{"id":31520,"date":"2017-06-04T10:00:32","date_gmt":"2017-06-04T08:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31520"},"modified":"2017-06-03T18:20:33","modified_gmt":"2017-06-03T16:20:33","slug":"cosmopoliti-contro-nazionalisti-la-nuova-metafora-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31520","title":{"rendered":"Cosmopoliti contro nazionalisti, la nuova metafora politica"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SENSO COMUNE<\/strong><\/p>\n<p>********<\/p>\n<p><em>Articolo che, a mio avviso, risulta troppo schematico e riduttivo, ma capace se non altro di individuare alcune correnti politiche diffuse negli ultimi anni che si sono sostituite alle categorie pi\u00f9 generiche di destra e di sinistra.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>********<\/p>\n<p>Dopo la sconfitta alle elezioni francesi di questo mese, la candidata del Front National Marine Le Pen ha insistito sulla divisione che, a suo dire, indirizza la politica francese ed europea: \u201cmondialisti vs patrioti\u201c. Da una parte, la globalizzazione \u201cselvaggia e disumana\u201d al servizio della finanza, insieme a dosi smodate di multiculturalismo, alti livelli di migrazione e l\u2019indebolimento delle identit\u00e0 nazionali; dall\u2019altro, un rinnovato sovranismo, frontiere messe in sicurezza e priorit\u00e0 del locale. N\u00e9 sinistra n\u00e9 destra.<\/p>\n<p>Il suo avversario, il social-liberale Emmanuel Macron, ha cercato analogamente di svincolarsi dall\u2019asse gauche-droite posizionandosi all\u2019interno dello stesso dell\u2019antagonismo tracciato da Le Pen, ma con valori invertiti: l\u2019Europa come orizzonte vs nazionalismo xenofobo; cosmopolitismo vs. ripiegamento comunitarista. E non \u00e8 solo la Francia. Per molte correnti della destra alternativa degli Stati Uniti, il confronto \u00e8 tra globalizzatori e anti-globalizzatori. Proprio su questo ha cavalcato Donald Trump per arrivare alla Casa Bianca.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, se dopo la caduta del muro di Berlino \u00e8 stata messa in discussione la validit\u00e0 del binomio sinistra\/destra in nome della presunta \u201cmorte delle ideologie\u201d, riemerge ora il problema, ma senza quell\u2019ottimismo da fine della storia. L\u2019asse sinistra\/destra starebbe semplicemente mutando in un confronto tra populisti e liberali. \u00c8 davvero cos\u00ec?<\/p>\n<p>\u201cL\u2019asse mondialisti\/nazionalisti, piuttosto che sostituire sinistra\/destra, si sovrappone a quest\u2019ultimo. Come gi\u00e0 avvenuto in passato, ci sono pi\u00f9 assi che si sovrappongono a seconda del contesto locale. In Italia, per esempio, pi\u00f9 di mondialisti\/nazionalisti, che in ogni caso sta guadagnando terreno, \u00e8 ancora pi\u00f9 importante la divisione onest\u00e0\/disonest\u00e0. E tutte queste nuove dicotomie possono essere dispiegate da sinistra o da destra, o, per essere pi\u00f9 precisi, dalla divisione storica tra uguaglianza e gerarchia, \u201cdice a La Naci\u00f3n Samuele Mazzolini, ricercatore presso l\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Essex.<\/p>\n<p>\u201cLa divisione sinistra\/destra \u00e8 ancora utile, ma non ha pi\u00f9 la capacit\u00e0 esplicativa che aveva nel ventesimo secolo. La divisione tra cosmopolitismo e nazionalismo, o pi\u00f9 in generale, tra diversit\u00e0 e identit\u00e0, taglia trasversalmente i campi ideologici\u201d gli fa eco An\u00edbal Perez-Linan, professore presso l\u2019Universit\u00e0 di Pittsburgh.<\/p>\n<p>In effetti, Le Pen si \u00e8 scontrata con la sopravvivenza di questa divisione dello spazio politico nel momento in cui ha cercato senza successo di attrarre il voto di sinistra della France Insoumise di Jean-Luc M\u00e9lenchon. \u00c8 vero che negli ultimi anni gli ex elettori comunisti dei quartieri popolari siano andati con Le Pen. Ma mentre Le Pen e M\u00e9lenchon criticano la globalizzazione della finanza, ciascuno si iscrive in tradizioni politiche opposte: i giudizi politico-morali su diversi fatti storici, il pantheon di figure che catturano le loro simpatie, i libri che leggono e i simboli che organizzano il loro impegno politico prevengono qualsiasi confluenza. In breve, la Francia antiilluminista in un caso e quella della Rivoluzione nell\u2019altro. Entrambe le parti affrontano il \u201csistema\u201d, ma il sistema non \u00e8 lo stesso.