{"id":30835,"date":"2017-05-16T10:00:53","date_gmt":"2017-05-16T08:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30835"},"modified":"2017-05-16T01:50:41","modified_gmt":"2017-05-15T23:50:41","slug":"anna-falcone-serve-unalleanza-costituzionale-cosi-riparte-il-paese-e-la-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30835","title":{"rendered":"Anna Falcone: \u201cServe un\u2019alleanza costituzionale. Cos\u00ec riparte il Paese (e la sinistra)\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA<\/strong><\/p>\n<p><em>Anna Falcone, vice presidente del Comitato per il no al referendum costituzionale, lancia un appello pubblico per dare seguito alla vittoria del 4 Dicembre: \u201cL\u2019attuazione della Carta non basta ma \u00e8 il punto di partenza, la nostra matrice comune per unire un fronte ampio e scrivere un programma di forte modernizzazione economica e sociale. Un progetto fortemente alternativo alle politiche liberiste e ai poteri sovranazionali che hanno causato la crisi\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>intervista a Anna Falcone di Giacomo Russo Spena<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn una societ\u00e0 profondamente diseguale, che disconosce i meriti e mortifica i bisogni, la vera rivoluzione sarebbe attuare finalmente quella Costituzione che si proponeva come obiettivo principale quello di superare tali disuguaglianze e liberare le risorse e le energie del Paese\u201d. Dopo la vittoria referendaria del 4 dicembre scorso, Anna Falcone lancia adesso un\u2019alleanza per la Costituzione, una mobilitazione larga, aperta a tutti, e con un forte connotato civico. A breve uscir\u00e0 un appello pubblico e ci sar\u00e0 la conferenza stampa, intanto l\u2019avvocata calabrese \u2013 tra un allattamento e l\u2019altro della piccola Maria Vittoria \u2013 ci spiega il senso dell\u2019iniziativa: \u201cLa sinistra dovrebbe sentirsi chiamata, pi\u00f9 di altri, a un tale compito e unirsi per dare senso e futuro al suo orizzonte politico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Matteo Renzi ha festeggiato la netta vittoria alle primarie Pd parlando di \u201cnuovo inizio\u201d. L\u2019ex premier \u00e8 veramente tornato in pista pi\u00f9 forte di prima?<\/strong><\/p>\n<p>Non definirei \u201cprimarie\u201d un processo di investitura di un segretario che, avendo costruito il partito attorno a s\u00e9, eliminando ogni forma di opposizione interna che possa realmente minacciare la sua leadership, raccoglie oggi i frutti di una gestione del potere assolutamente personale e di una selezione della sua classe dirigente fondata sulla cooptazione dei fedeli e l\u2019allontanamento dei dissidenti. Il Pd, purtroppo, si \u00e8 ristretto, nelle sue ambizioni e dimensioni. E non \u00e8 solo un problema di crollo degli iscritti, ma degli ideali su cui diceva di fondarsi e del suo carattere realmente \u2018democratico\u2019.<\/p>\n<p><strong>Sta dicendo che il Pd \u00e8 ufficialmente mutato nel PdR (partito di Renzi)?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un peccato perch\u00e9 da un partito realmente democratico ci si sarebbe aspettati un congresso vero, con tempi e modi adeguati a garantire una diffusa discussione sulla linea politica, gli errori fatti dal governo Renzi, il fallimento delle riforme \u2013 quella costituzionale in primis \u2013 e gli obiettivi futuri, prima della votazione sul segretario. Ma ci\u00f2 che stupisce di pi\u00f9 \u2013 e fa anche un po\u2019 sorridere \u2013 \u00e8 l\u2019aver tentato di spacciare la rielezione di Matteo Renzi come una rivincita, capace di capovolgere, o almeno di ridimensionare, la volont\u00e0 popolare espressa il 4 dicembre. Come se il voto di una consultazione per le primarie di un partito potesse sovvertire il pronunciamento del 60% degli italiani che, partecipando al referendum, hanno votato \u201cNO\u201d. Questo d\u00e0 la dimensione di tutta l\u2019operazione. Al posto di Renzi chiederei scusa e cercherei di allinearmi al Paese reale e a quanti chiedono di poter partecipare nel merito delle scelte, prima che ad investiture per ratifica.<\/p>\n<p><strong>Nelle ultime settimane il governo ha votato il decreto Minniti e l\u2019estensione della legittima difesa, cosa ne pensa? Misure utili per la sicurezza dei cittadini o provvedimenti liberticidi?<\/strong><\/p>\n<p>Con questo provvedimento si \u00e8 voluto strizzare l\u2019occhio a un mondo in cui le paure contano pi\u00f9 dei diritti e sono quelle a dettare le leggi, dando al cittadino l\u2019illusione, e solo quella, di potersi fare giustizia da s\u00e9. La sicurezza non si garantisce armando i cittadini, ma finanziando politiche sociali e di inclusione, e sostenendo le forze dell\u2019ordine, cui spetta il controllo del territorio. Sono loro le prime a insistere, tramite i loro sindacati, perch\u00e9 alle politiche di repressione si affianchino programmi di formazione alla legalit\u00e0, prevenzione del crimine, recupero e reinserimento sociale dei pi\u00f9 disagiati. Oltre a denunciare il fatto che non hanno pi\u00f9 soldi nemmeno per la benzina.