{"id":31489,"date":"2017-06-02T12:30:43","date_gmt":"2017-06-02T10:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31489"},"modified":"2017-06-02T12:23:48","modified_gmt":"2017-06-02T10:23:48","slug":"la-fine-di-unera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31489","title":{"rendered":"La fine di un&#8217;era"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALLA GERMANIA (da German Foreign Policy)<\/strong><\/p>\n<div><i><b>Per German Foreign Policy la svolta di Merkel non \u00e8 solo campagna elettorale a buon mercato e deve essere presa molto sul serio. Si tratta di un passo preparato da tempo, che ha un largo consenso nella politica e nell&#8217;establishment tedesco e che si iscrive nella storia tedesca degli ultimi due secoli: creare uno spazio economico europeo che permetta alla Germania di sfidare alla pari gli americani.<a href=\"http:\/\/www.german-foreign-policy.com\/de\/fulltext\/59607\">Da German Foreign Policy<\/a><\/b><\/i><\/div>\n<div><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div class=\"separator\"><a href=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-nis5c1gHQcg\/WS3wIEyipeI\/AAAAAAAADrg\/7FbR8Wc2Ak0Ab4whRg3ricVhbFJYMvehgCLcB\/s1600\/urn-newsml-dpa-com-20090101-170529-99-642620-large-4-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-nis5c1gHQcg\/WS3wIEyipeI\/AAAAAAAADrg\/7FbR8Wc2Ak0Ab4whRg3ricVhbFJYMvehgCLcB\/s320\/urn-newsml-dpa-com-20090101-170529-99-642620-large-4-3.jpg\" width=\"320\" height=\"179\" border=\"0\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Una relazione alla pari<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Con la sua richiesta di trasformare l&#8217;UE in un potere indipendente sulla scena politica mondiale, la Cancelliera Angela Merkel ha raccolto gli applausi dell&#8217;establishment politico tedesco. Merkel ha preparato sistematicamente la mossa. Gi\u00e0 il giorno dopo le elezioni americane aveva subito cercato di sfruttare a proprio vantaggio lo smarrimento internazionale per le affermazioni razziste e scioviniste di Trump fatte durante la campagna elettorale dichiarando che avrebbe &#8220;offerto&#8221; al nuovo presidente americano &#8220;una stretta cooperazione&#8221;, ma solo &#8220;se fondata su determinati valori&#8221;. [1] E in effetti in quei giorni la Cancelliera veniva celebrata come <b>&#8220;il leader dell&#8217;occidente liberale&#8221; e come l&#8217;antitesi positiva al presidente degli Stati Uniti.<\/b> [2] Ora Merkel cerca di usare a proprio vantaggio la politica estera alquanto grezza di Trump e le sue apparizioni goffe sulla scena internazionale e chiede per l&#8217;UE una propria politica di potenza indipendente dalle relazioni transatlantiche. &#8220;I tempi in cui potevamo fare completo affidamento sugli altri sono passati&#8221;, ha affermato Merkel domenica. &#8220;Noi europei dobbiamo prendere nelle nostre mani il nostro destino&#8221;. [3] Con questa mossa la richiesta sempre piu&#8217; frequente di trasformare in una relazione alla pari il rapporto fra la Germania e l&#8217;UE da un lato e l&#8217;America dall&#8217;altro, \u00e8 stata fatta propria dalla Cancelliera.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Niente piu&#8217; codardia<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>L&#8217;appello di Merkel in linea di principio \u00e8 condiviso dai leader politici di tutti i partiti del Bundestag. &#8220;La giusta risposta a Donald Trump \u00e8 una cooperazione piu&#8217; forte dei paesi europei a tutti i livelli&#8221;, ha dichiarato il leader della SPD <b>Martin Schulz.<\/b> [4] Il Ministro degli Esteri <b>Sigmar Gabriel (SPD)<\/b> ha diagnosticato\u00a0&#8220;un cambiamento dei rapporti di forza nel mondo&#8221; e &#8220;l&#8217;uscita di scena degli Stati Uniti come paese guida&#8221;: &#8220;l&#8217;occidente \u00e8 solo un po&#8217; pi\u00f9&#8217; piccolo&#8221; [5]. Il segretario generale della SPD <b>Katarina Barley<\/b> sostiene invece la necessit\u00e0 di forzare ancora di piu&#8217; la mano con gli Stati Uniti: &#8220;la Cancelliera negli scontri diretti con Trump piega sempre le gambe&#8221;, non puo&#8217; andare avanti cosi&#8217;. [6] Per i Verdi, il responsabile della politica estera <b>J\u00fcrgen Trittin<\/b>, chiede una netta presa di distanza da Washington: &#8220;un nazionalista non puo&#8217; essere certo un partner in un mondo che chiede sempre piu&#8217; cooperazione internazionale&#8221;. <b>Katja Kipping<\/b>, segretario della Linke, chiede di &#8220;porre fine all&#8217;atteggiamento codardo nei confronti \u00a0degli Stati Uniti&#8221;. [7]<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Diametralmente opposti<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le ambizioni egemoniche tedesche sono recepite con la massima attenzione dall&#8217;establishment americano e ottengono una certa approvazione in una parte dell&#8217;UE.