{"id":31274,"date":"2017-05-28T10:00:14","date_gmt":"2017-05-28T08:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31274"},"modified":"2017-05-28T02:05:32","modified_gmt":"2017-05-28T00:05:32","slug":"lo-stato-guardiano-notturno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31274","title":{"rendered":"Lo Stato guardiano notturno"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRA RETE (Renato Caputo)<\/strong><\/p>\n<p><em>L\u2019ideologia liberista dominante nel nostro paese, con la complicit\u00e0 dei populisti, sta riducendo nuovamente lo Stato alla funzione di guardiano notturno di un modo di produzione in crescente crisi.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Presentando alla facolt\u00e0 di economia il \u201crapporto sullo Stato sociale 2017\u201d, il prof. R. F. Pizzuti ha usato toni forti, descrivendo \u2013 come aveva gi\u00e0 fatto L. Summers, ex segretario del Tesoro negli Usa \u2013 nei termini di stagnazione secolare l\u2019attuale crisi strutturale del modo di produzione capitalistico. L\u2019accumulazione capitalistica non accenna a ripartire \u2013 nonostante le alchimie monetariste delle Banche centrali che continuano a drogare il mercato inondandolo di liquidit\u00e0 \u2013 a causa del drastico calo degli investimenti e del conseguente \u201ceccesso di risparmio\u201d causati dalla perdurante crisi di sovrapproduzione.<\/p>\n<p>Nonostante i tentativi del capitale di rilanciare il processo di accumulazione scaricando gli effetti sociali negativi della crisi sulle classi subalterne, a partire dal radicale aumento della precariet\u00e0, la produttivit\u00e0 resta bassa. Anche perch\u00e9 la lotta di classe condotta in modo preponderante dall\u2019alto \u2013 grazie alla crescita con la crisi della pressione sugli occupati dell\u2019esercito industriale di riserva \u2013 gli imprenditori non sono spinti a innovare il processo produttivo, sviluppando ulteriormente il capitale costante, ma puntano a rilanciare l\u2019accumulazione comprimendo i salari, aumentando i ritmi e gli orari di lavoro e rilanciando le esportazioni.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 a ulteriore dimostrazione del fatto che il capitale tende a sostituire la forza lavoro umana con le macchine a un ritmo decisamente inferiore di quello che sarebbe possibile in un modo di produzione pi\u00f9 razionale come quello socialista. Sono queste le principali conseguenze del dominio quasi incontrastato nell\u2019UE delle politiche economiche ordoliberali tedesche.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultime producono conseguenze nefaste non solo a livello economico generale, in quanto favoriscono l\u2019ulteriore acutizzarsi della polarizzazione sociale, colpendo i paesi e le classi sociali subalterne. Particolarmente allarmante \u00e8 il futuro che si prospetta per i lavoratori nel nostro paese in cui la crescente precarizzazione dell\u2019occupazione non potr\u00e0 che produrre delle pensioni decisamente al di sotto del livello di sussistenza.<\/p>\n<p>Se si considera che negli ultimi anni, con la drastica riduzione del salario, diversi lavoratori salariati riescono a riprodursi come tali solo grazie al supporto delle pensioni degli anziani \u2013 non ancora compresse dalle controriforme inaugurate dal governo Dini \u2013 gli scenari futuri, sic stantibus rebus, sono davvero inquietanti. Anche perch\u00e9 con il progressivo aumento dell\u2019et\u00e0 pensionabile, che certo non contribuisce al rilancio della produttivit\u00e0, si \u00e8 incrementata la disoccupazione giovanile, che ha prodotto un deciso aumento dell\u2019immigrazione, del lavoro nero, della criminalit\u00e0 organizzata e un deciso peggioramento delle condizioni di occupazione.<\/p>\n<p>La costante mistificazione prodotta dai mezzi di (dis)informazione di massa, ha fatto crescere fra i subalterni un\u2019irrazionale terrore per la mancanza di lavoro, quando in realt\u00e0 si tratta al contrario dello sviluppo di forme di lavoro sempre pi\u00f9 precarie, sfruttate e sottopagate. Tale mistificazione ha consentito di far passare, senza suscitare una significativa opposizione sociale \u2013 per la debolezza e frammentazione dei comunisti, per la subalternit\u00e0 ideologica del resto della sinistra, per il prevalere di tendenze neocorporative nel sindacato \u2013 il Jobs act.