{"id":30652,"date":"2017-05-17T15:43:47","date_gmt":"2017-05-17T13:43:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30652"},"modified":"2017-05-17T15:43:47","modified_gmt":"2017-05-17T13:43:47","slug":"vittoria-e-sconfitta-delle-idee-sovraniste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30652","title":{"rendered":"Vittoria e sconfitta delle idee sovraniste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La divisione tra i sovranisti francesi ha provocato la vittoria dell\u2019eurista Macron. Questa sconfitta elettorale della maggioranza dei Francesi non era inevitabile e non \u00e8 definitiva. Ogni sovranismo ha tre radici: 1. l&#8217;umiliazione dei lavoratori costretti dalla globalizzazione alla concorrenza con i lavoratori di tutto il mondo \u2013 ed \u00e8 in questo senso <strong>sovranismo sociale<\/strong>; 2. la preoccupazione politica per lo smantellamento della democrazia operato dalle organizzazioni sovranazionali \u2013 ed \u00e8 allora <strong>sovranismo politico<\/strong>; 3. la volont\u00e0 di conservare l\u2019ethos che caratterizza storicamente ogni popolo \u2013 ed \u00e8 allora <strong>sovranismo identitario<\/strong>. Poich\u00e9 <strong>tutti<\/strong> i partiti sovranisti francesi, per quanto in misura differente, si alimentano da queste tre radici, la costituzione di un fronte sovranista elettoralmente vincente non \u00e8 soltanto necessaria, se si vuole evitare che una minoranza decida l&#8217;asservimento dei lavoratori, la dissoluzione della democrazia, la fine della cultura, ma \u00e8 anche possibile. A tale fine occorre mettere da parte il narcisismo delle piccole differenze, conservando soltanto due istanze discriminanti: il rigetto del razzismo e quello del comunitarismo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>Vittoria e sconfitta delle idee sovraniste<\/strong><\/span><br \/>\ndi <span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Jacques Sapir<\/strong><\/span> \u2022 16 maggio 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;originale dell&#8217;articolo \u00e8 al seguente collegamento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/6006\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/6006<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di <strong><em>Paolo Di Remigio<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il periodo attuale \u00e8 segnato da un&#8217;acuta contraddizione. Il primo turno delle elezioni presidenziali ha rivelato la vittoria culturale delle idee sovraniste. Il secondo turno ha sancito la loro sconfitta. Le cause di questa sconfitta sono molteplici. Essa \u00e8 dovuta alla persistenza di meccanismi ideologici di demonizzazione all&#8217;indirizzo del Fronte Nazionale. Questi meccanismi sono stati per\u00f2 riattivati anche dall&#8217;incapacit\u00e0, evidente nei voltafaccia dell&#8217;ultima settimana, di articolare in modo chiaro un progetto coerente, e soprattutto dall&#8217;incapacit\u00e0 di presentare degnamente questo progetto nel dibattito televisivo. Questa sconfitta sancisce tanto i limiti della candidata, siano essi ideologici, politici o organizzativi, quanto la divisione della corrente sovranista.<br \/>\nRammentiamo i fatti: se si sommano i suffragi che si sono indirizzati all&#8217;insieme dei candidati che difendono posizioni o tesi sovraniste, i sovranisti hanno <em>esplicitamente<\/em> ottenuto pi\u00f9 del 47% dei voti al primo turno. Si pu\u00f2 pensare, inoltre, che esista una riserva di elettori sovranisti nella parte dell&#8217;elettorato di Fran\u00e7ois Fillon: un certo numero di suoi sostenitori, tra cui dei deputati, non hanno fatto mistero della loro adesione alle tesi sovraniste. \u00c8 dunque chiaro che al primo turno il sovranismo \u00e8 stato <em>implicitamente<\/em> maggioritario. Lo \u00e8 stato senza cedere nulla sulle sue posizioni, in particolare sull&#8217;euro. Ma \u00e8 stato sconfitto politicamente al secondo turno. L&#8217;opposizione tra questi due fatti cos\u00ec indiscutibili mette in luce sia la diversit\u00e0 delle posizioni sovraniste che le difficolt\u00e0 di riunirle insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>L&#8217;unit\u00e0 impossibile?