{"id":32112,"date":"2017-06-30T18:30:00","date_gmt":"2017-06-30T16:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32112"},"modified":"2017-06-28T17:16:52","modified_gmt":"2017-06-28T15:16:52","slug":"che-fine-ha-fatto-la-scuola-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32112","title":{"rendered":"Che fine ha fatto la scuola pubblica?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di ROBERTO RENZETTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I marxisti, me compreso, avevano sopravvalutato il capitalismo (l&#8217;unico che non aveva fatto un tale errore era Gramsci). Credevano fosse penetrato dovunque e pervaso con la sua ideologia ogni struttura, corrompendola. Sbagliavamo. La scuola era rimasta fuori ed era forse l&#8217;unico luogo dove non era potuta penetrare la societ\u00e0 dei consumi e del facile successo. Inconsciamente tutte le forze politiche fino al 1968 avevano spinto per una scuola sempre pi\u00f9 selettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La protesta studentesca era generica. Le vicende politiche contingenti sviarono l&#8217;attenzione dalla scuola alla politica generale. La parte del movimento strettamente politica fu azzittita con le bombe di Piazza Fontana. L&#8217;altra, quella che aderiva con motivazioni minimali e comunque non trainante, fu blandita con riforme populistiche che dettero il via al tracollo della scuola pubblica.\u00a0 Siamo stati, per quanto inconsciamente, coloro che hanno aperto la breccia dentro cui si \u00e8 infilato il capitalismo.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La scuola presessantotto era scuola selettiva certamente, classista in grandissima parte, ma altrettanto certamente garantiva sbocchi universitari con bagagli culturali generalmente adeguati o sbocchi professionali adeguati. Non \u00e8 un caso che poi, sempre pi\u00f9 al passare del tempo dal 1968, si sia radicata (ci abbiano inculcato) una convinzione dal sapore quasi ineluttabile: la scuola di massa ed aperta a tutti \u00e8 una scuola dequalificata. Ma perch\u00e9? Perch\u00e9? La risposta era ed \u00e8 semplice. E come le cose pi\u00f9 semplici \u00e8 la pi\u00f9 difficile da capire.<\/p>\n<p>L&#8217;equivoco sta tutto nella non univoca definizione di &#8220;scuola di massa&#8221;. Se con tale termine si intende una scuola che porti tutti ad acquisire un titolo, hanno ragione coloro che ci hanno inculcato quel concetto. Ma se con quel termine si vuole (e per me si deve) intendere scuola aperta a tutti con identiche possibilit\u00e0 di accesso per tutti, allora l&#8217;identit\u00e0 di scuola pubblica con dequalificazione \u00e8 una sciocchezza madornale.<\/p>\n<p>Christopher Lasch, uno studioso americano, nel suo fondamentale <em>The culture of\u00a0 narcissism<\/em> (W.W. Norton, 1979) dice cose di estremo interesse. Riporto un brano tanto per iniziare (citato da Mich\u00e9a): &#8220;<em>L&#8217;istruzione di massa, che prometteva la democratizzazione della cultura, prima ristretta ai ceti privilegiati, fin\u00ec per danneggiare gli stessi privilegiati. La societ\u00e0 moderna, che ha conseguito un livello di istruzione formale senza precedenti, ha anche dato origine a nuove forma di ignoranza. Alla gente risulta sempre pi\u00f9 difficile maneggiare la propria lingua con scioltezza e precisione, ricordare i fatti fondamentali della storia del proprio Paese, realizzare deduzioni logiche o comprendere testi scritti che non siano rudimentali o, addirittura, di comprendere i propri diritti costituzionali<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ebbene, Lasch godeva dell&#8217;osservatorio privilegiato del suo Paese, del Paese pi\u00f9 avanzato del mondo con una scuola che anticipava di almeno 20 anni la nostra. Oggi, come riconosce Mich\u00e9a per la scuola francese, anche noi in Italia dobbiamo iniziare a preoccuparci fortemente perch\u00e9 siamo entrati quasi completamente nella situazione che denunciava Lasch.