{"id":3196,"date":"2011-04-23T06:01:01","date_gmt":"2011-04-23T06:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3196"},"modified":"2011-04-23T06:01:01","modified_gmt":"2011-04-23T06:01:01","slug":"metello-il-mio-eroe-fasciocomunista-per-i-giovani-precari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3196","title":{"rendered":"Metello, il mio eroe fasciocomunista per i giovani precari"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>Antonio Pennacchi<span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><\/strong>&nbsp; <a href=\"http:\/\/www.corrieredellasera.it\">Corriere della sera<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">Metello &egrave; un classico che parla da solo al lettore. Anzi, pi&ugrave; che classico &egrave; proprio di un&rsquo;attualit&agrave; impressionante. Narra di cose avvenute pi&ugrave; di cent&rsquo;anni fa &mdash; alla fine dell&rsquo;Ottocento, a Firenze, ai primi albori del socialismo e del movimento operaio nel suo lungo cammino verso l&rsquo;emancipazione&mdash; ma che continuano ad avvenire, e nella stessa modalit&agrave;, tutti i giorni e in ogni parte del mondo. <\/span><\/em><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">C&rsquo;&egrave; la gente che cade e muore dai cantieri edili in Metello, mentre si costruiscono i primi palazzi e quartieri nuovi al di l&agrave; dell&rsquo;Arno. Ma c&rsquo;&egrave; la gente che continua a cadere e morire sul lavoro ogni giorno in Italia e nel mondo. Quattro al giorno ogni giorno in Italia. E c&rsquo;&egrave; la gente, i lavoratori che provano a stringersi ed unirsi l&rsquo;uno all&rsquo;altro per ottenere migliori e pi&ugrave; sicure condizioni di lavoro, per ottenere il lavoro stesso, per uscire dalla miseria e dal bisogno, per &laquo;emanciparsi&raquo; , come si diceva una volta. E le conquiste ottenute&mdash; le poche conquiste &mdash; sembrano chiss&agrave; che cosa: &laquo;Mai pi&ugrave; ce le toglieranno&raquo; . E invece ogni generazione sembra condannata a doversi rifare ogni volta il suo proprio cammino di avanzamento e progresso. <\/span><\/em><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">Come pu&ograve; non parlare Metello&mdash; il muratore Metello Salani del 1894 &mdash; al giovane precario di oggi, sempre sottoposto al ricatto dei contratti a tempo? E oggi come allora non rischia il biasimo e l&rsquo;isolamento generale chiunque provi, invece, a lottare ancora per i diritti sindacali di tutti? &laquo;Ringrazia il padrone che ti d&agrave; da mangiare&raquo; . Non &egrave; il padrone&mdash; il capitale &mdash; che fa i soldi sul lavoro e le ristrettezze mie, ma sono io che dovrei essere grato a lui per la sua bravura e le opportunit&agrave; che benevolmente mi d&agrave;. Ora &egrave; chiaro che non c&rsquo;&egrave; solo questo in Metello &mdash; e soprattutto detto in questo modo &mdash; se no sarebbe un pappone sociologico, un mattone sullo stomaco. Invece &egrave; un bel romanzo, divertente, appassionante, perch&eacute; l&rsquo;etica del lavoro, il bene e il male, la soddisfazione di chi si riconosce nel proprio lavoro quando &egrave; fatto bene non sono spiegate o declamate, ma emergono dalla pura narrazione delle storie e delle avventure di Metello Salani e dei suoi compagni, delle loro donne, dei loro drammi, dei tradimenti, la prigione, gli amori, gli spari dei soldati e della polizia. Anzi, l&rsquo;eroe vero, se si guardano bene le pagine in controluce, non &egrave; Metello in tutto il suo percorso da piccolo orfano a muratore provetto, da adolescente che scopre l&rsquo;amore con una donna pi&ugrave; grande (&egrave; il mito della &laquo;nave scuola&raquo; che si ripropone eterno, il topos etnico ed il sogno ancestrale dei giovani maschi italici, ma non solo, d&rsquo;ogni era. Chiss&agrave; se dietro c&rsquo;&egrave; Edipo e Giocasta) fino al suo ritrovarsi &mdash; dall&rsquo;uomo n&eacute; meglio n&eacute; peggio, &laquo;uno come tutti gli altri&raquo; , che avrebbe voluto essere&mdash; leader e capo riconosciuto dei suoi compagni. <\/span><\/em><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">Ed anche in questo &mdash; nella solitudine del leader, nelle incertezze