{"id":32282,"date":"2017-06-23T11:52:34","date_gmt":"2017-06-23T09:52:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32282"},"modified":"2017-06-23T12:23:34","modified_gmt":"2017-06-23T10:23:34","slug":"32282","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32282","title":{"rendered":"Il lavoro? Sempre pi\u00f9 irregolare"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA<\/strong><\/p>\n<p><em>Affrontare il tema del lavoro irregolare presenta ampi margini di complessit\u00e0 legati sia alla natura del fenomeno, che per definizione si sottrae alle informazioni ufficiali, sia alle variegate modalit\u00e0 con cui si presenta.<\/em><\/p>\n<p>Stando alle definizioni ufficiali, utilizzate dall\u2019Istat, <strong>le unit\u00e0 di lavoro irregolare<\/strong> sono quelle:<\/p>\n<blockquote><p><em>relative a prestazioni lavorative svolte senza il rispetto della normativa vigente in materia lavoristica, fiscale e contributiva, quindi non osservabili direttamente presso le imprese, le istituzioni e le fonti amministrative<\/em>\u00bb[1].<\/p><\/blockquote>\n<p>Dal quadro d\u2019insieme, riportato dall\u2019Istituto Nazionale di Statistica e aggiornato fino al 2014, emerge che <strong>il contributo al pil del lavoro irregolare<\/strong> ammonta a <strong>77,2 miliardi di euro<\/strong>, corrispondente a circa il <strong>5,3% del valore aggiunto totale<\/strong>. A questi dati corrisponde una stima di 3 milioni 667mila unit\u00e0 di lavoro irregolare, di cui 2 milioni 595mila relative a posizioni di lavoro subordinato e 1 milione e 72mila a lavoro indipendente (o autonomo).<\/p>\n<p>L\u2019irregolarit\u00e0 aumenta rispetto ai primi anni della crisi (2011) di oltre 100 mila unit\u00e0, effetto probabilmente dovuto alla <strong>tendenza delle imprese a ridurre il costo del lavoro<\/strong> al fine di non essere espulse dal mercato e allo stesso tempo alla disponibilit\u00e0 dei lavoratori ad accettare un rapporto di lavoro anche non regolare per evitare una contrazione drastica del reddito dovuta alla disoccupazione. In termini relativi, il tasso di irregolarit\u00e0, cio\u00e8 l\u2019incidenza delle unit\u00e0 di lavoro non regolari rispetto al volume complessivo di unit\u00e0 di lavoro, passa dal 14,5% del 2011 al 15,7% del 2014.<\/p>\n<p>Guardando alla distribuzione settoriale, \u00e8 il comparto dei servizi alle persone a registrare un tasso di irregolarit\u00e0 inquietante: 47,4%, seguito con distacco dai livelli registrati in agricoltura (17,5%) e nelle attivit\u00e0 legate a commercio, trasporti, magazzinaggio, alloggio e ristorazione (16,5%). Considerando invece i dati annuali rilasciati dall\u2019Ispettorato del Lavoro si nota che nel 2016, il 63% delle aziende ispezionate risulta essere in una qualche situazione di irregolarit\u00e0.[2]<\/p>\n<p>Sul piano quantitativo, i dati riportati mostrano, nonostante la sottostima endogena, la rilevanza del fenomeno all\u2019interno dell\u2019economia italiana, confermandosi come carattere strutturale della stessa. Tuttavia, \u00e8 sul piano qualitativo, relativo cio\u00e8 alle modalit\u00e0 in cui il lavoro nero e le zone grigie di parziale irregolarit\u00e0 si manifestano, che occorre fare luce. Il legame che bisogna tenere presente nel dibattito sul lavoro irregolare non vive esclusivamente sul piano della non conformit\u00e0 alla legge, ma si estrinseca in modo sostanziale nei rapporti di lavoro e nel carico di sfruttamento che questi comportano in svariati contesti.<\/p>\n<p>A tal proposito bisogna altres\u00ec considerare in che modo <strong>gli interventi legislativi c<\/strong>he si son succeduti nell\u2019ultimo decennio hanno inciso sul tasso di irregolarit\u00e0 del lavoro, considerando sia quelli mirati all\u2019emersione del fenomeno, <em>cio\u00e8 alla sua regolarizzazione<\/em>, sia quelli pi\u00f9 strutturali di riforma del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>Nella sua accezione pi\u00f9 nota il lavoro irregolare si configura come la mancata stipula del contratto di lavoro con la conseguente non dichiarazione degli obblighi contributivi e