{"id":31157,"date":"2017-05-27T08:00:23","date_gmt":"2017-05-27T06:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31157"},"modified":"2017-05-26T21:03:40","modified_gmt":"2017-05-26T19:03:40","slug":"articolo-1-un-triste-e-malinconico-rimpianto-del-tempo-che-fu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31157","title":{"rendered":"Articolo 1: Un triste e malinconico rimpianto del tempo che fu"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>A Milano, con \u201cFondamenta\u201c, il Movimento Democratico e Progressista di D\u2019Alema, Bersani, Speranza, Rossi e Scotto muove i suoi primi passi, all\u2019ombra di un documento programmatico, scritto da Vincenzo Visco: il paradosso \u00e8 quello di una scissione che nelle intenzioni dei militanti dovrebbe riportare la barra degli ex PCI a sinistra, dopo la svolta liberista renziana, ma che nelle parole dei dirigenti \u00e8 quasi una \u201csvolta a destra\u201d.<\/p>\n<p>Il documento di Visco, negli anni \u201990 come Ministro uno dei responsabili massimi delle politiche ordo-liberiste e di austerit\u00e0 imposte all\u2019Italia, nel descrivere i punti programmatici di Articolo 1, fa immediatamente saltare agli occhi due cose:<\/p>\n<p>1) la globalizzazione viene descritta come un fenomeno naturale, non politico; quindi \u00e8 impossibile invertire la tendenza. Al massimo si possono effettuare accordi al ribasso per le classi deboli.<\/p>\n<p>2) la UE e l\u2019euro rappresentano capisaldi ai quali \u00e8 impossibile rinunciare, anzi originariamente, si dice, mentendo, erano progetti di democratizzazione e di gestione sociale della globalizzazione.<\/p>\n<p>A conferma di questa impostazione, troviamo le parole di Pier Luigi Bersani sull\u2019Europa e su Macron a La Gabbia: \u201d\u201cChi pensa di risolvere i gravi problemi causati dalla finanza, dalle piattaforme informatiche, delle multinazionali ecc, cone le \u201cmini sovranit\u00e0\u201d si sbaglia di grosso. Solo con sovranit\u00e0 mondiali tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere risolto. Macron non \u00e8 Renzi, ha avuto esperienze di alto livello e governer\u00e0 coi voti suoi a differenza di Renzi che lo ha fatto coi voti miei\u201d.<\/p>\n<p>Questo progetto politico, che vede D\u2019Alema e Bersani come registi, serve solo ad annacquare e impedire (nella loro testa perch\u00e9 \u00e8 destinato a fallire) la nascita di forze votate al recupero della sovranit\u00e0 politica e popolare e ispirate ad un costituzionalismo radicale. E quindi a limitare la nascita di una vera sinistra socialista e popolare. Quella operata da D\u2019Alema e Bersani \u00e8 di fatto una scissione a destra del PD, dato che immaginano un rafforzamento delle strutture sovranazionali e contemplano un riformismo reazionario fatto un passo alla volta, gestito da tecnocrati italiani.<\/p>\n<p>Loro eviterebbero la troika, con le troike fatte in casa. Sorprende, ma non pi\u00f9 di tanto, che alcuni dirigenti, anche promettenti, della sinistra italiana possano essere affascinati da una lettura cos\u00ec mistificatoria della realt\u00e0 e cos\u00ec assolutoria nei confronti della vecchia stagione della Seconda Repubblica. La capacit\u00e0 di interpretare correttamente la Storia, in un periodo di cos\u00ec forti diseguaglianze, \u00e8 l\u2019unica premessa per essere credibili di fronte alla popolazione ed \u00e8 l\u2019unico modo per riuscire a parlare utilizzando il linguaggio della verit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cFondamenta\u201c, da questo punto di vista, \u00e8 stata un sostanziale fallimento: ai limiti enormi del documento di Visco, si unisce un D\u2019Alema incapace di suggerire un sia pur timido processo di autonomia culturale della sinistra, ribadendo anche lui i Ciampi e gli Amato di 25 anni fa, sull\u2019ineluttabilit\u00e0 dell\u2019Europa, con una critica di facciata alla globalizzazione (quando l\u2019euro altro non \u00e8 che una manifestazione della stessa globalizzazione) e, in mancanza di un modello politico, un invito ad andare a catechismo da Bergoglio. Dimenticando per\u00f2 quella parte del catechismo cattolico in cui si parla di accoglienza, D\u2019Alema ha proposto di ripristinare la Turco-Napolitano, la legge istitutiva del sistema carcerario dei Cie, pur interrompendo la kermesse per partecipare alla marcia \u201csenza muri\u201d.