{"id":31962,"date":"2017-06-14T08:30:48","date_gmt":"2017-06-14T06:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31962"},"modified":"2017-06-13T18:30:29","modified_gmt":"2017-06-13T16:30:29","slug":"macron-le-roi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31962","title":{"rendered":"Macron le Roi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p>Almeno 400 seggi su 577 sembrano essere destinati alla formazione politica del Presidente Macron, ma l\u2019elevato astensionismo, superiore alla maggioranza assoluta dell\u2019elettorato, testimonia la disaffezione dei cittadini francesi verso un sistema politico di cui l\u2019ultimo \u201ccampione\u201d dei media mainstream non \u00e8 altro che una nuova manifestazione.<\/p>\n<div class=\"postcontent\">\n<p>Il primo turno delle elezioni legislative francesi, depositarie di un\u2019importanza paragonabile a quella del voto presidenziale, hanno visto una netta affermazione del movimento <em>La R\u00e9publique En Marche! <\/em>(LREM) del neopresidente Emmanuel Macron, che conquistando assieme agli alleati del MoDem il 32,32% delle preferenze ha posto le basi per l\u2019ottenimento di una larga maggioranza in Parlamento: nelle proiezioni, infatti, si prevede che la formazione di Macron e i suoi alleati possano conquistare almeno 400 dei 577 seggi dell<em>\u2019Assembl\u00e9e Nationale <\/em>nei ballottaggi previsti per domenica 18 giugno.<\/p>\n<div id=\"attachment_87732\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-87732\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/couv-l-express-7-juin-2017_5892525.jpg\" alt=\"La copertina ironica della rivista L'Express\" width=\"2000\" height=\"2643\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 8pt\"><em>La copertina ironica della rivista L\u2019Express<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Sulla scia della vittoria di Macron alle elezioni presidenziali di maggio,<strong> l\u2019affermazione di LREM alle legislative sancisce la definitiva evaporazione del tradizionale sistema della Quinta Repubblica francese<\/strong>: il movimento del Presidente ha infatto conquistato un numero di suffragi superiore alla somma dei voti ottenuti dalla coalizione di centro-destra facente capo a <em>Les R\u00e9publicains <\/em>(fermatisi al 15,77%), che ha conquistato il 21,56%, e dall\u2019oramai disastrato <em>Parti Socialiste, <\/em>inchiodato a un misero 7,44%. L\u2019evaporazione dei partiti tradizionali \u00e8 stata indotta da una manovra tattica di Macron che ha avuto sicuramente l\u2019effetto di drenare consensi dalle storiche formazioni della Quinta Repubblica: <a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/politique\/article\/2017\/05\/15\/edouard-philippe-le-maire-les-republicains-du-havre-nomme-premier-ministre_5127912_823448.html\">la nomina del gollista Eduard Philippe<\/a>, sindaco della cittadina di Le Havre, alla guida del governo ha consentito a Macron di conseguire un ampliamento \u201corizzontale\u201d della sua base di consensi e di compattare in suo sostegno una fascia consistente del tradizionale di centro-destra, che \u00e8 andato a sommarsi al voto liberale e ai frutti del declino socialista. Il parlamento dominato dalla formazione di Macron \u00e8 destinato a consolidarsi come un\u2019assemblea della societ\u00e0 civile, dato che tra le principali peculiarit\u00e0 della corsa di <em>La R\u00e9publique En Marche! <\/em>verso le attuali elezioni spicca la decisione di Macron di candidare, in buona parte dei 577 collegi, cittadini rimasti lungamente avulsi dalla vita politica. Dal matematico<strong> C\u00e9dric Vallini<\/strong> all\u2019ex torera occitana <strong>Marie Sara<\/strong>, Macron ha presentato una compagine eterogenea al cui interno i \u201cvolti noti\u201d della politica sono oltremodo limitati: in tal senso, il <em>Manchurian Candidate <\/em>che ha conqusitato l\u2019Eliseo ha saputo cavalcare il vento della contestazione verso le formazioni politiche