{"id":32237,"date":"2017-06-22T09:51:50","date_gmt":"2017-06-22T07:51:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32237"},"modified":"2017-06-22T09:51:50","modified_gmt":"2017-06-22T07:51:50","slug":"libia-arriva-luomo-di-soros","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32237","title":{"rendered":"Libia, arriva l\u2019uomo di Soros"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OCCHI DELLA GUERRA (Guido Dell&#8217;Omo)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo quattro mesi di attesa questo marted\u00ec il <strong>Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite<\/strong> ha approvato la nomina a <span id=\"more-27231\"><\/span>nuovo inviato per la crisi in Libia di Ghassan Salam\u00e9, ex ministro della cultura in Libano (2000-2003) e attuale professore di relazioni internazionali nella prestigiosa <em>Sciences Po<\/em> di Parigi.<\/p>\n<p>Il Segretario generale delle Nazioni Unite <strong>Antonio Guterres ha approvato ufficialmente<\/strong> il passaggio dell\u2019importante incarico il sabato della settimana passata, mentre i 15 membri del Consiglio avrebbero avuto tempo fino a marted\u00ec 20 giugno per opporsi alla nomina del professore libanese che, salvo imprevisti, dovrebbe essere confermata in questi giorni.<\/p>\n<p>La ricerca di un successore di Martin Kobler era iniziata a febbraio, quando Guterres aveva appoggiato la candidatura dell\u2019ex primo ministro palestinese Salam Fayyad. Gli Stati Uniti, attraverso la loro Rappresentante permanente alle Nazioni Unite Nikki Haley, si erano opposti con forza per evitare che Fayyad venisse nominato inviato in Libia perch\u00e9, per usare le parole della stessa Haley, \u201cc\u2019\u00e8 il rischio che vengano compromessi gli interessi di Israele, nostro alleato.\u201d Non \u00e8 la prima volta che gli alti funzionari americani si lamentano delle posizioni considerate anti-israeliane dell\u2019Onu: <strong>solo due settimane fa<\/strong> gli Stati Uniti condannavano l\u2019ennesimo invito al boicottaggio di alcune aziende israeliane fatto dall\u2019Organizzazione ai suoi membri.<\/p>\n<p>Guterres non aveva gradito il rifiuto americano e aveva commentato la scelta degli Stati Uniti condannandola come causa di \u201cuna grave perdita per il processo di pace in Libia.\u201d Prima che la scelta ricadesse su Salam\u00e9, riferisce il <a href=\"https:\/\/www.middleeastmonitor.com\/20170621-un-council-approves-former-lebanese-minister-as-new-libya-envoy\/%23.WUpBrGs5wwg.twitter\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Middle East Monitor<\/a> , \u00e8 stato messo il veto su altri due candidati al ruolo di inviato per la crisi libica, un inglese e un americano.<\/p>\n<p><strong>Ghassan Salam\u00e9<\/strong> \u00e8 nato nel 1951 in Libano ma gli studi universitari li ha portati avanti e conclusi a Parigi. Il professore di relazioni internazionali e studi di conflitto non \u00e8 nuovo all\u2019ambiente che ruota attorno alle Nazioni Unite. Dal 2003 al 2006 \u00e8 stato Senior Adviser del Segretario generale dell\u2019Onu e, sempre nel 2003, ha svolto il ruolo di consigliere politico durante l\u2019invasione dell\u2019Iraq. Il nuovo inviato delle Nazioni Unite in Libia fa anche parte del Comitato direttivo di diverse Ong, tra le quali l\u2019International Crisis Group (con sede a Bruxelles e con cui collabora anche Emma Bonino), l\u2019International Peace Institute (con sede a New York) e della tanto discussa <a href=\"http:\/\/www.g-l-f.org\/index.cfm?id=47915\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Open Society Foundations<\/a>\u00a0 del magnate ungherese naturalizzato americano <strong>George Soros<\/strong>. Fa parte della Global Leadership Foundation, \u00e8 considerato uno dei maggiori esperti per la risoluzione dei conflitti in Medio Oriente e scrive per la rivista di approfondimento Foreign Policy. Ha pubblicato anche diversi libri tra i quali \u201cDemocrazia senza democratici: politica della liberalizzazione del mondo arabo e musulmano\u201d, \u201cPolitica dell\u2019integrazione araba\u201d e \u201cFondamenti dello stato arabo\u201d.<\/p>\n<p>I predecessori Bernardino Leon e Martin Kobler non sono riusciti a chiudere il dossier libico. Ora tocca a Ghassan Salam\u00e9 provarci e la speranza \u00e8 che \u2013 memore del suo ruolo durante l\u2019invasione dell\u2019Iraq e grazie all\u2019esperienza maturata durante il suo mandato da Consulente sia sotto Kofi Annan che Ban Ki-Moon \u2013 <strong>non si ripetano gli errori del passato<\/strong>, permettendo parallelamente il consolidamento di quella tanto millantata stabilit\u00e0 promessa dopo la decisione di rovesciare il regime del vituperato Mu\u2019ammar Gheddafi.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><em><a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/ghassan-salame-il-nuovo-inviato-delle-nazioni-unite-in-libia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/ghassan-salame-il-nuovo-inviato-delle-nazioni-unite-in-libia\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OCCHI DELLA GUERRA (Guido Dell&#8217;Omo) Dopo quattro mesi di attesa questo marted\u00ec il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la nomina a nuovo inviato per la crisi in Libia di Ghassan Salam\u00e9, ex ministro della cultura in Libano (2000-2003) e attuale professore di relazioni internazionali nella prestigiosa Sciences Po di Parigi. 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