{"id":3208,"date":"2011-04-23T21:08:54","date_gmt":"2011-04-23T21:08:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=3208"},"modified":"2011-04-23T21:08:54","modified_gmt":"2011-04-23T21:08:54","slug":"lettera-di-un-militante-in-cerca-di-alternativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=3208","title":{"rendered":"Lettera di un militante in cerca di alternativa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Danilo Lolobrigida<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.megachipdue.info\">Megachip<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cara CGIL, sono un tuo iscritto e rappresentante sindacale da quasi 30 anni. Sono delegato RSU nell&rsquo;azienda in cui lavoro, sono da tempo componente di direttivi territoriali di categoria e anche RLS. Sono un tuo appassionato militante, che mette il cuore e la mente nell&rsquo;impegno di rappresentare i lavoratori nella maniera pi&ugrave; onesta ed efficace possibile. Ho sempre creduto nei tuoi valori e porto con orgoglio il tuo distintivo e la tua bandiera. In questi anni ho partecipato a tutti gli scioperi e a quasi tutte le manifestazioni che hai indetto. &Egrave; stato un grande impegno, che ho svolto con entusiasmo e determinazione, convinto che fossero tutte battaglie utili e necessarie per il bene dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Venerd&igrave; 6 maggio vi sar&agrave; un nuovo sciopero generale indetto da te, con manifestazioni provinciali in tutta Italia. Ma, questa volta, non sar&ograve; in piazza e non sosterr&ograve; lo sciopero. Ho tre gravi motivi di dissenso che mi portano a questa scelta. <br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Le motivazioni dello sciopero generale<\/span><\/strong> sono sintetizzate da un manifesto, nel quale sono elencati 12 punti programmatici. Gli argomenti indicati sono importantissimi e apparentemente molto condivisibili: fisco pi&ugrave; equo; sostegno alla scuola pubblica, all&rsquo;universit&agrave; e alla ricerca; pi&ugrave; welfare; tutela alle pensioni; tutela dei giovani; tutela delle donne; tutela del lavoro pubblico; accoglienza ai migranti; federalismo solidale; democrazia nei luoghi di lavoro. La tutela e la promozione di questi argomenti meritano certamente sostegno e forti azioni di lotta. Il problema &egrave; che si tratta di specchietti per le allodole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per rendere una lotta credibile &egrave; necessario individuare la causa del problema ed individuare il giusto avversario da affrontare. Quindi proporre delle azioni efficaci che possano produrre dei miglioramenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, cara CGIL, sembri non poter capire da dove realmente derivano i problemi, qual &egrave; il vero nemico da combattere e quali azioni permettono di ottenere delle soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Il mio primo motivo di dissenso<\/span><\/strong>: non mi convince la sintetica analisi, presente nel tuo manifesto, che spiega le ragioni dei nostri problemi. In sostanza viene affermato che il peggioramento delle condizioni dei lavoratori italiani &egrave; causato dai 34 mesi del governo Berlusconi. Lasciando supporre che per raggiungere il miglioramento delle condizioni dei lavoratori sia sufficiente rimuovere il Caimano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo assunto &egrave; completamente falso e fuorviante. In questi anni si sono cumulate numerose gravissime corresponsabilit&agrave; della &ldquo;sinistra&rdquo;, dalla gravit&agrave; almeno pari a quelle della &ldquo;destra&rdquo;. Ormai abbiamo appurato sulla nostra pelle che passando a un governo di centrosinistra i lavoratori non godono di alcun vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le condizioni dei lavoratori e dei cittadini sono infatti progressivamente peggiorate negli ultimi 25 anni, con particolare accelerazione negli ultimi 15. Certamente per gravi responsabilit&agrave; dei vari governi Berlusconi, che hanno prodotto gravi danni non solo al mondo del lavoro, ma anche al sistema istituzionale e al livello etico del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda il mondo del lavoro, basta citare la legge 30, che ha istituzionalizzato un precariato privo di diritti, e il recente