{"id":31762,"date":"2017-06-12T08:00:34","date_gmt":"2017-06-12T06:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31762"},"modified":"2017-06-10T14:49:16","modified_gmt":"2017-06-10T12:49:16","slug":"alleggerimento-della-bce-tra-nuova-politica-e-vecchia-economia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31762","title":{"rendered":"Alleggerimento della BCE: tra nuova politica e vecchia economia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di EPIC (Francesco Ruggeri e Giuliano Toshiro Yajima)<\/strong><\/p>\n<p><strong>*******<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ROMA<\/strong> &#8211; <em>Il quantitative easing della Bce proceder\u00e0 al ritmo di 60 miliardi &#8220;fino alla fine di dicembre o oltre se necessario&#8221;. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo il consiglio direttivo svoltosi a Tallinn&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8230;continua a leggere l&#8217;ansa QUI<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2017\/06\/08\/draghi-qe-a-60-mld-al-mese-almeno-fino-a-dicembre_4b10517f-2132-410e-b03d-db0d507da224.html\">http:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/economia\/2017\/06\/08\/draghi-qe-a-60-mld-al-mese-almeno-fino-a-dicembre_4b10517f-2132-410e-b03d-db0d507da224.html<\/a><\/p>\n<p><strong>********<\/strong><\/p>\n<p><em>Riproponiamo un eccellente articolo di EPIC del 16\/02\/2015 legato alla notizia della scorsa settimana nella quale <strong>Mario Draghi<\/strong> (presidente della <strong>BCE<\/strong>) ha dichiarato di <strong>ritornare a fare QE:<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 22 Gennaio Mario Draghi ha lanciato una politica monetaria \u201cnon convenzionale\u201d per rilanciare le economie Europee, combattere la deflazione e gli alti tassi di disoccupazione dell\u2019Eurozona, per portare cos\u00ec il vecchio continente fuori da una recessione che dura ormai da pi\u00f9 di 5 anni.<br \/>\n1.080 miliardi per 18 mesi complessivi, 60 miliardi al mese, pompati dall\u2019Eurotower direttamente nelle economie europee stagnanti.<\/p>\n<p>Andiamo a vedere in che cosa consiste la natura di questa operazione e gli effetti ad essa collegati.<\/p>\n<p>Il termine \u201calleggerimento quantitativo\u201d o Quantitative easing \u00e8 stato coniato in Giappone a met\u00e0 degli anni \u201890, dove per la prima volta sono state implementate questo tipo di transazioni. Si tratta, essenzialmente, di operazioni di scambio di titoli (sia privati che pubblici) contro moneta che coinvolgono le banche private e la banca centrale di un paese. L\u2019autorit\u00e0 monetaria acquista i titoli detenuti nei portafogli delle istituzioni di credito, di solito a lunga scadenza, accreditando sui conti correnti detenuti presso di lei a nome delle banche (le riserve bancarie) la somma di denaro corrispondente al valore attuale di mercato di quei titoli. Quello che avviene \u00e8 che la BCE sta letteralmente creando moneta per finanziare il suo massiccio programma di acquisto di titoli governativi.<br \/>\nQuesto tipo di politiche vengono definite \u201cnon convenzionali&#8221; in quanto solitamente le Banche Centrali, per raggiungere i loro obbiettivi di politica economica, fissano direttamente il tasso d&#8217;interesse cercando di influenzare gli investimenti. In questo caso per\u00f2 i tassi sono bassissimi, alcuni addirittura negativi, quindi la BCE ha deciso che solo una vera e propria pioggia di moneta possa risolvere la situazione.