<\/p>\n<p><strong>Populismo di centro<\/strong><\/p>\n<p>Chiaramente, si tratta di un concetto oggetto di discussione. Per la sinistra tradizionale il sistema era il capitalismo; per Donald Trump \u00e8 l\u2019elite di Washington, le universit\u00e0 della Ivy League e i maggiori quotidiani; per i nuovi \u200b\u200bliberali lo possono essere i vecchi partiti e lo stato sociale corporativizzato; per i populista di sinistra la casta politico-imprenditoriale e per quelli di estrema destra, l\u2019Unione europea associata alle \u00e9lite locali. Oggigiorno, essere \u201canti-sistemici\u201d vende. Cos\u00ec Mazzolini crede, con un tocco di ironia, che potremmo parlare persino di un populismo di centro.<\/p>\n<p>Si tratta di figure che emergono dalla crisi dei sistemi politici e sono in grado di costruire frontiere politiche tra vecchio e nuovo, moderno e decrepito, a partire da guide personalizzate e un particolare discorso \u201cantisistema\u201d. Sono liberali non dogmatici nelle questioni economiche e progressisti in quelle civili. Sono riusciti a costruire un vocabolario che ridefinisce \u2013 \u201cmodernizza\u201d \u2013 le vecchie parole in chiave \u201cpost-ideologica\u201d con dosi variabili di capitalismo con estetica Starbucks. Ad esempio, Macron ha intitolato il suo libro R\u00e9volution. E chiaramente non si riferisce alla lotta di classe. Macron, Matteo Renzi in Italia, Justin Trudeau in Canada, Albert Rivera in Spagna: alcuni gi\u00e0 al governo, altri come leader di partito, costituiscono \u201cuna sorta di fronte dei trentenni e quarantenni bellocci\u201c, scherza Mazzolini. E in Argentina l\u2019abito potrebbe calzare pi\u00f9 o meno facilmente ad alcuni (solo alcuni) esponenti del Pro. Con questa strategia, Macron sta mettendo su un governo con pezzi di centro-sinistra, di centro-destra e di figure \u201ccittadine\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa quindici anni in America Latina parliamo di \u2018due sinistre\u2019, ma oggi dovremmo piuttosto pensare in termini di \u2018due destre\u2018. Il divario tra Angela Merkel e Marine Le Pen racchiude un certo paradosso: per decenni abbiamo pensato che il neoliberismo e la globalizzazione fossero le principali sfide per un progetto di sinistra, ma la sinistra cosmopolita sembra riscoprire in questo secolo che il pericolo principale \u00e8 la destra xenofoba, non la destra neoliberista\u201c, aggiunge P\u00e9rez-Li\u00f1\u00e1n. Nel caso americano, la femminista Nancy Fraser parla criticamente di un \u201cneoliberismo progressista\u201c. Questo si articolerebbe in \u201cun\u2019alleanza delle principali correnti dei nuovi movimenti sociali (femminismo, antirazzismo, multiculturalismo e diritti LGBTQ), da un lato, e, dall\u2019altro, settori del businness ad alta gamma \u2018simbolica\u2019 e settori dei servizi (Wall Street, Silicon Valley e Hollywood)\u201d.<\/p>\n<p>Questi riordinamenti mettono a disagio la sinistre e la destra tradizionali. La socialdemocrazia europea \u00e8 vittima di queste riconfigurazioni di senso. La sua idea di addomesticare il capitale attraverso un patto con il lavoro a livello nazionale viene erosa dalla globalizzazione ma, allo stesso tempo, il suo addomesticamento globale risulta virtualmente impossibile. Gi\u00e0 nei primi anni \u201990 il filosofo americano Michael Walzer la chiam\u00f2 la sinistra \u201cvecchia\u201d, destinata ad agire sulla difensiva. \u201cPi\u00f9 un fortino \u2013 senza dubbio assediato \u2013 che un movimento.\u201d Anche le destre conservatrici sono di fronte a nuovi problemi, ma godono di diversi punti di ancoraggio: dai conservatori democratici in Gran Bretagna fino ai conservatori autoritari in Polonia o Ungheria.<\/p>\n<p><strong>Quelli di sopra e quelli di sotto<\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto, una parte della sinistra scommette sul \u201cpopulismo\u201d. In Spagna \u00e8 stato \u00cd\u00f1igo Errej\u00f3n, fino a poco tempo il numero due di Podemos, a proporre di schivare l\u2019asse sinistra-destra per poter superare le camicie di forza identitarie e ottenere una nuova maggioranza. In tal senso ha proposto un discorso contro la \u201ccasta\u201d che, sulla scorta delle esperienze latinoamericane, dividesse il campo politico tra quelli di sopra e quelli di otto. M\u00e9lenchon ha fatto qualcosa di simile alle ultime elezioni francesi. E, in un certo senso, Bernie Sanders, che ha recuperato un certo \u201cpopulismo\u201d nel senso americano, che costru\u00ec a partire dalla fine del XIX secolo un antagonismo tra i deboli e i forti. Tutti loro hanno infranto i loro tetti di cristallo elettorali, pur senza riuscire a vincere.