{"id":31281,"date":"2017-05-29T08:00:24","date_gmt":"2017-05-29T06:00:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31281"},"modified":"2017-05-28T15:08:40","modified_gmt":"2017-05-28T13:08:40","slug":"siamo-ancora-in-austerita-certo-che-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31281","title":{"rendered":"Siamo ancora in austerit\u00e0? Certo che s\u00ec"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GUSTAVO PIGA<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 difficile crederlo, ma sta crescendo il partito di coloro che negano l\u2019esistenza dell\u2019austerit\u00e0 in Italia. Un partito diverso da coloro che ne cantano le virt\u00f9. Il secondo, inizialmente guidato da Alberto Alesina e da coloro che sostenevano che meno spesa pubblica accompagnata da meno tasse faccia crescere l\u2019economia, \u00e8 stato pi\u00f9 volte demolito dai fatti (Alberto Alesina sul Corriere \u00e8 ora ben pi\u00f9 cauto di allora) e dalla dura ironia di premi Nobel come Stiglitz o Krugman.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di recente tuttavia, sul proscenio italico, economisti di prestigio negano l\u2019esistenza dell\u2019austerit\u00e0, non i suoi danni. Lo fanno non a caso in un momento chiave della storia della politica fiscale italiana: a pochi mesi dalla discussione sulla Legge di Stabilit\u00e0 che, secondo le prescrizioni del Fiscal Compact inserite da Gentiloni e Padoan nel DEF, richiede un mega manovrone da 20 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Se tale manovra non comportasse austerit\u00e0, sarebbe credibile sottoscrivere le stime di crescita pressoch\u00e9 immutate all\u20191% per il 2018 inserite dal Governo appunto nel DEF. Ma se invece fosse austerit\u00e0? Se questa manovra da pi\u00f9 di 1% di PIL generasse una riduzione, con un moltiplicatore pari ad un cauto 1, dell\u20191% del PIL, portando l\u2019economia italiana nuovamente allo 0 della stagnazione? Che avverrebbe? Beh, certamente crollerebbero le entrate e dunque il deficit salterebbe alle stelle, contrariamente a quanto promesso all\u2019Europa. Ed il rapporto debito sul PIL? Salirebbe nuovamente, spinto dal crollo del denominatore del rapporto.<\/p>\n<p>Importante dunque capire se hanno ragione, per esempio, Roberto Perotti o Lorenzo Bini Smaghi. Il primo, intervistato, ha sostenuto, \u201cla spesa pubblica al netto degli interessi ha continuato a salire dal 2014, i numeri dello stesso Def sono chiari\u201d.<\/p>\n<p>Ammettendo dunque che prima del 2014 l\u2019austerit\u00e0 c\u2019\u00e8 stata, ma che a suo avviso non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 da quell\u2019anno (tralasceremo per oggi che nel 2016 \u00e8 scesa dal 2015 da 830135 mld. a 829.311 (fonte Eurostat) e che quella che conta per il PIL (senza pensioni ed interessi che sono trasferimenti e non domanda all\u2019economia) dal 2014 ha visto gli investimenti pubblici calare del 10% circa in valore monetario, gli stipendi calare in valore reale e la sola spesa corrente rimanere stabile).<\/p>\n<p>Lorenzo Bini Smaghi nel suo libro \u201cLa tentazione di andarsene\u201d (discusso qualche giorno fa con l\u2019autore) sostiene (come Perotti) che \u00abDi austerit\u00e0 non ce n\u2019\u00e8 stata di pi\u00f9 nemmeno in Italia rispetto agli altri paesi europei, soprattutto dopo il 2013 \u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Come possono due economisti di questa leva dire ci\u00f2 e farla franca? Credo di avere individuato il perch\u00e9. Per spiegarmi far\u00f2 riferimento a qualche grafico. Ma prima di tutto, definizioni.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Secondo Bini Smaghi, \u00abla valutazione (dell\u2019austerit\u00e0) \u2026 non deve essere fatta sul (deficit) ma sulla (variazione del deficit) da un anno all\u2019altro\u00bb: se il deficit (la spesa) diminuisce nel tempo c\u2019\u00e8 austerit\u00e0, se i due aumentano c\u2019\u00e8 il contrario dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p>Una definizione confermata dalla Commissione europea, ma non dal Fondo Monetario Internazionale, che chiama austerit\u00e0 la presenza di un surplus e l\u2019assenza di questa la presenza di un deficit.<\/p>\n<p>Dettagli? Mica tanto.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Prendete due paesi, uno in blu, uno in rosso. Ecco il primo, il blu, che a un certo punto diminuisce spesa (da 200 a 150) e deficit (da 100 a 200).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31282\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi11-1024x576-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi11-1024x576-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi11-1024x576-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi11-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Secondo la definizione di Bini Smaghi questo paese \u00e8 dunque austero. Da notare che gli Stati Uniti, dopo un iniziale aumento del deficit dopo il 2009, hanno cominciato a ridurlo. Stati Uniti dunque austeri? A dopo per l\u2019ardua risposta.