{"id":31673,"date":"2017-06-10T10:00:47","date_gmt":"2017-06-10T08:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31673"},"modified":"2017-06-07T22:25:38","modified_gmt":"2017-06-07T20:25:38","slug":"ilva-a-arcelor-marcegaglia-cosa-cambiera-per-taranto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31673","title":{"rendered":"Ilva a Arcelor-Marcegaglia: cosa cambier\u00e0 per Taranto?"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Antonia Battaglia)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019amministrazione straordinaria, il Gruppo Ilva \u00e8 stato ceduto alla cordata A<strong>rcelor Mittal-Marcegaglia, AM Investco.<\/strong><\/p>\n<p>Arcelor Mittal \u00e8 il gruppo mondiale leader nell\u2019approccio combinato tra estrazione di minerali e produzione siderurgica, con interessi e aziende in numerosi paesi del mondo. Con circa 199.000 unit\u00e0 di personale impiegate, il gruppo \u00e8 al momento il pi\u00f9 grande produttore nelle Americhe, in Africa ed in Europa, dove vanta una presenza molto importante in diversi aree (ricordiamo il reportage realizzato per MicroMega sulla riconversione delle acciaierie di Belval in Lussemburgo, dove Arcelor Mittal ha giocato un ruolo centrale).<\/p>\n<p><strong>Ma qual \u00e8 la strategia della AM Investco per Taranto?<\/strong> E cosa potrebbe accadere adesso? Perch\u00e9 anche se da ieri l\u2019ex Italsider e poi Ilva dei Riva \u00e8 passata al gruppo AM Investco, in realt\u00e0 manca ancora l\u2019ok definitivo dell\u2019Antitrust europeo.<\/p>\n<p>La politica europea in materia, infatti, si articola intorno a due nodi centrali definiti dal <strong>Trattato EU: 1. l\u2019articolo 101<\/strong>, che stabilisce che sono incompatibili con il mercato interno europeo tutti gli accordi tra imprese, le decisioni di associazioni e le pratiche che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza; 2. l\u2019articolo 102, che stabilisce che \u00e8 incompatibile con il mercato interno e vietato, nella misura in cui possa essere pregiudizievole al commercio tra Stati membri, lo sfruttamento abusivo da parte di una o pi\u00f9 imprese di una posizione dominante sul mercato interno o su una parte sostanziale dello stesso.<\/p>\n<p>Oggi Arcelor controlla, secondo le ultime stime, circa il 35% del mercato europeo. <strong>L\u2019Antitrust<\/strong>, quindi, farebbe scattare un\u2019investigazione per regime di monopolio sul mercato nel caso in cui venisse superata la soglia del 40%, il che vorrebbe dire che AM Investco non potrebbe produrre a Taranto pi\u00f9 di cinque o sei milioni di tonnellate d\u2019acciaio, e che quindi, restando sotto la soglia permessa dal diritto europeo, si potrebbero <strong>mettere a rischio la produttivit\u00e0 e la sopravvivenza stessa dell\u2019impianto tarantino.<\/strong><\/p>\n<p>Mittal ha dichiarato di esser pronto ad investire a Taranto circa 4 miliardi di euro. Con 56,8 miliardi di dollari di giro d\u2019affari e 83,9 milioni di tonnellate prodotte nel 2016, Arcelor ha quindi puntato su un\u2019offerta di acquisto importante e sulla grande presenza e conoscenza del mercato europeo, visto che dal 2006 Mittal ha assorbito il gruppo Arcelor con impianti in Lussemburgo, Francia, Belgio e Spagna.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo delineato nelle linee guida del piano industriale \u00e8 di operare un veloce rilancio delle attivit\u00e0 dell\u2019Ilva attraverso il ripristino della capacit\u00e0 produttiva. Da 5.7 milioni di tonnellate di bramme prodotte da Ilva nel 2016, AM Investco prevede di arrivare a 8 milioni nel 2024 con ricavi raddoppiati, che da 2.2 miliardi di euro annui passerebbero a 4.