e le paure che prima deve governare, reprimere e superare dentro di s&eacute;, per poter dare poi sicurezza agli altri e condurli compatti alla lotta e alla vittoria &mdash; sta l&rsquo;eterna modernit&agrave; di questo romanzo. Quelle lotte, quei leader e quegli eroi sono cominciati con Spartaco&mdash; anzi, con Prometeo, perlomeno&mdash; continuano oggi in Fiat o nei call center e proseguiranno un giorno sulle stelle e sui pianeti. L&rsquo;eroe massimo per&ograve;, dicevamo, non &egrave; Metello, ma sua moglie Ersilia. &Egrave; in lei la forza vera, nella figlia del vecchio compagno anarchico &mdash; il maestro d&rsquo;arte di Metello, come si diceva una volta, il mastro muratore&mdash; morto sul lavoro ai piedi d&rsquo;una impalcatura. La fonte d&rsquo;ogni forza &egrave; in lei, in Ersilia &mdash; la &laquo;coscienza di classe&raquo; primigenia, verrebbe da dire con i manuali d&rsquo;antan, quelli non ancora epurati dal postmarxismo&mdash; che non ha mai una titubanza, una deflessione e sa cosa &egrave; bene e cosa &egrave; male, gli legge nel pensiero, sa pure perdonare. E tutte le debolezze di Metello spariscono, taumaturgate in silenzio da Ersilia. <\/span><\/em><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">Non ci &egrave; qui possibile per&ograve; eludere il rapporto tra Pratolini e il fascismo: ora &egrave; chiaro&mdash; in termini marxiani &mdash; che Metello &egrave; tutta &laquo;coscienza di classe&raquo; ed ansia egualitaria; &egrave; coscienza di classe che si fa canto, canto epico e lirico assieme. E su questo non c&rsquo;&egrave; dubbio. Come non c&rsquo;&egrave; dubbio sulla partecipazione attiva di Pratolini al movimento comunista della Resistenza contro il nazifascismo a Roma, a partire dal luglio 1943. Ma rimane che la sua formazione (Vasco Pratolini nasce a Firenze nel 1913, e morir&agrave; a Roma nel 1991) avviene tutta durante il fascismo, anzi, all&rsquo;interno del fascismo stesso: Pratolini scrive a pieno titolo sulle riviste fasciste e pubblica i primi libri durante e non contro il fascio. A differenza di quanto sostenuto da alcuni, si tratta di vedere se quella &laquo;coscienza di classe&raquo; che prender&agrave; forma e corpo compiuti dopo il fascismo &mdash; in Metello, nel 1955 &mdash; era per&ograve; gi&agrave; presente, come a noi sembra, anche negli scritti &laquo;durante&raquo; il fascismo. &Egrave; cio&egrave; un&rsquo;altra persona quella che scrive &laquo;prima&raquo; , rispetto a quell&rsquo;altra che scriver&agrave; &laquo;dopo&raquo; ? O &egrave; sempre la stessa, che parla&mdash; negli stessi sensi e stessi termini&mdash; degli stessi strati di popolo? <\/span><\/em><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">C&rsquo;&egrave; un libro di Mirella Serri (<\/span><\/em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">I Redenti. Gli intellettuali che vissero due volte<\/span><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">, 2005) che ha fatto dettagliatamente i conti delle tante amnesie dell&rsquo;intellighenzia italiana formatasi fra le due guerre mondiali, e soprattutto delle eccessive retrodatazioni &mdash; spesso esagerate e di comodo&mdash; dei relativi passaggi di campo dal fascismo all&rsquo;antifascismo. Ad esempio, da Nicodemo&mdash; il &laquo;buon fariseo&raquo; che per non farsi scoprire dai suoi andava a sentire Ges&ugrave; di nascosto &mdash; Delio Cantimori qualific&ograve; come &laquo;nicodemismo&raquo; l&rsquo;atteggiamento suo e di tanti altri. Carlo Muscetta invece parl&ograve; di &laquo;dissimulazione onesta&raquo; , rifacendosi a un testo del Seicento di Torquato Accetto. Una sorta quindi di: &laquo;Stavamo nascosti, camminavamo sottotraccia ma non eravamo fascisti dentro, anzi, eravamo gi&agrave; nell&rsquo;anima antifascisti da un pezzo&raquo; . La realt&agrave; &egrave; che gran parte di loro continu&ograve; a collaborare fino al 1942 &mdash; ma anche 1943 &mdash; non solo con il regime pi&ugrave; in generale o con le riviste dei Guf (Gruppi universitari fascisti), ma soprattutto a &laquo;Primato&raquo; , la rivista messa in piedi dal ministro Bottai e che fu non gi&agrave; &laquo;la fucina d&rsquo;antifascismo&raquo; che