{"id":3077,"date":"2011-04-18T22:34:13","date_gmt":"2011-04-18T22:34:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3077"},"modified":"2011-04-18T22:34:13","modified_gmt":"2011-04-18T22:34:13","slug":"creare-ricchezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3077","title":{"rendered":"Creare ricchezza."},"content":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea<\/p>\n<p>Sono sempre pi&ugrave; sconcertato dalle dichiarazioni dei nostri governanti e governatori.<br \/>\n\tOggi, affinch&eacute; i debiti non sommergano l&rsquo;economia, tutti puntano sull&rsquo;aumento del PIL: visto che non si riesce a diminuire il numeratore, cercano di aumentare il denominatore.<\/p>\n<p>Bella prospettiva, ma per poterla attuare occorrerebbe che come minimo non ci si prendesse in giro.<br \/>\n\tL&rsquo;economia, il prodotto interno lordo &egrave; fatto da consumi, commercio, investimenti.<br \/>\n\tPensare che oggi, con impianti che producono al 70% circa della loro capacit&agrave;, ci sia qualcuno che ha voglia di fare investimenti in produzioni, occorre essere fuori da questo mondo e dalle sue regole. Non ci sono enti di beneficenza che investono solo per il piacere di investire. Chi investe lo fa per produrre, e si produce per vendere, altrimenti sono solo soldi persi.<br \/>\n\tIl commercio, come tutti i servizi, necessita in primo luogo di qualcosa da commercializzare , per cui esiste e prospera quando sono attivi i due estremi dell&rsquo;economia, ovvero la produzione ed il consumo.<br \/>\n\tQuando manchi, o si sia atrofizzato uno di tali estremi, l&rsquo;espansione dei servizi sar&agrave; solo una ulteriore causa di ulteriore atrofizzazione, semplicemente perch&eacute; aumenter&agrave; la forbice tra costi di produzione e prezzi finali.<br \/>\n\tResta il consumo.<br \/>\n\tMa per consumare occorre avere i soldi, la disponibilit&agrave;. Ed ormai l&rsquo;hanno capita pure i sassi che la disponibilit&agrave; a credito &egrave; pericolosa, sia per chi lo concede che per chi lo ottiene quando il clima &egrave; di stasi e quindi non c&rsquo;&egrave; da aspettarsi aumenti di reddito , tali che permettano di restituire i debiti.<br \/>\n\tE la cosa pi&ugrave; perniciosa, in questa considerazione &egrave; basarsi su dati medi.<br \/>\n\tSe mediamente tutte le famiglie potrebbero permettersi un televisore nuovo, quando la media viene ottenuta con dati troppo bassi computati con altri troppo alti, diventa non solo un dato falso, ma una pura illusione.<br \/>\n\tChi non &egrave; sicuro di avere i mezzi per mangiare per tutto il mese, non si impegna certo nell&rsquo;acquisto del televisore nuovo, ma nemmeno chi tale problema non immagina nemmeno cosa sia, vista l&rsquo;ampia disponibilit&agrave; di mezzi di cui dispone, ed il televisore nuovo ce l&rsquo;ha gi&agrave;.<br \/>\n\tQuesto &egrave; il grosso inconveniente di aver ecceduto nell&rsquo;abbassare i redditi di chi potrebbe effettivamente rappresentare &ldquo;il mercato&rdquo;.<br \/>\n\tE quando parlo di abbassare i redditi , non parlo solo di disoccupati, ma anche di sottooccupati, di persone ridotte ad accettare paghe da fame, dall&rsquo;eccessiva concorrenza sul mercato del lavoro.<br \/>\n\tCredere di aver dato un contributo positivo al mercato del lavoro, con tutte le norme che hanno portato all&rsquo;eccessiva precarizzazione del lavoro stesso, &egrave; cosa che solo persone incoscienti o in malafede possono continuare a sostenere.<br \/>\n\tQuando si uniscono mondi economicamente molto diversi, occorrerebbe che a farlo fossero persone molto consapevoli dei problemi, ma soprattutto con visioni di lungo respiro.<br \/>\n\t&Egrave; la suddivisione degli obiettivi produttivi la cosa da pianificare, non col metodo dei piani quinquennali di sovietica memoria, ma con l&rsquo;incentivazione di determinate produzioni e tecnologie avanzate, lasciando le produzioni che necessitano di elevata mano d&rsquo;opera ai paesi inizialmente pi&ugrave; poveri.