{"id":3066,"date":"2011-04-12T14:20:17","date_gmt":"2011-04-12T14:20:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3066"},"modified":"2011-04-12T14:20:17","modified_gmt":"2011-04-12T14:20:17","slug":"ma-dove-finiscono-i-soldi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3066","title":{"rendered":"Ma dove finiscono i soldi?"},"content":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea<\/p>\n<p>Prendo lo spunto da un interessante articolo apparso su un blog, il cui link troverete al fondo del post per mettere in evidenza quanto sta accadendo in questi giorni.<br \/>\nUna quantit\u00e0 di eventi che apparentemente sembrano in contraddizione, acquisiscono un significato se si abbandona il puro contesto monetario.<\/p>\n<p>E prendo gli USA in esame, pur essendo anche l\u2019Europa agitata da simili problematiche.<br \/>\nIl primo paradosso \u00e8 quello dalla borsa.<br \/>\nUn paese in cui la disoccupazione totale ( quindi includendo tutti coloro ch potrebbero lavorare, ma un lavoro non ce l\u2019hanno) vicino al 20% della popolazione adulta, un paese in cui pi\u00f9 del 14% riceve i foodstamps ( aiuto statale di pura sopravvivenza alimentare costituito da 138 e rotti dollari AL MESE, un paese in cui l\u2019immobiliare continua a perdere valore, a causa dei pignoramenti, un paese la cui bilancia commerciale \u00e8 in rosso stabile da anni e per cifre enormi, e lo stesso paese le cui aziende producono e vendono sempre meno, ebbene quel paese ha una borsa che continua a crescere.<br \/>\nForse tra qualche anno mi ravveder\u00f2 e cambier\u00f2 mestiere, ma per ora \u00e8 inspiegabile come i valori di borsa continuino a crescere, quando le aziende puntano ad aumentare la produttivit\u00e0, mentre il problema \u00e8 vendere cosa gi\u00e0 producono. Un alieno che analizzasse tale immagine potrebbe solo dire \u201cimpossibile\u201d.<br \/>\nMa quello \u00e8 poi lo stesso paese con un debito federale vicino al 100% del prodotto interno lordo, ma attenzione, questo \u00e8 SOLO il debito federale che non include la bancarotta alla quale sono arrivate amministrazioni municipali, o stati che non riescono nemmeno pi\u00f9 a garantire un servizio di polizia degno di quel nome, che invita i dipendenti pubblici a lavorare a giorni alterni perch\u00e9 non possono pi\u00f9 pagare i loro stipendi o come la California che li paga con delle cambiali ( gli I Owe You)<br \/>\nIl paese il cui  governo federale che si \u00e8 fatto carico di due entit\u00e0 in bancarotta conclamate come Fannie &amp; Freddie le cui garanzie ammontano a pi\u00f9 di 5 trilioni di dollari, oltre alle garanzie su altre entit\u00e0 finanziarie che fanno salire il conto totale a pi\u00f9 del 300% del PIL, ebbene quel paese continua ad avere sui propri titoli del debito pubblico una splendida tripla A.<br \/>\nVa beh che chi assegna i rating sono due societ\u00e0 americane e una inglese (pertanto legata a filo doppio all\u2019America), ma non dimentichiamo che la sua moneta \u00e8 ancora detenuta come riserva dai maggiori paesi del mondo, anche se pare che pian piano stiano cercando di liberarsene.<br \/>\nMa cosa \u00e8 in completa contraddizione con ogni teoria economica \u00e8 il fatto che la banca centrale, che emette il denaro, lo usi per acquistare i titoli del debito pubblico, cosa che dovrebbe spingere l\u2019inflazione alle stelle \u2026\u2026. E invece niente.<br \/>\nOra, come \u00e8 ben spiegato nell\u2019articolo linkato, il meccanismo che coinvolge banca centrale federale e banche commerciali, si riduce ad una partita di giro, in cui ognuno degli enti interessati ha il suo  piccolo guadagno, ma l\u2019unica cosa che resta fuori da tale ragionamento \u00e8 il denaro che finisce nelle casse del tesoro.<br \/>\nEd il tesoro, se si indebita ulteriormente, \u00e8 perch\u00e9 ne ha immediato bisogno per le proprie spese.