collegato lavoro che cerca di rimuoverne anche le tutele legali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma le condizioni sono peggiorate anche a causa dei vari governi di centrosinistra degli ultimi anni: Prodi, D&#39;Alema, Amato, Ciampi, Dini; ognuno ha prodotto qualche grave danno. Per non parlare dei passati governi del centrosinistra socialista degli anni&rsquo;80 e inizio &rsquo;90, l&rsquo;epoca di Craxi e del CAF. Tutti governi che hanno inserito, spesso per primi, modifiche alla legislazione che hanno un poco per volta portato alla riduzione dei diritti e del livello retributivo dei lavoratori italiani, in nome del libero mercato e della globalizzazione capitalista, secondo le regole dettate di volta in volta dal libro bianco di Delors alla met&agrave; degli anni &rsquo;80, dall&rsquo;accordo di Maastricht dei primi anni &rsquo;90 e dall&rsquo;Unione Europea negli anni 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questI risultati la &ldquo;sinistra&rdquo; ha responsabilit&agrave; almeno pari a quelle della &ldquo;destra&rdquo; e una colpa etica enormemente pi&ugrave; grave, avendo totalmente tradito i propri principi fondanti, da forza emancipatrice della classe lavoratrice, a fedele esecutrice delle regole antisociali dettate dal liberismo capitalista e dalla societ&agrave; di mercato. Il tutto rappresentandolo con la falsit&agrave; intellettuale del &ldquo;male minore&rdquo; e della inesistente e mai applicata possibilit&agrave; di esercitare determinanti correzioni positive in termini sociali. Una visione mitica del tutto irrealizzabile, mantenendosi all&rsquo;interno delle regole dettate dal grande capitale internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto alla &ldquo;sinistra&rdquo; cosiddetta &ldquo;radicale&rdquo;, ha inscenato molte proteste, sostenendo spesso la bandiera di temi importanti, ma nei fatti ha spesso finito con l&#39;adeguarsi alle azioni della &ldquo;sinistra&rdquo; &ldquo;moderata&rdquo;, quindi anch&rsquo;essa si &egrave; vincolata al &ldquo;male minore&rdquo; e al &ldquo;meno peggio&rdquo;. Un banale esempio: la &ldquo;sinistra&rdquo; e il centrosinistra hanno fortemente contestato la legge 30 promulgata dal governo Berlusconi, ma quando l&rsquo;ultimo governo Prodi &egrave; andato al potere la legge 30 &egrave; stata mantenuta tale e quale, a parte un lievissimo ritocco. Dopo anni di dichiarazioni e di manifestazioni (e di salotti televisivi) si &egrave; quindi manifestata l&rsquo;incapacit&agrave; della &ldquo;sinistra&rdquo; &ldquo;radicale&rdquo; di produrre risultati percepibili, ha anzi finito con l&#39;accettare scelte del tutto opposte ai principi dichiarati (come il rinnovo della presenza militare in Afghanistan), il che ne ha provocato l&rsquo;irrimediabile crollo di credibilit&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intendiamoci, liberarsi di questa destra eversiva, del Caimano e del &ldquo;bunga-bunga&rdquo; costituirebbe un enorme miglioramento etico, istituzionale e di presentabilit&agrave; nazionale ed internazionale per il nostro Paese, ma dal punto di vista pratico, nella politica economica, nel lavoro e nel sociale, non otterremmo nessuna variazione sostanziale a favore dei lavoratori e dei cittadini italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&ldquo;Sinistra&rdquo; e &ldquo;destra&rdquo; sono ormai da anni completamente svincolate dalle ideologie e dai valori di origine, professati fortemente a parole, ma per nulla applicati nei fatti. &ldquo;Sinistra&rdquo; e &ldquo;destra&rdquo; da tempo rappresentano gli stessi interessi, magari di lobby contrapposte, ma tutte appartenenti a gruppi dominanti di potere economico. Interessi estranei e spesso opposti a quelli dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come ho avuto occasione di dichiarare in pi&ugrave; di un direttivo e anche all&#39;ultimo congresso, i lavoratori oggi sono completamente privi di rappresentanza politica. Centrosinistra e &quot;sinistra&quot; non ci rappresentano. Questo punto avrebbe dovuto essere incluso nel manifesto, in quanto aspetto determinante dell&#39;analisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Il mio secondo motivo di dissenso:<\/span><\/strong> il citato manifesto propone come soluzione unica a ogni problema