<\/strong><\/span><br \/>\nMichel Wieviorka ha pubblicato un testo interessante sul sito <em>The Conversation<\/em>, in cui argomenta che questo scacco \u00e8 dovuto alla divisione del movimento sovranista in due parti inconciliabili<strong>[1]<\/strong>. In effetti, questa analisi ha apparenza di evidenza. C&#8217;\u00e8 stato poco travaso di voti tra l&#8217;elettorato di Jean-Luc M\u00e9lenchon e Marine le Pen. Ma le cause di questo debole travaso sono strutturali (e questa \u00e8 la tesi di Wieviorka, che pensa che esista una cultura politica francese che rende impossibile la fusione degli elettorati) o sarebbero invece da cercare nella particolare congiuntura di queste elezioni?<br \/>\nA questo interrogativo se ne aggiunge un altro: il sovranismo \u00e8 duplice, come lo sottintendono Wieviorka, ma anche altri analisti, in particolare Alexandre Devecchio che si \u00e8 espresso cos\u00ec nella trasmissione che abbiamo realizzato con Jacques Nikonoff e con lui su <strong>Radio-Sputnik[2]<\/strong>, oppure la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa? In effetti si pu\u00f2 dubitare tanto della duplicit\u00e0 delle correnti sovraniste quanto della loro perfetta incarnazione politica in precise correnti politiche. Si comprende l&#8217;importanza di questo tema. Perch\u00e9, se Michel Wieviorka avesse ragione, un&#8217;alleanza sarebbe impossibile. Se invece il cattivo trasferimento dei suffragi si spiega meglio con il contesto ideologico nel quale si sono svolte queste elezioni, allora la conciliazione tra le differenti correnti sovraniste appare molto pi\u00f9 facile. Soprattutto, si pu\u00f2 pensare a una separazione radicale di queste correnti o, al contrario, hanno tutte aspetti in comune? Ci\u00f2 comporta il riesame della differenza tra le incarnazioni politiche e delle correnti sovraniste.<br \/>\n\u00c8 questa l&#8217;analisi che qui si va sviluppare. Riprendo una parte della terminologia di Alexandre Devecchio, in particolare quella riguardante il sovranismo sociale e il sovranismo identitario. Sono per\u00f2 il solo responsabile dell&#8217;interpretazione che do a questi termini<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sovranit\u00e0 e sovranismo<\/strong><br \/>\nSe la sovranit\u00e0 \u00e8 una, e non si divide (ricordiamo i testi costituzionali), il sovranismo \u00e8 attraversato da pi\u00f9 correnti o sensibilit\u00e0. Queste correnti, o queste sensibilit\u00e0, traducono un approccio della rivendicazioni sovranista che \u00e8 naturalmente differente secondo le diverse persone, ma anche secondo i contesti sociali e familiari.<br \/>\nLa prima corrente \u00e8 quella che si pu\u00f2 chiamare <strong>sovranismo sociale<\/strong>. Essa si radica nella constatazione che ogni progresso sociale implica che la comunit\u00e0 nazionale, ci\u00f2 che si chiama \u2018popolo\u2019, sia sovrana. Essa comprende che non ci pu\u00f2 essere progresso sociale senza un\u2019economia che sia rivolta alla grande maggioranza e non all\u2019accrescimento della ricchezza dei pi\u00f9 ricchi, come accade attualmente. Essa analizza questo stato di fatto come il prodotto delle regole della mondializzazione e della globalizzazione finanziaria, di cui la moneta unica, l\u2019euro, \u00e8 il punto di articolazione all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. Per questo essa si lega analiticamente e logicamente a questo stato di fatto e, \u201cin nome del popolo\u201d, e pi\u00f9 esattamente nel nome dei lavoratori, che abbiano un impiego o che ne siano privi, reclama il ritorno a una sovranit\u00e0 monetaria che si inscriva nel ritorno globale di una sovranit\u00e0 politica. Essa pone un collegamento tra la perdita progressiva di sovranit\u00e0 e la distruzione, reale o programmata, delle principali conquiste sociali.