<br \/>\nDico ulteriormente, perch\u00e9 parte di quel debito serve a rimborsare titoli in scadenza, ma \u00e8 il di pi\u00f9 che mi interessa e che dovrebbe costituire quel 10% circa di PIL  che \u00e8 il rosso del bilancio.<br \/>\nE qui ci addentriamo in un territorio finora inesplorato dalle teorie economiche, ma che invece rientra perfettamente in quella che \u00e8 la mia definizione di inflazione.<br \/>\nQui la riporto, tanto per averla sott\u2019occhio.<br \/>\nEssa \u00e8 il fenomeno che si verifica quando la massa di denaro destinata all\u2019acquisto dei beni e servizi di largo e comune uso e consumo, supera il valore, espresso in denaro di tali beni e servizi.<br \/>\nQuesto fenomeno causa un immediato innalzamento dei prezzi di tali beni per cui, se presenti le altre condizioni, si innesca la spirale inflazionistica.<br \/>\nE tutto ci\u00f2 perch\u00e9 nel rilevamento dell\u2019indice di inflazione, rientrano tali beni e servizi, ma non quelli che costituiscono consumi di elite.<br \/>\nUn \u201cmercato\u201d si trova in equilibrio quando chi produce beni e servizi, guadagna dalla propria attivit\u00e0 quanto basta per acquistarli, ma questa \u00e8 una condizione sulla quale le politiche monetarie hanno pochissima influenza.<br \/>\nProviamo a pensare ad una fabbrica che produca abbigliamento.<br \/>\nIn essa le componenti alla formazione del prezzo dei prodotti sono , come per tutti, materie prime, lavoro e capitale.<br \/>\nImmaginiamo ora che le condizioni del paese siano tali per cui, grazie alla disoccupazione, all\u2019immigrazione, ecc\u2026 il lavoro abbia pochissimo potere contrattuale, ed allora vedremo le paghe di quei lavoratori diminuire, ma cos\u00ec facendo diminuir\u00e0 la possibilit\u00e0 per quei lavoratori di esser acquirenti, essi stessi, dei prodotti di quella fabbrica, mentre crescer\u00e0 il profitto di chi ha messo il capitale di quell\u2019azienda.<br \/>\nMa i lavoratori sono tanti, e i \u201cpadroni\u201d ( direttamente o indirettamente) sono pochi, e quindi questi ultimi si arricchiranno mentre i primi diventeranno pi\u00f9 poveri.<br \/>\nE diventando pi\u00f9 poveri saranno sempre meno \u201cconsumatori\u201d di quegli stessi prodotti che loro stessi creano.<br \/>\nQuindi, qualsiasi entit\u00e0 di spesa dello stato, dopo pochi passaggi da lavoratori a merci a produzione, sar\u00e0 finito ai detentori dei capitali, i quali non hanno assolutamente bisogno di tale denaro per vivere, e quindi non lo spenderanno nei beni di largo e comune uso e consumo, ma avranno invece il problema di come salvaguardarlo.<br \/>\nCosa che faranno investendolo, ed ecco spiegata la bolla delle borse e la speculazione sui futures delle commodities, alimentari inclusi, in un clima di inflazione praticamente nullo.<br \/>\nEcco quindi che si chiude il cerchio.<br \/>\nQuesto processo, iniziato molti anni addietro, con una ripartizione sbilanciata dei proventi dell\u2019aumento di produttivit\u00e0, \u00e8 stato mascherato per anni dal ricorso al credito facile, che ha consentito anche a chi non avrebbe pi\u00f9 potuto, di continuare a comportarsi da \u201cconsumatore compulsivo\u201d.<br \/>\nL\u2019ultima trovata, come ho spiegato nel mio precedente, \u00e8 stata quella di trasformare il mercato immobiliare nella cornucopia della ricchezza, illudendo una gran parte di popolazione che bastasse investire denaro preso a credito in una casa, per incassare degli utili. Sogno scomparso col brusco ritorno alla realt\u00e0 della crisi del credito attuale.<br \/>\nMa per tornare al processo, per cui un eccessivo prelievo di risorse da parte del capitale porta alla morte , o almeno alla sterilizzazione del mercato per scomparsa di acquirenti, rivediamo l\u2019intero flusso.