeitgeist, che senso ha tirare in ballo gli stranieri regolari quando si parla di <i>irregolari<\/i>? Che c&#8217;entrano calciatori, amministratori delegati e top model con una massa che <a href=\"http:\/\/www.cir-onlus.org\/it\/comunicazione\/statistiche\">in pi\u00f9 di sei casi su dieci<\/a> non potr\u00e0 neanche mai lavorare, se non nell&#8217;invisibilit\u00e0 del crimine e dello sfruttamento? In quanto al contributo dei restanti, l&#8217;ultimo <a href=\"http:\/\/www.mef.gov.it\/inevidenza\/documenti\/DOCUMENTO_PROGRAMMATICO_DI_BILANCIO_2017-IT_-_new.pdf\" target=\"_target\">Documento Programmatico di Bilancio <\/a>ci informa che:<\/p>\n<blockquote><p>A fronte del costo sostenuto nel breve termine per la sorveglianza della frontiera comune europea e alla primissima accoglienza, il nostro Paese rimane prevalentemente un\u2019area di transito per i rifugiati. <b>Questo riduce le potenzialit\u00e0 di un beneficio economico di medio-lungo periodo derivante dell\u2019integrazione dei migranti nel tessuto produttivo, che sar\u00e0 invece valorizzato nei vari paesi di destinazione finale<\/b>.<\/p><\/blockquote>\n<p>Passando al secondo punto, che l&#8217;accoglienza degli aspiranti rifugiati sia finanziata dall&#8217;Unione Europea sembra invece essere una credenza molto diffusa su internet. Eppure il Governo non ha mai fatto segreto dei numeri. Qui il citato DPB:<\/p>\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ilpedante.org\/files\/post_images\/trmb_1494100557.png\" alt=\"\" \/><\/div>\n<p>Considerando lo scenario pi\u00f9 prudente, i contributi europei corrispondono al 3,2% della spesa stimata nel 2016 e al 2,2% (<b>due virgola due per cento<\/b>) di quella prevista per il 2017. Se si limita la proporzione alle sole spese di accoglienza, la percentuale sale rispettivamente al 5,6% e al 3,4% (<b>tre virgola quattro per cento<\/b>). Quindi: <b>s\u00ec<\/b>, quei 3,8 miliardi sono tolti all&#8217;assistenza sanitaria e sociale degli italiani; <b>s\u00ec<\/b>, sono tolti alle famiglie italiane che mettono al mondo figli; <b>s\u00ec<\/b>, sono tolti all&#8217;impiego pubblico, alle infrastrutture, alla messa in sicurezza del territorio, ai musei, agli asili, ai tribunali.<\/p>\n<p><b>Sciaguratamente s\u00ec<\/b>. Quelle sviste non rimandano a dettagli tecnici, ma alla radice del problema. L&#8217;obbligo di chiudere in pareggio il bilancio dello Stato, la rinuncia a una politica monetaria propria, la supina subordinazione agli interessi dei paesi della cosiddetta &#8220;Unione&#8221; per i quali recuperiamo, manteniamo, selezioniamo e all&#8217;occorrenza formiamo gratuitamente il futuro proletariato, trasformano la solidariet\u00e0 in privazione, fanno s\u00ec che ci\u00f2 che \u00e8 dato alla povert\u00e0 degli alloctoni sia tolto alla povert\u00e0 degli autoctoni. Ai quali si pu\u00f2 certo spiegare che si tratta di un misero 0,2% del PIL e che quelle regole dementi ci impoverirebbero anche senza immigrati, e che anche senza immigrati quei soldi se li mangerebbero in pochi anni gli interessi sul debito. Mentre oggi entrano nel circuito economico nazionale creando un indotto, ammesso che possa dirsi &#8220;produttiva&#8221; una spesa che genera indirettamente morti in mare, segregazione, sfruttamento, crimine e tensioni. Insomma gli si pu\u00f2 spiegare tutto, ma non li si pu\u00f2 liquidare con informazioni scorrette o irrilevanti e poi stupirsi se se la prendono, se si insoppettiscono.<\/p>\n<p>Come scienziata sociale, la dott.ssa Strada sa che i conflitti nascono perch\u00e9 gruppi e individui si contendono una risorsa scarsa. E nel nostro Paese la scarsit\u00e0 economica e lavorativa \u00e8 indotta ma reale. \u00c8 reale ma indotta. Sicch\u00e9 \u00e8 prevedibile che i nuovi arrivati siano visti come bocche da sfamare a un desco sempre pi\u00f9 misero. E che non gli si possa offrire una dignit\u00e0 e un lavoro gi\u00e0 negati a quasi la met\u00e0 dei nostri giovani, e che li si consegni cos\u00ec alla miseria e agli espedienti. Quello tra poveri e impoveriti lo si pu\u00f2 chiamare conflitto tra italiani e stranieri, xenofobi e altruisti, ignoranti e sapienti, destra e sinistra. Ma cos\u00ec facendo se ne mascherano le cause e, quindi, lo si esaspera rilanciandolo nelle tifoserie politiche.<\/p>\n<p>Come ha dimostrato anche questa <i>querelle<\/i>, si tratta di un conflitto gi\u00e0 pericolosamente maturo, per certi versi gi\u00e0 fuori controllo. Se non si pu\u00f2 chiedere a tutti di documentarsi su dati e contesto per risalire alle sue cause strutturali, si auspica che chi presiede un&#8217;organizzazione cos\u00ec importante e cos\u00ec avvezza a operare sulle macerie dei fallimenti politici lo sappia fare, lo faccia con urgenza. Metterebbe il suo seguito e la sua autorit\u00e0 al servizio non solo di chi subisce la guerra all&#8217;estero, ma anche di chi auspica in patria le condizioni della pace.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-emergenza-e-la-pace\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-emergenza-e-la-pace<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE Sul tema delle ONG umanitarie, al netto di quelle semisconosciute oggi giustamente sotto processo, in linea di principio non esulto quando soggetti non governativi operano in settori strategici e vitali. 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