<\/p>\n<p>Anche alcune estreme destre hanno percorso queste strade. Marine Le Pen \u00e8 pi\u00f9 \u201cpopulista\u201d di suo padre e fondatore del partito, Jean-Marie Le Pen, e dopo le ultime elezioni ci sono quelli che propongono di rinominare il Fronte Nazionale per indebolire i legami con un passato ultra scomodo. E persino alcuni dei populisti di destra hanno incorporato il rispetto per le minoranze sessuali e altre bandiere tradizionalmente considerate \u201cdi sinistra\u201d, anche se spesso lo fanno premendo il tasto dell&#8217;\u201dislamofobia\u201d. In effetti, diversi leader europei di estrema destra sono gay. Ad ogni modo, quando si parla di populismi si rende necessario mettergli come cognome \u201cdi sinistra\u201d o \u201cdi destra\u201d.<\/p>\n<p>Molto tempo fa, Norberto Bobbio \u2013 un moderato che ha difeso la validit\u00e0 della divisione sinistra\/destra inteso come centrosinistra e centrodestra \u2013 ha scritto che \u201cl\u2019unica certezza della sinistra \u00e8 quella di dubitare di s\u00e9 stessa.\u201d Ed Enzo Traverso, nel suo recente libro Malinconia di sinistra, afferma che \u201cil marxismo ha funzionato a lungo come veicolo di una memoria di classe e delle lotte di emancipazione. Per farlo, ha periodizzato la modernit\u00e0 come una successione di rivoluzioni: una linea retta che congiunge 1789 e 1917, passando per il 1848 e la Comune di Parigi. Ma si trattava in realt\u00e0 di una memoria teleologica, una memoria per il futuro\u201d. Quella trasmissione \u00e8 stata interrotta nel 1989 (e in parte prima). L\u00ec la sinistra ha finito con il preferire l\u2019ambiguo concetto di \u201cprogressismo\u201d. Ma la scissione sinistra\/destra presenta un altro problema: la destra spesso nega di essere di destra. Il termine \u201cdestra\u201d in molti paesi presenta infatti una carica assiologica negativa. Pertanto, all\u2019asse manca spesso le gente che si identifichi con una met\u00e0 dello scacchiere. E non di rado \u201cdestra\u201d \u00e8 usato come un semplice epiteto.<\/p>\n<p>Parlando di politica, l\u2019asse sinistra\/destra sembra tanto insufficiente quanto necessario e tanto reale quanto immaginario. Pu\u00f2 assumere la forma di progressisti vs conservatori di fronte a questioni come l\u2019aborto o il matrimonio gay, o di statalisti vs privatisti di fronte al patrimonio pubblico; pu\u00f2 essere il complemento di altre categorie (nazionalista, populista, liberale); pu\u00f2 riferirsi a identit\u00e0 pi\u00f9 o meno di partito o a una chimica pi\u00f9 sfuggente di emozioni o sentimenti. La destra e la sinistra possono essere, cos\u00ec come lo sono sempre state, democratiche o autoritarie. Nelle parole dello storico Horacio Tarcus, \u201cc\u2019\u00e8 la resistenza a scomparire di una dicotomia che, in ultima analisi, si interseca ad altre nuove, costruendo, potremmo dire, una tabella a doppia entrata: globalizzazione finanziaria \u2018dall\u2019alto\u2019 nella logica del FMI\/globalizzazione sociale \u2018dal basso\u2019 sulla scia del Foro di Porto Alegre; comunitarismo fascistoide \u00e0 la le Pen\/comunitarismo sociale di teorici come Walzer, e cos\u00ec via.\u201d<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quella casualit\u00e0 storica \u2013 cio\u00e8 come si sedettero i partiti nell\u2019Assemblea in seguito alla Rivoluzione francese \u2013 trasformata in una metafora organizzatrice del mondo politico continua ad essere un osso duro da rodere. E di tanto in tanto si prende qualche vendetta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SENSO COMUNE ******** Articolo che, a mio avviso, risulta troppo schematico e riduttivo, ma capace se non altro di individuare alcune correnti politiche diffuse negli ultimi anni che si sono sostituite alle categorie pi\u00f9 generiche di destra e di sinistra.\u00a0 ******** Dopo la sconfitta alle elezioni francesi di questo mese, la candidata del Front National Marine Le Pen ha insistito sulla divisione che, a suo dire, indirizza la politica francese ed europea: \u201cmondialisti vs&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":28288,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Unknown.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8co","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31520"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31520"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31520\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31522,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31520\/revisions\/31522"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/28288"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31520"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31520"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31520"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}