{"id":31332,"date":"2017-05-30T12:15:11","date_gmt":"2017-05-30T10:15:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31332"},"modified":"2017-05-29T23:50:46","modified_gmt":"2017-05-29T21:50:46","slug":"il-sindacato-oggi-ancora-piu-indispensabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31332","title":{"rendered":"Il sindacato oggi ancora pi\u00f9 indispensabile"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Savino Balzano)<\/strong><\/p>\n<p><em>Nonostante le innegabili criticit\u00e0, il modello di contrapposizione tra azienda e sindacato non \u00e8 assolutamente superabile. Le ricette basate sulla rappresentanza diretta in azienda sono quanto mai ingenue, se non persino in malafede. Che sia giunto finalmente quel momento nel quale il lavoratore torni a mettersi in discussione e a partecipare?<\/em><\/p>\n<p>Il fatto che la politica, soprattutto certa politica, sia stata, in determinate fasi della storia del paese, in netto contrasto con il mondo sindacale non fa certamente notizia.\u00a0Ogni qualvolta che un esecutivo decida di intervenire, perlopi\u00f9 in ottica di ridimensionamento, sulla sfera dei diritti dei lavoratori (per qualche sciocco si parler\u00e0 di privilegi), il sindacato reagisce, ultimamente forse finge di farlo, mettendo in campo un\u2019azione di lotta e resistenza.\u00a0Ebbene, come si diceva non fa notizia: il ricordo, quantomeno quello direttamente vissuto e testimoniabile, va al <strong>duello feroce<\/strong> fra <strong>Silvio Berlusconi<\/strong> e quello che probabilmente \u00e8 stato l\u2019ultimo vero leader sindacale italiano, <strong>Sergio Cofferati<\/strong>. Come molti ricorderanno, Berlusconi voleva realizzare la sua rivoluzione liberale e opinava che essa passasse attraverso l\u2019abolizione delle tutele contro il licenziamento illegittimo. Cofferati era di avviso differente e scese in piazza con uno sciopero generale che di fatto congel\u00f2 tale devastante intento, <strong>fino all\u2019avvento dell\u2019erede politico di tale intendimento<\/strong>, Matteo Renzi. Purtroppo, a differenza di Berlusconi, Cofferati non ebbe eredi sindacali di pari portata e <a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/economia\/due-anni-di-jobs-act\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il secondo round si concluse con il <em>Jobs Act<\/em>.<\/a> Il resto \u00e8 storia.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/j2nivEvVW7s?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Nel 2002 Cofferati port\u00f2 in piazza milioni di persone in difesa dell\u2019art. 18 dello Statuto dei lavoratori.<\/span><\/p>\n<p>Quello tra parti sociali e governo \u00e8 uno <strong>scontro fisiologico<\/strong> in un sistema democratico, laddove infine \u00e8 giusto prevalga una parte sull\u2019altra, senza che la soccombente disconosca la legittimit\u00e0 della controparte. Quella che stiamo vivendo noi, invece, \u00e8 una fase piuttosto <strong>inedita e inquietante<\/strong>, nella quale il sindacato \u00e8 dipinto come soggetto inutile, pantano di inefficienza economica, freno allo sviluppo industriale del paese e, soprattutto, circolo eletto di concussi, fannulloni e privilegiati.\u00a0La politica nel suo insieme non spende ormai pi\u00f9, eccezion fatta per piccole e purtroppo insignificanti realt\u00e0, parole di conforto verso le organizzazioni cui \u00e8 affidato il compito di rappresentare collettivamente i lavoratori. Il silenzio della maggioranza, se non dovesse bastare, \u00e8 accompagnato dalle urla feroci con le quali si attacca il sindacato e se ne auspica il superamento: nonostante Grillo (e non solo lui) abbia precisato che la critica sarebbe rivolta principalmente alla triade confederale (CGIL, CISL e UIL), in diverse occasioni il Movimento ha invocato il superamento del modello rappresentativo in azienda, in favore di un sistema a rappresentanza diretta, dove ogni lavoratore dovrebbe avere la possibilit\u00e0, si presume, di rappresentare autonomamente e singolarmente le proprie ragioni, <strong>in contrapposizione alla parte datoriale<\/strong>, con la stessa forza attualmente espressa dalle organizzazioni sindacali.\u00a0Nonostante i 5 stelle siano i pi\u00f9 accaniti critici nei confronti dell\u2019attuale modello, probabilmente sono i meno pericolosi dal momento che tale orientamento \u00e8 sicuramente pi\u00f9 dettato da ignoranza e incompetenza che da un reale intento lesivo nei confronti della rappresentanza sindacale. Che tale impostazione sia demenziale ne \u00e8 prova provante proprio il <em>Jobs Act<\/em>: laddove la legge indebolisce e precarizza drammaticamente la posizione del lavoratore in azienda, rendendolo licenziabile con grande semplicit\u00e0, appare maggiormente impensabile un modello di rappresentanza diretta individuale, ma ci torniamo.