{"id":32160,"date":"2017-06-21T10:30:38","date_gmt":"2017-06-21T08:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32160"},"modified":"2017-06-20T18:48:57","modified_gmt":"2017-06-20T16:48:57","slug":"sapir-il-voto-la-crisi-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32160","title":{"rendered":"Sapir: il voto, la crisi, il futuro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO<\/strong><\/p>\n<p><em>Jacques Sapir\u00a0<a href=\"http:\/\/russeurope.hypotheses.org\/6102\">commenta il risultato<\/a>\u00a0del secondo turno delle elezioni legislative francesi, da cui \u00e8 emersa la frattura drammatica tra la soverchiante maggioranza raggiunta da Macron e il paese reale, che per la stragrande parte ha votato altri partiti o non ha votato. La \u201cnuova\u201d (in realt\u00e0 perfetta prosecuzione ideologica della precedente) maggioranza dovr\u00e0 dunque governare con un potere ancora maggiore e una crisi di legittimit\u00e0 ancora pi\u00f9 grave. Sapir esorta tutte le forze dell\u2019opposizione \u201csovranista\u201d a combattere una comune battaglia politica nelle piazze \u2013 l\u00e0 dove i numeri ci sono.<\/em><\/p>\n<p><em>di Jacques Sapir, 19 giugno 2017<\/em><\/p>\n<p>Il consolidarsi dei risultati del secondo turno delle elezioni legislative mostra ancora di pi\u00f9 l\u2019ampiezza con cui si \u00e8 manifestato il rifiuto del voto. Se si sommano astensione, schede bianche e schede nulle \u2013 voti, questi ultimi, in forte aumento dal primo al secondo turno (da 500.000 a 2 milioni) \u2013 si supera il 61,5%, cifra data dal 57,36% delle astensioni pi\u00f9 il 4,20% di schede bianche o nulle. Questo significa che appena il 38,5% degli elettori aventi diritto (ossia 18,31 milioni su 47,58 milioni) ha espresso effettivamente un voto al secondo turno. L\u2019ampiezza del rifiuto del voto, a prescindere da quale forma abbia assunto, spinge a porsi alcune domande sul senso stesso di queste elezioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Paese \u201clegale\u201d contro paese \u201creale\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Se non avessimo gi\u00e0 abusato della contrapposizione maraussiana tra \u201cpaese legale\u201d e \u201cpaese reale\u201d, dovremmo utilizzarla proprio per descrivere la situazione attuale. Certo, la situazione non \u00e8 assimilabile a quella in cui Charles Maurras aveva espresso questa dicotomia. Essa indicava aspetti diversi e non pu\u00f2 essere ridotta alla sola cifra dei non-votanti. Eppure oggi abbiamo un \u201cpaese legale\u201d nel quale il movimento \u201cRepublique en Marche\u201d ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi all\u2019Assemblea Nazionale tramite l\u2019ultima tornata di elezioni, di cui nessuno contesta la legalit\u00e0, ma questa maggioranza assoluta di deputati non pu\u00f2 far dimenticare la maggioranza, questa volta davvero schiacciante al confronto, di francesi che non hanno votato o che hanno rifiutato di esprimere una scelta nel momento in cui hanno compilato la scheda di voto. \u00c8 questa la discrepanza che giustifica, nonostante le remore storiche e politiche, il riutilizzo della dicotomia tra \u201cpaese legale\u201d e \u201cpaese reale\u201d. L\u2019Assemblea Nazionale, per quanto sia legalmente autorizzata, ha un enorme problema di legittimit\u00e0.<\/p>\n<p>Una conseguenza di questo \u00e8 che non c\u2019\u00e8 alcuna onda di consensi dietro al presidente e al suo partito. Il sistema elettorale francese, come sappiamo e abbiamo ripetuto a sufficienza, non fa altro che amplificare i risultati di una singola elezione. Tuttavia, nel 1981, durante la famosa \u201conda rosa\u201d, l\u2019astensione era stata solo del 24,9% (al secondo turno). Analogamente, nel 1993 durante \u201cl\u2019onda blu\u201d ci fu un\u2019astensione del 32,4%. Ora siamo in una situazione ben diversa. Ed \u00e8 questa la situazione che dobbiamo considerare, al di l\u00e0 dei successi degli uni e dei fallimenti degli altri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Crisi di legittimit\u00e0 e fratture politiche<\/strong><\/p>\n<p>Se anche \u2013 per miracolo \u2013 l\u2019elezione fosse avvenuta secondo le regole del sistema proporzionale, \u2013 e allora, vorrei ricordare, \u201cFrance Insoumise\u201d avrebbe