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo ha prodotto l\u2019eliminazione di ogni ostacolo alla diffusione di lavoro precario e sottopagato e la completa subordinazione della forza-lavoro al capitale, grazie alla cancellazione dell\u2019articolo 18 con il conseguente aumento esponenziale dei licenziamenti disciplinari. Per cui le nuove generazioni di lavoratori dovranno lavorare sempre pi\u00f9 a lungo, in condizioni di crescente subalternit\u00e0 a causa del progressivo aumento della ricattabilit\u00e0, e se riusciranno a raggiungere la pensione, quest\u2019ultima non gli garantir\u00e0 nemmeno la sussistenza.<\/p>\n<p>La rapida affermazione, mediante il Jobs act, dei \u201clavoretti\u201d, non poteva che essere accompagnata da una altrettanto accelerata dequalificazione della scuola pubblica, necessariamente corrispondente alla dequalificazione delle condizioni di lavoro. Al punto che con la \u201cBuona scuola\u201d sono state drasticamente ridotte le ore di lezione, in ogni ordine di scuola superiore, progressivamente sostituite da attivit\u00e0 lavorative, neanche a dirlo non retribuite, per abituare sin da subito i giovani a considerare \u201cnaturali\u201d e, quindi, immodificabili le condizioni di sfruttamento che li attendono. Inoltre riducendo in modo radicale le ore di lezione e di studio, anche il sapere impartito e appreso dagli studenti non pu\u00f2 che essere sempre meno critico e sempre pi\u00f9 ideologico. Non a caso la stessa valutazione e la possibilit\u00e0 di accesso all\u2019universit\u00e0 e al mondo del lavoro sono sempre pi\u00f9 legate alla capacit\u00e0 di indovinare l\u2019unica risposta considerata esatta da test che necessariamente reprimono ogni forma di pensiero libero, critico e creativo.<\/p>\n<p>Tali scenari prossimi venturi sono resi ancora pi\u00f9 inquietanti dal fatto che le classi dirigenti europee, sempre pi\u00f9 al servizio delle classi dominanti transnazionali, intendono in autunno rendere operativo il fiscal compact, facendolo definitivamente recepire dal diritto comunitario [1]. In tal modo la trappola del debito pubblico, che dovr\u00e0 essere ogni anno drasticamente ridotto per non incorrere in pesantissime reazioni, consentir\u00e0 di portare a termine nel nostro paese la ormai trentennale restaurazione liberista, con il definitivo attacco a quanto resta del sedicente \u201cstato sociale\u201d e della propriet\u00e0 pubblica, per affermare la distopia liberale di uno Stato ridotto a guardiano notturno della propriet\u00e0 privata.<\/p>\n<p>Non a caso \u00e8 in rapido aumento la repressione sociale verso ogni tentativo di reazione a questo progressivo precipitare della societ\u00e0 capitalista in crisi in una nuova et\u00e0 di barbarie. Cos\u00ec i non molti giovani ancora consapevoli della necessit\u00e0 di opporsi al tentativo di rilanciare la prospettiva nazional-socialista, quale unica alternativa alla crisi del capitalismo, rischiano condanne a un numero spropositato di anni di carcere, come successo da ultimo a Pavia, mentre le rappresentanze sindacali unitarie che osano denunciare le politiche delle aziende \u2013 sempre pi\u00f9 rivolte a massimizzare i profitti riducendo il numero degli occupati per farne aumentare le condizioni di sfruttamento \u2013 sono pesantemente sanzionate e rischiano il licenziamento, come si \u00e8 visto recentemente nel caso di R. De Angelis.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte \u00e8 proprio chi si oppone a Renzi, in nome del rilancio del centro-sinistra \u2013 cui guarda con crescente interesse tutto il ceto politico di sinistra che ha di mira essenzialmente l\u2019occupazione delle cariche istituzionali \u2013 a presentare due decreti legge, imposti alle camere con gli ennesimi voti di fiducia, che hanno nei fatti lasciato campo libero alla criminalizzazione della povert\u00e0 e alla repressione di chi non si arrende all\u2019ordine costituito.<\/p>\n<p>A tale scopo si \u00e8 addirittura sacrificata l\u2019eguaglianza davanti alla legge, per colpire i richiedenti protezione internazionale \u2013 aumentando il numero di coloro che per poter lavorare per vivere \u00e8 costretto alla clandestinit\u00e0, che massimizza lo sfruttamento anche del resto della forza-lavoro sempre pi\u00f9 ricattata \u2013 e chi mina \u201cil decoro urbano\u201d, dando in mano ai sindaci, ridotti al ruolo di sceriffi, la possibilit\u00e0 di condannare al confino urbano il disaggio sociale e chi potrebbe mettere in discussione l\u2019ordine costituito. In tal modo chi \u00e8 costretto a ricercare cibo nei cassonetti rischia la galera, chi intende manifestare il proprio dissenso rischia di essere recluso ed espulso dal comune in cui si svolge la repressione e chi \u00e8 costretto, per consentire di far sopravvivere i propri figli, a vendere merce contraffatta rischia di morire nelle retate scatenate da polizia e vigili urbani.