<\/p>\n<p>Per realizzare pienamente il MERCATO e far raggiungere all&#8217;uomo la felicit\u00e0, la pace, la prosperit\u00e0 occorre eliminare tutti gli ostacoli che lo impediscono. In una societ\u00e0 determinata (da <em>determinismo<\/em>) in cui tutto debba funzionare meccanicisticamente occorre che gli individui siano come atomi da poter seguire nelle loro traiettorie e non in grado di deciderle.<\/p>\n<p>Ora, vogliono i cittadini comportarsi come unit\u00e0 discrete che si muovono con leggi meccaniche? Questo \u00e8 il nocciolo del problema che in qualche modo costruisce l&#8217;Economia Politica e fa da spartiacque tra l&#8217;economia marxista e quella liberale. Oggi dobbiamo considerare SOLO la vertente liberale. In essa si richiede, per l&#8217;eliminazione di quegli ostacoli al libero sviluppo del mercato, che il potere politico sia tanto &#8220;autorevole&#8221; da togliersi di torno ogni problema che la religione, una qualche ideologia, il diritto e le consuetudini pongono.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo deve essere razionale. Ma con una razionalit\u00e0 postcartesiana, definita bene da Hume: <em>egoismo e calcolo<\/em> (il regno della borghesia, secondo Engels). Ed il potere politico deve indirizzare il cittadino verso la sua personale utilit\u00e0, verso il suo egoismo.\u00a0 Oggi, dopo le vicende che pi\u00f9 o meno conosciamo, abbiamo di fronte la massima espressione delle aspirazioni liberali. Non sembra vi siano pi\u00f9 ostacoli.<\/p>\n<p>La religione dalle parti nostre vive appagata dei suoi privilegi ed \u00e8 d&#8217;aiuto al MERCATO; le consuetudini non esistono pi\u00f9, ormai si va verso il pensiero unico, quello americano; il diritto viene modificato a seconda delle necessit\u00e0 di chi detiene il potere; le ideologie di massa non ci sono pi\u00f9.\u00a0 In definitiva siamo dentro al mondo capitalista dove, l&#8217;affermazione dell&#8217;egoismo e del calcolo \u00e8 una negazione di tutti quei valori (anche in senso nietzschiano) che rendono l&#8217;uomo non macchina, non atomo: la solidariet\u00e0, l&#8217;amicizia, l&#8217;amore&#8230; L&#8217;affermazione del capitalismo \u00e8 quindi la negazione di ci\u00f2 che costituisce la peculiarit\u00e0 dell&#8217;uomo, il suo associarsi in societ\u00e0 con regole che vanno al di l\u00e0 dei meri rapporti economici. Di fatto il capitalismo si afferma nelle societ\u00e0 in cui vengono meno quei <em>valori<\/em> per forza economica e potenza comunicativa, dove i vincoli famigliari, religiosi e tribali (se si vuole) sono estremamente affievoliti.<\/p>\n<p>Ma per ottenere ci\u00f2 servono figure antropologiche che il capitalismo di per s\u00e9 non pu\u00f2 costruire senza negare se stesso: operai con coscienza professionale, giudici incorruttibili, dirigenti rigorosi, insegnanti preparati e dediti alla loro professione. Queste figure sono ereditate da generazioni e stratificazioni precedenti e stanno l\u00ec, sempre meno ma sempre vigili. Sono l&#8217;impedimento ancora esistente al pieno dispiegarsi del MERCATO.<\/p>\n<p>Dice Mich\u00e9a:\u00a0 &#8220;<em>Ora che sparisce dalla nostra vita, e presto dalla nostra memoria, comprendiamo un poco meglio ci\u00f2 che il mondo moderno era realmente fino a poco tempo fa. Quello che configurava la sua complessit\u00e0 &#8230; era questa contraddizione permanente tra le regole universali del sistema capitalista ed il civismo proprio delle differenti societ\u00e0 nelle quali si realizzava.\u00a0 Era un mondo dove il modo di produzione capitalista era molto lontano dalla sua realizzazione pratica<\/em>&#8220;, esistevano gli anticorpi naturali in quelle figure antropologiche di cui prima che resistevano anche in modo completamente naturale e disorganizzato.<\/p>\n<p>Dove intervenire allora per rendere sempre pi\u00f9 penetrante l&#8217;ideale del MERCATO? E&#8217; evidente, e qui riprendiamo da dove avevamo lasciato: sui giovani e quindi sulla SCUOLA.