<\/p>\n<p><strong>Per lo scrittore Roberto Saviano su questi temi \u201cil Pd \u00e8 come la peggior destra\u201d. \u00c8 d\u2019accordo?<\/strong><\/p>\n<p>Il Pd \u00e8 stato un\u2019occasione mancata per il Paese, un partito che ha tradito l\u2019identit\u00e0 e la mission politica che si era dato e, invece di rafforzare il modello democratico e progressista della societ\u00e0, ha finito per cedere alle sirene delle politiche liberiste, all\u2019imitazione del mercantilismo in chiave \u2018addomesticata\u2019 che gi\u00e0 aveva fallito in altri Paesi e che, a lungo andare, non pu\u00f2 che far propendere l\u2019elettore per l\u2019originale, piuttosto che per la sua copia. Tutto questo in un partito che si presentava come moderno, aperto e plurale, deciso a rinnovare la classe dirigente del Paese su criteri di meritocrazia e trasparenza. Al contrario, ci si \u00e8 chiusi in un partito autoreferenziale e condizionato dalle correnti interne, spesso incapace di rispettare il suo stesso statuto.<\/p>\n<p>Intanto anche il M5S sembra inseguire la peggiore destra sulla questione dei migranti andando a contendersi l\u2019elettorato con la Lega?<\/p>\n<p>Il M5S ha avuto il merito di dare una scossa a una democrazia bloccata sulla crisi di fiducia fra istituzioni, partiti e cittadini. Ancora, di dar voce al disagio di tantissimi italiani che gli hanno tributato, in questi anni, un crescente consenso. Il consenso, per\u00f2, porta con s\u00e9 la responsabilit\u00e0 di governare e dare soluzioni praticabili ed efficaci. E per governare problemi complessi, come l\u2019immigrazione, non bastano gli slogan di pancia, o le invettive \u201ccontro\u201d, che alimentano la rabbia, ma non spengono il bisogno.<\/p>\n<p>Il tema dei flussi migratori non \u00e8 da affrontare in chiave europea?<\/p>\n<p>L\u2019immigrazione \u00e8 un fenomeno che non pu\u00f2 essere affrontato e risolto da un solo Paese. Ed \u00e8 un fenomeno di sempre, che ha assunto dimensioni ingovernabili a causa dei conflitti in corso e della morsa di miseria che attanaglia il sud del mondo. Anche per questo le soluzioni della destra non reggono.<\/p>\n<p>Le invettive sui respingimenti o la chiusura delle frontiere, lo slogan \u201caiutiamoli a casa loro\u201d e simili, cozzano con l\u2019antieuropeismo a prescindere che spesso ispira tali forze politiche. A pochi, credo, piaccia questa Europa e non v\u2019\u00e8 dubbio che vada cambiata radicalmente, ma se davvero vogliamo contare nello scacchiere internazionale, se davvero pensiamo che per aiutare molti di questi uomini e donne in fuga occorra prevenire o sedare i conflitti, sostenere con programmi specifici lo sviluppo di quei Paesi (sempre nel rispetto della loro cultura), potenziare la solidariet\u00e0 internazionale, dobbiamo unire le nostre forze. Ho poche speranze che la Lega sia disposta a ragionare in questa prospettiva. Quanto al M5S spero che fra le sue diverse anime maturino e prevalgano quelle pi\u00f9 responsabili e pi\u00f9 lungimiranti.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 stata tra le protagoniste della vittoria referendaria dello scorso 4 dicembre. Che eredit\u00e0 ha lasciato quella giornata?<\/strong><\/p>\n<p>Innanzitutto la soddisfazione di aver vinto una importante battaglia per la democrazia con pochissimi mezzi, ma forti del sostegno crescente di tante, tantissime persone. Poi, una grande consapevolezza per gli italiani che, quando si giocano partite importanti \u2013 e sanno che l\u00ec il loro voto conta \u2013 si mobilitano, vanno a votare e vincono. Perch\u00e9 quando il popolo si pronuncia \u00e8 sempre una vittoria per la democrazia. Di pi\u00f9, con quel voto la gente ha dato, per la seconda volta (la prima contro la riforma Berlusconi), una inequivocabile indicazione politica: gli italiani si riconoscono in quella Costituzione e rispondono ai vari tentativi di modifica con una richiesta esattamente opposta: chiedono che venga finalmente applicata.<\/p>\n<p><strong>Il suo \u00e8 un monito a rilanciare il Paese a partire dalla Costituzione?<\/strong><\/p>\n<p>Chiunque abbia rispetto per i cittadini di questo Paese e voglia dare una chance di rinascita a una democrazia dalla caduta verticale di fiducia fra cittadini e istituzioni, da una crisi che mina alle basi la tenuta sociale, dovrebbe prendere il testo costituzionale e impegnarsi a darne immediata e completa attuazione. A partire dal ruolo dello Stato nella promozione dei diritti sociali, lavoro in primis, ma anche istruzione, salute e assistenza sociale. Significa dare contenuti a quel compito assegnato alla Repubblica: \u201crimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019uguaglianza fra i cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana\u201d. Abbiamo tutti diritto alla felicit\u00e0 e lo Stato deve aiutare i suoi cittadini a perseguirla.