{"id":30959,"date":"2017-05-21T10:51:02","date_gmt":"2017-05-21T08:51:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30959"},"modified":"2017-05-20T23:54:49","modified_gmt":"2017-05-20T21:54:49","slug":"tutti-vogliono-la-working-class","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=30959","title":{"rendered":"Tutti vogliono la Working Class"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p><em>Alla caccia della working class: in vista delle elezioni del prossimo giugno, in Regno Unito ci si accorge dell&#8217;importanza politica e sociale della classe che pi\u00f9 di tutte ha pesato per la vittoria del Brexit nel referendum dello scorso giugno<\/em><\/p>\n<p><strong>Il Regno Unito si prepara alle elezioni<\/strong>. Un voto importante, quello che andr\u00e0 in scena a giugno, e che vedr\u00e0 il popolo britannico recarsi alle urne con un\u2019unica certezza: Brexit. E, intendiamoci, una certezza ben poco esaustiva. Innanzitutto perch\u00e9 per adesso \u00e8 tutto in divenire, \u00e8 tutto proiettato al futuro. C\u2019\u00e8 solo uno scontro tra Londra e Bruxelles e la levata di scudi del governo conservatore, che si \u00e8 reso protagonista di una difesa a spada tratta del voto popolare britannico, anche se non era nei suoi piani vedere il Regno uscire dall\u2019Unione Europea. In questo senso, a <strong>Theresa May<\/strong> dobbiamo veramente tanto, tutti. Perch\u00e9 ha insegnato ai governi europei una lezione importantissima, e cio\u00e8 che la volont\u00e0 popolare va rispetta, comunque, anche se non si \u00e8 particolarmente d\u2019accordo. Il governo May non aveva alcuna necessit\u00e0 di dimostrarsi a favore di una hard-Brexit, non \u00e8 stato eletto, ha semplicemente preso le redini di una maggioranza conservatrice delusa, illusa e abbandonata da quel personaggio di David Cameron. Si \u00e8 dimesso il premier conservatore dopo Brexit, nonostante sia stato lui a voler indire per forza questo referendum. Gli va riconosciuta coerenza, perch\u00e9 l\u2019aveva promesso, ma gli va riconosciuta anche pochissima lungimiranza nell\u2019aver personalizzato un referendum cos\u00ec nefasto per la sua politica.<\/p>\n<div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/TCs6NeCNo90?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div>\n<p><em>Il primo ministro del Regno Unito, Theresa May, d\u00e0 il via alla procedura per l\u2019uscita dall\u2019UE<\/em><\/p>\n<p>Ora, al contrario di Cameron, Theresa May non solo ha in mano saldamento il governo, ma si appresta a <strong>stravincere le elezioni parlamentari di giugno.<\/strong> Ha stravinto quelle locali di poche settimane fa strappando ai laburisti feudi storici, cancellando i nazionalisti dell\u2019<strong>Ukip<\/strong> e sconfiggendo anche gli stessi nazionalisti scozzesi del SNP in alcuni seggi dove realmente sembrava impossibile fare qualcosa per scardinare la maggioranza identitaria. E dove non ha vinto, ha comunque aumentato ampiamente il consenso. Intendiamoci, non \u00e8 difficile che lo faccia.<\/p>\n<blockquote><p>Davanti a s\u00e9 Theresa May ha una prateria lasciata dai laburisti in anni e anni di disastri e soprattutto di mancati appuntamenti con la storia, non ultimo la Brexit<\/p><\/blockquote>\n<p>Il Labour di <strong>Corbyn<\/strong> sta capendo soltanto ora cosa ha lasciato in questi ultimi anni, e cio\u00e8 il <strong>contatto con il popolo<\/strong>. L\u2019Inghilterra profonda, quella della classe operaia, delle periferie, vittima illustre della globalizzazione, ha votato in massa per la Brexit. E molti degli elettori favorevoli al \u201cleave\u201d erano vecchi laburisti delusi e completamente disincantati.<strong> Il Labour ha commesso un errore che hanno commesso tutti i partiti socialdemocratici d\u2019Europa<\/strong>, e cio\u00e8 perdere completamente il contatto con la sua realt\u00e0. L\u2019elettorato di sinistra del Regno Unito non ha pi\u00f9 fiducia nei laburisti perch\u00e9 i laburisti, per anni, hanno mandato avanti idee e personaggi completamente distanti dalle loro aspettative. Concentrati su battaglie globalizzanti, europeiste, piene di grandi utopie completamente fini a se stesse, hanno perso di vista cosa succedeva nel loro bacino di elettori. Hanno sostituito l\u2019operaio inglese e il dipendente di qualche azienda del Galles con il simpatico Erasmus di ritorno da Barcellona o con il radical-chic che vive tra la City e Notting Hill, ma hanno dimenticato la loro anima.