tradizionali, rifiutando i rischi che prese di posizione come quella del sostegno accordato dall\u2019ex Premier <strong>Manuel Valls<\/strong> potevano comportare. Macron prosegue nella sua illusoria pretesa di rappresentare l\u2019alternativa a un sistema di cui \u00e8 manifestazione e prodotto: oltre il \u201cPartito della Nazione\u201d, oltre il concetto stesso di <strong>governo tecnico<\/strong>, il successo di LREM alle elezioni legislative rappresenta l\u2019apice della continua, reiterata e ininterrotta procedura di costruzione del \u201cpersonaggio\u201d Macron. L\u2019affiancamento di una maggioranza parlamentare di societ\u00e0 civile a un governo che ambiguamente professa la sua natura di formazione d\u2019unit\u00e0 nazionale rappresenta il miglior invito al completamento della dissoluzione di <em>L\u00e9s Republicains <\/em>(pronosticata come prima forza di opposizione in Parlamento con circa un centinaio di seggi) e del <em>Part\u00ec Socialiste, <\/em>al cui interno non mancheranno in futuro frange di \u201cresponsabili\u201d pronte a correre in soccorso al vincitore di turno.<\/p>\n<div id=\"attachment_87729\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-87729\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Mappa-elettorale-francese-300x217.jpg\" alt=\"La mappa elettorale delle legislative francesi: il giallo di 'En Marche' domina in tutto il paese\" width=\"300\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 8pt\"><em>La mappa elettorale delle legislative francesi: il giallo di \u2018En Marche\u2019 domina in tutto il Paese<\/em><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>La strada sembra dunque aperta per l\u2019implementazione concreta del programma di governo di Macron, che <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/un-primo-turno-formato-macron\/\">come ricordato da Anna Maria Merlo del <em>Manifesto<\/em><\/a> \u00e8 destinato a improntarsi su due capisaldi: da un lato, <strong>una nuova riforma del lavoro<\/strong> destinata ad essere annunciata con una speciale ordinanza dal Consiglio dei Ministri il 28 giugno prossimo e a introdurre ulteriore flessibilit\u00e0, un passo in pi\u00f9 verso l\u2019uberizzazione del Paese, in un mercato gi\u00e0 travolto dalla <em>Loi Travail <\/em>di Hollande e Valls; dall\u2019altro, scrive la Merlo, un \u201c<strong>progetto di legge anti-terrorismo<\/strong> che, in vista dell\u2019uscita dallo stato d\u2019emergenza, prevede di far rientrare nel diritto comune gran parte delle misure d\u2019eccezione\u201d, dagli arresti domiciliari preventivi alle perquisizioni domiciliari. La preponderanza parlamentare di LREM e dei suoi alleati \u00e8 assicurata dalla ristrettezza della rappresentanza delle principali forze di opposizione concreta del Paese, <em>La France Insoumise <\/em>di Jean-Luc M\u00e9lenchon e il <em>Front National <\/em>di Marine Le Pen, che per motivi diversi eleggeranno all\u2019<em>Assembl\u00e9e Nationale <\/em>pattuglie relativamente esigue. Se per <em>La France Insoumise <\/em>era prevedibile una riduzione rispetto al risultato del primo turno delle presidenziali, che avevano visto il leader della sinistra radicale <strong>M\u00e9lenchon<\/strong> avvicinarsi alla soglia del 20%, e si pu\u00f2 considerare positivo il prospetto di 15-20 seggi assegnati dalle proiezioni, il tracollo del <em>Front National <\/em>\u00e8 sonoro e incontestabile. Quest\u2019ultimo, infatti, si \u00e8 fermato poco sotto la soglia dei 3 milioni di voti, chiudendo con un 13% che ridimensiona decisamente una formazione rimasta a lungo, in prospettiva, il partito di maggioranza relativa e che ora paga in maniera massiccia gli errori macroscopici compiuti da Marine Le Pen e dai suoi a partire dalla corsa verso il ballottaggio per l\u2019Eliseo.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8tuh-gVGT4U?