{"id":30885,"date":"2017-05-18T10:12:59","date_gmt":"2017-05-18T08:12:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30885"},"modified":"2017-05-17T22:18:46","modified_gmt":"2017-05-17T20:18:46","slug":"la-battaglia-di-caracas-il-potere-popolare-e-la-guerra-non-convenzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30885","title":{"rendered":"La battaglia di Caracas: il potere popolare e la guerra non convenzionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA RETE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Da qualche mese l\u2019esercito degli Stati Uniti sta preparando un\u2019inedita esercitazione militare in Brasile, con il pieno appoggio del presidente Michel Temer, subentrato a Dilma Rousseff dopo un golpe istituzionale lo scorso agosto. Con il significativo slogan di \u201cAmerica Unida\u201d, il prossimo novembre le forze armate statunitensi mostreranno i muscoli, e coordineranno unit\u00e0 speciali dell\u2019esercito peruviano e colombiano in territorio brasiliano.<\/p>\n<p>L\u2019esercitazione si svolger\u00e0 nella citt\u00e0 di Tabatinga, non lontano dal confine con la Bolivia (dove lo scorso 17 agosto Evo Morales ha inaugurato la prima scuola militare antimperialista latinoamericana) e a poca distanza dal Venezuela[1]. Dopo la smilitarizzazione delle Farc-Ep in Colombia (la pi\u00f9 grande organizzazione guerrigliera nel paese e un possibile alleato della resistenza popolare venezuelana in caso di conflitto militare), gli Stati Uniti approfittano del momento di crisi del blocco progressista latinoamericano per riprendere il controllo militare dell\u2019area.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, il ritorno di governi neoliberisti in paesi come il Brasile e l\u2019Argentina ha infatti riaperto la strada all\u2019utilizzo delle forze armate ufficiali in territorio latinoamericano, che cos\u00ec potranno supportare il lavoro sporco realizzato da attori \u201cnon convenzionali\u201d gi\u00e0 attivi nello smembramento della resistenza popolare del \u201ccontinente rebelde\u201d (come le organizzazioni paramilitari e il narcotraffico).<\/p>\n<p>Dopo la \u201cdecada ganada\u201d (il decennio vinto) della sinistra latinoamericana, il sistema capitalista ha bisogno dell\u2019appoggio dello Stato nordamericano per eliminare fisicamente le forze politiche che si oppongono alla sottomissione dell\u2019intero continente. Non per niente, l\u2019imperialismo pu\u00f2 essere definito come la fusione tra la logica intrinsecamente espansiva del sistema economico capitalista e l\u2019azione politico-militare di uno Stato, o un blocco di Stati, volta a supportare questa espansione.<\/p>\n<p>Oggi il Venezuela bolivariano e socialista rappresenta la pi\u00f9 grande forza di resistenza contro l\u2019egemonia neoliberista in America Latina, e per questo soffre un martellante assedio nazionale e internazionale, portato avanti dagli Stati Uniti con l\u2019appoggio dell\u2019Unione Europea. Un\u2019aggressione in piena regola, che non ha ancora visto il dispiego di forze armate ufficiali, ma s\u00ec una complessa articolazione di vecchie e nuove tecniche imperiali di destabilizzazione, al cui centro c\u2019\u00e8 una strategia mediatica volta a terrorizzare la popolazione e preparare il terreno per un\u2019eventuale radicalizzazione dell\u2019azione di ingerenza straniera.<\/p>\n<p>Purtroppo, infatti, cos\u00ec come valse per Cuba pi\u00f9 di cinquant\u2019anni fa, l\u2019incessante e astuta campagna del latifondo mediatico contro il Venezuela non solo \u00e8 riuscita nell\u2019intento di mettere il processo bolivariano in cattiva luce con la \u201csociet\u00e0 civile\u201d globale, ma ha anche confuso ancora di pi\u00f9 le idee alla sinistra occidentale: giacch\u00e9, vista la scomparsa di reali spazi di costruzione politica internazionalista, anche la sinistra anticapitalista spesso conosce gli avvenimenti latinoamericani solamente attraverso le narrazioni mediatiche o materiale prodotto in ambito accademico.