ottenuto 84 deputati (anzich\u00e9 solo 19) e il \u201cFront National\u201d ne avrebbe ottenuti 80 (anzich\u00e9 appena 8) \u2013 la legittimit\u00e0 dell\u2019Assemblea Nazionale sarebbe stata comunque fragile. Naturalmente si pu\u00f2 sempre dire che, in caso di rappresentanza proporzionale, l\u2019astensione sarebbe stata meno marcata. Questo \u00e8 possibile, ma \u00e8 da dimostrare. \u00c8 quindi necessario distinguere il problema della rappresentanza delle forze politiche all\u2019interno dell\u2019Assemblea Nazionale -problema che riguarda ovviamente la rappresentanza delle due forze di opposizione reale, e che potrebbe essere ridotto da un sistema elettorale un po\u2019 diverso \u2013 dal problema della legittimit\u00e0 complessiva dell\u2019Assemblea Nazionale, che deriva dall\u2019ampiezza dell\u2019effettivo \u201csciopero del voto\u201d a cui abbiamo assistito da parte degli elettori francesi.<\/p>\n<p>Questo \u201csciopero del voto\u201d, che ha coinvolto il 61,5% degli iscritti, dimostra che la crisi politica in Francia, crisi che covava gi\u00e0 dal 2012 e dalla rinnegazione europeista di Fran\u00e7ois Hollande, e poi diventata crisi aperta dal 2013, non \u00e8 ancora terminata. Gli incensatori di Emmanuel Macron e i propagandisti al soldo di \u201cRepublique en Marche\u201d possono pure strombazzare in giro che con questa elezione si apre una nuova era. Ma sappiamo tutti che non \u00e8 cos\u00ec. La societ\u00e0 francese resta ancora spaccata in modo duraturo, a causa della disoccupazione, della disuguaglianza, del peso degli interessi delle grandi imprese e delle banche sugli ambienti politici e mediatici, ma anche a causa della crisi della scuola repubblicana, del modello di integrazione francese e del rischio terroristico. Di queste fratture ci ha dato un quadro pi\u00f9 attendibile il primo turno delle elezioni presidenziali, che ha dimostrato come di fronte al campo del capitale \u2013 un campo che oggi si confonde con quello degli interessi \u201ceuropeisti\u201d \u2013 le diverse forze sovraniste nell\u2019insieme potevano fare il loro gioco e ottenere la maggioranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che futuro si prospetta?<\/strong><\/p>\n<p>Il grande rischio \u00e8 di vedere il \u201cpaese legale\u201d convincersi di avere tutti i diritti, e mettere in atto le riforme e le misure che aggraverebbero le fratture della societ\u00e0 francese. Nei fatti questo rischio pu\u00f2 assumere forme concrete differenti. La prima riguarda l\u2019anomia, con una societ\u00e0 che si disferebbe progressivamente sotto i colpi sempre pi\u00f9 violenti che le vengono inferti, e frammenti di questa societ\u00e0 che ricorrono alla violenza per cercare di far valere i propri diritti. Entreremmo allora in un mondo come quello di cui parla Hobbes, il mondo di una \u201cguerra di tutti contro tutti\u201d, con il pi\u00f9 grande vantaggio \u2013 e la pi\u00f9 grande felicit\u00e0, si \u00e8 costretti ad aggiungere \u2013 di quell\u20191% che ci comanda. La seconda strada, decisamente preferibile, vedrebbe i francesi unire le proprie forze contro le istituzioni occupate da una minoranza priva di legittimit\u00e0, per far valere le proprie richieste. \u00c8 stato questo l\u2019appello rivolto domenica sera ai francesi da Jean-Luc M\u00e9lenchon.<\/p>\n<p>Verso quale delle due forme di reazione pender\u00e0 la bilancia \u00e8 della pi\u00f9 grande importanza. Ci\u00f2 determiner\u00e0 il nostro futuro. Bisogna quindi che le forze di opposizione, nel loro insieme, capiscano che non c\u2019\u00e8 soluzione possibile alla crisi politica se non nelle lotte collettive all\u2019interno delle quali dovr\u00e0 emergere, ancora una volta, l\u2019idea del bene comune. Perch\u00e9, e questo deve essere compreso da tutti, il \u201cbene comune\u201d non esiste al di sopra e al di l\u00e0 delle lotte sociali. Il bene comune va costruito all\u2019interno di esse. Pertanto la nostra partecipazione alle lotte collettive sar\u00e0 importante per definire il futuro che ci attende.