qualcuno ha tentato d&rsquo;accreditare, ma fu piuttosto la punta avanzata della &laquo;cultura fascista&raquo; e, pi&ugrave; drammaticamente, una delle punte pi&ugrave; avanzate, in sede di teorizzazione e propaganda, del razzismo italiano contro gli ebrei. La gente, con tutta probabilit&agrave;, ha continuato a tirare avanti come se niente fosse, nella pi&ugrave; completa normalit&agrave; (Hannah Arendt la chiama, con il titolo d&rsquo;un suo libro, &laquo;la banalit&agrave; del male&raquo; ), fino a che la tragedia&mdash; con la disfatta totale e i bombardieri angloamericani direttamente sulla testa &mdash; tra il 25 luglio e l&rsquo; 8 settembre 1943 non l&rsquo;ha svegliata all&rsquo;improvviso. <\/span><\/em><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><em><span style=\"line-height: 115%; font-style: normal; font-family: 'calibri', 'sans-serif'; color: black; font-size: 12pt; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-theme-font: minor-latin\">Questi sono i fatti. Anzi, se vogliamo essere onesti, i primi a svegliarsi furono gli operai, che alla Fiat scioperarono a marzo 1943. Gli intellettuali aspettarono luglio. Ma &laquo;O di qua o di l&agrave;!&raquo; , allora, dissero i pi&ugrave; forti; mentre tanti non fecero neanche quello. E Vasco Pratolini&mdash; anche se, come Metello, voleva essere solo uno come gli altri: &laquo;Io voglio essere uguale agli altri miei simili&raquo; scrive ancora a maggio 1943 &mdash; posto davanti a s&eacute; stesso dalle circostanze oramai estreme, sceglie la Resistenza. Secondo De Felice, &laquo;molti dei passaggi all&rsquo;antifascismo (non ci riferiamo a quelli meramente opportunistici) degli intellettuali pi&ugrave; giovani (&hellip;) avvennero con una naturalezza che denota una notevole affinit&agrave; culturale e psicologica di fondo&raquo; , che fa pensare a una assoluta &laquo;continuit&agrave; tra il fascismo di prima e il loro successivo antifascismo e comunismo &raquo; . Per De Felice, non ci fu una &laquo;rottura culturale&raquo; , ma una &laquo;perdurante fedelt&agrave; a una visione del mondo e della politica&raquo; , che si tent&ograve; di realizzare prima &laquo;attraverso il fascismo, poi attraverso l&rsquo;antifascismo e il comunismo&raquo; . Sono le circostanze, appunto, che determinano assai spesso sia le scelte che gli accadimenti, ma la &laquo;coscienza di classe&raquo; di Pratolini evidentemente preesisteva al suo passaggio o conversione all&rsquo;antifascismo e al comunismo. Non &egrave; che gli sia spuntata all&rsquo;improvviso. C&rsquo;era gi&agrave; quando era fascista e non nascosta, &laquo;dissimulata&raquo; o &laquo;nicodemizzata&raquo; poich&eacute; contraria al fascismo imperante, ma evidente e manifesta poich&eacute; consentanea al fascismo stesso. Era una coscienza di classe un po&rsquo; &laquo;fasciocomunista&raquo; diciamo, ma tutta in linea con quel &laquo;fascismo di sinistra&raquo; che vedeva non a caso le sue matrici nel socialismo rivoluzionario, e che produsse &mdash; oltre a tanti gravi e nefasti danni, insieme al fascismo tutto &mdash; pure il welfare, la modernizzazione e le bonifiche. Del resto, ci sar&agrave; pure stato un motivo se il popolo italiano&mdash; nonostante quei danni, il razzismo, le guerre e la brutalit&agrave; della dittatura&mdash; continu&ograve; a tributare al fascismo cos&igrave; a lungo, e fino appunto a che non spuntassero i bombardieri, un consenso superiore alle percentuali bulgare.<\/span><\/em><i style=\"mso-bidi-font-style: normal\"><span style=\"line-height: 115%; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><o:p><\/o:p><\/span><\/i><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt\"><span style=\"line-height: 115%; font-size: 12pt; mso-bidi-font-family: calibri; mso-bidi-theme-font: minor-latin\"><o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><span _fck_bookmark=\"1\" style=\"display: none\">&nbsp;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Antonio Pennacchi&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Corriere della sera Metello &egrave; un classico che parla da solo al lettore. 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