{"id":32007,"date":"2017-06-16T10:00:23","date_gmt":"2017-06-16T08:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32007"},"modified":"2017-06-15T10:48:53","modified_gmt":"2017-06-15T08:48:53","slug":"upton-sinclair-un-poeta-contro-il-capitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32007","title":{"rendered":"Upton Sinclair, un poeta contro il capitale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di IL PONTE \u00a0(Giancarlo Micheli)<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>Je chante pour passer le temps<\/em><br \/>\n<em>Petit qu\u2019il me reste de vivre<\/em><br \/>\n<em>Comme on dessine sur le givre<\/em><br \/>\n<em>Comme on se fait le coeur content<\/em><br \/>\n<em>A lancer cailloux sur l\u2019\u00e9tang<\/em><br \/>\n<em>Je chante pour passer le temps<\/em><br \/>\n<em>Louis Aragon<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dinanzi alla scena, resa tempestivamente virale dalle testate commerciali e rimbalzata in men che non possa dirsi sulla palude mediatica in cui l\u2019industria della comunicazione di massa si specchia con sintomatico narcisismo e si immola, come non sarebbe riuscito Isacco sotto la tremante lama paterna, alle subliminali carezze della mano invisibile di smithiana memoria[1], dinanzi alla rappresentazione del malore che coglie il primo candidato alla presidenza americana appartenuto al genere femminile, nell\u2019attimo in cui le forze le vengono meno sulla soglia di una lugubre e catafalchesca vettura di servizio a bordo della quale rifugia nel prendere commiato in anticipo sul compimento cerimoniale della quindicesima commemorazione dell\u2019attentato che costitu\u00ec il sigillo simbolico, la messianica icona, su cui l\u2019apparenza della vita pot\u00e9 essere insufflata \u2013 nei modi in cui il mito narra sia accaduto alla statua che il laborioso talento di Pigmalione seppe foggiare agli albori dello stile classico[2] \u2013 nel giro di pochi fotogrammi che servono, tuttora, a documentare un crollo dalle conseguenze epocali, preventivabili e ormai in parte onerosa gi\u00e0 capitalizzate, dinanzi a tale sintetico dispendio di potenza narrativa come non ravvisare i \u00abcaratteri dell\u2019artisticit\u00e0\u00bb[3], i medesimi che Thomas Mann riconobbe nella pur resistibile ascesa di Adolf Hitler?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non vorremo pertanto dilungarci in disamine sui teatrali esiti del suffragio universale nella patria storica della democrazia, n\u00e9 rammaricare la mancata ascesa alla White House di una prima inquilina di cui il mondo gi\u00e0 pregustava il trionfo, neppure indugiare in tardivi panegirici riguardo alla novit\u00e0 che un tale accadimento avrebbe denotato nel lessico del potere, emancipatosi, durante la propria storia, da tanto maschilismo e misoneismo quanto ne fu pertinente alla civilt\u00e0 cristiana non meno che ad altre.<\/p>\n<p>Con l\u2019effetto, collaterale seppur nient\u2019affatto aleatorio, di mostrare come la divisione tecnica delle intenzioni e degli strumenti espressivi, qual \u00e8 invalsa nella \u201csociet\u00e0 dello spettacolo\u201d presso la nazione che si \u00e8 raffigurata legittima erede della cultura greca e vessillifera dell\u2019Occidente, abbia deformato la prerogativa di realizzare \u00absogni fatti dall\u2019uomo per chi \u00e8 desto\u00bb[4], la quale fu vivente in Omero e Sofocle, come in Apelle e Prassitele, secondo quanto attestarono le rimostranze idealistiche di Platone e ribad\u00ec l\u2019esegesi di un Gombrich[5], solo per citare una personalit\u00e0 autorevole del liberalismo novecentesco, ma si \u00e8 involuta, attraverso dinamiche quasi statiche e infine impersonalmente efficienti, fino a rispondere in pieno allo scopo di tenere nel sonno le coscienze mentre la distruzione, che in esse e attorno a esse si prepara, diviene, di giorno in giorno, meglio adeguata al testo apocalittico, con questo risultato non del tutto vano ci soffermeremo invece sull\u2019opera meritevole di uno scrittore, nato a Baltimora nella seconda met\u00e0 del diciannovesimo secolo e al quale un bizzarro esemplare di quel genere letterario che va sotto al nome di \u00abstoria contro fattuale\u00bb, forse non per caso meglio gradito oltreoceano di quanto non sia nel Vecchio Mondo, ha assai di recente conferito, sebbene postumi e non ricevibili ormai altro che in effigie, i medesimi onori istituzionali che spettano oggi al boccaccesco Donald Trump.