{"id":30833,"date":"2017-05-16T08:00:49","date_gmt":"2017-05-16T06:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30833"},"modified":"2017-05-16T01:40:48","modified_gmt":"2017-05-15T23:40:48","slug":"come-prima-anche-peggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30833","title":{"rendered":"Come prima, anche peggio"},"content":{"rendered":"<p><strong>de IL PONTE (Rino Genovese)<\/strong><\/p>\n<p>La Francia ha scelto (con uno scarto di voti nettamente maggiore del previsto) di essere governata dalla perdita di autonomia della politica tramite il denaro, ben simboleggiata dal giovane ex ministro dell\u2019economia Emmanuel Macron, anzich\u00e9 dalla sua pseudo-riqualificazione nazionalistico-etnicizzante espressa da Marine Le Pen.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 tirare un sospiro di sollievo, ma bisogna sapere che il male minore \u00e8 comunque un male, come diceva Hannah Arendt, e che il \u201cmeno peggio\u201d \u00e8 pur sempre un \u201cpeggio\u201d. Nulla, nella postura di Macron, nel suo sguardo allucinato dell\u2019uomo proteso verso la conquista del potere, che abbia mai fatto pensare a un cambio di passo dell\u2019Europa attuale. Il vecchio continente rester\u00e0 quindi sotto l\u2019ondata neoliberista, quella che lo sommerge da decenni, e non c\u2019\u00e8 neppure nulla che lasci intravedere la ricerca di una maggiore integrazione europea.<\/p>\n<p>\u201cEn marche!\u201d, il comitato elettorale macronista che si sta tramutando nella \u201cR\u00e9publique en marche\u201d per le prossime elezioni generali, nella spasmodica attesa di una maggioranza presidenziale, \u00e8 un movimento della cosiddetta societ\u00e0 civile (e di riciclo di una classe politica di destra e di sinistra spaventata dall\u2019implosione elettorale cui sta assistendo) che non ha niente di europeistico. \u00c8 un fenomeno tutt\u2019interno alla crisi politica della Francia \u2013 che la far\u00e0 assomigliare un po\u2019 di pi\u00f9 all\u2019Italia, in virt\u00f9 della dissoluzione in corso dei suoi partiti storici \u2013, ma che non proietta quel paese verso un ruolo di rilievo a livello europeo.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, dopo questa elezione presidenziale francese, rester\u00e0 tedesca.<br \/>\nTutto nasce dalla insipienza di Hollande, dalla sua mancata rinegoziazione del patto di stabilit\u00e0 europeo, dalla sua \u201cpolitica dell\u2019offerta\u201d anzich\u00e9 di ripresa della domanda interna, dal suo avere messo le mani sul mercato del lavoro nella solita maniera (contro)riformistica. Questo presidente socialista passer\u00e0 probabilmente alla storia per avere distrutto il Partito socialista, minando la base del suo consenso sociale e anche l\u2019equilibrio delle correnti interne.<\/p>\n<p>Il suo ex premier (e suo rivale, oltre che rivale dello stesso Macron), Manuel Valls, d\u00e0 il Partito socialista per morto, e, dopo avere additato il presidente oggi eletto come un \u201cmicrobo\u201d quando un anno fa cominciava la sua corsa, cerca ora d\u2019iscriversi al suo movimento per conservare il seggio in parlamento. Macron n\u00e9 lo accetta n\u00e9 lo rifiuta: gli concede la desistenza: il che significa che nel collegio di Valls il candidato macronista non ci sar\u00e0, e l\u2019ex premier, ormai fuori dal Partito socialista, concorrer\u00e0 con una lista \u201cfai da te\u201d.<br \/>\nEcco forse la parola magica dell\u2019attuale politica francese: lo stesso Macron ha vinto con il \u201cfai da te\u201d, cio\u00e8 con una proposta che sa di anti-politica anche se, nei fatti, \u00e8 una proposta centrista liberale (non a caso il centrista \u201cclassico\u201d Bayrou gli si \u00e8 accodato gi\u00e0 alcuni mesi fa, e oggi pu\u00f2 permettersi di fare la voce grossa per avere la giusta ricompensa in numero di candidature per i suoi). In via di demolizione sono appunto i partiti. Non soltanto il Partito socialista \u2013 quello certo pi\u00f9 alle strette, provenendo Macron in sostanza dalle sue file \u2013 ma anche la destra tradizionale di ascendenza gollista, tentata dal non contrastare il neo-presidente per cercare di condizionarlo, ammesso che riesca a reggerne l\u2019urto elettorale.<br \/>\nNella confusione generale si segnala, a sinistra, l\u2019egotista M\u00e9lenchon che, forte di un risultato di tutto rispetto al primo turno delle presidenziali, \u00e8 deciso non a \u201cindebolire il Partito socialista\u201d ma tout court a \u201crimpiazzarlo\u201d. Per dare un segnale inequivoco in tal senso, alle elezioni di giugno si presenter\u00e0 personalmente a Marsiglia in competizione con il locale deputato uscente che \u00e8 della sinistra socialista.<\/p>\n<p>D\u2019altronde il suo movimento non ha raggiunto un\u2019intesa elettorale neppure con quello che sarebbe il principale alleato, il Partito comunista \u2013 neanche nei termini di un accordo per una reciproca desistenza. Ci sono quindi alcune circoscrizioni elettorali in cui, al ballottaggio, potrebbero trovarsi faccia a faccia il melenchonista e il comunista. Non una premessa incoraggiante per formare, come vorrebbe M\u00e9lenchon, il gruppo di maggioranza nella nuova Assemblea nazionale.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/05\/14\/come-prima-anche-peggio\/#more-2096\">http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/05\/14\/come-prima-anche-peggio\/#more-2096<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>de IL PONTE (Rino Genovese) La Francia ha scelto (con uno scarto di voti nettamente maggiore del previsto) di essere governata dalla perdita di autonomia della politica tramite il denaro, ben simboleggiata dal giovane ex ministro dell\u2019economia Emmanuel Macron, anzich\u00e9 dalla sua pseudo-riqualificazione nazionalistico-etnicizzante espressa da Marine Le Pen. 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