<br \/>\nLa seconda corrente \u00e8 il sovranismo tradizionale, che si pu\u00f2 chiamare <strong>sovranismo politico<\/strong>. Le sue radici si insinuano nello strato pi\u00f9 profondo della storia della Francia, si nutrono dei testi di Jean Bodin. La sua preoccupazione essenziale \u00e8 quella dello Stato sovrano, come rappresentante del popolo (dal 1789). Questa corrente rifiuta la riduzione della democrazia alla semplice deliberazione. Comprende che la vocazione implica l\u2019esistenza di un quadro spaziale nel quale si verifica la possibilit\u00e0 di decidere ma anche la responsabilit\u00e0 di queste stesse decisioni<strong>[3]<\/strong>. Questa corrente analizza il processo dell\u2019Unione Europea non come un processo di delega della sovranit\u00e0 ma come un processo in cui in realt\u00e0 si cede la sovranit\u00e0. Ora questa cessione non pu\u00f2 esistere. Ne deduce la natura profondamente antidemocratica del processo europeo. Nota che questa natura si \u00e8 rivelata in modo esplicito nel trattamento riservato dalle istituzioni dell\u2019Unione Europea e dell&#8217;Eurozona a paesi come Cipro e come la Grecia. Questo sovranismo politico che fu incarnato da Philippe S\u00e9guin o da Marie-France Garaud, si \u00e8 espresso con forza in Gran Bretagna con il referendum sulla \u201cBrexit\u201d. Questo sovranismo politico \u00e8 naturalmente e logicamente l\u2019alleato del sovranismo sociale.<br \/>\nLa terza corrente incarna quello che si pu\u00f2 chiamare <strong>sovranismo identitario<\/strong>. Partendo da una reazione spontanea contro alla rimessa in discussione della cultura, tanto nella sua dimensione \u201cculturale\u201d in senso volgare che nelle sue dimensioni politiche e cultuali, essa \u00e8 insieme molto vivace e molto forte (caratteristica di ogni movimento spontaneo), ma anche molto meno costruita delle due prime correnti. D\u2019altronde il grande storico Fernand Braudel ha scritto su questo tema un libro bellissimo, <em>L\u2019identit\u00e0 della Francia<\/em><strong>[4]<\/strong>. Egli mostra come l\u2019identit\u00e0 si sia costruita poco a poco. Non c\u2019\u00e8 dunque niente di scandaloso nel richiamarsi all\u2019identit\u00e0 della Francia, e da questo punto di vista la sensibilit\u00e0 sovranista identitaria \u00e8 perfettamente ammissibile.<br \/>\nSe si pu\u00f2 comprendere la reazione che la fonda, conviene anche constatare che essa pu\u00f2 degenerare verso tesi xenofobe o anche razziste, da ci\u00f2 la possibile porosit\u00e0 con le tesi dei gruppi definiti come \u201cidentitari\u201d. Ma essa si pone nondimeno questioni che sono in realt\u00e0 le stesse di quelle del sovranismo politico, in particolare sulla questione delle frontiere necessarie. Essa impone inoltre all\u2019insieme del movimento sovranista, in risposta alle sue potenziali derive, una riflessione specifica sulla natura del \u201cpopolo\u201d e mostra l\u2019<em>impasse<\/em> di una definizione etnocentrica o religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pluralit\u00e0 delle incarnazioni del sovranismo<\/strong><br \/>\nOgnuna di queste sensibilit\u00e0, o di queste correnti, concorre a costituire l\u2019unit\u00e0 del movimento sovranista. Spesso sono il punto di accesso al sovranismo, e si pu\u00f2 prendere coscienza dell\u2019importanza e della centralit\u00e0 della questione della sovranit\u00e0 a partire da queste differenti sensibilit\u00e0. Se per\u00f2 si analizzano logicamente le ragioni di questa presa di coscienza, si \u00e8 condotti a considerare la sovranit\u00e0 nel suo insieme, e il sovranismo come un movimento che unifica, ma anche supera queste tre correnti.<br \/>\nQueste diverse correnti, conviene sottolinearlo, non si incarnano nelle differenti forze politiche, che partecipino tutte, ma ciascuna in proporzioni diverse, a queste diverse sensibilit\u00e0 del sovranismo. Il problema non \u00e8 dunque la compatibilit\u00e0 organizzativa di queste correnti, ma la loro compatibilit\u00e0 politica e filosofica.<br \/>\nIl movimento \u201c<em>Francia ribelle<\/em>\u201d di Jean-Luc M\u00e9lenchon incarna sicuramente il sovranismo sociale. Ma \u00e8 molto sensibile \u2013 e l\u2019evoluzione di Jean-Luc M\u00e9lenchon lo testimonia \u2013 al sovranismo politico, e questo a partire dagli avvenimenti della Grecia del luglio 2015 che hanno lasciato una traccia profonda. Non \u00e8 neanche privo di una forma di sovranismo identitario, come si \u00e8 potuto vedere nel <em>meeting<\/em> di Marsiglia, nella misura in cui esso segna la volont\u00e0 di affermare la cultura politica francese, con le sue regole e la sua laicit\u00e0 contro le derive comunitariste. D\u2019altra parte \u00e8 questo il punto che gli rimprovera la \u201csinistra\u201d tradizionale, che oggi va dal P\u201dS\u201d (quello che ne resta) al PCF.