<br \/>\nIn un suo libro[6], incluso in una serie dal titolo American Empire, il quale reca mere assonanze fortuite con quello scelto dal massimo esule dell\u2019italica dissidenza per un suo celebre trattato di filosofia politica[7], bench\u00e9 entrambi i ponderosi tomi riescano equamente laconici sulla quaestio leniniana, tra tutte le possibili tuttora la meno retorica e archiviabile, uno specialista del genere di cui si \u00e8 detto, tale Harry Turtledove, immagina che l\u2019eroe del nostro breve pezzo vinca l\u2019agone elettorale del 1920 e divenga, cos\u00ec, il primo presidente socialista degli Stati Uniti. Scegliendo di attenersi alla reale biografia di lui, che nondimeno si pu\u00f2 ancora oggi tentare di ricostruire, possiamo invece apprendere come egli concorse, nel 1920, alla Camera dei rappresentanti e, trascorsi due anni, al Senato, sempre in veste di esponente del Socialist Party of America, e uscendo sconfitto in entrambe le occasioni.<br \/>\nUpton Beall Sinclair venne al mondo tredici anni dopo la conclusione della Guerra civile, nella capitale dell\u2019unico Stato, tra gli originari che vantano il titolo di essere emblematizzati in una delle tredici strisce della bandiera dell\u2019Unione, il quale abbia avuto per fondatore un uomo che professasse la religione cattolica, George Calvert, primo barone Baltimore[8]. Non andremo oltre nell\u2019indagine sulle specificit\u00e0 del milieu della nascita, una cui linea di sviluppo promettente indurrebbe a soffermarsi sulla caratteristica del motto in italiano arcaico iscritto sullo stemma del Maryland[9], n\u00e9 ricorreremo a obsoleti metodi biografici alla Sainte-Beuve se non per riferire che il padre del Nostro fu un venditore di alcolici, che soccombette ai postumi insalubri del proprio stesso commercio, e la madre una devota osservante della Chiesa episcopale[10], la quale protesse il figlio dalle inclementi vicissitudini familiari e lo inizi\u00f2 alla disciplina e all\u2019astinenza.<\/p>\n<p>La vocazione per la scrittura si rivel\u00f2, infatti, in giovane et\u00e0 ed egli non god\u00e9 mai, pertanto, vita facile. Una pulsione indomita ad affinare la propria conoscenza delle forme espressive, proclive alla precoce conquista di uno stile che restituisse il genuino soffio vitale, universalit\u00e0 nella particolarit\u00e0, ai personaggi e ai fatti narrati, lo sollecit\u00f2 al compimento di opere in cui la consapevolezza sociolinguistica dei contesti e dei vissuti consente ai lettori di interrogarsi, oggi, su quale sia il cammino che dall\u2019intreccio delle radici storiche si dipana e indica la m\u00e8ta della coscienza di specie: ci\u00f2 che Sinclair fece sin dal primo capolavoro, Manassas[11], un racconto della guerra di secessione i cui pregi non sono esauriti dal nitido vigore con il quale vi sono rappresentati sia l\u2019idioletto degli afroamericani sia il forbito linguaggio delle classi dirigenti, n\u00e9 sarebbe applicazione di un criterio meno che manierista ascrivere a guisa di mancanza il limitato impiego del discorso libero indiretto, tale che i personaggi risultino in rilievo quasi plastico, congeniale al registro epico, se \u00e8 vero poi l\u2019aneddoto riferito dall\u2019autore stesso in un\u2019opera non meno felice, The Brass Check[12], secondo il quale a un veterano di Bull Run e di Gettysburg, che era stato fino ad allora persuaso di non poter apprendere dai libri pi\u00f9 di quanto non avesse conosciuto per esperienza diretta, brillarono gli occhi quando ebbe voltata l\u2019ultima pagina ed esclam\u00f2: \u00abQuesta \u00e8 la guerra, e pensare che non era ancora nato!