{"id":30926,"date":"2017-05-20T11:50:11","date_gmt":"2017-05-20T09:50:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30926"},"modified":"2017-05-20T11:47:32","modified_gmt":"2017-05-20T09:47:32","slug":"la-gara-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30926","title":{"rendered":"La gara della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MEGACHIP (Sandro Vero)<\/strong><\/p>\n<p><em>Senza la complicit\u00e0 della sinistra, e non solo quella socialdemocratica, il neoliberismo non avrebbe raggiunto un tale grado di penetrazione, di pervasione, di perversione.<\/em><\/p>\n<p>\u00ab<em>Qualsiasi pensiero &#8220;responsabile&#8221;, &#8220;moderno&#8221; e &#8220;realista&#8221;,<\/em><\/p>\n<p><em>ovvero conforme a tale razionalit\u00e0, \u00e8 caratterizzato<\/em><\/p>\n<p><em>dall&#8217;accettazione preventiva dell&#8217;economia di mercato,<\/em><\/p>\n<p><em>delle virt\u00f9 della concorrenza, dei vantaggi della globalizzazione<\/em><\/p>\n<p><em>dei mercati, dei vincoli ineludibili introdotti<\/em><\/p>\n<p><em>dalla &#8220;modernizzazione&#8221; finanziaria e tecnologica.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>Pierre Dardot e Christian Lavalle, <em>La nuova ragione del mondo<\/em>.<\/p>\n<p><strong>&#8211; 1 &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>Senza la complicit\u00e0 della sinistra, e non solo quella socialdemocratica, il neoliberismo non avrebbe raggiunto un tale grado di penetrazione, di pervasione, di <em>perversione<\/em>. Le politiche, ad esso ispirate, della Thatcher e di Reagan dei primi anni &#8217;80 si sono perfezionate &#8211; si potrebbe dire <em>compiute<\/em> &#8211; con la <em>third way<\/em> di Blair, che ha cantato le lodi del mercatismo fino a farne il principio ispiratore di un&#8217;intera stagione di contro-riforme che ha smantellato una parte consistente della <em>cultura del welfare<\/em>, dei diritti del lavoro, della solidariet\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Il motivo ricorrente, per molti versi fondativo, di una sinistra convertita alle ragioni del <em>management esistenziale<\/em>, pi\u00f9 ancora che <em>aziendale<\/em>, \u00e8 la patetica solfa della centralit\u00e0 dello stato e della sua <em>mission<\/em>, di contro alle presunte tesi neoliberiste del <em>laissez faire<\/em>. L&#8217;arrogante bugia \u00e8 stata, in altre parole, quella di raccontarsi come portatrice di un valore &#8211; l&#8217;organizzazione della societ\u00e0 da parte dello stato &#8211; in netto contrasto con la strategia della spoliazione statale attribuita alla destra.<\/p>\n<p>Una maledetta balla!<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da tempo, e completamente dentro al suo dibattito interno, il neoliberismo aveva precisato la funzione fondamentale dello stato nella cornice teorica e politica che assegnava ai mercati &#8211; al loro giudizio finale &#8211; una sorta di priorit\u00e0 metodologica nella definizione dei programmi economici e sociali. Il cosiddetto <em>laissez faire<\/em> era ed \u00e8 rimasta <em>solo una<\/em> delle posizioni che compongono la galassia neo-liberale. Lo stato deve costruire, mantenere, sorvegliare, una complessa struttura istituzionale che garantisca la realizzazione dei princ\u00ecpi fondamentali della governamentalit\u00e0 neoliberista: la concorrenza sempre e dovunque, la misura della valorizzazione economica applicata alle materie pi\u00f9 refrattarie, il dispiegamento pieno e privo di intralci della cultura del &#8220;capitale umano&#8221;.