<br \/>\n\tMa la cosa essenziale &egrave; puntare a snellire il terziario, combattere efficacemente la manomorta della delinquenza organizzata, tutte azioni che riducono il divario tra chi produce ricchezza e chi la consuma.<br \/>\n\tSolo a questa condizione il mercato interno pu&ograve; continuare ad essere un mercato.<br \/>\n\tDelegare la manifattura all&rsquo;estero, cosa che &egrave; la fonte della ricchezza reale, quella su cui poggiano sia i servizi che i consumi, pu&ograve; essere positivo, ma solo nel quadro di una politica incentivante verso le produzioni pi&ugrave; tecnologicamente avanzate, dove il valore aggiunto possa essere elevato.<br \/>\n\tAumentare la produttivit&agrave; diminuendo i salari, raggiunge due effetti nefasti.<br \/>\n\tAtrofizza il mercato interno , facendo mancare mezzi ai consumatori, o almeno alla fascia pi&ugrave; sensibile di essi, dall&rsquo;altra, premiando il capitale, favorisce investimenti , i quali , senza l&rsquo;occhio puntato alle &ldquo;possibilit&agrave; di spesa&rdquo; dell&rsquo;intera popolazione, portano solo a prezzi che non compensano pi&ugrave; l&rsquo;aumentata capacit&agrave; produttiva, e quindi alla distruzione anche della ricchezza investita.<br \/>\n\tSolo quei paesi che, con lungimiranza, hanno mantenuto un buon mercato interno, oggi, sono in crescita, mentre quelli che si sono messi in concorrenza con i mercati emergenti, sul terreno del costo del lavoro, pagano per la loro mancata comprensione dei fenomeni, e per l&rsquo;inerzia con cui hanno gestito gli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Settimana piena di eventi &hellip;.. la Finlandia ha votato ed hanno vinto i conservatori per cui sar&agrave; ancora pi&ugrave; difficile per la Merkel accettare piani europei per il salvataggio di Grecia, Irlanda e Portogallo.<br \/>\n\tOrmai i CDS della Grecia sono a livelli di default praticamente sicuro a 1262 , e quelli Portoghesi subito sotto a 615 e gli Irlandesi a 590, mentre Italia e Spagna, per ora sono rientrate. Quindi mentre per la Grecia i mercati hanno ormai decretato almeno una ristrutturazione ( se non il default) per gli altri due siamo a probabilit&agrave; molto alte.<br \/>\n\tQuanto invece frena questa tendenza al default &egrave; la distribuzione dei debiti di tali stati nelle varie banche con in testa quelle tedesche, francesi , inglesi e statunitensi, che, in caso di default si troverebbero ad avere perdite per cui i loro capitali di garanzia non sarebbero sufficienti, ragion per cui il default si propagherebbe a macchia d&rsquo;olio nel continente.<br \/>\n\tCosa probabilmente costringer&agrave; i governanti a prendere un decisione comunque aborrita, saranno i volumi delle richieste che questi stati faranno al mercato, sia per rinnovare titoli in scadenza che per cercare capitali freschi.<br \/>\n\tNegli USA sta andando tutto male dal numero di lavoratori impegnati, all&rsquo;immobiliare, alle varie cause , nelle quali , rotto l&rsquo;indugio , pare che i giudici non risentano pi&ugrave; gran ch&egrave; &hellip;&hellip;. il potere delle grandi banche e delle multinazionali, passando anche per una propensione alla spesa negativa.<br \/>\n\tQuindi poche speranze sul fronte &ldquo;occupazione&rdquo;, ma anche sulla fiducia del popolo &hellip;.. &egrave; ormai scontato che dovremo &hellip;&hellip; fare sacrifici &hellip;. Gi&agrave; &hellip;&hellip;.. tutti.<br \/>\n\tL&rsquo;Europa, e noi italiani in primis, deve fare i conti con troppa gente abbarbicata ai pochi che effettivamente producono qualcosa di reale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Mensa Andrea Sono sempre pi&ugrave; sconcertato dalle dichiarazioni dei nostri governanti e governatori. Oggi, affinch&eacute; i debiti non sommergano l&rsquo;economia, tutti puntano sull&rsquo;aumento del PIL: visto che non si riesce a diminuire il numeratore, cercano di aumentare il denominatore. Bella prospettiva, ma per poterla attuare occorrerebbe che come minimo non ci si prendesse in giro. L&rsquo;economia, il prodotto interno lordo &egrave; fatto da consumi, commercio, investimenti. 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