<\/p>\n<p><strong>Corbyn lo sta capendo, forse tardi<\/strong>. Ha cominciato a parlare di poveri contro ricchi, di ridistribuzione delle ricchezze, di <strong>nazionalizzazione delle infrastrutture e delle ferrovie<\/strong>. Il leader Labour ha addirittura parlato di eliminare le tasse universitarie, che pesano come macigni sul sistema sociale britannico e rappresentano un vero buco nero nelle tasche di milioni di cittadini. Ma la sua ricetta non sembra bastare. Non \u00e8 semplicemente facendo il Sanders del Regno Unito che si riprendono milioni di voti, perch\u00e9 di quello si tratta, dispersi nell\u2019astensione o nel voto conservatore. Perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 qualcosa di molto strano nel voto inglese \u00e8 che, paradossalmente,<strong> il voto di protesta contro l\u2019establishment deludente degli ultimi anni, va proprio al partito conservatore<\/strong>. Di solito elezioni anticipate, le locali di medio termine, ma anche semplicemente i voti della frustrazione, vanno a finire in qualche sigla minore oppure nell\u2019opposizione, panacea di tutti i mali e tipica dell\u2019alternanza anglosassone.<strong> Quest\u2019anno invece sembra proprio tutto il contrario<\/strong>. Il popolo \u00e8 con il governo, con Theresa May, ormai per molti la nuova Margaret Thatcher del Duemila. La leader conservative si \u00e8 imposta con politiche di totale avversione all\u2019Unione Europea e di appoggio strenuo e costante nei confronti della Brexit, ha rispettato il voto del suo popolo e questo, inevitabilmente, ha pagato in termini di consenso. Il cittadino britannico non sar\u00e0 conservatore tout-court, ma tra un centrosinistra che ancora deve capire se \u00e8 d\u2019accordo o no con la Brexit dopo mesi e mesi passati dal referendum, un partito liberaldemocratico che non ha ancora accettato l\u2019uscita dall\u2019Europa e altre sigle infime, preferisce sostenere chi ha comunque, ed ogni costo, dato seguito a quanto da lui voluto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-86655\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/281641-quality-generic-image-of-the-union-flag-and-saltire.jpg\" alt=\"281641-quality-generic-image-of-the-union-flag-and-saltire\" width=\"1280\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>Non sar\u00e0 un mandato facile quello del prossimo governo britannico. Assolutamente no. C\u2019\u00e8 un accordo con l\u2019Unione Europea da mandare avanti se non si vuole giungere alla cosiddetta <strong>hard Brexit<\/strong>. C\u2019\u00e8 una Scozia dove spirano continuamente venti di secessionismo, questa volta proprio voluti a seguito dell\u2019uscita dall\u2019UE. C\u2019\u00e8 un\u2019<strong>Irlanda del Nord<\/strong> in totale stallo politico, dopo mesi senza governo e con nazionalisti e unionisti ai ferri corti a causa della delicata questione dei confini con Eire proprio dopo Brexit. Ma proprio da queste difficolt\u00e0 evidenti, chi ne sta uscendo rafforzato \u00e8 il governo May. Molto curioso per noi continentali, che di solito nel momento di crisi pensiamo che la soluzione sia nel cambiamento. Invece i britannici, determinati, sembra quasi che trovino nella crisi quel sentimento di unit\u00e0 con il governo che porter\u00e0, probabilmente, Theresa May a vincere.<\/p>\n<p>Brexit ci ha insegnato qualcosa sul Regno Unito, e cio\u00e8 che la classe medio-bassa, la <strong>working class<\/strong>, la provincia, contano ancora moltissimo. Il <strong>Regno Unito non \u00e8 soltanto nella City di Londra<\/strong>, nella borghesia culturale di Edimburgo o nei giovani illusi dal mondo globalizzato. No. C\u2019\u00e8 anche qualcos\u2019altro. C\u2019\u00e8 la <strong>depressione d\u2019intere regioni senza pi\u00f9 una fabbrica<\/strong>, perch\u00e9 delocalizzate in Europea dell\u2019Est o in Asia; ci sono le citt\u00e0 come Birmingham, dove in alcune periferie neanche si parla inglese, per quanti sono gli immigrati che hanno comprato casa in ghetti che rappresentano il fallimento totale del sistema d\u2019integrazione britannico. Ci sono i portuali del Nord, i pescatori scozzesi, gli operai del Galles. Il Regno Unito \u00e8 questo, anche questo, e va a votare. Lo stanno capendo tutti, Laburisti e Conservatori in primis. Ma con la differenza che Theresa May, rispetto a Corbyn, li ha difesi da subito quando deciso di liberarsi, rischiando tutto, dal giogo di Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/tutti-vogliono-la-working-class\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/tutti-vogliono-la-working-class\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita) Alla caccia della working class: in vista delle elezioni del prossimo giugno, in Regno Unito ci si accorge dell&#8217;importanza politica e sociale della classe che pi\u00f9 di tutte ha pesato per la vittoria del Brexit nel referendum dello scorso giugno Il Regno Unito si prepara alle elezioni. 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