<br \/>\nLa banca centrale crea denaro col quale acquista sul mercato vecchi titoli ( vita residua di almeno 2 anni), quindi da privati ( o fondi, finanziarie, ecc\u2026) e banche.<br \/>\nLe banche, il mercato, ecc\u2026 secondo lo schema illustrato dal link completano la partita di giro.<br \/>\nResta fuori solo la copertura del nuovo deficit dello stato, il quale costituisce liquidit\u00e0 aggiuntiva, come differenza tra le tasse incassate , e le spese dello stato stesso.<br \/>\n\u00c8 dove va a finire il denaro speso dallo stato, che fa la differenza \u2026\u2026 in un mercato dove la distribuzione dei ricavi fosse pi\u00f9 sbilanciata a favore del lavoro, si avrebbe inflazione, anche a due cifre, ma se in pochi passaggi tale ricchezza rilasciata dal tesoro, finisce nelle solite tasche, che peraltro non ne hanno bisogno per sopravvivere, allora pu\u00f2 bellamente sparire dal mercato dei beni e servizi di comune uso e consumo, per finire in risparmio, o investimenti, e cio\u00e8 a gonfiare, ad esempio, la bolla della borsa o delle speculazioni.<br \/>\nQuindi all\u2019origine della ragione per cui l\u2019immissione di liquidit\u00e0 non causa inflazione, sta la mutata distribuzione tra lavoro e capitale degli aumenti dei profitti portati dall\u2019aumento di produttivit\u00e0, ma anche dalle importazioni di beni a basso costo, che, se da una parte hanno tenuto bassi i prezzi, dall\u2019altra hanno portato disoccupazione e sotto occupazione, falcidiando i redditi da lavoro.<br \/>\nEsse hanno generato alte entrate per gli importatori, ma hanno per\u00f2 portato al restringimento fino alla parziale scomparsa della manifattura, e quindi alla scomparsa di redditi da lavoro.<br \/>\nE questi sono i redditi, per numero e tipologia di impiego (non vengono certo usati, o usati in minima parte, per articoli di lusso), che sensibilizzano maggiormente i prezzi del paniere che poi determina l\u2019inflazione.<br \/>\nQuindi , per riassumere, una gran parte del denaro emesso dalla FED, passando per i titolari di vecchi Tbond, passando per le banche torna alla FED come deposito.<br \/>\nL\u2019altra parte, quella destinata a coprire il deficit di bilancio, tramite il tesoro arriva nel mercato, ma qui viene subito sequestrato da chi possiede il capitale delle aziende, che facendo gi\u00e0 parte della classe agiata, lo investe , in borsa o sui futures.<br \/>\nQuindi niente inflazione. Ma nemmeno niente eccesso di liquidit\u00e0. Solo una bolla che si sta gonfiando in borsa, con la manifattura che si sta estinguendo, aziende che si stanno rattrappendo ma generano utili a non finire solo consumando se stesse e la loro forza lavoro.<br \/>\nFino a quando andr\u00e0 avanti questo giochetto in cui a perdere, per quantit\u00e0 e difficolt\u00e0 di reddito \u00e8 la classe pi\u00f9 numerosa e pi\u00f9 povera?<br \/>\nL\u2019unica cura che potrebbe risollevare questa situazione non deriva ne dalla politica monetaria, come abbiamo visto, ma neanche da quella fiscale, perch\u00e9 un disoccupato che vive con i food stamps, non paga certo le tasse, e quindi resta una diminuzione delle ore lavorate a parit\u00e0 di reddito, con i costi aggiuntivi a carico del capitale, almeno fino a che si inverta il ciclo recessivo.<br \/>\nIn assenza di una misura simile c\u2019\u00e8 solo da aspettarsi un ulteriore peggioramento , quando cessino gli stimoli per esaurimento delle risorse, per cui dipende da cosa arriver\u00e0 prima, se lo scoppio della bolla della borsa valori, oppure le rivolte sociali.<br \/>\nAmbedue queste condizioni provocheranno un rigurgito della crisi mai finita, portando il paese in una pesante crisi di credibilit\u00e0.<br \/>\nL\u2019Europa, se da una parte sta meglio per cosa riguarda il welfare, e quindi l\u2019assistenza alle classi pi\u00f9 disagiate, dall\u2019altra subisce gli attacchi speculativi sui debiti sovrani dei PIGS (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna), ogni volta che qualcuno di tali stati si trova nella necessit\u00e0 di rinnovare una partita consistente di titoli in scadenza.