<\/p>\n<p>Le stesse linee guida parlano di una <strong>\u201cprofonda ristrutturazione dell\u2019area a caldo\u201d<\/strong> (la parte la pi\u00f9 inquinante), il mantenimento in vita di tre altoforni e la messa a nuovo dell\u2019Afo5, l\u2019altoforno pi\u00f9 grande d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Si illustrano poi i punti salienti di quello che viene chiamato il mantenimento dei livelli occupazionali, ma in realt\u00e0 solo pochi giorni fa Fiom, Fim e Uilm hanno dichiarato che i piani industriali e occupazionali presentati dalle due cordate concorrenti prevedono tra <strong>5 e 6 mila esuberi<\/strong>. Ilva oggi impiega oltre 14mila addetti, mentre Mittal stima nel 2018 di avere 9.407 dipendenti, cifra che nel 2023 dovrebbe scendere a 8.480 addetti.<\/p>\n<p>Dal punto di vista ambientale, il Gruppo scrive di voler investire circa 1,140 miliardi circa per realizzare l\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) ma la data prevista per il completamento delle prescrizioni \u00e8 il <strong>2023<\/strong>, una data che spaventa la citt\u00e0 di Taranto. Ed inoltre, la somma indicata appare come esigua rispetto alla natura e alla envergure degli interventi previsti ed improcrastinabili. Si ricorda, a tal fine, che la somma stimata dal Gip Todisco nel 2013 per porre rimedio al disastro ambientale ammontava a circa 8,1 miliardi di euro.<\/p>\n<p>La cordata rivale di <strong>AcciaItalia<\/strong>, costituita in maggioranza dal Gruppo <strong>Jindla<\/strong>, pur di non perdere la gara, ha provato senza successo a migliorare l\u2019offerta iniziale su prezzo, sostenibilit\u00e0 ambientale e occupazione. Ma secondo le indiscrezioni, il grande errore di Jindal \u00e8 stato quella di puntare su un\u2019offerta di partenza pi\u00f9 bassa all\u2019inizio anche se il piano proposto poteva sembrare a prima lettura come migliorativo della situazione ambientale.<\/p>\n<p>\u201cIn conformit\u00e0 a quanto previsto dalle regole di gara \u2013 spiega una nota del Mise \u2013 si svolger\u00e0 immediatamente una fase negoziale in esclusiva tra i commissari straordinari e l\u2019aggiudicatario finalizzata ad eventuali miglioramenti dell\u2019offerta vincolante, come previsto dalla procedura di gara. Il decreto del ministro indica le priorit\u00e0 sulle quali i commissari dovranno svolgere tale negoziazione\u201d.<\/p>\n<p>Fino ad ora nessuno conosce i piani ambientali dell\u2019Arcelor Mittal, n\u00e9 quelli proposti da Jindal. <strong>E la situazione ambientale a Taranto non appare assolutamente migliorata.<\/strong> Al contrario, il Gip Vilma Gilli ha di recente disposto nuove indagini per getto pericoloso di cose e gestione dei rifiuti non autorizzata nei confronti dell\u2019ex commissario Bondi, dell\u2019attuale commissario Gnudi e degli ex direttori dello stabilimento Lupoli e Cola, e vuole verificare l\u2019attuazione delle prescrizioni AIA dell\u2019Ilva in amministrazione straordinaria sino al 31 luglio 2015.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che preoccupa maggiormente \u00e8 quindi lo stato di attuazione dell\u2019AIA, le cui prescrizioni sono state dilazionate nel tempo, man mano che arrivavano alla scadenza prevista per la loro attuazione.<\/p>\n<p>L\u2019Ilva, se dovesse ancora valere l\u2019AIA del 2012, avrebbe violato sistematicamente le autorizzazioni previste, e avrebbe dovuto essere al momento in stato di fermo o almeno sanzionata. Ma gli interventi di proroga hanno periodicamente salvato la produzione dello stabilimento, facendo venire meno la certezza dello stato di diritto.<\/p>\n<p>Ad oggi non vi \u00e8 alcuna evidenza che sia venuto meno l\u2019impatto sanitario delle emissioni dell\u2019Ilva. Inoltre, l\u2019inquinamento della falda superficiale e profonda prosegue e nessun intervento cospicuo e risolutivo \u00e8 stato fino ad ora messo in atto per arginare i fenomeni, nonostante l\u2019AIA preveda la decontaminazione del suolo e della falda.<\/p>\n<p>Gli stessi esperti che hanno redatto nel 2013 il Piano Ambientale di \u201caggiornamento\u201d dell\u2019AIA hanno scritto: \u201cNon risultano eseguiti significativi interventi di bonifica e\/o messa in sicurezza di emergenza ad eccezione dei suoli di alcune aree funzionali all\u2019esercizio degli impianti\u201d (Genon, Bisceglia e Lupo, pagina 42 del Piano Ambientale).