{"id":31662,"date":"2017-06-09T08:00:54","date_gmt":"2017-06-09T06:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31662"},"modified":"2017-06-07T21:13:39","modified_gmt":"2017-06-07T19:13:39","slug":"ma-cosa-chiede-il-banchiere-visco-la-solita-solfa-attacco-ai-poveri-e-alla-classe-media","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31662","title":{"rendered":"Ma cosa chiede il banchiere Visco? La solita solfa: attacco ai poveri e alla classe media"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ME MMT (Pier Paolo Flammini)<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019economia nazionale<\/strong> ha <strong>tre canali<\/strong> dove abbeverarsi, ovvero da dove approvvigionarsi di moneta la cui carenza provoca crisi economica per mancanza di liquidit\u00e0:<br \/>\na) il debito pubblico,<br \/>\nb) il debito privato (banche),<br \/>\nc) l\u2019estero.<br \/>\nLa riduzione del debito pubblico, come chiesta ancora una volta dal Presidente di Bankitalia <strong>Ignazio Visco<\/strong> e come ribadito ad ogni ora dagli editorialisti e <strong>politici mainstream<\/strong>, quali conseguenze comporta?<br \/>\nIn ultima analisi, a due sole soluzioni (chiamiamole cos\u00ec): o ad un aumento del debito privato (che va poi restituito con gli interessi\u2026), oppure un aumento delle esportazioni rispetto alle importazioni. In assenza di queste due ipotesi, la riduzione del deficit provoca recessioni economiche, e in Italia dovremmo esserne oramai esperti.<br \/>\nNon desiderando il punto <strong>b)<\/strong> (<strong>aumento debito privato)<\/strong>, resta solo <strong>c) (esportazioni verso l&#8217;estero)<\/strong>. Come si ottiene c), in una situazione in cui, per ottenere l\u2019obiettivo annunciato, <strong>la riduzione del deficit pubblico<\/strong>, si riducono gli investimenti pubblici e di conseguenza non vi \u00e8 alcun tipo di aiuto esterno al sistema privato per aumentare investimenti e migliorare le tecnologie e la produttivit\u00e0?<\/p>\n<p>Vi sono due strade:<br \/>\n<strong>1)<\/strong> <strong>una diminuzione del costo del lavoro<\/strong> (gi\u00e0 fatto, ma non basta, ovviamente) per ridurre il costo dei prodotti e, contemporaneamente, esportare pi\u00f9 di quanto si importa. Questa fu la strada scelta da Monti. La \u201cdistruzione della domanda interna\u201d: si consuma meno, l\u2019inflazione diventa deflazione, si importa meno, i prodotti italiani costano meno.<br \/>\n<strong>2) aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico<\/strong>, nel caso il costo del lavoro non diminuisca e precluda il canale c) in termini di prodotti reali: quindi far arrivare \u201ci soldi\u201d tagliati riducendo debito pubblico attraverso i prestiti di denaro, dall\u2019Italia ma anche dall\u2019estero. Questo avvenne, grosso modo, durante la fase finale del governo Berlusconi. Ovviamente questo punto risente anche dell\u2019azione degli agenti di mercato e delle banche centrali. Ma non vi \u00e8 dubbio che un aumento delle tasse o una riduzione della spesa, se non garantisce un aumento della quota di entrate dall\u2019estero, si scarica come unica soluzione sull\u2019incremento dei tassi di interesse.<br \/>\nQuindi una<strong> riduzione dei deficit<\/strong>, che avviene soltanto tramite una combinazione recessiva di <strong>aumento tasse<\/strong> o <strong>diminuzione spesa pubblica<\/strong>, pu\u00f2 portare solo a: a) recessione; b) riduzione salari e stipendi; c) aumento dei tassi di interesse sul debito.<br \/>\nAltre soluzioni?, dir\u00e0 il lettore pi\u00f9 malizioso.<br \/>\nAlcune sono vietate dai <strong>Trattati Europei<\/strong>, alcune non sono gradite a stati europei molto potenti (tipo la Germania). Per questo sono quasi impossibili da applicare. Soltanto per un motivo politico, non tecnico n\u00e9 naturale.<br \/>\nAd esempio la <strong>Bce<\/strong> o comunque <strong>l\u2019Unione Europea<\/strong> potrebbe finanziare un <strong>piano di investimenti<\/strong> in grado di rilanciare in breve l\u2019economia europea o italiana, garantendo questi prestiti tramite la Bce senza dunque obbligo di restituzione; ad esempio la Bce potrebbe diventare un prestatore di ultima istanza sul debito, calmierandone gli interessi; ad esempio non obbligando l\u2019Italia al venturo pareggio di bilancio ma garantendole una libert\u00e0 di bilancio in grado di avvicinare la societ\u00e0 italiana a quanto prescritto gi\u00e0 negli articoli fondamentali della nostra <strong>Costituzione<\/strong>.<br \/>\nPotremmo continuare a lungo. Non vi piace? Vi resta la soluzione prevista da Visco, con le conseguenze descritte.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/mmtitalia.info\/cosa-chiede-banchiere-visco-la-solita-solfa-attacco-ai-poveri-alla-classe-media\/\">http:\/\/mmtitalia.info\/cosa-chiede-banchiere-visco-la-solita-solfa-attacco-ai-poveri-alla-classe-media\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ME MMT (Pier Paolo Flammini) L\u2019economia nazionale ha tre canali dove abbeverarsi, ovvero da dove approvvigionarsi di moneta la cui carenza provoca crisi economica per mancanza di liquidit\u00e0: a) il debito pubblico, b) il debito privato (banche), c) l\u2019estero. La riduzione del debito pubblico, come chiesta ancora una volta dal Presidente di Bankitalia Ignazio Visco e come ribadito ad ogni ora dagli editorialisti e politici mainstream, quali conseguenze comporta? 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