{"id":31129,"date":"2017-05-26T08:00:30","date_gmt":"2017-05-26T06:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31129"},"modified":"2017-05-27T11:13:27","modified_gmt":"2017-05-27T09:13:27","slug":"desertec-ci-vorrebbe-un-secondo-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31129","title":{"rendered":"&#8216;Desertec&#8217;: ci vorrebbe un secondo Mattei"},"content":{"rendered":"<p><strong>di COME DON CHISCIOTTE (Carlo Bertani)<\/strong><\/p>\n<p><em>Chi si ricorda pi\u00f9 del progetto <strong>Desertec<\/strong>? Svanito nelle nebbie, anzi nelle sabbie del Sahara.<\/em><\/p>\n<p>Un progetto che doveva portare in Europa il 15% del fabbisogno elettrico complessivo, un mare d\u2019energia. Ed un mare di soldi. Tolti ai petrolieri.<\/p>\n<p>Invece, niente. Non se ne fa pi\u00f9 nulla. Come mai?<\/p>\n<p>Ufficialmente il progetto \u00e8 ancora esistente, almeno nelle carte del consorzio delle imprese che lo sorreggevano: in realt\u00e0, tutto si \u00e8 fermato nel 2011.<\/p>\n<p>Di chi la responsabilit\u00e0? Di tutti, o di nessuno.<\/p>\n<p>Vediamo.<\/p>\n<p>Il progetto nasce nel 2003, e si capisce subito che \u00e8 \u201croba grossa\u201d \u2013 un investimento di 400 miliardi di euro \u2013 ed \u00e8 spiccatamente tedesco, per i progetti e per le aziende che lo sorreggono. Tecnicamente, Desertec si proponeva di raccogliere energia solare ed eolica, tramite solare termodinamico od a concentrazione, fotovoltaico ed eolico per alimentare le reti interne dei Paesi nordafricani ed esportare il surplus d\u2019energia, stimato pari al 15% del consumo elettrico europeo. Un \u201cfetta\u201d enorme della torta energetica europea.<\/p>\n<p>Si potr\u00e0 dire che si tratta(va) del solito progetto condotto dalle solite oligarchie finanziarie planetarie per guadagnare i soliti miliardi dagli investimenti ma, del resto, c\u2019\u00e8 qualcosa che non \u00e8 prodotto dagli investimenti finanziari internazionali? Certo: l\u2019insalata dell\u2019orto.<\/p>\n<p>Dall\u2019altra, dobbiamo riconoscere che il progetto avrebbe consentito una maggior ricchezza per i Paesi nordafricani ed un considerevole risparmio (circa 30 euro\/Megawatt\/ora) per gli utenti. Inoltre, avrebbe consentito quella \u201ctransizione\u201d verso l\u2019elettrico da fonte rinnovabile che potrebbe essere la salvezza del Pianeta.<\/p>\n<p>Ora, io non so se l\u2019aumento delle temperature \u2013 e non venite a raccontare fandonie: ogni anno c\u2019\u00e8 un aumento \u201crecord\u201d delle temperature \u2013 sia d\u2019origine antropica o naturale. Non me ne frega un emerito picchio. Quello che so, per certo, \u00e8 che ogni kg di combustibili fossili produce 3, qualcosa kg di anidride carbonica e la CO2 \u00e8 scientificamente provato che \u2013 insieme ad altri gas nitrosi e a parecchi idrocarburi gassosi \u2013 riflette la dispersione verso l\u2019infinito dei raggi solari. Poi, che siano pi\u00f9 importanti le centrali termoelettriche o le scoregge delle vacche nella produzione, le foreste oppure il fitoplancton nella fissazione della CO2 non ha nessuna importanza: il dato essenziale \u00e8 non aggiungerne.<\/p>\n<p>Tutto fila liscio fino al 2009 \u2013 occhio alle date! \u2013 quando si comincia seriamente a pensare di costruire le prime centrali. Ma, l\u2019aria \u2013 anzi, il Ghibli \u2013 cambia. Ci sono le cosiddette Primavere Arabe da ascoltare, da gestire, da combinare con i propri interessi.<\/p>\n<p>Appena scocca il 2010 fioriscono, come i lamponi nella taiga:<strong> Tunisia, Egitto, Libia<\/strong>. Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di questi dittatori che si atteggiano a Presidenti! Ci vuole democrazia! \u2013 urla una Clinton che sembra una Albright rediviva.<\/p>\n<p>Oggi, abbiamo i Presidenti che fanno i Dittatori, ma va bene cos\u00ec: nessuno si lamenta pi\u00f9, dal Cairo a Rabat. Chi si lamenta rischia grosso, chi non ne pu\u00f2 pi\u00f9 scappa in Europa. E tocca a noi mantenerli, mica agli USA.