<b>&#8220;Questa sembra essere la fine di un&#8217;era, un&#8217;era in cui gli Stati Uniti guidavano e gli europei seguivano&#8221;<\/b>, citazione di Ivo H. Daalder un ex-ambasciatore americano presso la Nato, che prosegue: &#8220;oggi gli Stati Uniti su molte questioni centrali si muovono in una direzione che sembra completamente opposta a quella in cui si muove l&#8217;Europa&#8221; [8]. Merkel trae le conseguenze di rivendicazioni di potere sempre pi\u00f9&#8217; divergenti. Il Presidente della Commissione Jean-Claude Juncker\u00a0si allinea alla Cancelliera: &#8220;si tratta di fare in modo che l&#8217;Europa possa prendere nelle proprie mani il proprio destino&#8221;, ha detto il suo portavoce. I presidenti dei \u00a0gruppi socialdemocratici e liberali al Parlamento europeo, Gianni Pittella e Guy Verhofstad, appoggiano la linea di Berlino. &#8220;Noi europei dobbiamo finalmente renderci conto che il nostro futuro \u00e8 nelle nostre mani&#8221;, dichiara Pittella: gli USA restano ancora &#8220;un partner essenziale, ma non piu&#8217; il primo alleato su ogni questione&#8221;. Verhofstadt da parte sua aggiunge che &#8220;\u00e8 giunto il momento per l&#8217;Europa di reinventarsi e serrare i ranghi&#8221; .[9]<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>La guerra come possibilit\u00e0<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Il dibattito mediatico sulle conseguenze pratiche scaturite da una richiesta aperta di un proprio potere politico era gi\u00e0 iniziato nel fine settimana. \u00a0Ci sono &#8220;buone possibilit\u00e0&#8221; nel commercio internazionale, scrive ad esempio Die Welt: Bruxelles sta preparando accordi di libero scambio con 20 paesi che in caso di successo potrebbero collaborare piu&#8217; strettamente con l&#8217;UE, distanziandosi ancora di piu&#8217; dagli Stati Uniti. [10] La situazione \u00e8 piu&#8217; complessa in ambito militare: <b>&#8220;sulla difesa l&#8217;Europa ha molta strada da fare&#8221;<\/b>, scrive la FAZ, <b>&#8220;ma tuttavia questa lunga strada \u00e8 una possibilit\u00e0 per riunire il continente&#8221;<\/b>. [11] In realt\u00e0 Berlino sta portando avanti da tempo in maniera energica il riarmo dell&#8217;UE [12]; nell&#8217;establishment politico e militare ci sono gi\u00e0 state diverse proposte per una bomba atomica tedesca (german-foreign-policy.com berichtete [13]). Giovedi&#8217; poi \u00e8 prevista la prima visita ufficiale a Berlino del Ministro della Difesa francese Sylvie Goulard. Berlino e Parigi fanno da tempo pressione affinch\u00e9\u00a0gli eserciti europei possano essere ulteriormente integrati fra loro; Goulard riferendosi allo smarrimento internazionale causato dalle recenti uscite\u00a0in Europa di\u00a0Trump dichiara: &#8220;in un momento in cui vogliamo fare dei passi avanti per l&#8217;Europa e per la sua difesa, questo \u00e8 un incentivo sicuramente benvenuto&#8221;. [14]<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Da 175 anni<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Lo sforzo per una relazione alla pari con gli Stati Uniti fa parte dei progetti piu&#8217; vecchi della politica estera espansionistica tedesca<\/b>. Era gi\u00e0 stata formulato &#8220;dal padre dell&#8217;economia nazionale tedesca&#8221; Friedrich List, che gi\u00e0 negli anni &#8217;40 del diciannovesimo secolo &#8211; molto prima della fondazione dell&#8217;impero tedesco &#8211; prevedeva per il futuro una dura rivalit\u00e0 fra un&#8217;alleanza continentale europea e gli Stati Uniti (german-foreign-policy.com berichtete [15]). Una &#8220;unione doganale nella Mitteleuropa&#8221; dovrebbe mettere l&#8217;Europa in condizione di competere con gli Stati Uniti, era scritto invece nel 1903 nell&#8217;appello per la fondazione della molto influente &#8220;Mitteleurop\u00e4ischen Wirtschaftsverein&#8221;. [16] Solo &#8220;un blocco economico chiuso da Bordeaux fino a Sofia&#8221; potrebbe dare &#8220;all&#8217;Europa la struttura economica necessaria di cui ha bisogno per imporre la sua importanza nel mondo&#8221; &#8211; non da ultimo per potersi affermare contro gli Stati Uniti, sosteneva il presidente di IG-Farben Carl Duisberg in un discorso tenuto davanti ai dirigenti delle aziende tedesche nel 1931. [17] <b>L&#8217;economista nazionalsocialista Werner Daitz nel maggio del 1940<\/b> scriveva che &#8220;solo un grande spazio economico continentale&#8221; potrebbe mettere la Germania nelle condizioni &#8220;di sfidare con successo gli enormi blocchi economici del Nord e Sud-America, il blocco dello Yen, e quello che resta del blocco della Sterlina&#8221;.