{"id":31777,"date":"2017-06-11T10:38:15","date_gmt":"2017-06-11T08:38:15","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31777"},"modified":"2017-06-11T10:31:33","modified_gmt":"2017-06-11T08:31:33","slug":"teologia-delle-privatizzazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31777","title":{"rendered":"Teologia delle privatizzazioni"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe)<\/strong><\/p>\n<p>La svendita delle aziende pubbliche ha costituito uno dei punti pi\u00f9 bassi della gi\u00e0 triste storia del capitalismo straccione nostrano. Il conto come sempre lo paga il popolo italiano<\/p>\n<p>La Prima Repubblica era fondata sulla <strong>partecipazione statale<\/strong>. Non era possibile altrimenti, perch\u00e9 lo sviluppo che si \u00e8 avuto nel dopoguerra non era concepibile senza l\u2019apporto decisivo dei finanziamenti pubblici. Era lo stesso capitalismo in embrione che, per crescere, aveva bisogno dell\u2019intervento dello Stato. Ma quando il capitalismo \u00e8 cambiato, quando non ha avuto pi\u00f9 necessit\u00e0 di appoggiarsi alla mano pubblica, e anzi questa diventava un ostacolo all\u2019ulteriore espansione dei profitti, ecco che ci\u00f2 che fino a quel momento veniva considerato come necessario, diventava improvvisamente <strong>superato e \u201cinefficiente\u201d<\/strong>.\u00a0Cos\u00ec, dagli anni Novanta, nel nostro paese si \u00e8 incominciato a parlare di <strong>privatizzazioni<\/strong>. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto anche a causa di una mutata cornice politica nazionale e internazionale: non c\u2019era pi\u00f9 il PCI, come tutti i partiti maggiori della Prima Repubblica, i quali erano, almeno in parte, statalisti (DC e PSI); non c\u2019era pi\u00f9 l\u2019Unione Sovietica che serviva da monito e avvertimento per il capitalismo occidentale. <strong>La sinistra era diventata liberista<\/strong> e si trovava in prima fila nel promuovere la dismissione dei beni pubblici. Le ragioni della sua urgenza venivano individuate nella necessit\u00e0 di ridurre il debito pubblico, di rendere le aziende statali (\u201ccarrozzoni\u201d, come venivano chiamate) pi\u00f9 efficienti e competitive e, infine, di contrastare fenomeni di corruzione e clientelismo.<\/p>\n<p>A distanza di oltre vent\u2019anni si pu\u00f2 dire che <strong>nessuno di questi scopi sia stato raggiunto<\/strong>. Il debito pubblico non \u00e8 diminuito (se non di poco per un breve periodo, per poi tornare di nuovo a crescere pi\u00f9 di prima) le aziende privatizzate non sono pi\u00f9 efficienti, anzi, presentano numerosi disservizi e hanno rischiato il fallimento, l\u2019illegalit\u00e0 esiste nel privato tanto quanto nel pubblico. Gli effetti delle privatizzazioni, senza il bisogno di scomodare dati tra l\u2019altro inoppugnabili, sono evidenti empiricamente a chiunque. <a href=\"http:\/\/sollevazione.blogspot.it\/2017\/02\/disastro-privatizzazioni-il-caso.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Se si prende il caso dell\u2019Enel<\/a>, i costi per l\u2019utenza sono aumentati, a fronte di un peggioramento nella qualit\u00e0 del servizio. Subito dopo la privatizzazione dell\u2019energia elettrica <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/component\/content\/article\/42-articoli-archivio\/15150-privatizzazioni-chi-ha-guadagnato-davvero\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">gli investimenti industriali impegnano solo il 30% dei fondi dal 59 del quinquennio precedente<\/a>. Stesso discorso per le <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2017\/03\/09\/foto\/ancona_crollo_ponte_autostrada_immagini_-160139308\/1\/#1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Autostrade, dove crollano i cavalcavia<\/a>\u00a0perch\u00e9 la societ\u00e0 risparmia sulla manutenzione e le tariffe hanno raggiunto livelli inediti noti a qualsiasi automobilista, mentre i ricavi sono cresciuti in misura considerevole. <strong>Ma ci\u00f2 non \u00e8 bastato<\/strong> e