{"id":31510,"date":"2017-06-03T09:28:58","date_gmt":"2017-06-03T07:28:58","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31510"},"modified":"2017-06-03T00:32:43","modified_gmt":"2017-06-02T22:32:43","slug":"la-legge-elettorale-in-discussione-con-lemendamento-fiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31510","title":{"rendered":"La legge elettorale in discussione con l\u2019emendamento Fiano."},"content":{"rendered":"<p>Articolo utile come approfondimento tecnico sulla legge elettorale in discussione.<\/p>\n<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.it\/2017\/06\/02\/i-5-stelle-e-la-grande-seduzione-dei-nominati_a_22123125\/?utm_hp_ref=it-homepage\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La discussione presso la commissione Affari Costituzionali della Camera<\/a> ha avuto uno sviluppo: il progetto Rosatellum \u00e8 stato rivisto complessivamente con un maxi emendamento presentato da Fiano per conto del Pd e che avrebbe dovuto rendere la legge elettorale pi\u00f9 simile a quella tedesca. In realt\u00e0 resta una cosa ancora diversa dal Geyerhahan (al massimo parlerei di un Germanicum, un po\u2019 tedesco ed un po\u2019 Italicum). Rispetto al modello tedesco ci sono queste differenze sostanziali:<span id=\"more-8969\"><\/span><\/p>\n<p>a.\u00a0\u00a0 \u00a0il voto disgiunto fra uninominale e proporzionale \u00e8 sostituito da un voto unico per tutti due<br \/>\nb.\u00a0\u00a0 \u00a0viene abolita la possibilit\u00e0 di accedere alla distribuzione del proporzionale anche quei partiti, che non avendo raggiunto il 5% nazionale, abbiano, per\u00f2, vinto in almeno tre collegi uninominali<br \/>\nc.\u00a0\u00a0 \u00a0Il capolista del listino uninominale precede, nella elezione, tutti gli eletti nei collegi uninominali<br \/>\nd.\u00a0\u00a0 \u00a0Ovviamente non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di integrare qualche seggio agli altri nel caso un partito, con gli uninominali, abbia pi\u00f9 di quel che gli spetterebbe nel complesso. Qui la logica \u00e8 invertita: prima si fissa il numero totale sulla base del proporzionale e poi si vede se c\u2019\u00e8 capienza con gli uninominali<br \/>\ne.\u00a0\u00a0 \u00a0I listini bloccati hanno un numero molto ridotto e non pari a quello dei 303 da assegnare in tutto per quella quota (mentre nel tedesco la divisione \u00e8 perfettamente simmetrica), pertanto, eventuali eletti aggiuntivi di quota proporzionale verranno presi dai migliori \u201cnon eletti\u201d di quel partito nei collegi uninominali<br \/>\nf.\u00a0\u00a0 \u00a0A differenza del modello tedesco, la proposta Fiano introduce le quote rosa<br \/>\ng.\u00a0\u00a0 \u00a0Viene introdotto uno strano meccanismo per cui i partiti che non siano esentati dalla raccolta delle firme debbono raccogliere le firme tanto nella circoscrizione che raggruppa gli uninominali, quanto nei singoli uninominali (ne riparliamo pi\u00f9 avanti)<br \/>\nh.\u00a0\u00a0 \u00a0Si reitroducono, pur se eventualmente ed a livello locale le coalizioni per l\u2019uninominale (cosa impensabile in Germania)<br \/>\nCome si vede, le differenze sono troppe e di non poco conto, per poter parlare di modello tedesco, anche se restano la divisione proporzionale dei seggi, la clausola di sbarramento al 5% ed i listini bloccati. Non \u00e8 il modello tedesco (votato dalla rete domenica scorsa nella consultazione on line fra gli aderenti al M5s), ma uno strano intruglio fra il tedesco Doc e un po\u2019 di pastrocchi all\u2019italiana, dove anche le cose formalmente uguali, di fatto funzionano in modo diverso.<\/p>\n<p>Ed iniziamo proprio dalla questione della clausola di sbarramento al 5% che \u00e8 l\u2019arco di volta dell\u2019intera manovra renziana ed il maggiore imbroglio della legge.<\/p>\n<p>Quel numero non venne scelto dai legislatori tedeschi in grazia di una particolare virt\u00f9 orfico-pitagorica del numero 5, ma perch\u00e9 si cercava una soglia abbastanza alta per far fuori il Partito Comunista (che era intorno al 4) ma pi\u00f9 bassa del 7% che era la percentuale dei liberali, che invece, bisognava garantire. L\u2019obiettivo non era quello di \u201crazionalizzare\u201d il sistema limitando il numero dei partiti ammessi in parlamento, ma farne fuori solo uno (non c\u2019erano altri partiti di qualche consistenza sotto clausola) e, alla fine, l\u2019incide di distorsione risult\u00f2 molto contenuto proprio perch\u00e9 l\u2019escluso era solo