{"id":32239,"date":"2017-06-22T09:56:06","date_gmt":"2017-06-22T07:56:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32239"},"modified":"2017-06-22T09:56:06","modified_gmt":"2017-06-22T07:56:06","slug":"carne-e-sangue-della-nostra-gente-la-chiamano-spending-review","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32239","title":{"rendered":"Carne e sangue della nostra gente. La chiamano spending review"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONTROPIANO (Sergio Cararo)<\/strong><\/p>\n<p>Cosa ci racconta la relazione sulla Spending Review? Non lasciatevi ancora ingannare dal fascino rassicurante delle parole in inglese, armatevi di curiosit\u00e0 e seguiteci nella decostruzione di questa narrazione tossica dai risultati dolorosi.<\/p>\n<p>Secondo la Banca d\u2019Italia, al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano era pari a 2.217,7 miliardi. Lo certifica il Supplemento \u201cFinanza pubblica, fabbisogno e debito\u201d, in cui si evidenzia un aumento di 45 miliardi rispetto a fine 2015, quando il debito ammontava a 2.172,7 miliardi (132,3 per cento del Pil).<\/p>\n<p>Nel 2014 il debito pubblico era di 2.134 miliardi (il 133,8% del Pil). In due anni \u00e8 cresciuto di 83 miliardi (con relativo aumento degli interessi da pagarci sopra a vantaggio di banche, assicurazioni, fondi di investimento italiani e stranieri possessori dei titoli di debito) ma \u00e8 aumentato anche il Pil consentendo una riduzione percentuale ma non quantitativa. Quando \u201ctutto il male\u201d (per mutuare i bellissimi romanzi di Stig Larsson) \u00e8 cominciato, ossia nel 1992, il debito pubblico era \u201csolo\u201d il 105,2% del Pil. Ma da allora \u00e8 entrato in vigore il Trattato di Maastricht e sono cominciati i governi delle misure \u201clacrime e sangue\u201d (Amato, Ciampi, Prodi, Berlusconi) che dichiaravano come obiettivo strategico proprio la riduzione del debito pubblico. I risultati ci dicono che in venticinque anni di lacrime e sangue su pensioni, salari, salute, privatizzazioni che hanno impoverito il paese, il debito \u00e8 aumentato del 27,5% sul Pil.<\/p>\n<p>Ieri \u00e8 stata diffusa la relazione sulla Spending Review, cio\u00e8 i tagli della spesa pubblica affidati dopo aver cambiato mano tre volte, al consigliere economico di Renzi, l\u2019israeliano Yoram Gutgeld.<\/p>\n<p>La relazione ci dice che tra il 2014 e il 2016 la spesa pubblica \u00e8 stata tagliata per 3,6 miliardi nel 2014, 18 miliardi nel 2015, 25 miliardi nel 2016 e si punta a 29,9 miliardi per il 2017. Tagli importanti dunque ma, paradossalmente, non sul piano della spesa controllata attraverso il\u201dmetodo Consip\u201d oggi finito sotto processo per lo scandalo sull\u2019assegnazione degli appalti. Qui infatti la spesa \u00e8 aumentata del 27% (ne riferisce il Sole 24 Ore di oggi a pag.5).<\/p>\n<p>Ma dove sono stati inferti i tagli? Qui viene fuori tutto il carattere di classe della spending review.<\/p>\n<p>Leggiamo infatti dalla relazione che a farne le spese sono state soprattutto le amministrazioni locali e i lavoratori pubblici, diminuiti tra il 2013 e 2016 di ben 84mila unit\u00e0. E anche in prospettiva, quando si parla di tagli alla spesa si punta come \u201cspesa aggredibile\u201d al personale (il 50% della spesa pubblica aggredibile pari a 164 miliardi) e solo dopo ci sono i 135,4 miliardi (41%) degli acquisti per beni e servizi pubblici (esattamente l\u00ec dove ha fallito il \u201cmetodo Consip\u201d). Insomma si \u00e8 tagliato dolorosamente nella carne e nel sangue della gente per poter avere a disposizione un tesoretto da spendere per salvare le banche e finanziare l\u2019aumento delle spese militari.<\/p>\n<p>Ricapitolando. Sono venticinque anni che ci massacrano su ogni aspetto del lavoro e del welfare in nome della riduzione del debito pubblico, ma questo invece di diminuire \u00e8 aumentato. Il paese da decenni \u00e8 in avanzo primario (cio\u00e8 spende meno di quanto incassa) ma va in deficit a causa degli interessi da pagare sul debito (ben 66,3 miliardi solo nel 2016). Scomparso gi\u00e0 dagli anni Novanta, il \u201cBot people\u201d, questi interessi vanno ormai a rimborsare solo banche, fondi di investimento italiani e stranieri, societ\u00e0 finanziarie e assicurazioni, cio\u00e8 interessi meramente ed esclusivamente privati.<\/p>\n<p>Lo Stato e le istituzioni locali (Regioni, Comuni etc.) si sono sempre pi\u00f9 de-responsabilizzate dalla gestione dei servizi pubblici esternalizzando e privatizzando a man bassa, lasciando cos\u00ec degradare complesivamente le citt\u00e0 e il paese, alimentando il razzismo e la guerra tra poveri per poter condurre pi\u00f9 tranquillamente e duramente la \u201cguerra contro i poveri\u201d.<\/p>\n<p>Risultati? Boom della disuguaglianza sociale, della disoccupazione, dell\u2019impoverimento di massa, dello stato di polizia, dell\u2019analfabetismo funzionale e crollo delle aspettative generali del paese (con una emigrazione di italiani all\u2019estero che ormai ha quasi raggiunto quella dell\u2019immigrazione di stranieri in Italia). Per fare cosa? Per compiere quale \u201cdestino\u201d (quello di cui ha parlato la Merkel) se non quello di essere un paese subalterno alle oligarchie finanziarie e alle multinazionali che costruito l\u2019Unione Europea, la gabbia dell\u2019euro e spingono sulla militarizzazione e la guerra? Un destino comune agli paesi Pigs che st\u00e0 per\u00e0 producendo asimmetrie dolorose e visibili all\u2019interno stesso del nostro paese tra il nucleo integrato con l\u2019Unione Europea (Lombardia, Emilia, parte del Nordest dove c\u2019\u00e8 quel 20% di imprese che rappresenta l\u201980% dell\u2019export e del valore aggiunto in Italia) e il resto del paese che sta andando alla malora.<\/p>\n<p>E\u2019 questo il meccanismo da spezzare per rimettere in modo un processo di cambiamento politico e sociale di segno almeno progressista prima ancora che comunista.<\/p>\n<p>Per questo il 1 luglio ci si vede a Roma, per provare con Eurostop a rimettere in campo questo processo, lasciando andare alla deriva la \u201csinistra\u201d esistente, residuale, ormai inservibile a tale scopo.<\/p>\n<p><strong>fonte:<\/strong> <em><a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/06\/21\/93154-093154\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/contropiano.org\/news\/politica-news\/2017\/06\/21\/93154-093154<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Sergio Cararo) Cosa ci racconta la relazione sulla Spending Review? 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