<\/p>\n<p>Di fatto la conoscenza non serve al futuro lavoratore ed in tal senso il sistema di potere si \u00e8 accorto che l&#8217;impresa scuola \u00e8 assolutamente dispendiosa e basata su dati ipocriti. Fino a poco tempo addietro si tentava di ammantare gli insuccessi con giustificazioni. Oggi stanno sparendo anche le giustificazioni. Sono pochi quelli che ci interessano per mandare avanti il sistema: non serve mantenere un apparato elefantiaco, li possiamo estrarre con altri metodi da altre situazioni. La descolarizzazione \u00e8 ci\u00f2 che serve. Solo pochi che accedono all&#8217;istruzione per alimentare le esigenze produttive di tecnici ed operai specializzati; a tutti gli altri l&#8217;educazione necessaria sar\u00e0 trasferita dai mass media che vuol dire, oggi, la TV e la pubblicit\u00e0. Ed allora, in attesa di una selezione fatta altrove, la scuola funziona come contenitore sempre pi\u00f9 vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/download.jpeg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"207\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiacchiere prive di senso, che dovrebbero essere il contenitore (le pseudoscienze), diventano il contenuto. Si discute di come insegnare, di quali sono i caratteri, di come si trasferisce la comunicazione ma non si dice mai qual \u00e8 l&#8217;argomento dell&#8217;insegnamento. Non serve pi\u00f9, essendo affidato ai singoli ed all&#8217;aiuto che ad essi danno famiglie oculate che hanno gi\u00e0 capito e possono permettersi di scappare da questa omogeneizzazione verso la cialtroneria.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">I ragazzi, passati per otto anni [oggi dieci: lo scritto risale al 2001, <em>ndr<\/em>] di scuola dell&#8217;obbligo, oggi, arrivano alla scuola secondaria. Questi ragazzi arrivano a questa scuola senza saper leggere. Questo \u00e8 il problema principale. Non sanno leggere e quindi non comprendono. Il loro vocabolario \u00e8 ristrettissimo (ecco che ritorna la scuola di elite, quella che si appoggia su famiglie che possono aiutare i loro figli o che comunque possiedono quel vocabolario ricco). Spesso si fanno delle lezioni utilizzando un ordinario &#8220;dizionario&#8221; di vocaboli correnti.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"left\">Il pi\u00f9 delle volte, mancando la comprensione delle parole chiave, crolla la comprensione del contesto e del nocciolo di ogni discorso. Le implicazioni sono ancora maggiori quando si passa a volere esplicitare concetti che hanno bisogno di una discreta formalizzazione. La formalizzazione \u00e8 uno dei massimi momenti astrattivi, quello in cui occorre, dietro una formula, vedere un concetto, un fatto, una<span style=\"font-size: 12pt;\"> legge.\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"font-size: large; text-align: justify;\" align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt;\"> Questa parte sfugge completamente anche perch\u00e9 ha perso tutti i sostegni che le erano funzionali. Si sono perse quelle cose faticose di cui dicevo e che sono l&#8217;analisi logica e quella grammaticale. La sintassi del periodo \u00e8 ordine e come ogni cosa richiedente ordine, richiede lavoro, fatica. E come ogni fatica va respinta dalla scuola pseudodemocratica in tutte le sue componenti. <\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\n<div align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12pt;\">La richiesta di democrazia voleva solo dire la scuola della completa realizzazione del mercato, la scuola in cui si dovevano mescolare le acque dando una impres<\/span>sione di democrazia, nascondendo dietro di essa lo stravolgimento stesso del concetto, ammazzando la scuola pubblica in quanto probabile dispensatrice di sapere che, nella realt\u00e0, non serve a chi, nella maggioranza dei casi, deve essere solo un consumatore ed in nessun caso dotato di capacit\u00e0 analitiche e critiche.