uno. Poi, per\u00f2, sono arrivati man mano i verdi, quindi la Pds-Linke, adesso Afd. Ed i partiti sono cinque e stanno diventando sei. Quindi lo sbarramento al 5% non \u00e8 un dogma, e tutto sta a vedere come si distribuisce il voto e capire quale \u00e8 il senso dell\u2019operazione politica. A differenza della Germania nei primi anni cinquanta, in Italia abbiamo 7 partiti (FdI, Ala, Udc-Ap, conservatori-riformisti, Socialisti, Art. 1 e Si) che sarebbero sotto quota e che, con le liste piccolissime, assommano a circa il 20-25% dei voti, una quota decisamente troppo alta, suscettibile di produrre un implicito premio di maggioranza e quindi una massiccia distorsione della rappresentanza, superiore a quella determinata dall\u2019Italicum, con una sola differenza: che l\u2019Italicum attribuita il premio ad un solo partito, mentre qui il premio viene \u201cspalmato\u201d proporzionalmente sui partiti che entrano in Parlamento.<\/p>\n<p>Ma ugualmente non si pu\u00f2 parlare di un sistema propriamente proporzionale perch\u00e9 sacrifica troppo il principio di rappresentanza. Allo stato attuale, questo significa realisticamente M5s, Pd, Forza Italia e Lega, per cui ai partiti a rischio non resterebbe che fare coalizioni fra di loro o confluire nelle liste dei partiti maggiori. Nel primo caso a avrebbero qualche probabilit\u00e0 di successi i partiti di centro se riuscissero a fare un\u2019unica lista ed a non perdere troppi elettori (le liste comuni realizzano sempre meno della sommatoria delle varie componenti), mentre sarebbe a forte rischio un eventuale polo Mdp-Si che si collocherebbe a ridosso della linea di galleggiamento e quasi nessuna speranza avrebbe Fratelli d\u2019Italia che non ha nessuno con cui fare lista comune.<\/p>\n<p>Dunque resta l\u2019altra ipotesi: la confluenza di tutti o parte i soggetti a rischio nelle liste dei partiti maggiori. Il che andrebbe a tutto vantaggio di Fi e Pd (forse Lega, se Fdi vi confluisse), mentre nessun vantaggio verrebbe al M5s che, come \u00e8 noto, non accetta accordi elettorali con nessuno. Il pi\u00f9 interessato all\u2019operazione \u00e8 ovviamente il Pd che cercherebbe sicuramente di rosicchiare sia alla sua destra che alla sua sinistra sia per togliersi dai piedi i suoi scissionisti, sia per giocare la carta del \u201cvoto utile\u201d e riconquistare il primo posto ai danni del M5s.<\/p>\n<p>Mentre non si capisce che vantaggio abbia il M5s da questa soluzione il cui esito pi\u00f9 probabile sarebbe quello di regalare all\u2019asse Pd-Fi una comoda maggioranza sia alla Camera che al Senato.<\/p>\n<p>E veniamo all\u2019altro punto principale che stravolge il \u201cmodello tedesco\u201d trasformandolo in una cosa diversa da quel che \u00e8: il voto congiunto fra uninominale e proporzionale. Il voto unico, di fatto, avvantaggia i partiti con candidati che hanno seguito clientelare, con una forte quota di amministratori locali e con insediamento territoriale a tutto svantaggio dei partiti con candidati deboli o poco conosciuti, con scarso o frammentario insediamento territoriale, e con scarsa presenza negli enti locali. Il candidato nell\u2019uninominale farebbe da traino, e i suoi voti inciderebbero direttamente anche sulla quota proporzionale. E\u2019 ovvio e comprensibile che questo avvantaggi soprattutto il Pd ed , in piccola misura, la Lega che hanno forti insediamenti territoriali, potrebbe anche avvantaggiare Fi nel sud, dove la tradizione del voto clientelare \u00e8 forte (per non dire del voto organizzato dalla malavita). Unico a rimetterci tutto sarebbe il M5s che \u00e8 esattamente il partito con candidati meno conosciuti, limitata presenza negli enti locali (e per di pi\u00f9 con una regola interna che proibisce loro ulteriori candidature durante il mandato) e con un insediamento territoriale a chiazze.<br \/>\nSarebbe opportuno il voto disgiunto e possibilmente su due schede diverse (come effettivamente \u00e8 nel modello tedesco) anche se questo apre la ferita delle liste civetta.<\/p>\n<p>Peraltro, sorgono dubbi sulla costituzionalit\u00e0 di questo metodo, perch\u00e9 questo forza la volont\u00e0 dell\u2019elettore: facciamo il caso di un elettore che voglia votare per un partito ma astenersi sul candidato del suo collegio, perch\u00e9 ne ha un giudizio negativo, che fa? O vota il partito e si becca il candidato sgradito o si astiene e non vota per il partito. Di fatto \u00e8 la riproposizione del \u201cPorcellum\u201d con le sue liste bloccate.