<\/p>\n<p>La Germania \u2013 nota a margine \u2013 durante la guerra contro la Libia rest\u00f2 muta come un pesce abissale: non solo non vi partecip\u00f2, ma neppure mosse un labbro per appoggiare chiunque. D\u2019altro canto, sprecare le parole \u2013 quando \u00e8 inutile \u2013 non serve.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, invece \u2013 Paese sconfitto nella 2\u00b0 GM come la Germania \u2013 si diede un gran daffare per slinguazzare inglesi, francesi ed americani, perdendo fior di commesse e di succosi contratti con la Libia di Gheddafi. Dopo la guerra, la spartizione del petrolio e dei contratti d\u2019appalto fu eseguita con il manuale Cencelli e, guarda a caso, proprio in quegli anni si \u201cscopr\u00ec\u201d il petrolio \u2013 ed a darsi un gran daffare \u2013 in Lucania. Strana coincidenza, vero?<\/p>\n<p>Oggi, perch\u00e9 il progetto Desertec va in malora?<\/p>\n<p>Cominciando da Ovest, c\u2019\u00e8 l\u2019annoso problema del Sahara Occidentale (ex Sahara spagnolo), spartito fra Marocco e Mauritania, ma considerato dall\u2019ONU una nazione indipendente, con una postilla \u201cnon completamente libera\u201d. Con un governo in esilio in Algeria.<\/p>\n<p>La Spagna, per tagliare la testa al toro, decise che non un kW d\u2019energia prodotta laggi\u00f9 avrebbe attraversato la Spagna. Finis.<\/p>\n<p>L\u2019Algeria, molto semplicemente, ha dichiarato che le riserve energetiche \u2013 di nessun tipo \u2013 sono sotto il controllo statale, e quindi non disponibili per investitori esteri. Il Marocco \u00e8 sempre in lotta con la Mauritania per la questione sopra esposta, e quindi poco affidabile.<\/p>\n<p>Cosa rimane?<\/p>\n<p><strong>La Tunisia.<\/strong><\/p>\n<p>Gi\u00e0, perch\u00e9 n\u00e9 la Libia n\u00e9 l\u2019Egitto sono considerati affidabili per creare infrastrutture costose e, soprattutto, facilmente attaccabili dai vari terrorismi \u2013 Al-Qaeda e Daesh (e dai loro padroni) \u2013 e dunque\u2026rimane la Tunisia\u2026che \u00e8 certamente un Paese affidabile, stabile ed inattaccabile. Come no.<\/p>\n<p>La storia termina qui perch\u00e9, per la produzione solare, \u00e8 molto importante la posizione dell\u2019impianto \u2013 ossia la longitudine (meridiani) dov\u2019\u00e8 situato \u2013 poich\u00e9 la produzione\/consumo non pu\u00f2 essere differita nel tempo: siccome la corrente elettrica corre nei fili alla velocit\u00e0 della luce, \u00e8 perfettamente inutile creare un simile impianto in Arabia Saudita, che potr\u00e0 servire per alimentare Mosca oppure Kiev, non certo Madrid o Parigi.<\/p>\n<p>Certamente Mubarak e Gheddafi non erano stinchi di santo, per\u00f2 Gheddafi era la sola persona in grado di garantire quegli investimenti: oggi, dopo la \u201cPrimavera\u201d \u00e8 arrivata l\u2019infinita \u201cEstate\u201d libica, nel senso che sono tutti in vacanza e non si sa pi\u00f9 a che santo votarsi per governare il Paese.<\/p>\n<p>Il progetto Desertec \u00e8 sfumato: qualcuno piange ma gli USA, che hanno avuto recentemente ben due presidenti petrolieri, non sono di certo in gramaglie. Anzi. Furba l\u2019Europa dei banchieri, vero?<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/comedonchisciotte.org\/desertec-ci-vorrebbe-un-secondo-mattei\/\">https:\/\/comedonchisciotte.org\/desertec-ci-vorrebbe-un-secondo-mattei\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COME DON CHISCIOTTE (Carlo Bertani) Chi si ricorda pi\u00f9 del progetto Desertec? Svanito nelle nebbie, anzi nelle sabbie del Sahara. Un progetto che doveva portare in Europa il 15% del fabbisogno elettrico complessivo, un mare d\u2019energia. Ed un mare di soldi. Tolti ai petrolieri. Invece, niente. Non se ne fa pi\u00f9 nulla. Come mai? 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