{"id":31339,"date":"2017-05-30T11:00:57","date_gmt":"2017-05-30T09:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31339"},"modified":"2017-05-30T02:27:15","modified_gmt":"2017-05-30T00:27:15","slug":"31339","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31339","title":{"rendered":"Legge elettorale, come a Weimar: il bonapartismo del Pd accelera la crisi di sistema"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Felice Besostri * e Mauro Sentimenti **)<\/strong><\/p>\n<p><em>Non sono bastate la legge Calderoli e l\u2019Italicum, le sentenze della Consulta, la sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale: il PD e la sua maggioranza parlamentare eletta in modo costituzionalmente illegittimo perseverano a proporre una legge elettorale, relatore l\u2019On Fiano in Commissione affari costituzionali, fortemente distorsiva della rappresentanza e ciononostante incapace di garantire, nonostante I trucchi, maggioranze omogenee e stabili.<\/em><\/p>\n<p>Le uniche finalit\u00e0 chiare sembrano quelle di favorire s\u00e9 stesso come partito cerniera e impedire quanto si pu\u00f2 la presenza dei partiti minori. Visioni corte che guardano alle convenienze attuali e agli interessi di fazione e che alimentano ulteriormente ( e forse definitivamente) una crisi istituzionale e politica ormai di sistema.<\/p>\n<p>Si \u00e8 scritto che la proposta del PD assomiglierebbe alla legge Mattarella (fortemente maggioritaria) e a quella tedesca (proporzionale). Del tutto falso: con lo <strong>sbarramento al 5%<\/strong>, il contestuale <strong>divieto di voto disgiunto<\/strong> (cio\u00e8 differente) tra voto al candidato nel collegio uninominale e voto al singolo partito nel proporzionale, con la <strong>scomparsa sia al Senato che alla Camera dello scorporo<\/strong> (il meccanismo che favoriva nel proporzionale i partiti minori, coerentemente con l\u2019esigenza di garantire rappresentativit\u00e0 del Parlamento) siamo di fronte ad una ipotesi lontanissima da quegli esempi.<\/p>\n<p>Si favorisce moltissimo <strong>la suggestione del \u201cvoto utile\u201d<\/strong> \u2013 che altro non \u00e8 che un <strong>premio di maggioranza occulto<\/strong> &#8211; si ripropone <strong>il primato delle maggioranze<\/strong> anche inventate (quelle cio\u00e8 che non sono frutto di consenso effettivo nel paese) rispetto alla rappresentanza reale dell\u2019organo legislativo. Esattamente l\u2019opposto di quanto indicato dalle recenti decisioni della Consulta.<\/p>\n<p>La legge elettorale tedesca, pur con una soglia di sbarramento del 5%, ragiona in tutt\u2019altro modo.<\/p>\n<p>I 598 componenti del Bundestag sono certamente eletti per il 50% in 299 collegi uninominali \u2013 dove chi vince per un voto vince il seggio e I voti restanti vanno dispersi \u2013 e per il 50% tramite un sistema proporzionale su base nazionale ma con una importantissima regola di riparto finale dei seggi: ai seggi che dovrebbero venir attribuiti alle singole forze politiche sulla base dei criteri proporzionali vengono sottratti I seggi conquistati da quelle stesse forze politiche nei collegi.<\/p>\n<p>Chiarissimo esempio di contromisura a qualsiasi dittatura di maggioranza e di \u201cvalorizzazione\u201d dei voti espressi nei collegi, e andati dispersi, a favore delle forze politiche di minoranza: obiettivo che si ottiene tramite una specie di \u201cripescaggio\u201d di quegli stessi voti nel proporzionale. Esempio: nel 2013 la CDU ottenne nel proporzionale il 34,1% e avrebbe avuto diritto a 255 seggi, ai quali vennero tuttavia sottratti I 191 seggi conquistati nei collegi. Il totale dei seggi della CDU divenne quindi: 191 + 64. L\u2019opposto di quel che accadde ai Verdi: 7,3% nel proporzionale (la cui proiezione in seggi era 63), 1 solo collegio uninominale. Totale seggi ai Verdi: 62.<\/p>\n<p>Il modello tedesco, per queste ragioni, \u00e8 quindi un sistema fondamentalmente proporzionale dove si premiano le minoranze (pur con una soglia alta di accesso), <strong>quello proposto dal Pd \u00e8 un maggioritario confuso e contraddittorio dove le minoranze e la rappresentanza vengono punite<\/strong>. Modello che non \u00e8 in grado, date le diverse maggioranze che possono realizzarsi tra Camera e Senato, nemmeno di assicurare l\u2019obiettivo che si prefigge e che getta benzina sul fuoco di una crisi sistemica di rappresentativit\u00e0 e di funzionamento dei sistemi istituzionale e politico.<\/p>\n<p>Votare con questo tipo di legge proposta dal PD o con le due leggi autoapplicative determinate dalle sentenze della Consulta \u00e8 scelta istituzionalmente irresponsabile in cui si mostra tuttavia una lucida follia: quella dell\u2019attuale maggioranza politica\/parlamentare che, caratterizzata ormai da un endemico trasformismo al servizio di molti padroni tranne che dei cittadini, contribuisce a rendere ancora pi\u00f9 profonda la fuga dalla rappresentativit\u00e0 reale di questi ultimi.