{"id":30822,"date":"2017-05-15T16:09:08","date_gmt":"2017-05-15T14:09:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30822"},"modified":"2017-05-15T16:09:08","modified_gmt":"2017-05-15T14:09:08","slug":"lunione-fa-la-forza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30822","title":{"rendered":"L&#8217;Unione fa la forza?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019aspetto pi\u00f9 controverso e sotto un certo punto di vista ridicolo dell\u2019unionismo oltranzista \u00e8 la responsabilizzazione degli <em>outsider<\/em> e la deresponsabilizzazione dei <em>leader<\/em>. Se stati diversi decidono di sottoscrivere accordi, che possono esplicitarsi nella forma di patti commerciali e\/o doganali, di accordi di cambio o, come nel nostro caso europeo, di un\u2019unione monetaria che doveva coadiuvare il perseguimento di una effettiva federazione, questi lo fanno con l\u2019intenzione e nella convinzione di incrementare l\u2019utilit\u00e0 dei singoli stati considerati come entit\u00e0 individuali, cio\u00e8 con l\u2019obiettivo di ottenere reciproca utilit\u00e0.<br \/>\nDunque \u201cl\u2019unione fa la forza\u201d e, in ossequio al principio di convergenza implicitamente assunto in questa visione, i forti traineranno i deboli, che a loro volta miglioreranno le proprie condizioni traendo giovamento dall\u2019aiuto, in termini di iniezione di capitale finanziario (grazie lala credibilit\u00e0 ereditata), di <em>\u201cspillover\u201d<\/em> di conoscenza, di travaso di capitale umano, di governance pi\u00f9 matura delle politiche pubbliche, delle strategie industriali e commerciali. Insomma secondo questa teoria chi sta peggio star\u00e0 necessariamente meglio, perch\u00e9 i forti aiuteranno i deboli col buon esempio, non si discute!<br \/>\nSecondo questa logica se i deboli arrancano la colpa \u00e8 solo e soltanto loro, perch\u00e9 non sanno sfruttare i consigli e la vicinanza dei fratelli virtuosi.<br \/>\nAppare evidente a questo punto che il ragionamento non fila, infatti:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Se in un\u2019unione c\u2019\u00e8 chi peggiora \u00e8 pacifico che l\u2019unione non funzioni<\/strong>, perch\u00e9 come detto l\u2019obiettivo di unire le forze era quello di migliorare le condizioni di tutti;<\/li>\n<li>Se contemporaneamente i peggiori peggiorano e i migliori migliorano, non solo l\u2019unione non sta sortendo gli effetti positivi di convergenza promessi e dunque non ha senso di esistere, ma \u00e8 opportuno osservare le dinamiche dei miglioramenti e dei peggioramenti per identificare le cause della disfunzione e studiare soluzioni, perch\u00e9 \u00e8 evidente che, se si manifestano degli squilibri crescenti, <strong>potrebbe essere la stessa unione una concausa del peggioramento<\/strong>;<\/li>\n<li>Se dall\u2019analisi delle dinamiche emerge che i migliori stanno migliorando grazie allo sfruttamento dei peggiori (e questo spiegherebbe anche perch\u00e9 i migliori continuino a persuadere i peggiori che \u00e8 meglio stare insieme) allora andr\u00e0 rielaborata un\u2019<strong>analisi costi-benefici che tenga conto dei dati empirici che evidenziano le divergenze<\/strong> e non solo della teoria di partenza che preconizzava una convergenza;<\/li>\n<li>Se dall\u2019analisi aggiornata emerge che i migliori godono di notevoli benefici dall\u2019unione senza affrontare costi, mentre i peggiori affrontano costi notevoli senza trarre i benefici sperati, allora non solo sar\u00e0 conveniente risolvere l\u2019unione, ma sar\u00e0 altres\u00ec opportuno <strong>capovolgere le valutazioni \u201cmoralistiche\u201d<\/strong> dell\u2019assunto di partenza, che vede nell\u2019arrancamento degli ultimi una colpa che questi devono darwinianamente espiare in quanto incapaci di trarre vantaggio dallo scambio di utilit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In sintesi, se l\u2019unione facesse la forza come auspicato dagli unionisti oltranzisti, oggi starebbero tutti meglio, ma non \u00e8 evidentemente cos\u00ec e questo \u00e8 tautologico. Non solo: si \u00e8 evidenziato che alcuni stanno meglio sulle spalle di quelli che stanno peggio. Se un\u2019unione fosse un gioco win-win come prefigurato dagli unionisti oltranzisti, allora quella che stiamo sperimentando non sarebbe chiaramente un\u2019unione. C\u2019\u00e8 chi perde da una parte, cio\u00e8 milioni di persone che vivono la quotidiana erosione della qualit\u00e0 della loro vita e l\u2019orizzonte futuro in peggioramento. E chi vince dall\u2019altra, ottenendo utilit\u00e0 dal peggioramento degli altri, in particolare vantaggi nella guerra commerciale che si \u00e8 scatenata in questa \u201cunione\u201d che nasceva sulla carta sulla spinta di valori \u201csolidaristici\u201d. <strong>Assistiamo a politiche gi\u00e0 viste in passato, di competizione ostile <\/strong><em>\u201cbeggar-thy-neighbor\u201d<\/em><strong> e non di cooperazione solidaristica<\/strong> e questo non ci porter\u00e0 a nulla di buono. Se guardiamo al passato non troppo remoto, i due conflitti mondiali sono scoppiati da risposte estreme ai tentativi di sanare questi squilibri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIANLUCA BALDINI (FSI Pescara) L\u2019aspetto pi\u00f9 controverso e sotto un certo punto di vista ridicolo dell\u2019unionismo oltranzista \u00e8 la responsabilizzazione degli outsider e la deresponsabilizzazione dei leader. 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