il dover creare le opportunit&agrave; di nuova &ldquo;crescita&rdquo; e &ldquo;sviluppo&rdquo;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Che la &ldquo;crescita&rdquo; e lo &ldquo;sviluppo&rdquo; siano ancora realmente possibili e che offrano opportunit&agrave; di miglioramento per i lavoratori &egrave; uno dei dogmi completamente privi di contenuto di questa epoca di follia. E&rsquo; proprio lo sviluppo e la crescita infinita del PIL l&rsquo;origine del problema. Quindi puntare ad aumentare crescita e sviluppo non pu&ograve; costituire alcuna soluzione, ma solo il peggioramento della stessa condizione. Anche Robert Kennedy, poco prima di essere ucciso, affermava che la crescita del PIL non poteva rappresentare il benessere e la cultura della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&rsquo; dimostrato dai fatti che l&rsquo;enorme incremento produttivo ottenuto negli ultimi 40 anni nel pianeta non abbia portato aumento occupazionale, che &egrave; anzi percentualmente diminuito rispetto al crescere della popolazione. Come &egrave; anche dimostrato che a partire dagli anni &rsquo;80 sono progressivamente calati il livello retributivo in termini di capacit&agrave; di acquisto, la tutela dei diritti e lo stato sociale. Mentre sono cresciuti enormemente il profitto del grande capitale e le remunerazioni dei top manager.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Pi&ugrave; crescita e pi&ugrave; sviluppo significano pi&ugrave; mercato, pi&ugrave; liberismo, pi&ugrave; globalizzazione e significano diminuzione dei diritti e delle retribuzioni, pi&ugrave; diseguaglianze sociali, pi&ugrave; povert&agrave;, pi&ugrave; sfruttamento, pi&ugrave; inquinamento, pi&ugrave; CO2, pi&ugrave; consumo di energie non rinnovabili, pi&ugrave; automobili, pi&ugrave; rifiuti, pi&ugrave; cementificazione, distruzione delle condizioni di vita del pianeta, progressiva distruzione della nostra cultura e civilt&agrave;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dovrebbe essere evidente l&rsquo;obbligo di dover rispettare un elementare principio della fisica: non &egrave; possibile una crescita infinita in un ambiente dotato di una quantit&agrave; finita di risorse. Il pianeta Terra ha risorse limitate e ne abbiamo gi&agrave; da anni oltrepassato il limite: stiamo cominciando ad esaurire le risorse energetiche non rinnovabili; a rendere eccessiva la quantit&agrave; di CO2 e di gas serra emessi nell&rsquo;atmosfera, provocando il progressivo innalzamento della temperatura globale; a produrre una quantit&agrave; eccessiva di rifiuti e di agenti inquinanti immessi nell&rsquo;aria, nella terra e nell&rsquo;acqua, rendendo sempre pi&ugrave; impossibile il naturale recupero ambientale, degenerando progressivamente ed irrimediabilmente le risorse indispensabili alla nostra sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando parliamo della crescita e dello sviluppo infiniti di una societ&agrave; capitalista globalizzata dobbiamo immaginare un soggetto dalle stesse caratteristiche di un tumore. In natura la crescita infinita delle cellule viene provocata dal cancro e alla fine, se non bloccata, porta al decesso di chi ne &egrave; affetto. Rischiamo di essere uccisi dal cancro della crescita infinita. Lo sviluppo ci uccider&agrave;. Non si tratta di una cura alla crisi, ma di una malattia letale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Proporre come soluzione ai problemi dei lavoratori la crescita e lo sviluppo, tipici dogmi del capitalismo liberista, ripetuti ipnoticamente dai fedeli sostenitori di &ldquo;destra&rdquo; e di &ldquo;sinistra&rdquo;, corrisponde a voler spegnere un incendio in una raffineria gettandovi sopra ettolitri di benzina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il nemico vero da affrontare &egrave; infatti proprio il sistema capitalista, che invece ormai la &ldquo;sinistra&rdquo;, anche buona parte di quella &ldquo;radicale&rdquo; accetta come inevitabile. L&rsquo;altro dogma di questi tempi &egrave; che non possa esservi alternativa al capitalismo, il T.I.N.A. (there is not alternative), anch&rsquo;esso ripetuto come un mantra, va una volta per tutte confutato. L&rsquo;alternativa al capitalismo non solo &egrave; possibile, ma &egrave; soprattutto necessaria e va cercata