<br \/>\nGrazie questa operazione infatti le istituzioni di credito, che si ritroverebbero con un grande quantit\u00e0 di riserve nei loro conti, dovrebbero essere pi\u00f9 indotte ad aumentare l\u2019offerta di prestiti agli agenti economici e, di conseguenza, favorire l\u2019attivit\u00e0 economica. Tale meccanismo, presenta aspetti molto discutibili e potrebbe portare a risultati molto inferiori rispetto alle aspettative o addirittura peggiorare il quadro economico.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine; gli effetti positivi di questa misura potrebbero essere molteplici: oltre al risultato pi\u00f9 evidente (maggiore denaro a disposizione del settore privato), l&#8217;incremento della domanda di titoli indurrebbe ad un abbassamento del tasso d\u2019interesse di mercato (la relazione tra interesse e prezzi dei titoli \u00e8 inversa) abbattendo cos\u00ec i costi di finanziamento degli investimenti. Un terzo aspetto positivo verrebbe dall&#8217;effetto ricchezza provocato dal rialzo del valore dei titoli sui loro possessori, che potrebbero convincersi a spendere di pi\u00f9 (sebbene, come sottolinea il professor Sergio Cesaratto, questo sia vero per gli Stati Uniti, dove il ceto medio possiede una discreta ricchezza finanziaria).<\/p>\n<p>Altro impatto positivo sarebbe dato dalla riduzione del rapporto debito\/Pil, in quanto un maggiore tasso d&#8217;inflazione associato ad una maggiore quantit\u00e0 di moneta presente nell&#8217;economia diminuirebbe il tasso d&#8217;interesse reale, che \u00e8 positivamente correlato alla variazione dello stock del debito sul PIL. Minori rendimenti consentirebbero inoltre un servizio del debito meno oneroso, permettendo maggiori spese da parte degli stati. Un beneficio importante, infine, verrebbe dalla riduzione del valore della moneta, che darebbe un vantaggio competitivo alle esportazioni europee rispetto alle altre divise, grazie ad un tasso di cambio pi\u00f9 favorevole. In questo senso va vista la mossa di qualche settimana fa della banca centrale svizzera di abbandonare la convertibilit\u00e0 fissa del Franco con l&#8217;Euro, timorosa che il suo cambio fosse trascinato troppo in basso rispetto al dollaro a causa di un Euro pi\u00f9 debole (rendendolo meno attrattiva per i capitali esteri).<\/p>\n<p>Tuttavia c&#8217;\u00e8 da considerare che anche se il peso del debito sar\u00e0 meno presente per quei paesi che si trovano con una situazione finanziaria giudicata &#8220;a rischio&#8221;, e anche se la diminuzione dei tassi d&#8217;interesse sullo stock di debito potrebbe dare pi\u00f9 ampi spazi di manovra di spesa per i Governi, rimane comunque il problema dei trattati Europei vigenti, in particolare quello di Maastricht e il pareggio di bilancio in costituzione che non permettono ai Governi di poter intervenire nell&#8217;economia utilizzando la spesa in disavanzo per creare occupazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inoltre il mandato prioritario della Banca Centrale rimane ancora quello di combattere l&#8217;inflazione fissando il suo tasso obiettivo al 2%, e tutto ci\u00f2, come sottolineato dall&#8217;economista Emiliano Brancaccio, \u201cindipendentemente (&#8230;) dal tasso di crescita o al tasso di occupazione dell&#8217;eurozona\u201d.\u00a0Il piano poi prevede acquisti di titoli di debito sovrano non in base alla reale necessit\u00e0 dei paesi debitori ma in base alla quota di partecipazione delle banche centrali dell&#8217;unione monetaria al capitale della BCE (fonte: il Sole 24 ore):<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31763\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/contributo-delle-bcn-300x253.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/contributo-delle-bcn-300x253.