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre negli Stati Uniti progetti di crowfounding lanciati da \u201cassociazioni della societ\u00e0 civile\u201d supportano economicamente i \u201cguarimberos\u201d (gruppi paramilitari di destra in Venezuela)[2], in Italia persino alcuni siti indipendenti e di movimento abboccano alle tesi di una fantasiosa \u201cinsorgenza popolare contro la dittatura\u201d, affascinati dall\u2019estetica del ribelle costruita attorno alle mobilitazioni della destra, oltre che da visioni accademiche che in America Latina non hanno alcun peso nell\u2019attuale dibattito dei movimenti.<\/p>\n<p>Infatti, proprio il coordinamento continentale dei movimenti popolari, Alba Movimientos[3] (con il Movimento Sem Terra brasiliano in prima fila) si sta rivelando, insieme al governo boliviano e a quello cubano, il pi\u00f9 attivo difensore del processo bolivariano in questo momento difficilissimo. Dietro al tentativo di Golpe in Venezuela si celano infatti interessi molto pi\u00f9 grandi, decisivi per l\u2019alterazione delle correlazione di forze a livello continentale, e chiss\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p>Per comprendere il perch\u00e9, a livello geopolitico, il Venezuela bolivariano rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione, occorre analizzare ci\u00f2 che accade dentro i confini del paese sudamericano. Infatti, come c\u2019insegna il marxismo, c\u2019\u00e8 sempre una relazione dialettica tra la posizione che uno Stato prende nello scacchiere internazionale e le dinamiche di classe che si svolgono al suo interno. \u00c8 dunque impossibile spiegare in termini puramente geopolitici il perch\u00e9 dell\u2019inconciliabilit\u00e0 tra le parti nel conflitto tra il processo bolivariano e la restaurazione neoliberista; bisogna addentrarsi nella materialit\u00e0 dell\u2019infuocata lotta di classe che imperversa nel paese, in cui il chavismo (inteso come corrente politica) gioca ancora il ruolo cruciale di vettore unificante delle classi popolari e dei soggetti subalterni.<\/p>\n<p>Infatti, come spiega il giovane militante del movimento delle Comunas Marco Teruggi, la questione non \u00e8 mai stata Ch\u00e1vez o non Ch\u00e1vez, cos\u00ec come oggi non \u00e8 Maduro o non Maduro: nel processo bolivariano il governo non \u00e8 che il fulcro di un\u2019unione civico-militare, cui forza pi\u00f9 importante si \u00e8 per\u00f2 rivelata la capacit\u00e0 d\u2019organizzazione e di mobilitazione permanente delle organizzazioni territoriali e di base. Effettivamente, il chavismo \u00e8 uno dei processi \u201cpi\u00f9 ricchi e radicali della storia politica contemporanea\u201d proprio per la sua capacit\u00e0 di essere un \u201cmovimento di movimenti\u201d, fondato sull\u2019attivazione sociale e la responsabilizzazione politica dei settori popolari, di una variegata composizione di soggetti sociali tradizionalmente esclusi dalle dinamiche politiche, quelli che Frantz Fanon defin\u00ec i \u201cdannati della terra\u201d[4].<\/p>\n<p>Ovviamente, questo non significa sminuire l\u2019importanza del blocco rivoluzionario che guida gran parte del potere costituito, e in generale delle dinamiche istituzionali; infatti, senza un\u2019egemonia rivoluzionaria nelle forze militari con molta probabilit\u00e0 in Venezuela gi\u00e0 sarebbe avvenuto un Golpe di Stato come nel Cile di Salvador Allende. Detto ci\u00f2, nel paradigma bolivariano, \u00e8 stato e continua ad essere il potere popolare e costituente il motore delle trasformazioni sociali, e il nucleo pi\u00f9 duro della resistenza all\u2019aggressione imperialista in atto. D\u2019altronde, nonostante il blocco socialista abbia conseguito (ripetutamente) la maggioranza alle elezioni, in Venezuela la lotta di classe non si \u00e8 mai affievolita, anzi si \u00e8 forse acuita con il processo bolivariano.<\/p>\n<p>A differenza di Cuba, dove successivamente al trionfo della rivoluzione le ricche famiglie latifondiste si rifugiarono a Miami, in Venezuela la borghesia (forte anche dell\u2019insegnamento cubano) ha iniziato fin da subito una strategia di destabilizzazione e logoramento del processo socialista, appoggiandosi a una larga schiera di alleati internazionali. Fino ad arrivare allo scenario attuale, quello di una vera e propria guerra non convenzionale di ultima generazione, che non \u00e8 pero ancora riuscita a normalizzare (in senso capitalista) il paese.