<\/p>\n<p><strong>Tutto questo agisce come potente fattore di aggravamento della crisi democratica nel nostro paese.<\/strong> Siamo di fronte, dato che le leggi elettorali incidono immediatamente e materialmente sull\u2019assetto costituzionale influenzando sia la forma di governo che di Stato, ad una prassi sovversivo\/populista diretta dall\u2019alto, sempre pi\u00f9 esplicita e pericolosa. Con l\u2019avvertenza che non tutte le forme di populismo sono eguali, essendo che alcune potrebbero nell\u2019attuale contingenza storica rivelarsi anche salutari. Continua pertanto, dopo il referendum del 4 dicembre, l\u2019assedio e la solitudine della Costituzione, che altro non \u00e8 che la solitudine e la debolezza politica dei ceti popolari ai quali la Costituzione stessa prometteva uguaglianza economica sociale e dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Il quasi monopolio mediatico a disposizione dell\u2019ideologia dominante ha totalmente rimosso in poche settimane dal dibattito pubblico e dalla consapevolezza dei cittadini l\u2019esito e il significato del <strong>referendum costituzionale<\/strong>. Rimozione che alla coscienza collettiva del paese non promette, come tutte le rimozioni, nulla di buono.<\/p>\n<p><strong>Un sostanziale bonapartismo<\/strong>, che si esprime anche nelle leggi elettorali, domina ormai l\u2019idea di democrazia teorizzata e praticata dalle elites politiche ed economiche. Scopi del quale sono impedire la distribuzione equa della ricchezza, ridurre i Parlamenti a strumenti docili delle stesse elites. In una parola: sottrarre in modo permanente la sovranit\u00e0 reale ai cittadini. In questo simile all\u2019esperienza della Repubblica di Weimar dove si and\u00f2, pur in contesti storici non comparabili, ad un divorzio tra il sistema istituzionale e politico democratico e parti essenziali dei corpi sociali.<\/p>\n<p>Come ora e qui sta accadendo. Nonostante l\u2019assenza, ma si avvertono preoccupanti sintomi, di quell\u2019\u201cinimicizia radicale\u201d di cui parlava Michele Prospero in articolo sul Manifesto. Marginalit\u00e0 della sinistra (ancora divisa) e fossati che si allargano tra istituzioni-politica e ceti popolari sono naturalmente fenomeni speculari.<\/p>\n<p>Siamo quindi ad un passaggio d\u2019epoca in cui le proposte di leggi elettorali di cui qui parliamo sono, nella loro essenza, dispositivi coerenti col dominio del capitale sul lavoro. Passaggio che pu\u00f2 essere volto ad esiti democratici positivi solo se il diritto, la politica democratica, la sinistra, ognuna coi propri strumenti e in tempi brevi, riusciranno a radicare nei cittadini e nella loro azione una proposta di societ\u00e0 ispirata in forme nuove all\u2019uguaglianza economico sociale e alla pari dignit\u00e0 delle persone.<\/p>\n<p>Gli avvocati antitalicum \u2013 favorevoli a leggi elettorali proporzionali uniformi per le due Camere, non dissimili da quella tedesca, con soglia al 3%, senza capilista n\u00e9 liste bloccate, senza premi di maggioranza \u2013 sono pronti a predisporre nuovi ricorsi giudiziari nel caso la proposta di legge qui discussa dovesse essere approvata. Consapevoli che l\u2019attuale conflitto sulla legge elettorale \u00e8 figlio di quello referendario: qui e l\u00e0 sono in gioco l\u2019attuazione della Costituzione, la sovranit\u00e0 popolare, una parte del destino dell\u2019uguaglianza e \u2013 come affermano i primi articoli della Costituzione stessa \u2013 il primato del lavoro nelle relazioni economiche ( dove oggi domina il suo contrario ).<\/p>\n<p><strong>* coordinatore avvocati antitalicum<br \/>\n** coautore del ricorso base antitalicum<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/legge-elettorale-come-a-weimar-il-bonapartismo-del-pd-accelera-la-crisi-di-sistema\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/legge-elettorale-come-a-weimar-il-bonapartismo-del-pd-accelera-la-crisi-di-sistema\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Felice Besostri * e Mauro Sentimenti **) Non sono bastate la legge Calderoli e l\u2019Italicum, le sentenze della Consulta, la sconfitta del referendum del 4 dicembre 2016 sulla riforma costituzionale: il PD e la sua maggioranza parlamentare eletta in modo costituzionalmente illegittimo perseverano a proporre una legge elettorale, relatore l\u2019On Fiano in Commissione affari costituzionali, fortemente distorsiva della rappresentanza e ciononostante incapace di garantire, nonostante I trucchi, maggioranze omogenee e stabili. 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