{"id":30774,"date":"2017-05-15T10:11:14","date_gmt":"2017-05-15T08:11:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30774"},"modified":"2017-05-14T21:45:14","modified_gmt":"2017-05-14T19:45:14","slug":"terrorismo-e-possibile-prevedere-gli-attentati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30774","title":{"rendered":"Terrorismo: \u00e8 possibile prevedere gli attentati?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Tiziano Li Piani)<\/strong><\/p>\n<p><em>Gli attacchi di matrice jihadista degli ultimi anni hanno colto impreparato l\u2019Occidente in pi\u00f9 occasioni. Ma arginare la minaccia \u00e8 possibile<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 una circostanza generalmente nota che la societ\u00e0 moderna sia esposta a un numero crescente di rischi naturali progressivamente pi\u00f9 complessi da decifrare e gestire. In un\u2019intervista a <em>L\u2019Espresso<\/em> di circa dieci anni fa, il sociologo tedesco Ulrich Beck evidenziava che se una volta le cose erano \u00ab<em>date per sicure<\/em>\u00bb sino al verificarsi di un errore o di un danno, oggi qualsiasi cosa vale come non sicura solo perch\u00e9 \u00ab<em>potrebbe diventarlo<\/em>\u00bb. E in quest\u2019epoca di incertezza \u201cistituzionalizzata\u201d, le stesse \u201cprevisioni scientifiche\u201d vengono accolte spesso con diffidenza dal cittadino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che infatti \u00e8 meno noto \u00e8 che una \u201cprobabilit\u00e0 di fallimento\u201d sia gi\u00e0 quantificata in molti settori della societ\u00e0. Ad esempio, nel decreto ministeriale del 2008 <em>Norme Tecniche per le Costruzioni<\/em> le verifiche di sicurezza delle strutture vengono effettuate secondo il metodo semi-probabilistico agli stati limite, ovvero confrontando valori di sollecitazione e resistenza calcolati in frattile, ossia, semplificando, quel valore associato alla variabile (aleatoria) che ha una certa probabilit\u00e0 di essere minore del valore stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni opera civile realizzata dall\u2019uomo \u00e8 dunque intrinsecamente soggetta a una aleatoriet\u00e0 statistica. A dire il vero, questa percentuale di insicurezza, da qualcuno definita negli studi di ingegneria ironicamente \u201cla percentuale di Dio\u201d, \u00e8 oggi molto ridotta proprio in virt\u00f9 del progresso scientifico. Ad esempio, nel campo dell\u2019ingegneria sismica si stanno progressivamente affermando anche a livello commerciale progettazioni strutturali basate su analisi dinamiche non lineari, ovvero simulazioni del comportamento di una struttura modellata fedelmente alla realt\u00e0 e sottoposta a reali eventi sismici registrati nel passato o generati mediante algoritmi stocastici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante, pur considerando solo le opere costruite conformemente agli standard vigenti, le catastrofi naturali sono tuttora suscettibili di provocare danni all\u2019uomo e alla sua propriet\u00e0 anche nell\u2019epoca moderna, come alcune catastrofi hanno confermato nel recente passato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/ISIS-WORLD.jpg\" rel=\"lightbox[68986]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-68994 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/ISIS-WORLD.jpg\" alt=\"ISIS WORLD\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Fenomeno del terrorismo: come affrontarlo<\/strong><\/h3>\n<p>Ora, se l\u2019uomo fa parte della natura, anche le sue azioni, per quanto sofisticate, sono eventi naturali. Anche un fenomeno come <strong>l\u2019attentato terroristico<\/strong> rientra pertanto in quelle calamit\u00e0 da cui le istituzioni della societ\u00e0 moderna hanno il dovere di proteggere i propri cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure, i recenti attacchi compiuti in alcune delle maggiori capitali del mondo da oltre due anni a questa parte hanno svelato una profonda mancanza di conoscenza e preparazione rispetto alla \u201cnuova\u201d minaccia terroristica. \u00c8 indubbio che i servizi di intelligence, in primis quello italiano, svolgano una efficace azione di contrasto e prevenzione sul territorio, disinnescando cellule terroristiche e identificando cause e rimedi ai processi di radicalizzazione prima che si verifichi un attentato. Tuttavia, una visione moderna della societ\u00e0 non pu\u00f2 prescindere dalla consapevolezza della ineluttabilit\u00e0 di un attentato, anche solo quale mera eventualit\u00e0 statistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/TERROR-ATTACKS-EUROPE-2017.png\" rel=\"lightbox[68986]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-68992 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/TERROR-ATTACKS-EUROPE-2017.png\" alt=\"TERROR ATTACKS EUROPE 2017\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beninteso, esistono e sono gi\u00e0 in vigore in molti Paesi del mondo normative anti-terrorismo per target sensibili e strategici, che per\u00f2 nella maggior parte dei casi si limitano ad analizzare e limitare gli effetti sulle strutture delle onde d\u2019urto (onde che si propagano a una velocit\u00e0 superiore alla velocit\u00e0 del suono) provocate