si \u00e8 continuato ossessivamente a ripetere il mantra delle privatizzazioni, alimentato dai sacerdoti delle facolt\u00e0 di economia (quelli che hanno sbagliato tutte le previsioni) <a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-01-26\/poste-si-scongela-privatizzazione-224821.shtml?uuid=AE2zDgI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">che sono giunte all\u2019ultima tranche con la quotazione in borsa delle Poste<\/a>\u00a0e di una <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/economia\/finanza\/2017\/01\/01\/news\/fs_in_pole_position_per_essere_la_matricola_piu_importante_dell_anno-155236707\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">parte delle Ferrovie<\/a>\u00a0(nessuno si domanda cos\u2019altro ci si vender\u00e0 quando si sar\u00e0 venduto tutto).<\/p>\n<div id=\"attachment_87621\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87621\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Privatizzatori-1.jpg\" alt=\"Un quadro delle privatizzazioni in Italia\" width=\"886\" height=\"798\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Un quadro delle privatizzazioni in Italia<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p><strong>Che cos\u2019\u00e8 che non funziona nella privatizzazioni?<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Non si tratta del \u201cmodo\u201d in cui si \u00e8 privatizzato: gli stessi effetti si notano infatti in tutti i settori, anche in quelli maggiormente liberalizzati, come la telefonia (contrariamente alla filastrocca della liberalizzazione del mercato come passo successivo alla privatizzazione per renderla benefica). Non si tratta di una qualche tara nazionale, che come spesso avviene, nasconde le vere cause dietro un <strong>pregiudizio autorazzista<\/strong>. Gli stessi disagi, infatti, si possono osservare in molti altri paesi, anche quelli considerati dalla retorica autorazzista come \u201cvirtuosi\u201d <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2014\/05\/16\/poste-in-gran-bretagna-privatizzazione-flop-in-germania-un-successo\/959145\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">(basti pensare all\u2019Olanda dove la privatizzazione delle poste ha causato la chiusura del 90% degli uffici)<\/a>. Il vero problema \u00e8 strutturale, e riguarda la <strong>differenza tra utilit\u00e0 privata e aziendale e benessere pubblico e sociale<\/strong>. Le due cose non coincidono. Non si tratta affatto di un assunto banale, perch\u00e9 molti economisti hanno teorizzato il contrario. Secondo l\u2019ideologia liberista se ogni individuo privato agisce per il proprio interesse personale, questo, per una sorta di congiunzione astrale, dovrebbe assicurare il benessere collettivo. L\u2019individuo \u00e8 l\u2019unico a conoscere il proprio interesse e l\u2019unico a sapere come soddisfarlo, ma cos\u00ec facendo, egli, collaborerebbe senza volerlo al benessere di tutti. <strong>Questa credenza religiosa (perch\u00e9 tale \u00e8) prima ancora che filosofica<\/strong> \u2013 e solo conseguentemente economica \u2013 \u00e8 il vero fondamento del liberismo. Per questo i liberisti credono nelle virt\u00f9 salvifiche del mercato, dove ogni operatore ricercando il proprio guadagno lavorerebbe per il bene collettivo. Questa teoria \u00e8 stata sviluppata nel XVIII secolo per un\u2019unica ragione: <strong>contrastare il potere dello Stato<\/strong>; lo Stato non sarebbe \u201cper natura\u201d in grado di assicurare il bene n\u00e9 per l\u2019individuo, n\u00e9 (e questa \u00e8 la vera innovazione del liberismo) per la societ\u00e0. L\u2019unica possibilit\u00e0 \u00e8 che lo Stato sia ridotto alle funzioni essenziali e il resto venga lasciato alla libera contrattazione dei privati (che in realt\u00e0, poi, tanto \u201clibera\u201d non \u00e8). Cos\u00ec per i liberisti privatizzare \u00e8 un imperativo ideologico e religioso, non \u201ctecnico\u201d e scientifico. Per loro la gestione statale \u00e8 sempre sbagliata e quella privata sempre corretta.