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 dunque fasulla, come una moneta fra i denti che segnala la sua natura fraudolenta. Una sinistra che consegna l&#8217;anima e il corpo a una &#8220;razionalit\u00e0&#8221; irriducibile, moderna, autocentrata, senza deroghe, fatta di progressive mortificazioni del patrimonio keynesiano di una politica economica e di una economia politica nel segno del compromesso sociale. Una sinistra il cui sogno &#8211; da realizzare mediante la sostituzione della lotta <em>per<\/em> l&#8217;uguaglianza con la lotta <em>alla<\/em> povert\u00e0 &#8211; \u00e8 divenuto la scomparsa delle classi. E non nel senso vaticinato da Marx&#8230;<\/p>\n<p>Insomma, un mondo totalmente riempito da piccoli medi e grossi capitalisti!<br \/>\n<strong>&#8211; 2 &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>Ma la responsabilit\u00e0 della sinistra, specie nell&#8217;imminenza del varo dell&#8217;euro e dell&#8217;Europa come fetazione di quel processo ambiguo che \u00e8 la globalizzazione (altra infatuazione ingovernabile), non si esaurisce nel fatto di aver fornito alla destra finanziaria i <em>suoi<\/em> strumenti istituzionali. Il potere di penetrazione che la nuova <em>ragione del mondo<\/em> ha dispiegato nel passaggio al nuovo millennio proviene dalla sottile, pervicace, quotidiana costruzione di una soggettivit\u00e0 perfettamente speculare alle necessit\u00e0 oggettive di cui lo stato si fa garante. La forgia di un soggetto costantemente richiamato al suo diritto\/dovere di essere libero &#8211; concorrenzialmente libero &#8211; \u00e8 stata portata avanti nelle officine di una sinistra che ha fatto valere il peso delle sue rinunce, della sua sconfitta, della sua colpa, quasi come un enorme motivo di vanto: una gara con la destra nella partita della <em>modernit\u00e0<\/em>, una vigliacca dimostrazione di cambiamento epocale sulle spalle di un&#8217;intera umanit\u00e0 del lavoro, che ha visto stravolgere giorno dopo giorno il modo di intendere, di vivere, di sognare il rapporto con il proprio fare e con il proprio essere, entrambi risucchiati dentro la logica dell&#8217;auto-misurazione, dell&#8217;auto-premiazione, perfino dell&#8217;auto-esecrazione.<\/p>\n<p>La solidariet\u00e0 sociale \u00e8 divenuta presto una sorta di materia purulenta che infetta la mente e l&#8217;anima dell&#8217;individuo, privandolo dell&#8217;energia che gli occorre per realizzare la piena forma del suo essere: un capitale da amministrare, nei rischi e nei successi, nella certezza che l&#8217;infelicit\u00e0 \u00e8 riconducibile solo e soltanto a un errore di computo!<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127878&amp;typeb=0&amp;la-gara-della-modernita\">http:\/\/megachip.globalist.it\/Detail_News_Display?ID=127878&amp;typeb=0&amp;la-gara-della-modernita<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MEGACHIP (Sandro Vero) Senza la complicit\u00e0 della sinistra, e non solo quella socialdemocratica, il neoliberismo non avrebbe raggiunto un tale grado di penetrazione, di pervasione, di perversione. \u00abQualsiasi pensiero &#8220;responsabile&#8221;, &#8220;moderno&#8221; e &#8220;realista&#8221;, ovvero conforme a tale razionalit\u00e0, \u00e8 caratterizzato dall&#8217;accettazione preventiva dell&#8217;economia di mercato, delle virt\u00f9 della concorrenza, dei vantaggi della globalizzazione dei mercati, dei vincoli ineludibili introdotti dalla &#8220;modernizzazione&#8221; finanziaria e tecnologica.\u00bb Pierre Dardot e Christian Lavalle, La nuova ragione del mondo.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":18115,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/images-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-82O","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30926"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=30926"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30926\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30927,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/30926\/revisions\/30927"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=30926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=30926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=30926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}