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/UJn0uYPDw3k?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Il Movimento 5 stelle \u00e8 sicuramente l\u2019organizzazione pi\u00f9 critica nei confronti dei maggiori sindacati italiani<\/span><\/p>\n<p>Quello che intanto si vuole sottolineare \u00e8 che l\u2019accanimento, politico e mediatico, nei confronti del sindacato \u00e8 sicuramente strumentale al disegno complessivo della sua distruzione: l\u2019opinione pubblica deve essere drogata e aizzata contro i soggetti di rappresentanza aziendale, affinch\u00e9 rimanga indifferente, se non persino appagata, nell\u2019assistere alla loro decadenza, al loro avvizzimento, alla loro soppressione.\u00a0Su queste colonne lo abbiamo evidenziato in diverse occasioni, e probabilmente siamo stati gli unici a farlo, ma dinanzi all\u2019incompetenza complessiva di chi analizza certe dinamiche e certi fenomeni \u00e8 sicuramente necessario ancora una volta sottolineare un aspetto: che il<em> Jobs Act<\/em> fosse stato ideato al fine di rilanciare l\u2019economia e l\u2019occupazione del paese<strong> ormai lo credono solo quattro esaltati<\/strong>, ma si noti anche che l\u2019intento delle norme in esso contenute andava ben oltre il ridimensionamento dei diritti soggettivi dei lavoratori. Il disegno del legislatore era assai pi\u00f9 ampio e il reale obiettivo non era quello di modificare il diritto del lavoro in senso stretto, bens\u00ec quello di intervenire indirettamente, ma non di meno incisivamente, <strong>sul diritto sindacale<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 bene sottolineare dunque ancora una volta che l\u2019imprenditore non tragga vantaggio dalla tristezza del lavoratore o dalla sua licenziabilit\u00e0 in quanto tale: perch\u00e9 un imprenditore dovrebbe voler licenziare i suoi dipendenti? Il punto infatti \u00e8 un altro. Abbiamo gi\u00e0 detto che il <em>Jobs Act<\/em> abbia in realt\u00e0 reciso proprio quel fisiologico e sereno contatto che dovrebbe esistere tra lavoratori e organizzazioni sindacali: un lavoratore demansionabile arbitrariamente, licenziabile arbitrariamente e costantemente sottoposto al controllo a distanza non potrebbe mai decidere, con la stessa serenit\u00e0 di spirito, di organizzarsi e contrastare la parte datoriale, dal momento che risulterebbe <strong>troppo esposto ad eventuali ritorsioni<\/strong> da parte del padrone. Questa \u00e8 l\u2019attuale situazione dei lavoratori italiani.<\/p>\n<p>A questo punto per\u00f2 appare difficile esimersi dal riconoscere in capo al sindacato<strong> importanti responsabilit\u00e0 morali e politiche<\/strong>. In relazione alle prime siamo ormai rassegnatamente abituati a leggere degli scandali relativi alle incredibili retribuzioni in favore di importanti dirigenti sindacali, come pure di congressi celebrati in crociera. Su questo davvero si pu\u00f2 aggiungere poco. Sulle seconde invece un sassolino dalla scarpa ce lo dobbiamo proprio togliere. \u00c8 apparsa davvero strana questa svista della CGIL relativa al quesito referendario sul licenziamento illegittimo. Il quesito, ben oltre il limite costituzionale all\u2019abrogazione, aveva contenuti marcatamente propositivi e non \u00e8 stato pertanto ammesso. Appare incredibile che la pi\u00f9 grande organizzazione sindacale italiana possa commettere <strong>un errore tanto imbranato<\/strong>, soprattutto se la vicenda viene osservata in \u201ccombinato disposto\u201d con gli interventi legislativi che hanno di fatto reso non necessari gli ulteriori quesiti referendari, archiviando definitivamente la parentesi referendaria e la stagione che si stava aprendo sulla materia. Che il tema principale del referendum fosse la tutela contro il licenziamento illegittimo pare banale e allora ci si chiede come mai la CGIL, prendendo atto degli errori formali commessi nella redazione del quesito referendario in oggetto, non proceda con una ulteriore iniziativa referendaria, questa volta pertinentemente redatta. Tutto questo \u00e8 quantomeno sospetto. <strong>Ognuno maturi la propria convinzione<\/strong>.