\u00a0[18]<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il prossimo rivale<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Mai fino ad ora, dopo il 1945, la Germania era mai andata cosi&#8217; vicino ad avere una relazione alla pari con gli Stati Uniti. <b>Al G20 di Amburgo la Cancelliera Merkel, &#8220;che lo voglia o no, sar\u00e0 percepita come la principale antagonista di Trump&#8221;, <\/b>scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung<b>.<\/b> [19] Ma agli &#8220;europei&#8221; \u00e8 chiaro, prosegue l&#8217;articolo, &#8220;che un vuoto americano non farebbe altro che accelerare l&#8217;ascesa della Cina al ruolo di potenza mondiale&#8221;. Cosi&#8217; gi\u00e0 sappiamo chi sar\u00e0 il prossimo rivale a causa del quale le crescenti ambizioni egemoniche della potenza tedesco-europea potrebbero sentirsi limitate.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div>[1] S. dazu Ein wesentlicher Teil des Westens.<\/div>\n<div>[2] S. dazu Make Europe Great Again.<\/div>\n<div>[3] Majid Sattar: Da waren es nur noch sechs. Frankfurter Allgemeine Zeitung 29.05.2017.<\/div>\n<div>[4] Martin Schulz wirft Trump politische Erpressung vor. www.zeit.de 29.05.2017.<\/div>\n<div>[5] &#8220;Der Westen ist ein St\u00fcck kleiner geworden&#8221;. www.zeit.de 29.05.2017.<\/div>\n<div>[6], [7] &#8220;Es ist keine Kunst im Bierzelt \u00fcber Trump zu schimpfen&#8221;. www.handelsblatt.com 29.05.2017.<\/div>\n<div>[8] Alison Smale, Steven Erlanger: Merkel, After Discordant G-7 Meeting, Is Looking Past Trump. www.nytimes.com 28.05.2017.<\/div>\n<div>[9] Daniel Br\u00f6ssler, Robert Ro\u00dfmann: EU st\u00fctzt Merkel gegen Trump. www.sueddeutsche.de 29.05.2017.<\/div>\n<div>[10] Christoph B. Schiltz: Wo ein Europa ohne die USA wirklich funktionieren kann. www.welt.de 29.05.2017.<\/div>\n<div>[11] Thomas Gutschker: Trump, der Fremde. www.faz.net 27.05.2017.<\/div>\n<div>[12] S. dazu Unter deutschem Kommando und Auf dem Weg zum Hauptquartier.<\/div>\n<div>[13] S. dazu Der Schock als Chance und Griff nach der Bombe.<\/div>\n<div>[14] French minister says Trump speech &#8216;spur&#8217; to European defence. www.brecorder.com 29.05.2017.<\/div>\n<div>[15] Friedrich List: Das nationale System der Politischen \u00d6konomie. Stuttgart 1841. Zitiert nach: Reinhard Opitz (Hg.): Europastrategien des deutschen Kapitals 1900-1945. Bonn 1994. S. 50-58. S. dazu Europas Fahnentr\u00e4ger.<\/div>\n<div>[16] Julius Wolf: Materialien betreffend einen mitteleurop\u00e4ischen Wirtschaftsverein. Zitiert nach: Reinhard Opitz (Hg.): Europastrategien des deutschen Kapitals 1900-1945. Bonn 1994. S. 137-146.<\/div>\n<div>[17] Carl Duisberg: Gegenwarts- und Zukunftsprobleme der deutschen Industrie. Rede auf der Tagung &#8220;Wirtschaft in Not&#8221; des Bayerischen Industriellen-Verbandes am 24. M\u00e4rz 1931. Zitiert nach: Reinhard Opitz (Hg.): Europastrategien des deutschen Kapitals 1900-1945. Bonn 1994. S. 581f.<\/div>\n<div>[18] Werner Daitz: Denkschrift: Errichtung eines Reichskommissariat f\u00fcr Grossraumwirtschaft. Zitiert nach: Reinhard Opitz (Hg.): Europastrategien des deutschen Kapitals 1900-1945. Bonn 1994. S. 668-670.<\/div>\n<div>[19] Majid Sattar: Da waren es nur noch sechs. Frankfurter Allgemeine Zeitung 29.05.2017.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallagermania.blogspot.it\/2017\/05\/la-fine-di-unera.html\">http:\/\/vocidallagermania.blogspot.it\/2017\/05\/la-fine-di-unera.html<\/a><\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALLA GERMANIA (da German Foreign Policy) Per German Foreign Policy la svolta di Merkel non \u00e8 solo campagna elettorale a buon mercato e deve essere presa molto sul serio. Si tratta di un passo preparato da tempo, che ha un largo consenso nella politica e nell&#8217;establishment tedesco e che si iscrive nella storia tedesca degli ultimi due secoli: creare uno spazio economico europeo che permetta alla Germania di sfidare alla pari gli americani.Da&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":31491,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/merkel.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8bT","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31489"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/80"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31489"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31489\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31492,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31489\/revisions\/31492"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/31491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}