e perseguita con determinazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per contrastare il capitalismo, &egrave; necessario intraprendere un percorso di decrescita, che non corrisponde a un abbassamento del livello di civilt&agrave;, o di fame e disperazione, bens&igrave; l&rsquo;opposto. E&rsquo; il rinascimento della cultura, della civilt&agrave; e del benessere dell&rsquo;Uomo, contro la religione del mercato e del profitto. E&rsquo; una sana e necessaria scelta di sobriet&agrave; dei consumi; di riduzione della produzione di merci, orientandosi piuttosto verso la produzione di beni e servizi; verso la riduzione degli orari di lavoro; verso lo Stato e il pubblico; verso l&rsquo;attenta tutela dell&rsquo;ambiente; verso una visione &ldquo;ecologica&rdquo; ad ampio spettro: ambientale, culturale, spirituale ed umana. Una grande scelta globale di sobriet&agrave; e di recupero etico. Negli ultimi anni in cui vi &egrave; stata una sinistra riconoscibile come tale, all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;80, Enrico Berlinguer, l&rsquo;ultimo grande leader di sinistra italiano, lanci&ograve; i temi dell&rsquo;&rdquo;austerit&agrave;&rdquo; e della &ldquo;questione morale&rdquo;. Berlinguer aveva intuito con grande anticipo i temi giusti. Oggi &egrave; necessario riprenderli e svilupparli. Austerit&agrave; e questione morale. Eticit&agrave; e decrescita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><span style=\"text-decoration: underline\">Il mio terzo motivo di dissenso<\/span><\/strong>: questo sciopero generale viene deciso a mesi di distanza da quando sarebbe effettivamente servito, quando furono colpiti i lavoratori FIAT e la FIOM, quando il ricatto di Marchionne &egrave; stato esercitato sui lavoratori e quando il rispetto dei diritti, delle tutele e delle regole &egrave; stato completamente ignorato. Una serie di atti di enorme gravit&agrave; sociale e politica. Fatto da un manager che gode molta simpatia nel centrosinistra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Avremmo dovuto fare lo sciopero generale allora, come ci chiedeva la FIOM, e non lasciare che tale fondamentale pezzo della CGIL lottasse da sola contro un nemico solo apparentemente italiano. In quell&rsquo;occasione l&rsquo;atteggiamento della CGIL avrebbe dovuto essere molto diverso, attivandosi da subito in difesa di una delle proprie categorie pi&ugrave; importanti, colpita da un attacco inaudito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Invece si &egrave; scelto di non agire, decidendosi a farlo solo alcuni mesi dopo, a poco meno di una settimana dal voto amministrativo. La sensazione che lo sciopero posto in tale data sia un tentativo di dare visibilit&agrave; e sostanza, nell&rsquo;imminenza del turno elettorale, al fallimentare e mistificatorio centrosinistra, non molto migliore della destra di Berlusconi, appare pi&ugrave; che una certezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per tutti questi motivi sono contrario allo sciopero e alla partecipazione alla manifestazione, azioni incapaci, in quest&rsquo;ottica, di promuovere delle vere iniziative per migliorare le condizioni dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Cara CGIL, credi nelle parole di un tuo vecchio e appassionato militante, se vuoi evitare di essere conformata agli interessi del Capitale e continuare la tua gloriosa storia centenaria di combattente in sostegno dei lavoratori, dovrai presto cambiare visione ed azione, superare i dogmi e le abitudini, rifiutare il Pensiero Unico, sciogliere un po&rsquo; di ruggine e cercare una soluzione alternativa al sistema socio-economico capitalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Danilo Lollobrigida<\/strong>. Iscritto, militante e rappresentante CGIL<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Danilo Lolobrigida Megachip Cara CGIL, sono un tuo iscritto e rappresentante sindacale da quasi 30 anni. Sono delegato RSU nell&rsquo;azienda in cui lavoro, sono da tempo componente di direttivi territoriali di categoria e anche RLS. Sono un tuo appassionato militante, che mette il cuore e la mente nell&rsquo;impegno di rappresentare i lavoratori nella maniera pi&ugrave; onesta ed efficace possibile. 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