{"id":31169,"date":"2017-05-27T12:00:53","date_gmt":"2017-05-27T10:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31169"},"modified":"2017-05-27T10:57:39","modified_gmt":"2017-05-27T08:57:39","slug":"patto-con-riad-e-tel-aviv-con-trump-gli-usa-tornano-al-centro-del-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31169","title":{"rendered":"Patto con Riad e Tel Aviv: con Trump gli USA tornano al centro del Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p><strong>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Avviando un nuovo dialogo con Arabia Saudita e Israele il presidente americano ha allontanato lo spettro dell\u2019isolamento provocato dalle scelte di Obama. Prospettive e rischi della sua strategia.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inaugurare una nuova stagione di dialogo con il mondo sunnita e ottenerne l\u2019impegno nella lotta al terrorismo jihadista. Rinvigorire i rapporti con Israele, alleato strategico in Medio Oriente colpevolmente lasciato solo da Barack Obama negli otto anni dei suoi due mandati alla Casa Bianca. Sacrificare l\u2019Iran e gli sciiti, lasciandosi alle spalle il patto sul ridimensionamento del programma nucleare di Teheran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con il pragmatismo dell\u2019uomo d\u2019affari e le sapienti imbeccate dei suoi due consiglieri di punta \u2013 il generale Herbert Raymond McMaster, consigliere per la sicurezza nazionale, e suo genero Jared Kushner, consigliere per il commercio e il Medio Oriente \u2013 nelle sue visite a Riad e Tel Aviv Donald Trump ha letteralmente capovolto la strategia degli Stati Uniti nello scacchiere mediorientale. Un cambio di passo repentino, che consegna adesso all\u2019America una posizione nettamente pi\u00f9 solida rispetto al passato nella regione, tirandola fuori dalle sabbie mobili in cui l\u2019aveva trascinata Obama e proiettandola verso alleanze pi\u00f9 vantaggiose per gli interessi del Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>HR McMaster \u00e8 stato \u201cl\u2019uomo in pi\u00f9\u201d di Trump nella preparazione del suo viaggio a Riad, prima tappa del suo tour d\u2019esordio all\u2019estero passato il 24 maggio per il Vaticano e che si concluder\u00e0 con i summit con i rappresentanti di UE e NATO oggi a Bruxelles e con il vertice G7 del 26 e 27 maggio a Taormina. Profondo conoscitore del Medio Oriente (ha partecipato alla prima Guerra del Golfo del 1991 e all\u2019invasione dell\u2019Iraq che nel 2003 port\u00f2 alla caduta di Saddam Hussein), il generale McMaster ha tracciato un percorso diplomatico inattaccabile per il presidente americano, traghettandolo da Riad a Tel Aviv senza che andasse incontro a particolari critiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A Riad non solo affari<\/strong><br \/>\nDei giorni trascorsi a Riad, culminati con l\u2019inedito ballo di Trump alla tradizionale danza delle spade di Casa Saud, si \u00e8 detto principalmente per il contratto monstre che gli USA hanno firmato con l\u2019Arabia Saudita: 110 miliardi di dollari per la vendita di armi (che arriveranno a 350 miliardi in dieci anni) e circa altri 50 per intese energetiche che permetteranno al colosso degli idrocarburi Saudi Aramco di far leva sul know how delle societ\u00e0 statunitensi per avviare un necessario piano di diversificazione delle sue produzioni e affrancarsi cos\u00ec il pi\u00f9 possibile dalle esportazioni di petrolio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il momento nevralgico della visita di Trump a Riad \u00e8 stato per\u00f2 l\u2019incontro con i leader di oltre 50 Paesi del mondo sunnita. Parlando di fronte a loro, coinvolgendoli in una nuova alleanza nella \u00ablotta tra il bene e il male\u00bb \u00abcontro il terrorismo e l\u2019estremismo\u00bb, il presidente americano ha fatto una scelta di campo netta. Da un lato gli USA si schierano al fianco di quei Paesi che dispongono di mezzi politici, economici e coercitivi, oltrech\u00e9 dell\u2019autorit\u00e0 teleologica (\u00e8 il caso dell\u2019Egitto laico del presidente Al Sisi e del suo contatto diretto con la moschea Al Azhar, massima istituzione dell\u2019Islam sunnita), per impedire che il terrorismo continui a trarre forza dalla loro supposta connivenza.