{"id":31787,"date":"2017-06-18T00:14:43","date_gmt":"2017-06-17T22:14:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31787"},"modified":"2020-05-17T16:17:26","modified_gmt":"2020-05-17T14:17:26","slug":"difenderemo-il-lavoro-e-il-pane-degli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31787","title":{"rendered":"&#8220;Difenderemo il lavoro e il pane degli Italiani&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>Estratto dell&#8217;intervento di Giuseppe Di Vittorio alla Camera dei Deputati (16 giugno del 1952) sulla ratifica del trattato di Parigi, che aveva istituito la CECA (Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>GIUSEPPE DI VITTORIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di non esagerare affermando che la decisione, che la Camera sta per prendere, \u00e8 fra le pi\u00f9 gravi che siano state prese dal Parlamento italiano nell\u2019attuale legislatura, se non, forse, la pi\u00f9 grave. Si tratta, con la ratifica del trattato di cui discutiamo, della rinunzia da parte dell\u2019Italia della possibilit\u00e0 di utilizzare secondo\u00a0i propri bisogni e secondo i propri interessi\u00a0lo strumento pi\u00f9 formidabile che essa possiede\u00a0in politica economica, cio\u00e8 la siderurgia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0piano Schuman sottopone l\u2019Italia, in materia di politica economica, alla dominazione straniera; il piano Schuman affida in mani straniere lo strumento pi\u00f9 potente ed efficace di cui l\u2019Italia dispone, cio\u00e8 la sua\u00a0siderurgia, che \u00e8 invece la base indispensabile, fondamentale, direi unica, al fine di compiere\u00a0lo sforzo per accelerare l\u2019industrializzazione del nostro paese, la meccanizzazione dell\u2019agricoltura e quindi lo sviluppo economico e civile di tutta la nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero, vi \u00e8\u00a0un articolo del trattato che stabilisce che l\u2019Italia, nel <em>pool\u00a0<\/em>del carbone e dell\u2019acciaio, nella cosiddetta comunit\u00e0 europea, \u00e8 a parit\u00e0 di condizioni con altri Stati; ma questa eguaglianza\u00a0\u00e8 puramente fittizia. Ogni persona di buon senso sa benissimo che in ogni societ\u00e0 fondata su interessi privati\u00a0i soci piccoli sono destinati ad essere fagocitati dai soci grandi. In altri termini, i\u00a0piccoli azionisti nelle societ\u00e0 che difendono interessi di gruppi privati hanno il ruolo di comparse, un ruolo passivo, decorativo; sono invece coloro che detengono la maggioranza delle azioni che determinano la politica delle societ\u00e0 per garantire il maggior profitto possibile ai signori grandi azionisti. Infatti, l\u2019articolo 71 del piano offre, appunto, l\u2019offa [compenso offerto per ottenere il silenzio e la complicit\u00e0, <em>n.d.r.<\/em>] di questa uguaglianza giuridica all\u2019Italia, ed\u00a0\u00e8 immediatamente seguito e neutralizzato, anzi annullato, dagli articoli dal 72 al 74, i\u00a0quali sottopongono i paesi aderenti al piano ad un controllo completo, per cui l\u2019Italia non pu\u00f2 sostenere, non pu\u00f2 sovvenzionare, non pu\u00f2 potenziare lo sviluppo della sua industria siderurgica; non parliamo, poi, di quella carbonifera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il controllo, onorevoli colleghi, giunge persino a riguardare i trattati\u00a0di commercio \u2013 per quanto concerne l\u2019acciaio e il carbone \u2013 che l\u2019Italia volesse stipulare con terzi Stati non aderenti al <em>pool<\/em>, e questo con il pretesto di cercare di evitare misure di\u00a0<em>dumping<\/em>, od altro che possa danneggiare il\u00a0<em>pool <\/em>del carbone e dell\u2019acciaio. Ora, questo sottoporre al controllo straniero l\u2019industria che \u00e8 alla base di ogni politica economica effettiva ed autonoma di uno Stato, significa rinunciare alla parte sostanziale, concreta della nostra sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fatto stesso che il trattato prevede una maggioranza qualificata nell\u2019ambito dell\u2019Alta Autorit\u00e0, per tutte le decisioni importanti, esclude l\u2019Italia automaticamente dall\u2019avere un peso in queste decisioni. Quindi, la sottomissione dell\u2019Italia ad interessi stranieri \u00e8 sancita, \u00e8 ammessa e consumata. Questa fittizia uguaglianza giuridica, dunque, si pu\u00f2 benissimo paragonare a quella uguaglianza\u00a0giuridica che una compagnia di lupi offrisse\u00a0a degli agnelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli stessi scopi istitutivi, del resto, di questo trattato, di questo <em>pool<\/em> dell\u2019acciaio e del carbone, condannano automaticamente la siderurgia italiana alla sparizione, presto o tardi, non conta. Questo \u00e8 il programma, ed \u00e8\u00a0abbastanza chiaro. Infatti, si afferma che lo scopo fondamentale di questo pool sarebbe quello di eliminare le aziende scarsamente efficienti e di potenziare quindi quelle che si trovano in migliori condizioni per produrre a bassi costi. Chiunque conosca le diverse condizioni in cui operano la nostra siderurgia e la siderurgia tedesca e francese, che hanno a portata di mano le materie prime, sa benissimo che la nostra industria siderurgica, trovandosi in condizioni di inferiorit\u00e0, \u00e8 destinata a scomparire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella lucida e chiara relazione di minoranza che \u00e8 stata presentata su questo disegno di legge \u00e8\u00a0riportata una citazione estremamente istruttiva, tratta da una pubblicazione dell\u2019alto commissariato americano in Germania (e noi tutti sappiamo \u2013 ogni finzione in senso contrario sarebbe una ipocrisia \u2013 che sono gli americani gli autori, i promotori, i creatori di questo piano). In <em>Notes et Etudes Economiques<\/em>,\u00a0n. 36, dell\u2019ottobre 1951, si legge: \u00abLa Germania beneficer\u00e0 non solo di una espansione generale del mercato, ma, in particolare e quasi immediatamente, della eliminazione delle imprese inefficienti negli altri paesi partecipanti\u00bb. Qui, signori, \u00e8 il padrone che parla, e questo padrone afferma che i tedeschi beneficeranno della eliminazione delle aziende poco efficienti degli altri paesi partecipanti al <em>pool<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, mi sembra che non si tratta di migliaia di paesi, in modo che sia difficile individuare che cosa si voglia dire. Si conoscono i paesi aderenti al <em>pool<\/em>. Quali sono? E particolarmente quali sono i paesi che hanno aziende siderurgiche poco efficienti, che sarebbero destinate\u00a0a sparire quasi immediatamente ? \u00c8\u00a0solamente l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, signori, voi non vi meraviglierete se io dico che i lavoratori e tutti gli strati del popolo interessati direttamente allo sviluppo industriale, agricolo ed economico del paese si opporranno con tutte le loro forze alla chiusura di questi stabilimenti, condannati dal <em>pool\u00a0<\/em>ad essere liquidati. Noi difenderemo le industrie nazionali, difenderemo il lavoro ed il pane dei lavoratori italiani ed esigeremo l\u2019ammodernamento di tutti questi impianti, perch\u00e9 possano lavorare nelle migliori condizioni per il nostro paese.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ma, a parte questo aspetto, poich\u00e9 la siderurgia rappresenta la base prima dello sviluppo industriale di cui ha bisogno l\u2019Italia, e lo strumento fondamentale di ogni politica autonoma per un paese che voglia uscire da una situazione di particolare arretratezza e di particolare miseria, come pu\u00f2 l\u2019Italia in queste condizioni rinunciare per cinquant\u2019anni, per pi\u00f9 generazioni, a questo strumento che si \u00e8 costruito con grandi sacrifici di pi\u00f9 generazioni?<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-31992\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ceca-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ceca-300x150.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/ceca.jpg 667w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi abbiamo in Italia dei grandi bisogni che noi italiani sentiamo\u00a0e che non possono sentire i capitalisti stranieri, i quali vanno naturalmente, come\u00a0\u00e8 nella legge stessa del sistema, a caccia dei pi\u00f9 alti e dei pi\u00f9 facili profitti possibili senza interessarsi dell\u2019Italia. Noi siamo il paese che in Europa ha pi\u00f9 di due milioni di disoccupati permanenti e milioni di disoccupati parziali; abbiamo vaste zone, non soltanto nel Mezzogiorno, ma anche nel nord, che sono economicamente arretrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi non abbiamo che un solo mezzo per uscire da questa situazione, per dare un colpo alla disoccupazione: dobbiamo sviluppare noi, con i nostri mezzi, in Italia, una politica di piena occupazione, di utilizzazione di tutte le possibilit\u00e0 di lavoro che esistono\u00a0e che non sono ancora utilizzate.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Ci si ribatte (\u00e8 un argomento che ho sentito spesso esporre e che ho letto anche nella relazione della maggioranza) che, anche se sar\u00e0 sacrificata qualche parte della nostra siderurgia (le aziende poco efficienti), noi\u00a0potremo avere l\u2019acciaio a buon mercato e quindi potremo sviluppare l\u2019industria meccanica; i lavoratori che rimanessero disoccupati nell\u2019industria siderurgica sarebbero rioccupati nella meccanica. Ma, signori, dato che tutte le decisioni importanti, come ho gi\u00e0 ricordato, non dipendono da noi, ma dalla maggioranza qualificata che ha interessi pi\u00f9 omogenei e in contrasto con quelli italiani perch\u00e9 dobbiamo illuderci che il <em>pool <\/em>dar\u00e0 a noi l\u2019acciaio a buon mercato per sviluppare la nostra industria meccanica e non permetter\u00e0 di vendere in Italia i prodotti finiti o semilavorati?