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 8pt\"><em>En Marche! \u00e8 stato il primo partito con il 32%, ma con il sistema maggioritario potrebbe avere circa il 70% dei seggi del prossimo Parlamento francese<\/em><\/span><\/p>\n<p>Macron vede campo aperto di fronte a s\u00e9: vinte le presidenziali, blindata in prospettiva la maggioranza in Parlamento, apparentemente non resta che spazio per le entusiastiche celebrazioni dei sostenitori del <em>Manchurian Candidate, <\/em>della mitologica alternativa di sistema destinata a garantire un volto giovane, fresco e rinnovato a un establishment sempre pi\u00f9 sotto contestazione in Francia e nel resto d\u2019Europa. \u201cDue mesi fa era un\u2019ipotesi politica e un\u2019incognita elettorale; da ieri sera assomiglia a un Bonaparte che contempla il campo di battaglia dove ha vittoriosamente lanciato la cavalleria leggera\u201d, <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2017\/06\/12\/cultura\/opinioni\/editoriali\/macron-la-cavalleria-e-lorgoglio-E3DOvVh9PkD9wEGbA2WE6O\/pagina.html\">commenta Cesare Martinetti su <em>La Stampa<\/em>, esaltando \u201cla cavalleria e l\u2019orgoglio\u201d di Macron<\/a>, \u201cleader gi\u00e0 entrato nella storia della Quinta Repubblica\u201d in un\u2019epocare dove nella storia stessa si entra con la forma prima ancora che la sostanza. Tuttavia, nel successo di LREM e dei suoi alleati si intravedono, apparentemente impercettibili agli entusiasti commentatori nostrani, <strong>delle crepe di non secondaria misura<\/strong> che potrebbero, sul lungo periodo, incrinare la costruzione macroniana. In primo luogo, <strong>la corposa ed eterogenea maggioranza<\/strong> potrebbe ritrovarsi ben presto disconnessa dal polso reale del Paese; la svolta mercantilista e l\u2019ortodossia liberale promesse da Macron fanno presagire importanti divaricazioni di aspre tensioni sociali gi\u00e0 avvertitesi da un lato all\u2019altro dell\u2019Esagono. A ci\u00f2 si aggiunge l\u2019<strong>elevatissima astensione<\/strong>, che al culmine di una crescita ultratrentennale nel contesto delle elezioni legislative (era al 22% nel 1986, al 35,58% nel 2002) ha raggiunto la soglia del 51,29%, portando di conseguenza il Parlamento a nascere <strong>nell\u2019indifferenza e nella disillusione della maggioranza assoluta dell\u2019elettorato<\/strong>. Proprio in questa enorme astensione, cresciuta di quasi 9 punti dal primo turno del 2012, si pu\u00f2 leggere la natura della disillusione dei francesi verso il sistema politico: dagli elettori lepenisti delusi dal contraccolpo del ballottaggio presidenziale a vaste fette della base socialista e repubblicana e per i cittadini delle aree pi\u00f9 depresse di Francia, si sta creando un meccanismo di disaffezione per le istituzioni poltiche che danno l\u2019idea del declino continuo della Quinta Repubblica. L\u2019opposizione pi\u00f9 grande, per Macron,<strong> sar\u00e0 proprio il Paese stesso<\/strong>: un Parlamento praticamente monopartitico avr\u00e0 il suo contraltare nelle piazze, nella Francia profonda, nelle categorie sociali maggiormente squassate dalla duratura crisi del Paese. Nonostante il travolgente successo della formazione del Presidente, <strong>la sensazione che la Francia non sia destinata a morire macroniana \u00e8 confermata da pochi, significativi dati<\/strong>: l\u2019altra faccia della medaglia ignorata da buona parte degli edificatori della retorica macronian-bonapartista.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/macron-le-roi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/macron-le-roi\/<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Andrea Muratore) Almeno 400 seggi su 577 sembrano essere destinati alla formazione politica del Presidente Macron, ma l\u2019elevato astensionismo, superiore alla maggioranza assoluta dell\u2019elettorato, testimonia la disaffezione dei cittadini francesi verso un sistema politico di cui l\u2019ultimo \u201ccampione\u201d dei media mainstream non \u00e8 altro che una nuova manifestazione. 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