<\/p>\n<p>Ma ancora ad oggi la situazione non appare modificata, tanto che nel verbale della Conferenza dei servizi del 16 marzo 2016 si legge che \u00e8 fatto obbligo all\u2019Ilva (pagina 11 del verbale) di \u201cadottare tutte le misure di prevenzione finalizzate a circoscrivere, limitare la diffusione della contaminazione\u201d. La Conferenza dei servizi aggiunge parole inequivoche: \u201cAi sensi dell\u2019art. 245, comma 2, del dlgs 152\/2006, anche il proprietario e\/o il gestore dell\u2019area, non responsabile della contaminazione, devono attivare idonee misure di prevenzione secondo le procedure di cui all\u2019art.242 dello stesso decreto. Si tratta di un vero e proprio obbligo di garanzia in virt\u00f9 del quale non impedire un evento che si ha l\u2019obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo con tutte le conseguenze di legge\u201d. In altre parole, una diffida alla struttura commissariale Ilva.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 nonostante ad oggi non si ha alcuna evidenza che siano state adottate misure efficaci a circoscrivere e limitare la diffusione della contaminazione, che porta ad un inquinamento anche del mare verso cui defluisce la falda.<\/p>\n<p>Continua a non essere coperto il parco minerali e manca la pavimentazione sull\u2019intero stabilimento, il che comporta che l\u2019innaffiamento dei cumuli di minerale e l\u2019acqua piovana facciano scendere in profondit\u00e0 i contaminanti di superficie.<\/p>\n<p>Gli aggiornamenti dell\u2019Ispra, organo incaricato di effettuare le ispezioni, sono spesso pubblicati con notevole ritardo. E ci\u00f2 che si legge nei report (mese di maggio 2017) continua ad indicare che lo stabilimento non rispetta ancora le prescrizioni dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (il report completo di Peacelink a questo indirizzo http:\/\/www.peacelink.it\/ecologia\/a\/44373.html).<\/p>\n<p>Oltre alle prescrizioni non attuate, Ispra chiede all\u2019Ilva di trasmettere una relazione dettagliata circa le motivazioni dell\u2019incremento delle concentrazioni di benzoapirene registrate nei mesi di luglio-agosto 2016 nel sito Cokeria nonch\u00e9 gli interventi da intraprendere per ridurre i livelli di altri importanti inquinanti. Purtroppo l\u2019AIA non \u00e8 attuata e il documento dell\u2019Ispra ne \u00e8 la prova.<\/p>\n<p>Che la situazione possa cambiare davvero? Che avvenga un miracolo?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong><a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ilva-a-arcelor-marcegaglia-cosa-cambiera-per-taranto\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/ilva-a-arcelor-marcegaglia-cosa-cambiera-per-taranto\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Antonia Battaglia) Dopo l\u2019amministrazione straordinaria, il Gruppo Ilva \u00e8 stato ceduto alla cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia, AM Investco. Arcelor Mittal \u00e8 il gruppo mondiale leader nell\u2019approccio combinato tra estrazione di minerali e produzione siderurgica, con interessi e aziende in numerosi paesi del mondo. Con circa 199.000 unit\u00e0 di personale impiegate, il gruppo \u00e8 al momento il pi\u00f9 grande produttore nelle Americhe, in Africa ed in Europa, dove vanta una presenza molto importante in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":17621,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/micromega.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8eR","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31673"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31673"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31673\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31675,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31673\/revisions\/31675"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31673"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31673"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31673"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}