<br \/>\nIl partito di Nicola Dupont-Aignan all\u2019inizio ha essenzialmente incarnato il sovranismo politico. Esso \u00e8 erede della posizione di un Philippe S\u00e9guin. In seguito si \u00e8 aperto al sovranismo sociale anche se, per scelta politica, \u00e8 indietreggiato sulla questione dell\u2019euro. Questo arretramento, che si poteva comprendere nel posizionamento tattico di una piccola formazione, ha avuto per\u00f2 conseguenze ben pi\u00f9 gravi quanto alla coerenza del discorso tenuto da Marine Le Pen negli ultimi giorni della campagna. Esso \u00e8 anche portatore di elementi del sovranismo identitario, anche se \u00e8 sempre fermamente e ferocemente opposto a ogni deriva razzista, ci\u00f2 che va a suo onore.<br \/>\nQuanto al Fronte Nazionale, il sovranismo identitario \u00e8 stato costitutivo della nascita di questa formazione, e ci\u00f2 nelle forme pi\u00f9 estreme. Se questo partito non \u00e8 mai stato un \u201cpartito fascista\u201d, e invito qui quelli che utilizzano questa espressione a torto e per mezzo di una revisione storica, alla sua origine esso \u00e8 stato incontestabilmente un partito razzista e xenofobo. Ma ormai da molti anni vi \u00e8 stata una presa in considerazione del sovranismo sociale e del sovranismo politico. Questa presa in considerazione delle altre due correnti ha comportato una marginalizzazione progressiva dei temi iniziali. Le tesi puramente identitarie sono state peraltro parzialmente respinte fuori da questa formazione. Tuttavia la trasformazione non \u00e8 stata compiuta totalmente.<br \/>\nNessuna formazione politica incarna dunque totalmente e unicamente una delle correnti del sovranismo. Ma ciascuna delle formazioni politiche ha anche la sua storia, e l\u2019articolazione particolare delle sensibilit\u00e0 sovraniste vi ha costruito una cultura politica di organizzazione che \u00e8 specifica. L&#8217;importanza di questa cultura si esprime nel posizionamento politico particolare di ciascuna di queste formazioni, ma anche nei riflessi spesso epidermici che possono separare radicalmente gli aderenti. Ogni organizzazione intende sviluppare uno \u201cspirito di partito\u201d, che si traduce di fatto in una comune incapacit\u00e0 di ascolto del discorso tenuto dall&#8217;\u201daltro\u201d, e che pu\u00f2 degenerare in un settarismo ottuso. Ma ci sono anche divergenze ben reali. E alcune tra esse possono giustificare un rifiuto che mette fine al dibattito e impedisce ogni contatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le cause della divisione<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 dunque stata trovata la traduzione in termini politici della vittoria culturale che il sovranismo ha riportato nel primo turno. E per questo il sovranismo \u00e8 stato sconfitto <em>politicamente<\/em>. Questo i responsabili delle differenti organizzazioni e movimenti politici nei quali si incarna nel sovranismo lo sanno. Perch\u00e9 allora non cercano l\u2019unione?<br \/>\nUna prima risposta risiede nel sogno di affermazione del movimento, sogno coltivato tanto dagli uni quanto dagli altri. Si considera il proprio movimento chiamato a riunire sotto lo stesso tetto <em>tutti<\/em> i sovranisti. Ma questo sogno \u00e8, nel caso migliore, un&#8217;illusione, nel caso peggiore, porta in lui l\u2019incubo di un ripiegamento in una chiusura settaria, come in certe sette persuase di essere le sole a detenere la \u201cverit\u00e0\u201d.