<\/p>\n<p>Allora e solo allora potr\u00e0 essere trovata una soluzione alternativa a quello che alcuni colleghi hanno chiamato giustamente il \u201cblocco borghese\u201d o, pi\u00f9 precisamente, il \u201cblocco liberale\u201d. Queste forze, senza rinunciare a ci\u00f2 che costituisce la loro identit\u00e0 politica, dovranno capire che forme di unit\u00e0 sono necessarie, se un giorno vogliono veder trionfare le proprie idee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Articolare \u201cil\u201d politico e \u201cla\u201d politica<\/strong><\/p>\n<p>Questo implica una riflessione seria sui campi del politico e della politica. Il politico, come sappiamo, si definisce attraverso la contrapposizione tra amico e nemico. \u00c8 lo spazio dei confronti antagonistici. Ma avere pi\u00f9 avversari alla volta implica assumersi il rischio di essere sconfitti, soprattutto quando gli avversari sono a conoscenza del problema. La politica \u00e8 invece lo spazio dei conflitti non-antagonistici, delle opposizioni e delle divergenze che possono legittimamente emergere tra le forze politiche, e che ad un certo punto dovranno essere risolte, ma la cui soluzione pu\u00f2 passare temporaneamente in secondo piano rispetto ai confronti antagonistici prima menzionati. Chantal Mouffe ha definito questo lo spazio del \u201cconfronto agonistico\u201d, secondo una distinzione che molti di quelli che si riferiscono al suo pensiero, ma evidentemente non lo hanno letto, farebbero bene a meditare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, ci sono differenze importanti, persino radicali, tra i vari sovranisti, ma questo non dovrebbe impedire ai sovranisti di formare un fronte comune contro lo stesso avversario. \u00c8 comprensibile che ci siano molti punti che in questi anni hanno contrapposto i militanti del Front National agli attivisti saldamente radicati nella sinistra di France Insoumise. Ci sono differenze nei punti di vista e nell\u2019identit\u00e0 politica. Queste differenze continueranno a esserci anche nelle battaglie che si dovranno condurre. Ma gli uni e gli altri devono capire che queste differenze potranno essere espresse solo quando la sovranit\u00e0 del popolo, cio\u00e8 la sovranit\u00e0 della Francia, sar\u00e0 stata ripristinata. Ci\u00f2 non implica affatto che le contrapposizioni che ci sono tra loro siano superficiali o poco importanti. Non lo sono, se si considera il campo economico, per esempio la questione fiscale. Queste contrapposizioni ci sono, devono essere rispettate e sono legittime, in quanto rappresentano posizioni sociali differenti.<\/p>\n<p>Ma queste contrapposizioni non devono oscurare quella, al contrario irriducibile, tra i sovranisti e i loro avversari. Questo lo aveva capito Eric Dillies, candidato perdente del Front National per la circoscrizione Nord, dove \u00e8 stato recentemente eletto Adrien Quatennens, candidato di France Insoumise. Eric Dillies aveva dichiarato a un giornale locale, la \u201cVoce del Nord\u201d: \u201c<em>Voter\u00f2 per lui e ho invitato i miei elettori a seguire il mio esempio (\u2026). Ho incontrato Adrien Quatennens ed \u00e8 una brava persona. Di fronte a una maggioranza strabordante lui difender\u00e0 il popolo, non sar\u00e0 uno yes-man<\/em>\u201d [1]. Eric Dillies \u00e8 stato ascoltato dai suoi elettori e questo pu\u00f2 aver contribuito al successo di Quatennens. Questo \u00e8 un esempio di realizzazione della distinzione tra \u201cil politico\u201d e \u201cla politica\u201d, che i sovranisti dovranno imperativamente mettere in atto in futuro, se vorranno sperare di prevalere.<\/p>\n<p>[1] <a href=\"http:\/\/www.lavoixdunord.fr\/177015\/article\/2017-06-12\/le-front-national-appelle-voter-pour-l-insoumis-adrien-quatennens\">http:\/\/www.lavoixdunord.fr\/177015\/article\/2017-06-12\/le-front-national-appelle-voter-pour-l-insoumis-adrien-quatennens<\/a><\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><em><a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/06\/20\/sapir-il-voto-la-crisi-il-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/06\/20\/sapir-il-voto-la-crisi-il-futuro\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO Jacques Sapir\u00a0commenta il risultato\u00a0del secondo turno delle elezioni legislative francesi, da cui \u00e8 emersa la frattura drammatica tra la soverchiante maggioranza raggiunta da Macron e il paese reale, che per la stragrande parte ha votato altri partiti o non ha votato. 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