<\/p>\n<p>Fatta questa parentesi, torniamo alla distinzione tra interesse privato e interesse collettivo. Poich\u00e9 per i liberisti le due cose coincidono \u2013 in quanto, come si \u00e8 detto, agendo il soggetto privato per il proprio interesse agisce anche, involontariamente, per l\u2019interesse di tutti \u2013 l\u2019utile aziendale vuol dire sempre un beneficio per la societ\u00e0. <strong>Peccato per\u00f2 che i fatti, come diceva qualcuno, \u201channo la testa dura\u201d<\/strong> e non ne vogliono sapere delle teorie dei liberisti. Si possono aumentare i profitti, certo, investendo, assumendo nuovi lavoratori, ampliando la produzione, migliorando il prodotto, persino aumentando i salari. Ma questa non \u00e8 la via comunemente scelta, soprattutto nell\u2019attuale periodo storico nel quale si tende a tagliare investimenti, posti di lavoro, salari e a risparmiare sulla qualit\u00e0 del prodotto. <strong>Ci\u00f2 assicura guadagni agli azionisti, ma non si pu\u00f2 certo dire che comporti un bene per la societ\u00e0<\/strong>, poich\u00e9 fa crescere la disoccupazione, rende beni e servizi pi\u00f9 costosi e riduce i salari dei lavoratori. Il bene privato non coincide con il bene pubblico, e questa \u00e8 una verit\u00e0 difficilmente contestabile.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/57KH8aAOWWo?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span class=\"captiontext\">Alcune delle esternalit\u00e0 negative delle privatizzazioni<\/span><\/p>\n<blockquote><p><strong>Perch\u00e9 allora i liberisti si ostinano a sostenere il contrario?<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Sicuramente in parte lo fanno per fede: piuttosto che rimettere l\u2019ideologia in discussione preferiscono negare la realt\u00e0: <strong>\u00e8 una difesa psicologica abbastanza comune e diffusa<\/strong>. Ma questo non basta a spiegare la ragione per cui una teoria errata (e, in questo caso, palesemente e clamorosamente errata) continua a resistere. C\u2019\u00e8 un altro motivo, che va ricercato non nelle idee e nelle credenze, ma nel fatto materiale \u201cnudo e crudo\u201d. La domanda che bisognerebbe porsi ogni volta che si valuta la fondatezza di una teoria \u00e8: <strong>\u201ca chi giova e a chi nuoce?\u201d<\/strong> ovvero: <strong>\u201ca quale gruppo sociale conviene e quale gruppo sociale penalizza?\u201d<\/strong>. Rispondere a questa domanda significa aver fatto luce su buona parte dei fondamenti della teoria. Nel nostro caso, quindi, chiedendoci a chi giovino il liberismo e le privatizzazioni, la risposta non pu\u00f2 che essere: ai grandi colossi industriali e finanziari. Le privatizzazioni sono state una irrinunciabile opportunit\u00e0 di guadagno per le multinazionali, che hanno potuto acquisire ex aziende pubbliche indebitate, ristrutturarle e rivenderle realizzando cos\u00ec immensi profitti. In una fase del capitalismo di saturazione dei mercati, le aziende pubbliche hanno rappresentato la \u201cgallina dalle uova d\u2019oro\u201d. Questa e soltanto questa \u00e8 la ragione del persistere delle privatizzazioni compulsive e delle mistiche che hanno il compito di giustificarle. <strong>L\u2019elemento ideologico, come insegna Marx, \u00e8 sempre unito all\u2019elemento economico.<\/strong> Una certa visione del mondo pu\u00f2 imporsi solo laddove si saldi con gli interessi materiali di un gruppo sociale abbastanza forte.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/teologia-delle-privatizzazioni\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/italia-2\/teologia-delle-privatizzazioni\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Matteo Volpe) La svendita delle aziende pubbliche ha costituito uno dei punti pi\u00f9 bassi della gi\u00e0 triste storia del capitalismo straccione nostrano. Il conto come sempre lo paga il popolo italiano La Prima Repubblica era fondata sulla partecipazione statale. 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