<br \/>\nUna seconda risposta risiede nelle abitudini prese, nelle pratiche quotidiane, che fanno s\u00ec che sia pi\u00f9 facile restare nel proprio angolo e proferire scomuniche, giocare la carta della demonizzazione, anzich\u00e9 affrontare realmente il dibattito. Ma il dibattito \u00e8 possibile, \u00e8 legittimo? Qui si deve comprendere l\u2019interdetto assoluto che colpisce un partito che difenda tesi razziste. Tale era certo il caso del Fronte Nazionale al suo inizio. Ma il cambiamento \u00e8 anche incontestabile. Allora si pone la domanda di dove posizionare il cursore. Ed \u00e8 profondamente controproducente pretendere che un partito sia \u201cantirepubblicano\u201d quando d\u00e0 garanzie molteplici della sua accettazione delle regole di funzionamento della Repubblica. Ma \u00e8 importante sapere dove si trovi il limite, e soprattutto se una organizzazione resti fermamente al di sotto di questo limite o si evolva in riferimento ad esso. Infatti la questione del razzismo non \u00e8 la sola a richiedere un interdetto assoluto; lo \u00e8 anche la questione del comunitarismo. Molto chiaramente nessun dibattito organizzato \u00e8 possibile n\u00e9 con un\u2019organizzazione che difende un punto di vista razzista n\u00e9 con un\u2019organizzazione che difende un punto di vista comunitarista. Se si vuole pensare uno spazio comune tra sovranisti occorrer\u00e0 essere molto chiari su questi due punti.<br \/>\nDa questo punto di vista l&#8217;esistenza di uno spazio di dibattito \u00e8 insieme un modo di verifica di questo limite, ma pu\u00f2 anche trasformarsi in uno strumento che incita un partito a evolversi in rapporto a questo stesso limite. Per farlo, il dibattito non ha bisogno di esser esplicito e in un quadro comune; per un po\u2019 di tempo pu\u00f2 restare nel dominio dell\u2019implicito. Di fatto se il Fronte Nazionale si \u00e8 evoluto in rapporto alle sue tesi originarie, anche la \u201cFrancia ribelle\u201d di Jean-Luc M\u00e9lenchon ha conosciuto una svolta sul problema dell\u2019immigrazione (e sull\u2019integrazione) e ha adottato un atteggiamento ben pi\u00f9 realista. Questo \u00e8 sintomo del fatto che un dibattito implicito si \u00e8 attuato. Ma si pu\u00f2 pensare che un dibattito esplicito avrebbe permesso una chiarificazione migliore delle posizioni degli uni degli altri.<br \/>\nUna terza risposta risiede allora nella volont\u00e0 di portare l\u2019altra formazione sulla totalit\u00e0 delle proprie posizioni. Anche qui si \u00e8 di fronte a una \u201cmalattia infantile\u201d delle organizzazioni: l\u2019incapacit\u00e0 di riconoscere la legittimit\u00e0 delle divergenze. Non \u00e8 necessario che le organizzazioni adottino lo stesso programma, tengano gli stessi discorsi, perch\u00e9 possano cooperare e procedere per esempio a delle desistenze durante le elezioni. Ma \u00e8 necessario che si sappia ci\u00f2 che provoca la divergenza legittima e ci\u00f2 che provoca l\u2019interdetto. La questione del razzismo, e inoltre la definizione di ci\u00f2 che il \u201cpopolo\u201d comprende, ossia la questione del comunitarismo, sono di quelle che provocano l&#8217;interdetto. Inoltre conviene dire che il sovranismo si oppone radicalmente a due ideologie, quella che cerca di fondare la comunit\u00e0 nazionale sulle razze e quella che cerca di dividerla in comunit\u00e0 separate e distinte. Il rifiuto assoluto del razzismo deve accompagnarsi a un rifiuto altrettanto assoluto del comunitarismo. \u00c8 l\u2019essenza stessa della coerenza sovranista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le condizioni dell\u2019unit\u00e0<\/strong><br \/>\nSi conosce la formula, e tuttavia non \u00e8 mai stata di tanta attualit\u00e0: \u201cLa storia ci morde la nuca\u201d. Questa citazione \u00e8 estratta da un&#8217;opera scritta insieme da Daniel Bensa\u00efd, militante filosofo trotzkista morto nel 2010, e da Henri Weber<strong>[5].<\/strong> Essa non sfigura qui in un testo sul sovranismo. Pochi lo sanno, ma Bensa\u00efd, che ho conosciuto e con cui in altri tempi ho polemizzato (sulla natura dell\u2019Urss), era anche autore di un libro su Giovanna d\u2019Arco<strong>[6]<\/strong>. In una conversazione, un po\u2019 di tempo prima della sua morte, Bensa\u00efd era tornato su Giovanna d\u2019Arco precisando il suo interesse: \u201c<em>Giovanna d\u2019Arco abbozza l\u2019idea nazionale in un\u2019epoca in cui la nazione non ha realt\u00e0 nelle tradizioni dinastiche. Come germoglia nelle frange di un regno abbastanza a pezzi questo abbozzo popolare di un\u2019idea nazionale?<\/em><strong>[7]<\/strong>\u201d Ottima questione, in effetti. \u00c8 quella del doppio movimento di costituzione e della nazione e del popolo che in realt\u00e0 era posta. Questa questione \u00e8 alla base della costituzione del movimento sovranista.