<\/p>\n<p>Ecco sotto un altro Paese, il rosso, che fa scelte diametralmente opposte, aumentando la spesa da 50 a 100, riducendo il suo surplus (equivalente a aumentare il deficit) da 100 a 50. Un paese un po\u2019 come l\u2019Italia di Bini Smaghi e Perotti, secondo i quali dal 2014 l\u2019Italia ha smesso di tagliare spesa e deficit. Italia dunque non austera? A dopo per l\u2019ardua risposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31283\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi2-1024x576-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi2-1024x576-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi2-1024x576-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi2-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora mettiamo questi due paesi uno accanto all\u2019altro. E\u2019 un esercizio utile, perch\u00e9 fa emergere come la situazione sia un po\u2019 pi\u00f9 complessa di quanto non apparisse dal guardare ai grafici dei singoli paesi. In effetti, sembrerebbe che l\u2019apporto della spesa pubblica all\u2019economia sia pi\u00f9 ampio nel paese blu che non nel paese rosso. Pi\u00f9 sostegno dunque nel paese blu da parte della politica economica?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31284\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi3-1024x576-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi3-1024x576-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi3-1024x576-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi3-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Non sarebbe corretto tuttavia trarre questa conclusione: il supporto all\u2019economia nel dopo crisi va valutato in funzione di quanta spesa ci fosse prima della crisi nell\u2019economia stessa. E dunque val la pena leggere il grafico qui sotto, dove supponiamo che ambedue i paesi provenissero da una spesa pubblica sempre pari a 125 fino all\u2019arrivo della crisi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31285\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi4-1024x576-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi4-1024x576-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi4-1024x576-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi4-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Visto cos\u00ec, il grafico mette le cose in una prospettiva diversa. Il Paese blu appare come un Paese che ha reagito all\u2019arrivo della crisi con una politica fiscale molto espansiva (il contrario di una austera!) con spesa a 200 da 125 e che in un secondo tempo ha s\u00ec ridotto la spesa ed il deficit, ma mantenendoli sempre ben al di sopra di quanto fatto prima della crisi (150&gt;125), rimanendo dunque espansivo, anche se meno di prima, altro che austero. Certamente questo Paese ricorda gli Stati Uniti, che reagirono inizialmente con un deficit altissimo attorno al 10% e che lo hanno pian piano ridotto, ma mantenendolo sempre ad un livello tale da aiutare l\u2019economia a riprendersi.<\/p>\n<p>Visto cos\u00ec, il grafico mette le cose in una prospettiva diversa anche per il paese rosso, che appare ora come un Paese che ha reagito all\u2019arrivo della crisi con una politica fiscale molto austera con spesa a 50 (da 125) e che in un secondo tempo ha s\u00ec aumentato la spesa ed il deficit, ma mantenendoli sempre ben al di sotto di quanto fatto prima della crisi (100&lt;125), rimanendo dunque austero, anche se meno di prima. Certamente questo Paese ricorda l\u2019Italia che reag\u00ec inizialmente con una politica molto austera e che ha pian piano ridotto l\u2019austerit\u00e0, ma mantenendola sempre ad un livello tale da non aiutare l\u2019economia a riprendersi e con essa il debito pubblico sul PIL a scendere.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 mai \u00e8 avvenuto questo? Perch\u00e9 spesa e deficit in Italia non salgono invece a 150 come negli Usa che oggi crescono? Semplice, a causa del Fiscal Compact che impedisce la fine dell\u2019austerit\u00e0 quando questa non \u00e8 utile ma malsana, capace di generare in Italia un\u2019avversit\u00e0 contro l\u2019Europa che ha fatto crescere drammaticamente il peso di coloro che ora hanno la tentazione di andarsene, distruggendo per sempre il progetto europeo.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante dire che l\u2019austerit\u00e0 c\u2019\u00e8 stata, ma anche che c\u2019\u00e8 ancora per lo stato dell\u2019economia italiana. E che bisogna bloccare la legge di stabilit\u00e0 cos\u00ec come prevista per l\u2019autunno dal DEF. Ma bloccare la legge di bilancio folle prevista dal DEF significa dire NO per sempre all\u2019inserimento del Fiscal Compact nei Trattati a fine anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31286\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi5-1024x576-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi5-1024x576-300x169.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi5-1024x576-768x432.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/binismaghi5-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.gustavopiga.it\/2017\/siamo-ancora-in-austerita-certo-che-si\/\">http:\/\/www.gustavopiga.it\/2017\/siamo-ancora-in-austerita-certo-che-si\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GUSTAVO PIGA E\u2019 difficile crederlo, ma sta crescendo il partito di coloro che negano l\u2019esistenza dell\u2019austerit\u00e0 in Italia. 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