<br \/>\nEd anche in questo caso, parlando di debito pubblico, non si riesce mai a fare una distinzione tra coloro del pubblico che si sono arricchiti quando il debito \u00e8 stato creato, e chi no, pretendendo invece di distribuire uniformemente sulla platea dei contribuenti i sacrifici per ripagarlo, e prima ancora, per pagare gli interessi su tale debito.<br \/>\nPer nazioni il cui debito \u00e8 posseduto dalla propria popolazione, come il Giappone, diventa solo un problema di politica fiscale interna, per quei paesi invece che sono stati finanziati dall\u2019estero, il rating e soprattutto la valutazione al fine di quotare i CDS assumono una importanza determinante ai fini del tasso di interesse sui titoli del debito.<br \/>\nE tali soldi per interessi, sono tutti soldi prelevati con le tasse, e non spesi per beneficiare la popolazione, ma soltanto i creditori.<br \/>\nDa segnalare che, come accaduto per Grecia e poi Irlanda, i governi del Portogallo hanno negato fino all\u2019ultimo minuto di aver bisogno di interventi di sostegno, per poi capitolare di fronte all\u2019evidenza.<br \/>\nI tassi della BCE son saliti di \u00bc di punto percentuale, il Portogallo ricever\u00e0 attorno agli 80 miliardi di euro, occorrono circa 1,42 dollari per avere un Euro, ed il Giappone sta alzando il livello delle importazioni (pagando ovviamente con dollari, visto quanti ne possiede).<br \/>\nL\u2019altro fattore di instabilit\u00e0 geopolitica resta l\u2019africa del nord, con la penosa e miserabile figura che l\u2019occidente sta facendo con la Libia ( gi\u00e0 quel gruppo di volenterosi che esporta democrazia legata alle bombe) dove gli intrepidi esportatori di democrazia non riescono a mettersi d\u2019accordo su nulla, mentre continuano le fughe da quei paesi di intere popolazioni.<br \/>\nCurioso poi , come per questi esportatori di democrazia al petrolio, interessi tanto la Libia, ma poco lo Yemen, nonostante che in quest\u2019ultimo la polizia spari ad altezza d\u2019uomo per uccidere, se poi guardiamo al Bahrein li abbiamo addirittura l\u2019invasione \u201cdemocratica\u201d dei blindati sauditi\u2026. Ma li , ovviamente \u00e8 un tipo di democrazia fatta col bricolage.<br \/>\nUna notizia delle ultime ore che riguarda la Cina; per la prima volta dopo 7 anni il mese passato si \u00e8 chiuso con la bilancia commerciale in rosso di 1,02 miliardi di dollari. Affatto contenti saranno Geithner e Obama, in quanto se la Cina comincia a pagare i suoi creditori attingendo alle riserve di dollari e Tbond, potremmo assistere ad una alluvione di valuta americana nei mercati, cosa tutt\u2019altro che piacevole per chi ancora si illude che il dollaro e gli asset denominati in tale valuta siano da considerare dei \u201cbeni rifugio\u201d. Un po\u2019 come un rifugio che caschi in testa \u2026..<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"CWgzlUwqMO\"><p><a href=\"https:\/\/intermarketandmore.finanza.com\/il-perverso-meccanismo-che-lega-fed-banche-e-liquidita-26929.html\">Il perverso meccanismo che lega FED, banche e liquidit\u00e0<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Il perverso meccanismo che lega FED, banche e liquidit\u00e0&#8221; &#8212; IntermarketAndMore\" src=\"https:\/\/intermarketandmore.finanza.com\/il-perverso-meccanismo-che-lega-fed-banche-e-liquidita-26929.html\/embed#?secret=7EZDqHu5Zr#?secret=CWgzlUwqMO\" data-secret=\"CWgzlUwqMO\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea Prendo lo spunto da un interessante articolo apparso su un blog, il cui link troverete al fondo del post per mettere in evidenza quanto sta accadendo in questi giorni. 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