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/contributo-delle-bcn.jpg 655w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Secondo questa tabella chi ne beneficer\u00e0 maggiormente saranno dunque i paesi pi\u00f9 importanti, ovvero la <strong>Germania<\/strong>, la <strong>Francia<\/strong> ed il <strong>nostro tesoro<\/strong>, le cui rispettive banche centrali detengono una quota superiore ai 4 miliardi e mezzo di euro; paesi invece come <strong>Grecia<\/strong>, <strong>Portogallo<\/strong> e <strong>Irlanda<\/strong> dovranno dunque accontentarsi di meno del 5% del totale degli acquisti dei loro titoli sul totale degli acquisti mensili.<\/p>\n<p>Se poi questi contratti verranno giudicati \u201cnegativamente\u201d dalle <strong>agenzie di valutazione del rischio<\/strong>, ovvero se non verr\u00e0 loro assegnato un rating abbastanza sicuro (un \u201cinvestment grade\u201d, al di sotto del quale verranno giudicati \u201cspazzatura\u201d), allora non potranno essere oggetto di compravendita sul mercato. Oltre a ci\u00f2, non si dovranno superare le soglie di detenzione del 33% del totale del debito di ciascun paese e di acquisto del 25% di titoli per ogni emissione. Inoltre l&#8217;istituto europeo non potr\u00e0 comprare i titoli appena emessi, ma dovr\u00e0 prelevarli da chi gi\u00e0 li possiede (soprattutto banche o altri enti finanziari).<\/p>\n<p>Ma soprattutto, l&#8217;idea sulla quale si fonda lo scopo della \u201cfacilitazione quantitativa\u201d, si basa su di una visione del processo di creazione di moneta in apparenza molto semplice ma che tuttavia presenta aspetti molto discutibili sul piano teorico.<\/p>\n<p>1.Si ipotizza infatti che grazie al QE la Banca Centrale, tramite l&#8217;immissione di liquidit\u00e0 ad alto potenziale (riserve), possa <strong>migliorare lo stato patrimoniale delle banche<\/strong> inducendole ad <strong>aumentare il credito bancario<\/strong>. Ma questo meccanismo, denominato dalla teoria economica come \u201cmoltiplicatore monetario\u201d non coglie il ruolo importante che svolgono le <strong>banche<\/strong> nel processo produttivo; esse infatti vanno considerate come vere e proprie <strong>imprese private<\/strong>, e come tali <strong>effettuano investimenti (prestiti) solo nel caso in cui le loro aspettative di profitto siano alte o perlomeno garantite<\/strong>.\u00a0Non si vede, pertanto, per quale motivo dovrebbero prestare denaro verso &#8220;l&#8217;economia reale&#8221; se sanno che essa \u00e8 in grave difficolt\u00e0 e probabilmente non potr\u00e0 ripagare in nessun modo i proprio debiti.<\/p>\n<p>2. In pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 un punto pi\u00f9 tecnico che \u00e8 stato riportato sotto i riflettori dalla crisi e dalle ultime pubblicazioni della Bank of England: <strong>le banche NON prestano le riserve<\/strong> (la cui funzione \u00e8 quella di mantenere in equilibrio i loro conti presso la BC, <strong>e NON escono mai dal sistema bancario<\/strong>), non hanno bisogno di raccogliere depositi per poi concedere prestiti ricorrendo al meccanismo della riserva frazionaria; esse <strong>quando concedono un prestito creano un conto corrente a nome del richiedente, espandendo cos\u00ec la quantit\u00e0 di moneta in circolazione,<\/strong> <strong>e quando il prestito viene restituito il debito \u00e8 ripagato e la quantit\u00e0 di moneta si contrae<\/strong>.<\/p>\n<p>3. Un effetto che potrebbe avere pu\u00f2 essere su quelli che John Maynard Keynes chiamava gli &#8220;<strong>animal spirits<\/strong>&#8221; , di fatto Draghi con il lancio di questo programma sta dicendo agli attori privati: siamo pronti a garantite il valore di alcuni tipi di attivit\u00e0 creando un <strong>pavimento<\/strong> sotto il quale non si pu\u00f2 scendere. Questa dichiarazione implicita potrebbe invogliare qualcuno ad investire di pi\u00f9, ma non \u00e8 detto che ci\u00f2 accada.