{"id":32277,"date":"2017-06-23T08:00:46","date_gmt":"2017-06-23T06:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32277"},"modified":"2017-06-23T01:26:56","modified_gmt":"2017-06-22T23:26:56","slug":"se-lo-sciopero-fa-paura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32277","title":{"rendered":"Se lo sciopero fa paura"},"content":{"rendered":"<p><strong>di CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p>Dedicando due pagine piene \u2013 la due e la tre \u2013 allo sciopero dei trasporti del giorno precedente, il <strong>Corriere della Sera<\/strong> di sabato <strong>17 giugno<\/strong> lancia l\u2019ennesima <strong>crociata contro il diritto di sciopero<\/strong> e di associazione sindacale. Decodificare il messaggio di fondo \u2013 <em>cosa aspettiamo a metterli fuorilegge?<\/em> \u2013 \u00e8 facile, ma vale la pena di leggere fra le righe per approfondirne alcuni aspetti.<\/p>\n<p><strong>Partiamo dai titoli. <\/strong><\/p>\n<p>Il pezzo di sinistra, quello che fa la cronaca degli effetti dello sciopero, inalbera sopra il titolo a effetto \u201cCitt\u00e0 in coda aerei a terra\u201d, un occhiello che apre cos\u00ec:<\/p>\n<blockquote><p><em>Lo sciopero delle sigle minori blocca i mezzi pubblici\u201d<\/em>,<\/p><\/blockquote>\n<p>frase che contiene un evidente paradosso: <strong>se le sigle sono \u201cminori\u201d,<\/strong> come mai riescono a bloccare i mezzi pubblici e a raccogliere elevate percentuali di adesione da parte dei lavoratori (che a Palermo, rivela lo stesso articolo, hanno toccato il 78%)?<\/p>\n<p>Identica considerazione vale per il titolo della pagina di destra, che ospita una lunga intervista al presidente dell\u2019Autorit\u00e0 di garanzia per gli scioperi, <strong>Giuseppe Santoro Passarelli<\/strong>:<\/p>\n<blockquote><p><em>Bisogna impedire che un sindacatino fermi tutta l\u2019Italia<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>(sindacatino? Ma allora come fa a fermare tutta l\u2019Italia?).\u00a0Il vero problema, sul quale il Corriere glissa, \u00e8 che \u201csigle minori\u201d e \u201csindacatini\u201d, a mano a mano che i lavoratori prendono atto dell\u2019incapacit\u00e0 delle centrali confederali di difenderne gli interessi, tendono a rivolgersi a <strong>Cobas<\/strong>, <strong>Cub<\/strong> e <strong>Unione Sindacale di Base<\/strong>, tanto per citare le sigle pi\u00f9 conosciute.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non si traduce direttamente in una massiccia trasmigrazione di iscritti dalle confederazioni storiche ai sindacati di base, ma fa s\u00ec che una percentuale significativa di iscritti alle prime \u2013 ma anche di lavoratori non iscritti ad alcuna sigla \u2013 rispondano agli appelli di lotta dei secondi. Un processo che, se da un lato autorizza <strong>Giorgio Cremaschi<\/strong> (ex dirigente nazionale <strong>Fiom<\/strong> passato alla <strong>Usb<\/strong>) a sperare nella rinascita di un vero <strong>sindacato di classe<\/strong>, dall\u2019altro lato terrorizza i sacerdoti del pensiero unico liberista che monopolizzano le pagine del Corriere (e degli altri media di regime).<\/p>\n<p>Costoro avevano sperato, grazie alla <strong>\u201cdomesticazione\u201d di CGIL CISL e UIL<\/strong> e al loro allineamento agli interessi aziendali e alle politiche economiche dei governi liberisti, di poter ottenere con mezzi pacifici quell\u2019<strong>annientamento totale della resistenza sindacale<\/strong> che la Tatcher ha realizzato attraverso un feroce scontro frontale. Ma ora che il discorso rischia di riaprirsi, non esitano a chiamare alle armi, e il presidente dell\u2019Autorit\u00e0 \u201cgarante\u201d (garante di chi?!) per gli scioperi risponde subito all\u2019appello.