<\/p>\n<p>Un terzo punto di cui si discute poco \u00e8 quello dell\u2019art. 18 bis comma 7 che reintroduce surrettiziamente le coalizioni: infatti si ammette la possibilit\u00e0 che un candidato in un collegio uninominale sia collegato a pi\u00f9 liste, con l\u2019unico limite che la medesima coalizione deve essere riproposta in tutti i collegi uninominali della circoscrizione (poi c\u2019\u00e8 da capire come si far\u00e0 a stabilire sul conto di quale partito mettere il vincitore, ma \u00e8 questione diversa).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi una norma un po stravagante sulla proclamazione degli eletti, per la quale, fissato il numero dei seggi spettanti a ciascun partito e distribuiti essi sul territorio in base ai voti ottenuti dal partito in ciascuna circoscrizione, si proclama eletto per primo il numero 1 del listino proporzionale, per procedere dopo alla proclamazione dei vincitori nei collegi uninominali, poi, se co sono ancora seggi da aggiungere si procede con i candidati del listino, e se ci sono ancora seggi da coprire, si attinge ai migliori non eletti nei collegi uninominali.<br \/>\nFacciamo un esempio: il partito A nella circoscrizione 33 ha avuto un solo eletto nel collegio uninominale VI, ma in tutto gli spettano due seggi per il computo proporzionale, dunque, mentre il partito B non ha avuto nessun eletto negli uninominali, ma ha avuto 4 seggi per il proporzionale, mentre il listino \u00e8 di tre candidati, per cui:<\/p>\n<p>-il partito A elegger\u00e0 il numero 1 del listino, ma non elegger\u00e0 nessun deputato negli uninominali, mentre<\/p>\n<p>\u2013 il partito B, oltre ai tre del listini, avr\u00e0 un altro seggio in uno dei collegi uninominali (magari il III dove ha vinto il partito C),<\/p>\n<p>con il risultato che il collegio Vi non avr\u00e0 nessun rappresentante, perch\u00e9 quello arrivato primo non \u00e8 scattato perch\u00e9 il seggio \u00e8 andato al capolista del listino, mentre il collegio VI avr\u00e0 due deputati, uno perch\u00e9 eletto con l\u2019uninominale (partito C) ed uno di recupero proporzionale (partito B). Siamo sicuri che questo non violi l\u2019eguaglianza del voto e il diritto di ogni collegio ad avere un rappresentante?<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 il prodotto di un meccanismo perverso per cui i candidati negli uninominali sono le bestie da soma che devono portare voti utili anche nel proporzionale, ma i listini devono essere coperti da uomini di sicura lealt\u00e0 verso il segretario del partito. Ed anche questo \u00e8 sicuramente nell\u2019interesse del segretario del Pd che non vuole sentir parlare di preferenze (questione della quale il M5s aveva fatto una questione di principio che ora sembra dimenticata).<\/p>\n<p>Ci sono poi una serie di questioni tecniche per cui la legge risulta abbastanza malfatta, ma lasciamo perdere, salvo una questione che merita d\u2019essere segnalata. Come avevo avuto modo di scrivere in questo blog gi\u00e0 da dicembre, se la nuova legge elettorale prevede collegi uninominali poi bisogna avere il tempo di farli ed un paio di mesi vanno via tutti, per cui non se ne parla di votare ad ottobre. Finalmente se ne sono accorti anche alla Camera e l\u2019emendamento Fiano stabilisce che, in caso di elezioni anticipare, si useranno i collegi gi\u00e0 pronti del Mattarellum vivente sino al 2005. Solo che qui i collegi da fare sono 303 e quelli del Mattarellum erano 475: come si accorperebbero tenendo fermi le bande di oscillazione minimo\/massime?<\/p>\n<p>A volte mi chiedo quanti deputati supererebbero un esame di diritto pubblico sui sistemi elettorali.<\/p>\n<p>Ma, soprattutto, mi chiedo: ma perch\u00e9 il M5s vuol fare questo regalone a Renzi?<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/accordo-legge-elettorale-fiano\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/accordo-legge-elettorale-fiano\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo utile come approfondimento tecnico sulla legge elettorale in discussione. di ALDO GIANNULI La discussione presso la commissione Affari Costituzionali della Camera ha avuto uno sviluppo: il progetto Rosatellum \u00e8 stato rivisto complessivamente con un maxi emendamento presentato da Fiano per conto del Pd e che avrebbe dovuto rendere la legge elettorale pi\u00f9 simile a quella tedesca. 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