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volete che il nostro paese dipenda dalla generosit\u00e0, dalla comprensione, dalla solidariet\u00e0 di stranieri, rinunciando invece ad usare uno strumento che ha nelle proprie mani e di cui si spoglia senza nessuna garanzia di qualche contropartita? E qui troviamo il fatto pi\u00f9 assurdo e, se permettete, pi\u00f9 immorale di questo piano.\u00a0Ho ascoltato con attenzione l\u2019onorevole Ambrosini, relatore per la maggioranza, quando ha difeso, col suo solito calore, il concetto della rinuncia ad una parte della sovranit\u00e0 nazionale per concorrere con altri paesi a\u00a0realizzare la pace, la concordia e tante altre cose molto belle e molto elevate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma qui non si tratta di questo, onorevole Ambrosini, qui non si tratta di una lega di nazioni che assuma la tutela o la difesa di interessi pubblici di carattere collettivo di queste nazioni.\u00a0No: l\u2019assurdo e l\u2019immoralit\u00e0 di questo trattato sta nel fatto che si realizza una coalizione di Stati, di Governi, per garantire, per cristallizzare, per proteggere interessi privati; perch\u00e9 questi monopoli del carbone e dell\u2019acciaio, tedeschi e francesi, non sono pubblici, non appartengono alla federazione europea, non appartengono ai vari Stati che ne fanno parte, ma appartengono a capitalisti privati, e il compito che gli Stati hanno \u00e8 di proteggere il pi\u00f9 possibile questi capitali privati investiti in questi <em>trusts<\/em>.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2, naturalmente, fa dire a voi: ma finalmente avremo la liberalizzazione, ed in questo modo vi sar\u00e0\u00a0il libero scambio e quindi grandi possibilit\u00e0 di sviluppo. Noi non ci crediamo, e non crediamo nemmeno alla liberalizzazione in senso assoluto come fattore di progresso. Questa industria \u00e8 stata creata dall\u2019Italia ed \u00e8 di propriet\u00e0 statale, non gi\u00e0 di propriet\u00e0 privata. La costruzione di questa industria, la sua vita fino ad oggi \u00e8 costata al popolo italiano centinaia di miliardi, se contiamo, insieme con gli investimenti diretti, gli investimenti indiretti che sono avvenuti attraverso i dazi doganali, le protezioni, i\u00a0maggiori prezzi imposti agli acquirenti, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora che questa industria noi l\u2019abbiamo costruita con i sacrifici del popolo italiano, ora che essa ha raggiunto una certa efficienza ed esiste la possibilit\u00e0 reale di raggiungere un maggiore sviluppo, voi, proprio adesso, volete per 50 anni mettere questa industria, strumento fondamentale dello sviluppo economico dell\u2019Italia, nelle mani straniere? Nelle mani di capitalisti privali stranieri, che non hanno certo interesse a che l\u2019Italia sia un possibile concorrente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che voi non abbiate il diritto di farlo. Nelle condizioni attuali l\u2019interesse della nazione esige che lo Stato italiano si riservi l\u2019autonomia, la possibilit\u00e0, la libert\u00e0 di usare di questo strumento, di potenziarlo, se occorre, anche con sovvenzioni dirette, anche con misure protettive (sono problemi da esaminare caso per caso), onde avere a propria disposizione questo strumento e farlo servire nell\u2019interesse e per i bisogni del paese, e non nell\u2019interesse e per i bisogni di capitalisti stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: <a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Di-Vittorio-camera-16-giugno-1952.pdf\">Camera dei Deputati &#8211; Seduta di luned\u00ec 16 giugno 1952 <\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estratto dell&#8217;intervento di Giuseppe Di Vittorio alla Camera dei Deputati (16 giugno del 1952) sulla ratifica del trattato di Parigi, che aveva istituito la CECA (Comunit\u00e0 Europea del Carbone e dell\u2019Acciaio). di GIUSEPPE DI VITTORIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di non esagerare affermando che la decisione, che la Camera sta per prendere, \u00e8 fra le pi\u00f9 gravi che siano state prese dal Parlamento italiano nell\u2019attuale legislatura, se non, forse, la pi\u00f9 grave. 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