<\/p>\n<p>Una posizione ondivaga, utile per raccogliere qualche voto tra la borghesia benpensante ai Parioli, ma senza nessuno spunto di analisi, pensiero critico, opposizione sociale, lotta di classe, anti-liberismo, sovranit\u00e0 nazionale: non pervenuti. D\u2019Alema \u00e8 tornato a criticare Renzi, salvo dire chiaramente che ci potr\u00e0 essere un governo di centrosinistra, quindi evidentemente con Renzi. Bersani, rincarando la dose con involontario umorismo romagnolo, ha ribadito il no ad una alleanza con Renzi, ma s\u00ec ad una alleanza con il Pd, dimenticando che Renzi \u00e8 il segretario del Pd. Tutti a strillare contro il liberismo, ma con ospiti due campioni del liberismo come la Bonino e de Bortoli.<\/p>\n<p>Fondamentalmente, da \u201cFondamenta\u201d \u00e8 emerso un triste e malinconico rimpianto del tempo che fu, da parte di personaggi oramai superati dalla storia, che si aggrappano ad un mondo che non esiste pi\u00f9: l\u2019ulivismo, inteso come coalizione di forze politiche che raggruppino liberali moderati, cattolici popolari e socialisti liberali. Un mondo che non esiste pi\u00f9 perch\u00e9 la crisi economica ha spazzato via quel ceto medio a bassa differenziazione interna che, negli anni Novanta, si era espanso assorbendo e rimescolando in un mix liquido ed a bassa tensione conflittuale elementi delle tradizionali classi sociali proletarie e piccolo borghesi.<br \/>\nI lunghi anni di crisi ed ora di stagnazione hanno ripolarizzato la societ\u00e0, creando forme nuove di aggregazione sociale, fra piccola borghesia in rovina e sottoproletariato urbano in crescita, alimentato dalla caduta di componenti del proletariato industriale ed impiegatizio, e ceti emergenti, come il precariato cognitivo o i lavoratori della sharing economy, che esprimono un disagio socio-economico, accanto ad elementi ideologici vicini a quelli borghesi, e che vivono dentro una contraddizione fra struttura obbiettivamente disagiata e sovrastruttura ideologicamente orientata verso i gruppi sociali dominanti.<br \/>\nQuesto nuovo assetto sociale \u00e8 pi\u00f9 facilmente catturabile dal populismo leghista (che interpreta bene i punti di contatto fra lumpenproletariat, ex \u00e9lite operaie in crisi e piccola borghesia) e grillino (che riesce a dare una soluzione al dilemma strutturale\/sovrastrutturale dei ceti emergenti, espungendo le tematiche ideologiche dalla sua proposta politica, che ne risulta cos\u00ec impoverita, ma pi\u00f9 facilmente digeribile).<br \/>\nIl contrasto da sinistra a tale situazione richiederebbe una nuova forma di autonomia culturale e politica su temi delicati, come l\u2019euro, l\u2019immigrazione, il posizionamento geopolitico del Paese, una riflessione profonda sul rischio di una societ\u00e0 lavoristica che si trovi a dover ridurre il ricorso al lavoro per via della rivoluzione tecnologica in atto.<\/p>\n<p>Invece, la risposta dei pisapii-dalemian-scottian-bersaniani \u00e8 un\u2019impaurita fuga all\u2019indietro, verso formule politiche defunte (e, diciamolo pure, inefficaci anche quando furono proposte) con tanto di ritorno al Mattarellum. La Storia schiaccer\u00e0 queste posizioni, e se si continueranno a seguire posizioni come quelle di Articolo 1, l\u2019evaporare della sinistra lascer\u00e0 il campo ad un conflitto sociale che si giocher\u00e0 tutto dentro la met\u00e0 campo del capitale, fra piccola e media borghesia nazionale, alleata con i ceti emergenti e con il sottoproletariato urbano, e grande post-borghesia apolide e finanziarizzata, alleata con gli ultimi strati di ceto medio novecentesco disperatamente aggrappati alla speranza di non scomparire del tutto. Uno scenario in cui alla fine perderemo tutti. Con \u201cFondamenta\u201d \u00e8 nato non un progetto, ma una formazione sociale per conquistare un posto al sole o un Consiglio d\u2019amministrazione per una nuova \u201cDitta\u201d.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.senso-comune.it\/ferdinando-pastore\/articolo-1-un-triste-malinconico-rimpianto-del-tempo-fu\/\">http:\/\/www.senso-comune.it\/ferdinando-pastore\/articolo-1-un-triste-malinconico-rimpianto-del-tempo-fu\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE\u00a0 A Milano, con \u201cFondamenta\u201c, il Movimento Democratico e Progressista di D\u2019Alema, Bersani, Speranza, Rossi e Scotto muove i suoi primi passi, all\u2019ombra di un documento programmatico, scritto da Vincenzo Visco: il paradosso \u00e8 quello di una scissione che nelle intenzioni dei militanti dovrebbe riportare la barra degli ex PCI a sinistra, dopo la svolta liberista renziana, ma che nelle parole dei dirigenti \u00e8 quasi una \u201csvolta a destra\u201d. 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