da eventi balistici o detonativi, senza considerare l\u2019elemento umano alla base di tali sollecitazioni. Ovvero ignorando l\u2019essere umano che cammina armato di coltello, che nasconde uno IED (ordigno esplosivo improvvisato) sotto una vettura o che indossa la cintura esplosiva che attiver\u00e0 a tempo opportuno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Un database per quantificare il fenomeno<\/strong><\/h3>\n<p>Negli anni del terrorismo di matrice jihadista targato ISIS, l\u2019opinione pubblica continua a chiedersi se un comportamento di un uomo che si appresta a compiere un attacco in una citt\u00e0 d\u2019Europa possa essere cos\u00ec difficile da prevedere rispetto, ad esempio, a una scossa sismica. Questa \u00e8 stata la domanda alla base di una ricerca condotta per l\u2019Istituto Alti Studi Strategici e Politici di Milano (IASSP) e presentata in anteprima in parlamento il 10 aprile del 2017. La ricerca si intitola <em>Operative Guidelines for the Protection of Places of Worship. A new approach toward security design of sensitive buildings<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prima parte del progetto, finalizzato in ultima analisi alla produzione di linee guida per la prevenzione e mitigazione dei danni provocati da attentati terroristici perpetrati in luogo di culto, perviene alla risposta del quesito mediante il nuovo <strong>I.T.A.W. Database<\/strong>. Sono gi\u00e0 disponibili correntemente alcune liste complete e affidabili che raccolgono informazioni significative su attentati perpetrati dal terrorismo di matrice islamista negli ultimi venti anni. La ricerca ha fatto per\u00f2 un ulteriore passo in avanti, creando uno strumento in grado di ricostruire in forma parametrizzata l\u2019intera dinamica degli eventi che sottende ciascun attentato, sin dalle sue fasi preliminari, desunte da fonti di informazione pubblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-68997 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/SAN-PIETROBURGO-ATTENTATO.jpg\" alt=\"SAN PIETROBURGO ATTENTATO\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Una delle persone ferite nell\u2019attentato alla metro di San Pietroburgo, 3 aprile 2017)\u00a0<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi prodotta dall\u2019I.T.A.W. Database emerge chiaramente l\u2019esistenza di pattern comportamentali legati alla tipologia di attentato, ovvero all\u2019arma adottata per perpetrarlo. Trend definiti che non si riferiscono solo al modus operandi adottato, in alcuni circostanze anche facilmente immaginabile, ma che sono possibilmente riconducibili anche al giorno della settimana prescelto, al momento della giornata e alla fase liturgica esplicata all\u2019interno del target. Dai risultati sembrerebbe emergere che, a prescindere dalle diverse modalit\u00e0 e forme con cui avviene il processo di radicalizzazione, l\u2019addestramento si concretizza sempre nell\u2019applicazione operativa di modelli consolidati di <em>urban warfare<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, esiste un ulteriore livello di lettura della questione, pi\u00f9 profondo. Infatti, il progetto conferma che il comportamento umano, anche quando esplicato da colui che viene riconosciuto come un \u201cfolle\u201d, sia intrinsecamente connotato da un livello di astrazione e razionalit\u00e0 che lo rende infine pi\u00f9 prevedibile di un qualsiasi movimento del terreno. E costituisce pertanto un primo approccio volto non solo a decodificare ma anche a \u201cmodellare\u201d la componente umana che costituisce la vera minaccia di un attacco terroristico.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3><strong>L\u2019attentato a<\/strong> <strong>Westminster<\/strong><\/h3>\n<p>D\u2019altronde, anche i recenti avvenimenti di cronaca confermano l\u2019urgenza di un nuovo paradigma di valutazione e risposta nei confronti di attentati terroristici perpetrati in suolo urbano. Ad esempio, \u00e8 interessante valutare l\u2019attacco avvenuto nel centro di Londra lo scorso 22 marzo 2017. Secondo la ricostruzione dell\u2019accaduto, il target finale dell\u2019attentato era il parlamento di Londra, contro i cui cancelli \u00e8 terminata la corsa della <em>Hyundai Tucson<\/em> guidata dall\u2019attentatore da cui questi \u00e8 sceso armato di coltello uccidendo una guardia inerme prima di essere a sua volta neutralizzato. Tuttavia, l\u2019impatto pi\u00f9 significativo provocato dall\u2019attentato si \u00e8 configurato piuttosto nel tragitto intrapreso per raggiungere il palazzo, ben prima dei suoi cancelli e, in particolare, a partire dal ponte di Westminster attraversato per raggiungerlo, dove l\u2019attentatore ha provocato quattro morti oltre al ferimento di decine di persone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-68989 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/LONDRA-ATTACCO-WESTMINSTER.jpg\" alt=\"LONDRA WESTMINSTER\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(I primi soccorsi dopo l\u2019attacco a Westminister del 22 marzo 2017)<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Gli attacchi alle Chiese<\/strong><\/h3>\n<p>Tale vulnerabilit\u00e0 era stata gi\u00e0 sollevata