\u00bb.<\/p>\n<p>Correvano allora tempi ingenui a paragone della smaliziata sagacia tecnica che contraddistingue le prassi dell\u2019odierna industria editoriale, sicch\u00e9 il quarto d\u2019ora di notoriet\u00e0 cui avrebbe prestigiosamente alluso in un celebre aforisma la massima vedette della pop-art tocc\u00f2 anche all\u2019autore di The Jungle[13].<\/p>\n<p>Questi, proprio in The Brass Check, un memoriale, scritto alla fine della Grande Guerra \u2013 che, al di l\u00e0 dell\u2019Atlantico, dette avvio a nuove proiezioni imperialiste e alla repressione tramite la quale furono infiltrate e rese virtualmente incapaci di nuocere le strutture organizzative della working class \u2013, dove intese denunciare la corruzione e il cinismo allignanti nel giornalismo non diversamente che nel \u201cmondo letterario\u201d, narr\u00f2 cos\u00ec gli antefatti dello scoop: \u00abC\u2019era uno sciopero di schiavi salariati del cartello della macellazione a Chicago, ed io scrissi per lo \u201cAppeal to Reason\u201d un volantino indirizzato a quei lavoratori in lotta [\u2026]. Questo volantino fu sostenuto dai Socialisti del distretto degli Scannatoi, e trentamila copie vennero distribuite tra gli scioperanti sconfitti.<\/p>\n<p>Lo \u201cAppeal to Reason\u201d mi offr\u00ec cinquecento dollari come vitalizio per il tempo in cui avrei scritto un romanzo sulla vita di quegli schiavi salariati del cartello della macellazione; cos\u00ec andai a Packingtown, e vissi per sette settimane assieme ai lavoratori, e ritornato a casa scrissi The Jungle\u00bb[14].<br \/>\nSi trattava, dunque, di un esperimento del genere di quelli che in Italia, sebbene con la peculiarit\u00e0 di un ritardo storico che cumulava allora in mezzo secolo e, oggi, assomma a qualche decade in meno soltanto per significare alla massa dei consumatori dell\u2019informazione globalizzata l\u2019orizzonte di una plausibile fine dei tempi, vennero postulati sotto l\u2019etichetta della \u201cconricerca\u201d negli studi di Raniero Panzieri, Mario Tronti o Romano Alquati. Il romanzo dest\u00f2 qualche scalpore, grazie al fiuto per gli affari dell\u2019editore della Doubleday, Page &amp; Company, che lo pubblic\u00f2 in volume, e a quello del \u00abNew York-Journal American\u00bb, che ne cur\u00f2 l\u2019uscita in appendice, cosicch\u00e9 cadde persino all\u2019attenzione dello stesso presidente, che era allora Theodor Roosevelt.<\/p>\n<p>La polemica scaturitane spinse il Congresso ad alcuni emendamenti legislativi, che regolarono le ispezioni degli enti preposti a vigilare sulla qualit\u00e0 e l\u2019igiene degli alimenti ma lasci\u00f2 in sostanza mano libera agli imprenditori dello strategico comparto produttivo per quanto atteneva alle condizioni d\u2019impiego della manodopera.<\/p>\n<p>La puritana caparbiet\u00e0 di Upton non lo fece desistere di fronte alle intimidazioni delle quali il sistema da lui denunciato non ebbe remore ad avvalersi. Quando, alla vigilia della carneficina imperialista in forza della quale il Vecchio Continente si dann\u00f2 l\u2019anima per applicare alla pratica dello sterminio l\u2019organizzazione tecnica del lavoro sperimentata nel Nuovo, uno dei maggiori critici letterari europei, Georg Brandes, si rec\u00f2 a tenere un ciclo di conferenze negli Stati Uniti, questi dichiar\u00f2 ai cronisti che vi erano tre scrittori americani dei quali valutasse ragguardevoli le opere: Frank Norris, Jack London e Upton Sinclair.