<\/p>\n<p>Per fronteggiare le strategie reazionarie, fin dalle prime fasi del processo bolivariano, la sinistra venezuelana ha lavorato nella costruzione di un vero e proprio apparato politico alternativo (e a tratti antagonista) all\u2019infrastruttura statale borghese ereditata dalla Rivoluzione. Da questa intuizione nasce la concettualizzazione e la creazione delle Comunas, istanze territoriali di autogoverno, che dovrebbero essere (perch\u00e9 ancora non lo sono) le unit\u00e0 fondamentali, oltre che il principale soggetto propulsore, del progetto rivoluzionario.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del fallimento (sino ad ora) nella consecuzione di una trasformazione dello Stato borghese in senso socialista comunale, resta per\u00f2 la forza accumulata attorno un\u2019immensa trama di organizzazioni popolari e di realt\u00e0 territoriali. Stiamo parlando di quasi 1500 Comunas, collettivi e realt\u00e0 autogestite, movimenti indigeni, di donne, di studenti, di giovani, che ancora conformano il nucleo duro del fronte rivoluzionario in Venezuela, forgiato \u2013dal basso \u2013 grazie alla politicizzazione e alla presa di coscienza di ampi settori sociali.<\/p>\n<p>In altri termini, con il governo di Ch\u00e1vez, il processo socialista ha saputo coniugare la strategia leninista di \u201cpresa del potere\u201d statale con la costruzione (gramsciana) del potere popolare, tessendo una complessa trama di relazioni politiche ed economiche orientate alla trasformazione dei rapporti di classe. Questo perch\u00e9, come spiegava magistralmente Ch\u00e1vez, la necessit\u00e0 di un coordinamento centrale (quindi di un\u2019avanguardia) per portare avanti in maniera efficace ed efficiente il processo, non ha mai soppiantato un protagonismo democratico e partecipativo delle masse al progetto rivoluzionario.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la lotta di classe in Venezuela ha assunto una forma (per forza) diversa dalle rivoluzioni avvenute nel ventesimo secolo, in cui il soggetto politico non \u00e8 conformato da un partito, un sindacato e un movimento, ma (come gi\u00e0 accennato) da un \u201cmovimento di movimenti\u201d capace di agire creativamente sia sul piano istituzionale che sociale per conquistare il potere politico.<\/p>\n<p>Proprio negli spazi di costruzione politica aperti da questo protagonismo democratico e partecipativo va ricercata l\u2019essenza del potere costituente di un nuovo ordine socialista in Venezuela. Ovviamente, queste spinte dal basso del potere popolare sono entrate spesso in un conflitto dialettico anche con parte del potere costituito chavista. Lo scorso febbraio, per esempio, un\u2019organizzazione comunitaria di base ha occupato una tenuta abbandonata, rivelatasi poi di propriet\u00e0 di un ex sindaco e militare chavista[5].<\/p>\n<p>Le organizzazioni vi ci hanno ricostruito un tessuto economico territoriale e rurale, imponendo il loro progetto anche ad alcune parti della dirigenza del PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela). Spiace per chi si spaventa di fronte a contraddizioni del genere, ma la ricchezza del processo chavista sono anche queste \u201ctensioni creative\u201d. La forza pi\u00f9 grande del processo bolivariano radica nell\u2019intelligenza politica del potere popolare, in grado di serrare i ranghi di fronte alle mobilitazioni delle classi alte, e allo stesso tempo di costruire una dialettica costruttiva dentro il blocco socialista, partendo per\u00f2 dal rifiuto di qualsiasi ipotesi di frammentazione del variegato fronte rivoluzionario.<\/p>\n<p>Questo spiega perch\u00e9, di fronte alla complessit\u00e0 dello scenario attuale, il presidente Nicol\u00e1s Maduro ha convocato \u201cla classe operaia e il popolo\u201d a formare una nuova Assemblea Nazionale Costituente, che dovr\u00e0 ampliare e migliorare la Costituzione (riscritta con il governo di Ch\u00e1vez), mediante un processo pensato per essere il pi\u00f9 partecipativo e inclusivo possibile. Tra gli obiettivi principali dell\u2019Assemblea Nazionale Costituente ci sar\u00e0 la costruzione di un nuovo modello economico post-petrolifero, e la consolidazione delle Comuni come entit\u00e0 di autogoverno, garantendogli potere decisionale vincolante con un\u2019apposita legge costituzionale: due questioni cruciali da cui dipende il futuro del processo bolivariano.