<\/p>\n<p>Lo sciopero di ieri era legittimo, dichiara, perch\u00e9 rispettava le regole. E quindi? Quindi bisogna cambiare le regole in modo che non sia pi\u00f9 tale! Il giornalista gli chiede se uno strumento per evitare gli scioperi \u201cindisciplinati\u201d potrebbe essere un <strong>referendum preventivo<\/strong> fra i lavoratori, ma Santoro Passarelli replica che cos\u00ec si rischia di \u201ccomplicare le cose\u201d (gi\u00e0: dopo il r<strong>eferendum Alitalia<\/strong>, per tacere di quello sulle riforme costituzionali, l\u2019establishment non nutre pi\u00f9 alcuna simpatia per questo strumento!).<\/p>\n<p><strong>La soluzione? <\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>Va stabilito il principio che non tutte le sigle sindacali possono proclamare lo sciopero, ma soltanto quelle che hanno una certa consistenza<\/em>\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Ma quale consistenza? Numero di iscritti o seguito reale? <\/strong><\/p>\n<p>Vedrete che una formula per rendere gli scioperi di fatto (anche se non formalmente) illegali si trover\u00e0. Auspicabilmente con l\u2019appoggio delle sigle confederali, a partire da quella CISL la cui segretaria, come ricorda compiaciuto Dario Di Vico nel commento a fianco dell\u2019intervista, ha sprezzantemente liquidato come <strong>\u201cpopulismo sindacale\u201d<\/strong> il voto dei lavoratori Alitalia. CGIL e UIL prendano esempio dalla Furlan e, abbandonata ogni \u201cpigrizia\u201d, si facciano parte attiva per stroncare le iniziative dei \u201csindacatini\u201d.<\/p>\n<p>Un vero grido di guerra, condito da un appello demagogico agli \u201cinteressi dei pi\u00f9 deboli\u201d vale a dire di precari e partite Iva che sono i pi\u00f9 danneggiati da questi scioperi. <strong>Di Vico<\/strong> ci ammannisce questa litania un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure, come se i precari non fossero il prodotto \u2013 e le prime vittime &#8211; delle politiche economiche di cui proprio lui \u00e8 uno dei pi\u00f9 solerti piazzisti. Infatti, nello stesso articolo, <strong>gli scioperi contro le privatizzazioni vengono bollati come \u201cideologici\u201d<\/strong>, dimenticando che l\u2019ideologia delle privatizzazioni a ogni costo \u00e8 quella che ci ha regalato i disastri di <strong>Ilva<\/strong> e <strong>Alitalia<\/strong>, servizi sempre pi\u00f9 cari e inefficienti, disoccupazione, povert\u00e0 e precariet\u00e0 di massa. Ecco perch\u00e9 si vuole ridurre all\u2019impotenza chi denuncia queste verit\u00e0 e incita alla ribellione.<\/p>\n<p><strong>Ps.<\/strong> All\u2019atto di consegnare il pezzo leggo (\u201c<em>Diritto di sciopero, serve una norma contro la dittatura delle minoranze<\/em>\u201d, Corriere del 19 giugno) che l\u2019ineffabile <strong>Pietro Ichino<\/strong> \u2013 assiduo promotore di una versione italiana del New Labour, nonch\u00e9 acerrimo nemico dei diritti dei lavoratori \u2013 difende, a differenza del garante, la soluzione del referendum preventivo che, assieme alla limitazione del diritto di assemblea sindacale, \u00e8 un punto qualificante della sua \u201criforma degli scioperi\u201d datata 2015 e finita su un binario morto. Cambiano le proposte tecnico giuridiche, ma l\u2019obiettivo resta lo stesso: imitare l\u2019Inghilterra del duo <strong>Tatcher-Blair<\/strong> (se possibile prima che Corbyn riesca a liquidare la loro eredit\u00e0 forcaiola).<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=22599\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=22599<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI Dedicando due pagine piene \u2013 la due e la tre \u2013 allo sciopero dei trasporti del giorno precedente, il Corriere della Sera di sabato 17 giugno lancia l\u2019ennesima crociata contro il diritto di sciopero e di associazione sindacale. Decodificare il messaggio di fondo \u2013 cosa aspettiamo a metterli fuorilegge? \u2013 \u00e8 facile, ma vale la pena di leggere fra le righe per approfondirne alcuni aspetti. Partiamo dai titoli. 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