<\/p>\n<p>L\u2019indomani, sulle testate che rilanciarono tale giudizio, la trinit\u00e0 consacrata dall\u2019autorevolezza dell\u2019autore dei quattro ponderosi volumi di Main currents in the Literature of the Nineteenth Century[15] venne per\u00f2 unanimemente mutilata di una persona, la quale, neanche a farlo apposta, coincideva con quella dell\u2019autore di The Metropolis[16] e The Money Changers[17]. Egli non si lasci\u00f2 scoraggiare per questo, tant\u2019\u00e8 che ne colse l\u2019occasione per convincere il Brandes a scrivere la prefazione del suo nuovo lavoro, King Coal[18], un\u2019inchiesta sulle lotte sindacali dei minatori del Colorado, che usc\u00ec durante le fasi cruente del conflitto.<br \/>\nThe Brass Check, seguito a due anni di distanza, fu un assalto diretto contro l\u2019industria editoriale, il cui campionario di meschinit\u00e0, quale vi era illustrato con equanime acribia, pu\u00f2 essere assunto a base da cui desumere la potenza mistificatoria dell\u2019odierna, e venne dato alle stampe assieme ad una nota introduttiva di Romain Rolland, un altro scrittore che dedic\u00f2 la carriera a promuovere pacifismo e giustizia sociale, prendendosene tutti i necessari rischi politici, cosa che verosimilmente contribuisce ad eclissare la memoria di entrambi nella congiuntura di pavidit\u00e0 e sconsolatezza che contraddistingue l\u2019odierno panorama intellettuale, dietro le cui alture, ormai impudicamente artificiali o tutt\u2019al pi\u00f9 vagamente reminiscenti della natura che occultano con mezzi mimetici, non emergono, fino a prova contraria, segni di solidariet\u00e0 attorno ai quali accumulare un sentimento e un ingegno internazionalisti.<br \/>\nNon gett\u00f2 la spugna Sinclair, neppure allorch\u00e9, si era nel pieno della Depressione degli anni trenta, decise di accettare la candidatura offertagli dal Partito democratico per competere alla carica di governatore della California. Cos\u00ec, in una lettera a Norman Thomas, che in rappresentanza del Socialist Party of America aspir\u00f2 alla presidenza dell\u2019Unione in ben sei consultazioni consecutive, dal \u201928 al \u201948, Sinclair giustific\u00f2 retrospettivamente la scelta che gli era valsa la scomunica da parte della Terza Internazionale: \u00abIl popolo americano accetter\u00e0 il Socialismo, ma non ne accetter\u00e0 l\u2019etichetta. Io ho sicuramente provato ci\u00f2 nel caso dell\u2019EPIC.<\/p>\n<p>Concorrendo come socialista presi 60.000 voti, e concorrendo con lo slogan \u201cEnd Poverty in California\u201d ne presi 879.000. Penso che dobbiamo semplicemente riconoscere il fatto che i nostri nemici hanno avuto successo nel diffondere la Grande Bugia. Non serve a niente un attacco frontale, \u00e8 molto meglio aggirarli\u00bb[19]. Persever\u00f2, dunque, a essere una spina nel fianco del capitalismo che si venne intanto globalizzando, senza recedere finch\u00e9 non si spense all\u2019et\u00e0 di novant\u2019anni in una casa di riposo del New Jersey.<br \/>\nAi nostri giorni di esemplare vilt\u00e0, le proclamazioni a mezzo stampa di scandali, vuoi che riguardino la fraudolenta natura del regime economico il quale pur tuttavia viene rappresentato sotto le sembianze della durevolezza, relativa alla potenza d\u2019illusione dispiegata, e finanche dell\u2019immutabilit\u00e0, oppure che ineriscano alle condizioni dell\u2019estrazione del plusvalore progredite a un livello di sopruso e violenza impensabile all\u2019interno della propria inconcussa amoralit\u00e0, si susseguono in tempo cosiddetto \u201creale\u201d, ciascuna permutabile e tale da rimuovere nelle coscienze l\u2019intera serie delle precedenti, cosicch\u00e9 sia possibile e addirittura remunerativo, dopo un calcolabile periodo di latenza, riesumarle alla stregua di subliminale parodia dell\u2019eterno ritorno dell\u2019identico, finch\u00e9 non sia fatta della verit\u00e0 menzogna, come gi\u00e0 da oltre un secolo alcune menti illuminate hanno concepito non senza aggravio di dolore a se stesse.