\u00c8 chiaro che in un contesto del genere, quando il politicante da strapazzo in televisione attacca il sindacato, l\u2019ascoltatore non ha in animo la voglia di prenderne le difese, questo seppure tale attacco richiami molto quello dei fascisti al \u201cparlamentarismo\u201d immobilizzante negli anni \u201920.<\/p>\n<p>Al netto di questo insieme di premesse, tuttavia, resta immutato il quesito di fondo e la scelta su un modello che abbiamo il dovere di assumere. Dobbiamo chiederci se il sindacato sia utile o meno; se sia meglio un mondo con o senza sindacati.\u00a0Non possiamo in questa sede pensare di raccontare la storia del sindacato, in Italia e nel mondo, e le infinite formule che il sindacato nella sua evoluzione ha assunto. Tantomeno appare utile procedere al richiamo dei tanti esempi virtuosi che nella vicenda sindacale si siano espressi. Appare pi\u00f9 utile, quantomeno in questa sede, dar risalto a un dato di massima evidenza empirica: <strong>maggiore \u00e8 il tasso di sindacalizzazione di una societ\u00e0, minore \u00e8 la concentrazione di ricchezza nelle mani della \u00e9lite pi\u00f9 ricca<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_86956\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-86956\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/1-1.png\" alt=\"Il riscontro \u00e8 confermato trasversalmente a molti paesi nei quali si sia proceduto alla medesima rilevazione\" width=\"527\" height=\"477\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il riscontro \u00e8 confermato trasversalmente a molti paesi nei quali si sia proceduto alla medesima rilevazione<\/p>\n<\/div>\n<p>Sostenere che la politica sia tutta marcia aiuta i farabutti che della politica hanno fatto una cartella di rendita. Specularmente, sostenere che il sindacato sia inutile e completamente compromesso \u00e8 il miglior assist che si possa offrire a chi nel sindacato veda un\u2019occasione per speculare e bivaccare.\u00a0Che piaccia o no, <strong>nel rapporto di lavoro<\/strong> (e col <em>Jobs Act<\/em> questo \u00e8 massimamente pi\u00f9 vero!) <strong>esiste una parte debole e una forte:<\/strong> la parte debole \u00e8 quella del lavoratore, il quale non ha altra possibilit\u00e0 \u2013 al fine di contrapporsi efficacemente alla pretesa del padrone \u2013 se non quella di organizzarsi e di costituire un unico soggetto in grado di fronteggiare la controparte datoriale. Per quanto si possa auspicare uno scenario nel quale l\u2019armonia regni sovrana, gli interessi del padrone e quelli del lavoratore, maggiormente in una fase di vacche magre, restano inesorabilmente contrapposti o, perlomeno, parzialmente tali.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/1YkG60nM76w?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Un discorso di Giuseppe Di Vittorio ci ricorda che un altro sindacato \u00e8 possibile<\/span><\/p>\n<p>Il lavoratore, cos\u00ec come il cittadino, ha il <strong>dovere di tornare a interrogarsi seriamente in merito al proprio posto in seno alla societ\u00e0<\/strong> e di prendere coscienza del ruolo che pu\u00f2 e ha il dovere di ricoprire nel processo del divenire perch\u00e9 una forte eco hanno, giustamente, le tristi vicende interne al sindacato pi\u00f9 marcio, ma in pochi raccontano la storia di tanti lavoratori che criticano il sindacato perch\u00e9 magari questo si sia rifiutato di proteggere sacche di inefficienza, di far ottenere favoritismi e concessioni particolari, di inoltrare segnalazioni e raccomandazioni. Ognuno di noi si interroghi anche su quanti siano quei lavoratori che pi\u00f9 di tutti aspramente criticano il sindacato al fine di celare, male e maldestramente, la vigliaccheria tipica dell\u2019uomo pavido che preferisce restare nell\u2019ombra, con quel solito atteggiamento molle e puzzolente di chi preferisce chinarsi e blandire, con la furba e strategicamente parassita consapevolezza di poter trarre comunque vantaggio dalla lotta sindacale perch\u00e9 tanto ci saranno sempre i soliti \u201cidealisti\u201d, quelli che avranno nonostante tutto lo stomaco di metterci la faccia.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-sindacato-oggi-ancora-piu-indispensabile\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/il-sindacato-oggi-ancora-piu-indispensabile\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Savino Balzano) Nonostante le innegabili criticit\u00e0, il modello di contrapposizione tra azienda e sindacato non \u00e8 assolutamente superabile. 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