{"id":31525,"date":"2017-06-04T11:26:55","date_gmt":"2017-06-04T09:26:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31525"},"modified":"2017-06-03T23:29:27","modified_gmt":"2017-06-03T21:29:27","slug":"immigrazione-e-salafiti-i-problemi-di-angela-merkel-a-pochi-mesi-dal-voto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31525","title":{"rendered":"Immigrazione e salafiti: i problemi di Angela Merkel a pochi mesi dal voto"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Stefano Piazza)<\/strong><\/p>\n<p><em>Aumento dei reati commessi da rifugiati e dei giovani reclutati per compiere attentati. I numeri contenuti nell\u2019ultimo rapporto presentato dal ministero dell\u2019Interno tedesco<\/em><\/p>\n<p>La Germania che sia avvia alle elezioni politiche del 23 settembre \u00e8 alle prese con i problemi legati alla sua sicurezza interna. Nel Paese non cessano infatti gli episodi di violenza che vedono protagonisti i rifugiati accolti. Lo confermano gli ultimi dati preoccupanti diffusi dalla Polizia federale. Il totale del numero dei reati registrati in Germania \u00e8 aumentato nel 2016 dello 0,7%, mentre i crimini violenti \u2013 come le aggressioni o le violenze sessuali \u2013 sono cresciuti del 6,7%.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sull\u2019argomento \u00e8 intervenuto recentemente il ministro dell\u2019Interno tedesco, Thomas de Maizi\u00e8re. Dalla sua relazione, ripresa dal giornale domenicale tedesco <em>Welt am Sonntag, <\/em>emerge che\u00a0nel 2016 gli stranieri che hanno commesso reati sono aumentati del 52,7% rispetto all\u2019anno precedente, arrivando alla cifra record di 174.438. Il ministro ha sottolineato che la maggior parte dei crimini perpetrati dagli stranieri sono i classici borseggi, furti in appartamento, lesioni fisiche e violenze sessuali. Il ministro ha inoltre specificato che molte delle vittime di questi reati sono a loro volta immigrati. Dal rapporto emerge che i pi\u00f9 \u201cinclini\u201d ai reati violenti sono gli algerini, i marocchini e i tunisini. Molti di meno sono invece i casi che riguardano profughi siriani e iracheni. Il dossier mette in risalto come quasi un terzo degli immigrati arrivati in Germania sia recidivo. Il 5% di loro ha infatti commesso almeno sei reati di varia natura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-69518 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Thomas-de-Maizi%C3%A8re.jpg\" alt=\"Thomas de Maizi\u00e8re\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Il ministro dell\u2019Interno tedesco\u00a0Thomas de Maizi\u00e8re)<\/em><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3>Il reclutamento di attentatori<\/h3>\n<p>Questi numeri vanno di pari passo con un altro fenomeno che preoccupa molto le autorit\u00e0 tedesche, ovvero la crescita capillare del radicalismo di matrice salafita e il continuo reclutamento di giovani e giovanissimi da formare come futuri <em>shah\u012bd\u00a0<\/em>(martiri).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019ultimo a essere reclutato \u00e8 stato un giovane immigrato irregolare siriano, arrivato in Germania nel 2015 e arrestato il 30 maggio poco prima di farsi saltare in aria nel centro di Berlino. Il giovane aveva ottenuto lo status di rifugiato e viveva in un centro di accoglienza a Gerswalde (Brandeburgo), dove si sarebbe radicalizzato. Non si sa ancora come il ragazzo sia stato avvicinato da esponenti degli ambienti estremisti islamisti, se attraverso il web o da un imam in una moschea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-63986 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Germania_arresti_imam.jpg\" alt=\"Germania_arresti_islam\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Un blitz della polizia tedesca in un appartamento in cui risiedevano reclutatori affiliati a ISIS)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Germania di vicende simili a quella di questo giovane siriano ve ne sono state almeno altre sette negli ultimi due anni. Si tratta di giovani \u201cadescati\u201d sui social network, sapientemente indottrinati e fatti diventare delle \u201cbombe umane\u201d pronte a colpire come \u00e8 accaduto con Salman Ramadan Abedi a Manchester lo scorso 22 maggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per fermare i reclutamenti, le autorit\u00e0 tedesche stanno spostando i riflettori anche su quell\u2019estessima cerchia di associazioni che ricevono sostanziosi