<\/p>\n<p><strong>Il suo amico Tomaso Montanari ha gi\u00e0 detto che sarebbe un errore fare il \u201cpartito della Costituzione\u201d&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Non sarebbe un partito, n\u00e9 il Comitato per il No si costituir\u00e0 in partito: <strong>penso a una \u201cAlleanza per la Costituzione\u201d.<\/strong> L\u2019attuazione della Carta non basta ma \u00e8 il punto di partenza, la nostra matrice comune da cui ripartire per unire un fronte ampio e scrivere un programma di forte modernizzazione economica e sociale. <strong>Un programma e un FRONTE alternativi alle politiche liberiste e ai poteri sovranazionali<\/strong> che hanno causato la crisi e che mirano a coltivarla per perpetrare le attuali diseguaglianze e governare indisturbati, erodendo sempre pi\u00f9 diritti e spazi di libert\u00e0, grazie al diffuso senso di insicurezza e paura. I tempi sono maturi. Anzi, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo da perdere: occorre passare dal contrasto alla fase propositiva.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec, secondo lei, sarebbe possibile rompere il binomio elettorale Pd\/M5S?<\/strong><\/p>\n<p>Il 4 dicembre \u00e8 stata una data cruciale e di rottura. Bisogna ripartire dal l\u00ec. Quel voto, in netta controtendenza con l\u2019astensionismo dilagante nelle consultazioni politiche, dimostra che in Italia lo spazio politico c\u2019\u00e8 gi\u00e0. Se circa il 50% degli elettori non partecipa pi\u00f9 al voto \u00e8 perch\u00e9 non si sente rappresentata dagli attuali partiti, ancor di pi\u00f9 se si tratta di comitati elettorali fondati sulla cooptazione dei fedeli e la nomina dei rappresentanti. Per superare derive leaderistiche e populiste non c\u2019\u00e8 altro modo che favorire il passaggio dalla democrazia meramente rappresentativa ad una partecipativa, garantendo la pi\u00f9 ampia partecipazione popolare alla determinazione della politica nazionale, il metodo democratico e il principio di rappresentanza come regola dei partiti e delle istituzioni, la libert\u00e0 di accesso alle cariche elettive, la legittimazione popolare delle classi dirigenti. Credo che se le forze sinceramente democratiche di questo Paese e le molte feconde esperienze civiche che sono emerse in questi anni si unissero in un \u201cprogramma costituzionale\u201d, raccoglierebbero un grande e inaspettato consenso.<\/p>\n<p><strong>In Europa, come abbiamo visto anche in Francia, la sfida sembra essere tra i Macron e Le Pen, ovvero tra il blocco dell\u2019austerity e la destra xenofoba. Come rompere questa spirale?<\/strong><\/p>\n<p>Unendo le forze della sinistra con le molte esperienze civiche vitali e attive in tanti Paesi in un progetto di radicale cambiamento del modello europeo. \u00c8 inoltre imprescindibile spezzare quel cortocircuito fra politica e interessi economici che ha permesso di applicare i Trattati UE solo nella parte che dava potere ai mercati e non laddove si indicavano obiettivi quali lo sviluppo sostenibile, la solidariet\u00e0 fra i popoli e la piena occupazione.<\/p>\n<p>Non \u00e8 pi\u00f9 tollerabile un modello europeo che, tramite il dogma del pareggio dei bilanci e del contenimento della spesa pubblica, anche quella produttiva, consente ai Paesi economicamente pi\u00f9 forti di approfittare della debolezza di altri Stati membri e di assorbire, di fatto, le loro migliori risorse umane ed eccellenze produttive, previo azzeramento delle politiche sociali e degli investimenti pubblici. Si \u00e8 toccato il fondo: o l\u2019Europa cambia o \u00e8 destinata a implodere.<\/p>\n<p>Questo s\u00ec che sarebbe uno scenario in cui i populismi la farebbero da padroni. E nessun cittadino avrebbe di che guadagnarci. L\u2019Italia deve partecipare in prima linea a questo processo e dopo il voto del 4 dicembre ha un\u2019importante chance per farlo, rilanciando insieme alla sua Costituzione un nuovo modello democratico europeo, coerente con i suoi principi e con il primato della sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>(15 maggio 2017)<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/anna-falcone-serve-un-alleanza-costituzionale-cosi-riparte-il-paese-e-la-sinistra\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/anna-falcone-serve-un-alleanza-costituzionale-cosi-riparte-il-paese-e-la-sinistra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA Anna Falcone, vice presidente del Comitato per il no al referendum costituzionale, lancia un appello pubblico per dare seguito alla vittoria del 4 Dicembre: \u201cL\u2019attuazione della Carta non basta ma \u00e8 il punto di partenza, la nostra matrice comune per unire un fronte ampio e scrivere un programma di forte modernizzazione economica e sociale. 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