<\/p>\n<p>Vista la complessit\u00e0 della situazione, e con il potere economico ancora saldamente in mano della borghesia, l\u2019esito della strategia \u00e8 ovviamente incerto. Intanto, resta il dato di fatto che, ancora una volta, nel suo momento pi\u00f9 difficile, il chavismo, punta sul protagonismo popolare e sugli spazi di democrazia diretta per sconfiggere il piano golpista della destra. D\u2019altronde, il potere popolare non \u00e8 solamente partecipazione a livello territoriale e sociale.<\/p>\n<p>Al contrario, nel suo sviluppo arriva ad aprire canali di partecipazione popolare anche nei temi pi\u00f9 importanti e complessi della vita politica di un paese. Di fatto, come ben spiega il giornalista argentino Marcelo Colussi: \u201cIl potere popolare \u00e8 democrazia reale, diretta, effettiva, partecipativa del popolo sovrano, non solo per occuparsi di problemi pratici ma anche per definire e controllare la messa in atto di macro-politiche a livello nazionale e, persino, internazionale.\u201d<\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, lo scenario sembra essere il seguente. Da una parte le grandi potenze occidentali, Stati Uniti in primis, insieme all\u2019Unione Europea o l\u2019Organizzazione degli Stati Americani, che appoggiano economicamente, politicamente e soprattutto mediaticamente una destra, quella venezuelana, cos\u00ec buffamente frammentata da non riuscire a portare avanti nemmeno un dialogo istituzionale. Dall\u2019altra, il chavismo, un \u201cmovimento di movimenti\u201d fortemente logorato dalla guerra economica, dal golpe permanente, dal terrorismo mediatico e dalle grandi contraddizioni interne, che per\u00f2 pu\u00f2 fare ancora leva su quell\u2019impressionante trama popolare di organizzazioni sociali e politiche, capace di inondare di magliette e cappelli rossi le pi\u00f9 grandi avenidas del paese.<\/p>\n<p>Lo scontro di classe \u00e8 gi\u00e0 cruento, ma con molta probabilit\u00e0 si acuir\u00e0 nei prossimi tempi, giacch\u00e9 la destra ha rifiutato e continua a rifiutare qualsiasi richiamo al dialogo e alla pace. I tempi stringono e la posta in gioco \u00e8 altissima. Sul piano nazionale, le carte in gioco sembrano ormai scoperte, anche se da un momento all\u2019altro la violenza fascista potrebbe rovesciare il tavolo; negli ultimi giorni si sono intensificati gli omicidi di attivisti e militanti del potere popolare.<\/p>\n<p>Sul piano internazionale, la socialdemocrazia e la destra si sono unite globalmente contro il governo di Maduro. Qualche giorno fa, a Madrid, la polizia spagnola ha lasciato prendere d\u2019assalto l\u2019ambasciata venezuelana da una folla inferocita inneggiante al dittatore Franco[6]. Spetta quindi alla sinistra anticapitalista mobilitarsi a difesa del legittimo governo di Maduro, contro il consumarsi di un nuovo golpe in America Latina. La complessit\u00e0 della situazione venezuelana e le contraddizioni del processo bolivariano non possono certo essere motivo di silenzio di fronte all\u2019ennesima prepotenza contro i popoli latinoamericani. Il potere popolare in Venezuela fa scuola.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1]<\/strong> https:\/\/www.pagina12.com.ar\/36368-temer-da-via-libre-al-ejercito-de-ee-uu<br \/>\n<strong>[2]<\/strong> http:\/\/www.albamovimientos.org\/2017\/05\/venezuela-crowdfunding-la-sociedad-civil-financia-la-guarimba-desde-estados-unidos\/<br \/>\n<strong>[3]<\/strong><br \/>\n<strong>[4]<\/strong> https:\/\/hastaelnocau.wordpress.com\/2017\/02\/06\/repensar-el-poder-popular\/<br \/>\n<strong>[5]\u00a0<\/strong>http:\/\/www.telesurtv.net\/opinion\/Los-movimientos-del-chavismo-20161017-0019.html<br \/>\n<strong>[6]<\/strong> http:\/\/www.europapress.es\/nacional\/noticia-embajador-venezuela-espana-denuncia-permanece-secuestrado-opositores-maduro-protestan-madrid-20170511225458.html<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA RETE\u00a0 Da qualche mese l\u2019esercito degli Stati Uniti sta preparando un\u2019inedita esercitazione militare in Brasile, con il pieno appoggio del presidente Michel Temer, subentrato a Dilma Rousseff dopo un golpe istituzionale lo scorso agosto. 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