<\/p>\n<p>Nel frattempo si scatena una campagna di stampa \u2013 fomentata dai politici populisti sempre pronti a sfruttare biecamente le tragiche guerre fra poveri, che contribuiscono ad alimentare \u2013 contro le Ong ree di salvare i disperati costretti ad abbandonare i propri paesi per andare ad arricchire quelle nazioni ricche che sono spesso la causa della loro cattiva sorte. Cos\u00ec, nonostante vi siano stati nei primi messi dell\u2019anno ben 1.300 immigrati affogati nel disperato tentativo di attraversare il Mediterraneo, invece di realizzare dei corridoi umanitari per i richiedenti asilo, si criminalizza chi tenta di porre un argine a questo scempio [2].<\/p>\n<p>Infine, nonostante il mantra della riduzione della spesa pubblica, per onorare la trappola del debito, si continua a investire sempre pi\u00f9 risorse nella produzione di armi, anche di distruzione di massa. Queste ultime sono funzionali a contribuire a imporre a livello internazionale delle politiche economiche sempre pi\u00f9 irrazionali. Cos\u00ec, mentre il nostro territorio diviene sempre pi\u00f9 il luogo di partenza delle aggressioni imperialiste, che stanno sconvolgendo la riva sud del Mediterraneo \u2013 facendo impennare l\u2019immigrazione, funzionalizzata alla guerra fra poveri \u2013 le armi italiane continuano a essere vendute, aggirando la legge, a paesi dispotici e fondamentalisti come l\u2019Arabia saudita. Questi ultimi ne approfittano per portare avanti la devastazione dello Yemen, comprese le infrastrutture e gli ospedali, condannando la popolazione civile a non aver accesso nemmeno all\u2019acqua potabile, provocando cos\u00ec delle spaventose epidemie di colera.<\/p>\n<p>Sono questi dunque gli effetti del ritorno in auge delle politiche liberiste, da restaurare nella loro forma originaria. Proprio per questo la sinistra radicale, se vuole tornare anche in Italia a rappresentare una reale alternativa \u2013 riconquistando consensi fra le classi subalterne \u2013 deve necessariamente liberarsi dall\u2019egemonia che ha subito da parte del pensiero unico dominante, dopo aver rinunciato a una visione del mondo realmente autonoma e, a causa della crescente autofobia, al proprio stesso patrimonio storico, di cui \u00e8 indispensabile riappropriarsi criticamente.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>[1] Inquietante \u00e8 la subalternit\u00e0 della maggioranza della sinistra italiana al polo imperialista europeo, di cui il nostro paese \u00e8 sempre pi\u00f9 parte, per quanto in funzione subalterna. Cos\u00ec i pochi comunisti conseguenti che considerano coerentemente il proprio imperialismo il primo nemico da combattere, sono messi alla gogna dalla \u201csinistra mainstream\u201d in quanto anche la destra radicale, populisticamente, denuncia \u2013 in una prospettiva reazionaria \u2013 le malefatte dell\u2019Ue. Al contrario si consente al Pd di aprire la pi\u00f9 importante manifestazione del 25 aprile con uno spezzone apologetico di quell\u2019Unione europea che sta per rendere operativo il Fiscal compact.<\/p>\n<p>[2] Cos\u00ec le Ong, esaltate dall\u2019ideologia dominante nel momento in cui contribuiscono a rovesciare classi dirigenti non sufficientemente succubi del nuovo ordine mondiale, sono criminalizzate nel momento in cui cercano di mettere in salvo chi cerca di sfuggire ai disastri provocati proprio da questo sedicente ordine nuovo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/9888-renato-caputo-lo-stato-guardiano-notturno.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/neoliberismo\/9888-renato-caputo-lo-stato-guardiano-notturno.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA RETE (Renato Caputo) L\u2019ideologia liberista dominante nel nostro paese, con la complicit\u00e0 dei populisti, sta riducendo nuovamente lo Stato alla funzione di guardiano notturno di un modo di produzione in crescente crisi. &nbsp; Presentando alla facolt\u00e0 di economia il \u201crapporto sullo Stato sociale 2017\u201d, il prof. 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