nel gennaio del 2017. L\u2019applicazione analitica di possibili minacce terroristiche su modelli planimetrici in cui le Chiese possono essere inserite, aveva rivelato che il pericolo per cose e persone derivante da un attentato terroristico di qualsivoglia natura, pur diretto al singolo edificio, si estende a una porzione di spazio urbano esterno allo stesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo margine \u00e8 stato definito nella ricerca <strong>\u00ab<em>spazio di influenza<\/em>\u00bb<\/strong> dell\u2019edificio. Nel caso di una Chiesa, questo spazio comprende il sagrato, la possibile piazza antistante e una porzione delle sue strade di accesso. Lo spazio di influenza non viene determinato dalla tipologia di minaccia terroristica, bens\u00ec \u00e8 una caratteristica intrinseca dell\u2019edificio, definito dall\u2019insieme di quelle relazioni spaziali che esso instaura con l\u2019ambiente circostante in relazione alla funzione svolta e alla morfologia urbana. Questa considerazione \u00e8 alla base di un nuovo modo di intendere la protezione dell\u2019edificio sensibile in ambito di antiterrorismo, garantita attraverso la messa in sicurezza del tessuto urbano in cui \u00e8 inserito. Gi\u00e0 nel passato l\u2019ambiente era stato riconosciuto come un elemento cruciale per la difesa dagli attacchi terroristici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, le prospettive con cui viene concepito adesso sono diametralmente opposte. Secondo la CPTED (acronimo di \u201c<em>crime prevention through environmental design<\/em>\u201d, una filosofia di pensiero nata in America agli inizi degli anni Settanta) l\u2019ambiente \u00e8 la soluzione al problema: la sua modifica deve costituire un deterrente al comportamento criminoso. Ad esempio, la massiccia e visibile adozione di CCTV (<em>closed-circuit television<\/em>, telecamere a circuito chiuso), \u00e8 pensata per scoraggiare il possibile attentatore. Inoltre, l\u2019implementazione di cancelli delimita chiaramente lo spazio pubblico da quello privato, che per\u00f2 finisce con l\u2019influenzare negativamente anche l\u2019esperienza urbana del comune cittadino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-68990 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/FRANCIA-ATTACCO-CHIESA.jpg\" alt=\"Saint-Etienne-du-Rouvray\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(La chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, dove il 26 luglio 2017 due affiliati a ISIS hanno sgozzato un prete)<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Come rendere pi\u00f9 sicure le citt\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>Al contrario la citt\u00e0 moderna, per potersi definire evoluta, dovr\u00e0 essere progressivamente pi\u00f9 aperta, democratica ed estetica, libera di consentire in assoluta anonimit\u00e0 la piena esperienza estetica e civile a qualunque persona, a prescindere da fede, origine e status sociale, non intenzionata ad arrecare danno ai suoi simili. Dunque lo spazio di influenza, ovvero il \u201cproblema\u201d, deve costituire un confine invisibile ma sicuro, garantito mediante l\u2019implementazione di sistemi tecnologicamente avanzati, invisibili e anonimi, che consentano un tempestivo riconoscimento della minaccia terroristica e criminale e una efficace risposta selettiva. Il modello proposto ovviamente sollecita una ridefinizione delle <em>state policy<\/em> della citt\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-68991 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/COLOSSEO-SOLDATI-TERRORISMO.jpg\" alt=\"COLOSSEO SOLDATI \" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Roma, soldati dell\u2019esercito italiano presidiano la zona del Colosseo)<\/em><\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In conclusione, a prescindere dalla proposta contingente, ci\u00f2 che emerge chiaramente \u00e8 la necessit\u00e0 di ripensare radicalmente il modo in cui viene inteso attualmente il terrorismo, che deve essere affrontato con lo stesso approccio con cui le istituzioni gi\u00e0 si prodigano ad assicurare protezione ai cittadini nei confronti di altre calamit\u00e0 naturali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa consapevolezza si traduce nell\u2019urgenza di nuovi strumenti normativi capaci di convertire conoscenza acquisita in disposizioni operative. In questo senso, in Italia alcuni membri del COPASIR stanno gi\u00e0 concretamente promuovendo con lungimiranza questo cambiamento di pensiero, destinato a garantire pi\u00f9 sicurezza ai cittadini e all\u2019intero sistema paese. Se l\u2019uomo \u00e8, e forse rester\u00e0 la prima minaccia di se stesso, con lo sviluppo di strumenti sempre pi\u00f9 innovativi potr\u00e0 esserne anche la soluzione.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/attentati-terrorismo-isis-prevenzione\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/attentati-terrorismo-isis-prevenzione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Tiziano Li Piani) Gli attacchi di matrice jihadista degli ultimi anni hanno colto impreparato l\u2019Occidente in pi\u00f9 occasioni. 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