<\/div>\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\">\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div align=\"justify\">Nel 1995, la <em>fondazione Gorbacev<\/em>, riunitasi a San Francisco, concludeva dopo un seminario efficientissimo, che nei prossimi anni un solo quinto dell&#8217;umanit\u00e0 era in grado di mantenere in moto l&#8217;intera economia globale, a patto che gli altri quattro quinti si convertissero in consumatori poco esigenti, acritici.<\/div>\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ecco quindi che viene fuori in modo clamoroso e con estrema chiarezza l&#8217;<em>eccedenza umana<\/em> ai fini liberali. E la marcia funebre fu suonata da Z. Brzezinski (uno degli uomini pi\u00f9 potenti del mondo, uno dei rappresentanti del MERCATO): si tratta di preparare un miscuglio di sostanze (alimenti e intrattenimento volgare, <em>panem et circenses<\/em>, insomma) da somministrare a questa eccedenza frustrata in modo da mantenerla di buon umore.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Alla luce di questo si rifletta su come i padroni del mondo intendano la scuola e le riforme della scuola nei Paesi liberali. Da una parte occorre mantenere i livelli di eccellenza per pochi, per quegli scienziati, tecnici, gestori che sono indispensabili allo sviluppo della produzione e degli armamenti (che garantiscono il controllo). Pochi specialisti spiegano alla moltitudine (ritenuta adeguata) i processi ed i sistemi.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Gli insegnanti tendono a divenire obsoleti, quindi licenziabili, con la conseguenza che i grandi risparmi nei salari di questi saranno investiti in luoghi pi\u00f9 redditizi per le multinazionali globali. Naturalmente nel perseguire questi fini occorrer\u00e0 tenere ben presenti coloro che sono esclusi da tale processo. Ed in questo aiuta bene la soluzione prospettata da Brzezinski, del far mangiare\u00a0 e divertire la massa eccedente (il <em>panem et circenses<\/em> di cui prima), con il possente aiuto della scuola pubblica &#8220;falsamente democratizzata, del giustificazionismo dell&#8217;insuccesso (le pseudoscienze) e della TV che &#8220;educa&#8221; rapidamente ed a basso costo il consumatore del mercato.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In questo scenario gli insegnanti dovranno cambiare radicalmente il loro modo di operare, cos\u00ec come loro diranno gli pseudoscienziati, in modo da arrivare alla &#8220;dissoluzione della logica&#8221; (Debord)\u00a0 nei fruitori della scuola pubblica. Come con la fabbricazione dei terroristi, che \u00e8 impresa molto pi\u00f9 semplice del fabbricare consenso alle azioni in positivo di un determinato governo, anche qui \u00e8 estremamente pi\u00f9 semplice fabbricare il consumatore nella societ\u00e0 dello spettacolo che non il cittadino cosciente, critico ed in possesso di capacit\u00e0 logiche.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Gli insegnanti dovranno lasciar perdere i loro saperi disciplinari; si dovranno adattare alla coordinazione di dibattiti (secondo i modelli TV), alla trasversalit\u00e0, alla cultura dei valori, alla animazione ed anche ai sostegni psicologici. La scuola diventer\u00e0 uno spazio divertente ed allegro, un luogo dove incontrarsi e dibattere con l&#8217;appoggio strenuo dei genitori che &#8220;vogliono partecipare&#8221;. Un luogo in\u00a0 cui presto sar\u00e0 indispensabile il <em>metal detector<\/em>.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><em>fonte: fisicamente.net<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ROBERTO RENZETTI I marxisti, me compreso, avevano sopravvalutato il capitalismo (l&#8217;unico che non aveva fatto un tale errore era Gramsci). Credevano fosse penetrato dovunque e pervaso con la sua ideologia ogni struttura, corrompendola. Sbagliavamo. La scuola era rimasta fuori ed era forse l&#8217;unico luogo dove non era potuta penetrare la societ\u00e0 dei consumi e del facile successo. Inconsciamente tutte le forze politiche fino al 1968 avevano spinto per una scuola sempre pi\u00f9 selettiva. 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