<br \/>\n4. In pi\u00f9 non bisogna sottovalutare il rischio che la \u201cfacilitazione quantitativa\u201d provochi effetti negativi rispetto alle previsioni di Draghi.<\/p>\n<p>Infatti sottraendo titoli al settore privato e portandoli nella &#8220;pancia&#8221; della BCE <strong>si sottrae all&#8217;economia la rendita che tali titoli da, rendita che adesso andr\u00e0 alla Banca Centrale che sicuramente non reinvestir\u00e0<\/strong>. Ovviamente i bassi tassi d&#8217;interesse potrebbero portare questo effetto recessivo del QE ad essere minimo, ma in un momento del genere anche un modesto drenaggio di liquidit\u00e0 deteriorerebbe la propensione alla spesa del settore privato.<\/p>\n<p>5. L\u2019unico canale rimasto per questo tipo di politica monetaria per determinare la crescita economica \u00e8 quello della <strong>riduzione del tasso di cambio<\/strong> (<strong>provocato da un maggior volume di moneta in circolazione<\/strong> ) <strong>per sostenere le esportazioni<\/strong> e cos\u00ec la domanda aggregata. Questa ricetta economica \u00e8 coerente con l&#8217;attuale modello di sviluppo europeo, in cui si ricerca ogni possibile fonte di vantaggio competitivo sugli altri paesi (dalla moderazione salariale alle politiche di austerit\u00e0 e di controllo dei bilanci pubblici per evitare livelli di debito che possano spaventare gli investitori, flessibilit\u00e0 sul mercato del lavoro). Non \u00e8 un mistero che la \u201cLocomotiva d&#8217;Europa\u201d (la Germania) debba il suo successo nel fronteggiare la recessione grazie alle forti politiche mercantilistiche da essa attuate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile attraverso interventi nel mercato del lavoro volti a evitare l&#8217;aumento delle importazioni tramite <strong>la depressione della domanda interna<\/strong> (le riforme Hartz attuate dal governo socialdemocratico di Gerhard Schr\u00f6der), ottenendo cos\u00ec una bilancia dei pagamenti in surplus principalmente verso gli altri Stati Europei. Le classi dirigenti dell&#8217;eurozona non sembrano rendersi conto che i modelli di crescita trainati dalle esportazioni riducono il tenore di vita di una nazione, poich\u00e9 la competizione con l&#8217;estero induce all&#8217;abbassamento dei costi interni (tra cui vi sono anche i salari) e priva il paese esportatore dei beni da lui prodotti che vengono venduti all&#8217;estero.<br \/>\n<strong>Indubbiamente la mossa di Draghi modifica in parte il ruolo che la BCE<\/strong> ha svolto durante questa crisi, segnando (forse) il passaggio ad una nuova fase del processo di integrazione europea. Se prima l&#8217;esposizione verso gli stati era stata alquanto limitata (tramite, ad esempio, il c.d. Meccanismo europeo di stabilit\u00e0), o subordinata alla preventiva realizzazione delle riforme strutturali, ora il quadro cominciata a mutare.<br \/>\nSecondo <strong>Andrea Terzi<\/strong>, grazie al QE<\/p>\n<blockquote><p>la BCE \u00e8 diventato un attore importante nel mercato dei titoli governativi assicurando liquidit\u00e0 continua affinch\u00e9 questi vengano venduti, rimuovendo il rischio di default, come succede negli Stati Uniti, nella Gran Bretagna o nel Giappone.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di fatto, l&#8217;Eurotower con questa operazione si \u00e8 trasformato in quello che <strong>Hyman Minsky<\/strong> definiva <strong>prestatore di ultima istanza<\/strong> (\u201clender of last resort\u201d), facendo compiere quel salto qualitativo a lungo rimandato (probabilmente fin dai tempi del famoso annuncio sulla disponibilit\u00e0 ad intraprendere qualsiasi azione che garantisse 15 la sopravvivenza della moneta unica) a causa dei veti dei paesi mittleuropei.