<\/p>\n<p>Sul palcoscenico principale della comunicazione di massa, attorno al quale tutti gli altri sono disposti secondo quanto istruisce un capillare addestramento alla passivit\u00e0 e alla riproduzione tecnica dei simulacri della vita, le maschere del potere ripetono un canovaccio mandato a memoria, spalla a spalla con i loro docili complici e deuteragonisti. Cionondimeno, come mostrano le appassionate tribolazioni cui si espone Allan Montague, il protagonista di Manassas, nel tentativo di liberare un bracciante negro mentre il paese, tra la ridda delle invettive e delle colluttazioni cui non si astengono i pi\u00f9 insigni notabili e rappresentanti delle istituzioni, scivola verso la Guerra civile, la letteratura dell\u2019avvenire, nata per un popolo che sapr\u00e0 infine abitare un mondo senza confini n\u00e9 ghetti, scompiglier\u00e0 le false coscienze e sussurrer\u00e0 alle generazioni le parole d\u2019amore che, lungo la storia, hanno atteso fino a oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>[1] \u00ab[\u2026] he [every individual] intends only his own gain, and he is in this, as in many other cases, led by an invisible hand to promote an end which was no part of his intention.\u00bb Adam Smith, An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nation, London, W. Strahan and T. Cadell, 1776, vol. II, Book IV, Chapter 2, p.35. \u00ab[\u2026] egli [ogni individuo] mira solo al suo proprio guadagno ed \u00e8 condotto da una mano invisibile, in questo come in molti altri casi, a perseguire un fine che non rientra nelle sue intenzioni.\u00bb Adam Smith, La ricchezza delle nazioni, Roma, Newton Compton, 1995.<br \/>\n[2] \u00abInterea niveum mira feliciter arte sculpsit ebur formamque dedit, qua femina nasci nulla potest, opersique suis concepit amorem. Virginis est verae facies, quam vivere credas et, si non obstet reverentia, velle moveri: ars adeo latet arte sua. Miratur et haurit pectore Pygmalion simulati corporis ignes.\u00bb (\u00abIntanto con arte mirabile scolp\u00ec un blocco di niveo avorio e gli dette forma tale che nessuna donna possa nascere con una eguale, e si innamor\u00f2 della propria creazione. Essa aveva l\u2019aspetto di una vera fanciulla, che avresti creduto vivente e desiderosa di muoversi, se non l\u2019avesse impedita il pudore: a tal segno l\u2019arte sapeva dissimularsi grazie al suo talento. Rimase ammirato Pigmalione e arse di passione per quel corpo fittizio\u00bb), Publio Ovidio Nasone, Metamorphoseon, X, 247-253.<br \/>\n[3] \u00abIch sprach von moralischer Kasteiung, aber mu\u00df man nicht, ob man will oder nicht, in dem Ph\u00e4nomen eine Erscheinungsform des K\u00fcnstlertums wieder erkennen?\u00bb (\u00abIo parlo di mortificazione morale, ma non si deve, che piaccia o no, riconoscere in questo fenomeno i caratteri dell\u2019artisticit\u00e0?\u00bb), Thomas Mann, Bruder Hitler, Paris, Soci\u00e9t\u00e9 N\u00e9erlandaise d\u2019Editions, 1938.<br \/>\n[4] Platone, Sofista, Milano, Rizzoli, 2007.<br \/>\n[5] E.H. Gombrich, Art and Illusion \u2013 A study in the psychology of pictorial representation, London, Phaidon Press, 1960.<br \/>\n[6] H. Turtledove, American Empire: Blood and Iron, New York, Del Rey Books, 2002.<br \/>\n[7] Michael Hardt e Toni Negri, Empire, Cambridge MA, Harvard University Press, 2000.<br \/>\n[8] George Calvert (1579-1632), fu segretario di Stato sotto Giacomo I Stuart e ricevette dal successore di lui, Carlo I, la patente per acquisire il possedimento coloniale attorno alla baia di Cheasapeake che sarebbe divenuto, nel 1788, il settimo Sato ad aderire all\u2019Unione.<br \/>\n[9] \u00abFatti maschii, parole femine\u00bb.<br \/>\n[10] La Chiesa episcopale degli Stati Uniti d\u2019America recidette i legami con l\u2019Anglicana al tempo della Rivoluzione di Cromwell e pu\u00f2, dal punto di vista dottrinale, considerarsi in una posizione intermedia tra cattolicesimo e protestantesimo.<br \/>\n[11] Upton Sinclair, Manassas; a novel of the War, New York, Macmillan Company, 1904.<br \/>\n[12] Upton Sinclair, The Brass Check; a Study of American Journalism, Pasadena CA, published by the Author, 1919.