<br \/>\nSe dunque vogliamo rifiutare il governo di una minoranza, e si deve ricordare che le tesi europeiste sono minoritarie in Francia, occorre trovare una soluzione che unisca insieme filosoficamente le tre correnti del sovranismo e che permetta politicamente alle formazioni politiche che incarnano questo sovranismo di cooperare nell\u2019arena particolare della lotta politica. Altrimenti i sovranisti, bench\u00e9 maggioritari, saranno sempre vinti. Non abbiamo alcun dubbio sulla volont\u00e0 dei nostri avversari, che dispongono di mezzi potenti, in particolare in tema di stampa e di media, e che cercheranno senza pausa di demonizzare gli uni o gli altri, per continuare a chiudere i francesi nel tranello che ha condotto all\u2019elezione di Emmanuel Macron.<br \/>\nQuesta soluzione passa per la costruzione di uno spazio di dibattito, uno spazio di controversia, che permetta di costruire i contatti necessari al disarmo progressivo dei riflessi settari. Questo spazio potrebbe anche includere accordi di desistenza, o almeno patti di non aggressione. Ma la costruzione di un tale spazio esige anche che si sia chiari sul rifiuto congiunto di ogni razzismo e di ogni comunitarismo. \u00c8 una condizione assoluta per l\u2019esistenza e per l&#8217;efficacia in tale spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">[1]\u00a0Wieviorka M., \u00abDeux populismes valent mieux qu\u2019un!\u00bb, nota pubblicata il 14 maggio 2017, <a href=\"https:\/\/theconversation.com\/deux-populismes-valent-mieux-quun-77666\">https:\/\/theconversation.com\/deux-populismes-valent-mieux-quun-77666<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Cfr. \u00abChroniques de Jacques Sapir\u00bb su Radio-Sputnik con Alexandre Devecchio et Jacques Nikonoff. Si pu\u00f2 ascoltare qui il dibattito:\u00a0<a href=\"https:\/\/fr.sputniknews.com\/radio_sapir\/201705111031344230-france-spectre-politique-recomposition\/\">https:\/\/fr.sputniknews.com\/radio_sapir\/201705111031344230-france-spectre-politique-recomposition\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"en-US\">[3] S. Benhabib, \u00ab\u00a0Deliberative Rationality and Models of Democratic Legitimacy\u00a0\u00bb, in <\/span><span lang=\"en-US\">Constellations<\/span><span lang=\"en-US\">, vol. <\/span>I, n\u00b01\/aprile 1994<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Braudel F., L\u2019Identit\u00e9 de la France, 3 volumi, Flammarion, Paris, 2009<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Bensa\u00efd D., Weber H.,\u00a0Mai 1968. Une r\u00e9p\u00e9tition g\u00e9n\u00e9rale, Maspero, Paris, 1969<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Bensa\u00efd D., Jeanne de guerre lasse, Paris, Gallimard, \u00ab\u00a0Au vif du sujet\u00a0\u00bb, 1991<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6]\u00a0<a href=\"http:\/\/www.danielbensaid.org\/Il-y-a-un-mystere-Jeanne-d-Arc\">http:\/\/www.danielbensaid.org\/Il-y-a-un-mystere-Jeanne-d-Arc<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La divisione tra i sovranisti francesi ha provocato la vittoria dell\u2019eurista Macron. Questa sconfitta elettorale della maggioranza dei Francesi non era inevitabile e non \u00e8 definitiva. Ogni sovranismo ha tre radici: 1. l&#8217;umiliazione dei lavoratori costretti dalla globalizzazione alla concorrenza con i lavoratori di tutto il mondo \u2013 ed \u00e8 in questo senso sovranismo sociale; 2. la preoccupazione politica per lo smantellamento della democrazia operato dalle organizzazioni sovranazionali \u2013 ed \u00e8 allora sovranismo politico; 3.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":65,"featured_media":21344,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5101,6],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/sapir-1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-7Yo","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30652"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/65"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30652"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30871,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30652\/revisions\/30871"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/21344"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}