finanziamenti dall\u2019estero. I risultati finora ottenuti, per\u00f2, non sono stati soddisfacenti. Recentemente \u00e8 tornata a far parlare di s\u00e9 soprattutto la controversa associazione islamica turca DITIB T\u00fcrkisch-Islamische Union der Anstalt f\u00fcr Religion (Unione Islamica Turca per gli Affari Religiosi, in turco Diyanet Isleri T\u00fcrk \u0130slam Birligi), che in Germania controlla 900 moschee e conta 800.000 membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Germania-Turchia: l\u2019asse che collega gli estremisti<\/h3>\n<p>Nonostante la gravissima vicenda di spionaggio che ha visto coinvolti 20 suoi imam, rientrati in Turchia per sfuggire all\u2019arresto in quanto accusati di passare informazioni al governo di Ankara, l\u2019associazione continua a incassare le sovvenzioni elargite dallo Stato federale. Agli inizi di maggio dal Ministero della Famiglia tedesco \u00e8 arrivato sul conto del DITIB circa un milione di euro per un progetto finalizzato a \u00abcombattere la violenza e gli estremismi\u00bb e a incentivare l\u2019ingresso nel mondo del lavoro dei migranti che frequentano l\u2019associazone. Considerati gli episodi di intolleranza e antisemitismo registrati nelle moschee e sui canali social del DITIB, \u00e8 per\u00f2 lecito avere dei dubbi sulla fine che faranno questi soldi. La vicenda degli \u201cimam spioni\u201d aveva temporaneamente bloccato l\u2019erogazione di questi fondi, ma non essendovi le basi legali per fermare il progetto a livello federale il DITIB ne ha potuto avere accesso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-63985 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Ibrahim-Abou-Nagie.jpg\" alt=\"Ibrahim Abou-Nagie\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Il predicatore di origine palestinese Ibrahim\u00a0Abou Nagie)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il ministro Thomas de Maizi\u00e8re negli scorsi giorni ha parlato anche dei divieti posti all\u2019organizzazione salafita \u201cDie Ware Religion\u201d e al progetto a essa collegato \u201cLIES!\u201d, cui \u00e8 a capo il predicatore tedesco di origine palestinese Ibrahim Abou Nagie. Nonostante sia stata messa al bando da circa sei mesi, l\u2019organizzazione continua a portare avanti imperterrita le proprie attivit\u00e0 di proselitismo. Ma non solo. \u201cDie Wahre Religion\u201d ha infatti raddoppiato gli sforzi attraverso la creazione di filiali del gruppo \u201cWe Love Muhammad\u201d ad Amburgo, Brema, Berlino, Monaco di Baviera, Colonia, Francoforte, Norimberga, Dusseldorf, Wuppertal e Bielefeld, oltre che in Svizzera dove l\u2019unico Cantone che ha assunto contromisure adeguate finora \u00e8 stato quello di Zurigo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A gestire \u201cWe Love Muhammad\u201d sono Bilal G\u00fcm\u00fcs e Pierre Vogel, vecchi allievi di Nagie e oggi autentici protagonisti della scena salafita tedesca. I due sfruttano questo \u201cmomento di successo\u201d organizzando tour religiosi per neoconvertiti all\u2019Islam, con pellegrinaggi alla Mecca e a Medina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al momento le accuse pi\u00f9 pesanti mosse dalle autorit\u00e0 tedesche sono quelle contro Bilal G\u00fcm\u00fcs. Secondo il ministero dell\u2019Interno tedesco l\u2019uomo ha infatti favorito la partenza di cinque jihadisti in Siria e in Iraq ai tempi della sua militanza in \u201cLIES!\u201d del quale era diventato responsabile regionale. Secondo uno studio dei servizi segreti e della Polizia federale tedesca del 2015, su circa 380 tedeschi partiti per la Siria e l\u2019Iraq, un quinto sarebbe stato indottrinato dai uomini fidati di Ibraim Abou Nagie, tra cui proprio lo stesso G\u00fcm\u00fcs.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/germania-isis-reclutatori\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/germania-isis-reclutatori\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Stefano Piazza) Aumento dei reati commessi da rifugiati e dei giovani reclutati per compiere attentati. I numeri contenuti nell\u2019ultimo rapporto presentato dal ministero dell\u2019Interno tedesco La Germania che sia avvia alle elezioni politiche del 23 settembre \u00e8 alle prese con i problemi legati alla sua sicurezza interna. Nel Paese non cessano infatti gli episodi di violenza che vedono protagonisti i rifugiati accolti. 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