<\/p>\n<p>Dall\u2019altro prendono le distanze da un \u201calleato scomodo\u201d come l\u2019Iran, bastione del mondo sciita. \u00c8 una scelta dettata, d\u2019altronde, dai numeri: Trump rafforza infatti il dialogo con i sunniti, vale a dire l\u201985% del mondo islamico, a discapito degli sciiti, che di quel mondo rappresentano invece solo il 15%.<\/p>\n<p>In cambio Trump offre a questi Paesi una cosa a cui tengono molto, ossia la fine del progetto di esportazione della democrazia occidentale nelle loro societ\u00e0, su cui si sono intestarditi \u2013 fallendo \u2013 sia George W. Bush che Barack Obama. Tradotto, significa che gli USA non saranno pi\u00f9 guardiani di ci\u00f2 che l\u2019Occidente considera \u201cgiusto\u201d e \u201csbagliato\u201d guardando al Medio Oriente, all\u2019Africa e all\u2019Asia Centrale, soprattutto in riferimento a tematiche come la tutela dei diritti umani e delle libert\u00e0 individuali e collettive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiuderanno pertanto gli occhi \u2013 come gi\u00e0, d\u2019altronde, aveva fatto in buona parte Obama \u2013 sulle bombe che i sauditi continueranno a sganciare in Yemen contro i ribelli sciiti Houthi o sulle repressioni del regime egiziano contro gli oppositori. La contropartita a cui l\u2019Amministrazione Trump aspira \u00e8 per\u00f2 ghiotta: ottenere la lealt\u00e0 di questi Paesi nel contrasto al terrorismo, e dunque il blocco dei finanziamenti, del supporto logistico e dell\u2019invio di armi a quei gruppi jihadisti affiliati tanto a ISIS quanto ad Al Qaeda che hanno messo a ferro e fuoco Siria e Iraq e che con i loro attentati tengono sotto scacco l\u2019Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Israele, patto per isolare l\u2019Iran<\/strong><br \/>\nNello spostamento da Riad a Tel Aviv, Trump ha giocato la partita mandando in prima linea suo genero Jared Kushner, consigliere per il commercio e il Medio Oriente. Ebreo ortodosso, erede di una storica famiglia ebrea, Kushner \u00e8 considerato dal presidente l\u2019uomo giusto per riavviare il ricucimento dei rapporti con Israele dopo gli otto anni di Obama.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Israele Trump ha puntato su una nuova tattica, andando oltre la promessa di voler spostare l\u2019ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Il presidente ha infatti creato un ponte tra Riad e Tel Aviv, limando le distanze tra i due storici \u201cnemici\u201d in nome dell\u2019isolamento di un \u201cnemico comune\u201d, vale a dire l\u2019Iran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il resto, ossia il dialogo da tenere vivo tra Israele e Palestina, appare invece pi\u00f9 come una mossa obbligata in un viaggio che, con la visita del 24 maggio in Vaticano, ha permesso a Trump di favorire concretamente il contatto tra le tre religioni monoteiste: Islam, Cattolicesimo ed Ebraismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mettere tutti d\u2019accordo non \u00e8 chiaramente un obiettivo a cui Trump pu\u00f2 n\u00e9 vuole realisticamente ambire. Aver ricollocato gli USA al centro del Medio Oriente, e aver fatto scalare a Washington qualche posizione nel confronto globale con la Russia, per l\u2019America del dopo Obama \u00e8 gi\u00e0 un risultato significativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/trump-patto-arabia-saudita-israele\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/trump-patto-arabia-saudita-israele\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Avviando un nuovo dialogo con Arabia Saudita e Israele il presidente americano ha allontanato lo spettro dell\u2019isolamento provocato dalle scelte di Obama. Prospettive e rischi della sua strategia. &nbsp; Inaugurare una nuova stagione di dialogo con il mondo sunnita e ottenerne l\u2019impegno nella lotta al terrorismo jihadista. 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