<br \/>\nMossa che segue anche alla constatazione che <strong>le misure di austerit\u00e0, a lungo caldeggiate a Bruxelles, non hanno assicurato la ripresa n\u00e9 risolto i problemi per cui erano state pensate<\/strong> (in primis la riduzione del debito pubblico). Una scelta inevitabile anche a fronte della vittoria dello schieramento di sinistra Syriza guidato da Alexis Tsipras, il quale ha pi\u00f9 volte ripetuto in campagna elettorale che non avrebbe rispettato le misure ideate dai funzionari della Troika (ossia Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e, ovviamente, BCE), e che pi\u00f9 volte ha chiesto un ruolo pi\u00f9 attivo dell&#8217;istituto europeo.<\/p>\n<p><strong>Insomma le novit\u00e0 che il QE porta sembrano essere pi\u00f9 politiche che economiche,<\/strong> visto che dal punto di vista degli stimoli economici si continua a sperare in possibile aumento degli investimenti privati resi pi\u00f9 appetibili da tassi d&#8217;interesse ai minimi e da ingenti somme di riserve riversate nei conti delle banche dell&#8217;Eurosistema. Senza per\u00f2 prendere in considerazione che quello che nel 2007-2008 \u00e8 entrato in crisi \u00e8 un certo tipo di capitalismo, che dagli anni ottanta ad oggi si \u00e8 basato su processi di crescita del debito privato, sulla finanza creativa e su quello che \u00e8 stato definito il \u201ccapitalismo dei fondi pensione\u201d, in cui le imprese produttive si sono sempre pi\u00f9 trasformate in istituti finanziari.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha comportato una ristrutturazione del sistema produttivo, dove il lavoro non ha pi\u00f9 un ruolo centrale nella produzione di ricchezza e l&#8217;essere umano risulta essere diventato un elemento non necessario. In tutto questo chi si trova tagliato fuori dal mercato del lavoro diventa una persona superflua e con le attuali misure di austerit\u00e0 nell&#8217;Eurozona i governi si trovano di fatto impossibilitati nel garantire politiche sociali inclusive.<\/p>\n<p><strong>Pertanto \u00e8 evidente che questo stimolo monetario non sar\u00e0 sufficiente se non seguito da una serie di interventi fiscali<\/strong> volti a garantire il pieno impiego e la coesione sia tra gli strati sociali che tra gli Stati Europei. Senza un programma di investimenti federali, di lotta alla povert\u00e0 e di ristrutturazione del sistema produttivo sar\u00e0 difficile salvare quello che \u00e8 stato definito da Vladimiro Giacch\u00e8 come il \u201cTransatlantico Europa\u201d dal suo affondamento. Ci\u00f2 che \u00e8 in gioco non \u00e8 solo un progetto politico, per ora condotto solo da istanze tecnocratiche, ma anche un modello di societ\u00e0 fondato sulla giustizia sociale e sulla piena realizzazione delle libert\u00e0 politiche ed economiche.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/economiapericittadini.it\/approfondimenti\/politica-economica-europea-internazionale\/556-alleggerimento-della-bce-tra-nuova-politica-e-vecchia-economiaYXRpdmUgZWFzaW5nIl0=\">http:\/\/economiapericittadini.it\/approfondimenti\/politica-economica-europea-internazionale\/556-alleggerimento-della-bce-tra-nuova-politica-e-vecchia-economiaYXRpdmUgZWFzaW5nIl0=<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EPIC (Francesco Ruggeri e Giuliano Toshiro Yajima) ******* &nbsp; ROMA &#8211; Il quantitative easing della Bce proceder\u00e0 al ritmo di 60 miliardi &#8220;fino alla fine di dicembre o oltre se necessario&#8221;. 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