<br \/>\n[13] Upton Sinclair, The Jungle, New York, Doubleday, Page &amp; Company, 1906. Questo \u00e8 l\u2019unico titolo dello scrittore di Baltimora che sia oggi disponibile in traduzione italiana: trad. Rosa Giovanna Orri, La giungla, Bologna, Gingko edizioni, 2011; trad. Mario Maffi, La giungla, Milano, Net, 2003.<br \/>\n[14] \u00abThere was a strike of the wage-slaves of the Beef Trust in Chicago, and I wrote for the \u201cAppeal to Reason,\u201d a broadside addressed to these strikers [\u2026]. This broadside was taken up by the Socialists of the Stockyards district, and thirty thousand copies were distributed among the defeated strikers. The \u201cAppeal to Reason\u201d offered me five hundred dollars to live on while I wrote a novel dealing with the life of those wage-slaves of the Beef Trust; so I went to Packingtown, and lived for seven weeks among the workers, and came home again and wrote \u201cThe Jungle\u201d.\u00bb Upton Sinclair, The Brass Check; a Study of American Journalism, Pasadena CA, published by the Author, 1919, p. 27.<br \/>\n[15] Georg Brandes, Hovedstr\u00f8mninger i det 19de Aarhundredes Litteratur, K\u00f8benhavn, Emigrantlitteraturen, 1872-75 (Main currents in the Literature of the Nineteenth Century, New York, Macmillan Company, 1901-05); fu l\u2019opera pi\u00f9 ambiziosa del letterato danese e quella che divenne con il tempo la pi\u00f9 nota, sebbene le origini ebraiche di lui, i sospetti di ateismo e l\u2019anticonvenzionalit\u00e0 delle tesi costassero dapprima in patria un qual certo ostracismo, tant\u2019\u00e8 che la diffusione di essa giunse solo in seguito, grazie alle edizioni tedesca (1894-96) e inglese (1901).<br \/>\n[16] Upton Sinclair, The Metropolis, New York, Moffat, Yard &amp; Company, 1908.<br \/>\n[17] Upton Sinclair, The Money Changers, New York, B.W. Dodge &amp; Company, 1908. In questo romanzo, che era il sequel del precedente The Metropolis, l\u2019autore espose una spietata critica alle cupole finanziarie di Wall Street, tra i cui personaggi al lettore d\u2019inizio Novecento non era difficile veder adombrato un magnate del calibro di un John Pierpont Morgan.<br \/>\n[18] Upton Sinclair, King Coal, New York, Macmillan Company, 1917.<br \/>\n[19] \u00abThe American People will take Socialism, but they won\u2019t take the label. I certainly proved it in the case of EPIC. Running on the Socialist ticket I got 60,000 votes, and running on the slogan to \u201cEnd Poverty in California\u201d I got 879,000. I think we simply have to recognize the fact that our enemies have succeeded in spreading the Big Lie. There is no use attacking it by a front attack, it is much better to out-flank them.\u00bb Lettera di Upton Sinclair a Norman Mattoon Thomas del 25 settembre 1951.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/06\/12\/upton-sinclair-un-poeta-capitale\/#more-2137\">http:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2017\/06\/12\/upton-sinclair-un-poeta-capitale\/#more-2137<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE \u00a0(Giancarlo Micheli) Je chante pour passer le temps Petit qu\u2019il me reste de vivre Comme on dessine sur le givre Comme on se fait le coeur content A lancer cailloux sur l\u2019\u00e9tang Je chante pour passer le temps Louis Aragon &nbsp; Dinanzi alla scena, resa tempestivamente virale dalle testate commerciali e rimbalzata in men che non possa dirsi sulla palude mediatica in cui l\u2019industria della comunicazione di massa si specchia con sintomatico&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":30527,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/Unknown.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-8kf","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32007"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32007"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32008,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32007\/revisions\/32008"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/30527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}