fiscali. Tuttavia, anche laddove il contratto di lavoro esiste, esistono svariate modalit\u00e0 di parziale irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019interno dei rapporti di tipo subordinato, vaste zone grigie sono rappresentate dalla <strong>mancata dichiarazione e retribuzione degli straordinari<\/strong> o dai casi in cui questi sono corrisposti in modo forfettario. Sebbene non sia possibile stabilire una relazione di causalit\u00e0, si tratta di fenomeni che si accompagnano al processo di flessibilizzazione del mercato del lavoro e in particolar modo all\u2019aumento della quota di lavori a tempo parziale (<strong>part-time<\/strong>) che \u00e8 in molti casi non soltanto involontaria ma soprattutto fittizia, nascondendo cio\u00e8 un rapporto di lavoro che ha un\u2019intensit\u00e0 pari o molto simile a un lavoro a tempo pieno.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in generale, come sottolineato da <strong>Enrico Pugliese:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><em>nella composizione del lavoro nero sta avendo un peso crescente la quota delle persone il cui lavoro \u00e8 contrattualizzato in modo atipico, e non ci riferiamo tanto alle nuove forme contrattuali che riguardano il lavoro dipendente a tempo determinato, ma soprattutto all\u2019utilizzo fraudolento e elusivo di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, di collaborazione occasionale e di associazione in partecipazione<\/em>\u00bb[3].<\/p><\/blockquote>\n<p>Si aggiungono poi i casi sempre pi\u00f9 frequenti in cui i lavoratori vengono assunti in violazione dei contratti collettivi nazionali attraverso il sistema delle cooperative aggiudicatarie dei servizi funzionali all\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa. Fenomeni che si espandono a vista d\u2019occhio al pari della rilevanza di questi settori nell\u2019economia, principalmente l<strong>a logistica e la grande distribuzione<\/strong>, ma anche i <strong>servizi pubblici esternalizzati<\/strong>, e che trovano una sponda favorevole proprio nelle riforme del mercato del lavoro.<\/p>\n<p>In questo caso, ad esempio, <strong>la depenalizzazione del reato di somministrazione fraudolenta<\/strong> di lavoratori, introdotta dal <strong>Jobs Act<\/strong>, permette alle imprese di servirsi di cooperative o aziende fittizie per gestire la propria manodopera &#8211; assunta da queste ultime con contratti capestro e senza diritti \u2013 rischiando soltanto una sanzione amministrativa e non pi\u00f9 l\u2019obbligo di assumere direttamente il lavoratore. Il passaggio da reato penale a mera sanzione amministrativa riduce l\u2019effetto deterrente della norma rendendo pi\u00f9 conveniente eludere la normativa.<\/p>\n<p>Lo confermano gli ultimi dati dell\u2019Ispettorato del lavoro, secondo i quali rispetto al 2015 vi \u00e8 stato un incremento di circa il 39% di irregolarit\u00e0 legate alla somministrazione illecita di manodopera e all\u2019applicazione della disciplina del distacco transnazionale dei lavoratori [4]. In particolare, da questi dati emerge che <strong>gli illeciti legati ad esternalizzazioni fittizie aumentano<\/strong> del 276% nei servizi legati alle imprese e del 116% in quelli riconducibili al settore della logistica.\u00a0Fino ad arrivare alle forme pi\u00f9 estreme di questo sistema, come nel caso del <strong>caporalato<\/strong>, che ormai riguarda non soltanto le campagne ma sempre pi\u00f9 i settori appena enunciati.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a partire da esempi come questi che l\u2019attenzione andrebbe rivolta non soltanto ai meccanismi che rivelano fattispecie di irregolarit\u00e0 ma anche a come questi siano la rappresentazione plastica del fenomeno di sfruttamento dei lavoratori. Altre modalit\u00e0 vanno ricondotte non soltanto in termini formali rispetto al diritto del lavoro, ma anche rispetto ad altre fonti normative, ad esempio la Costituzione. In alcuni casi ad esempio <strong>il diritto del lavoro ammette pratiche in pieno contrasto con la carta costituzionale<\/strong>, in barba al principio della gerarchia delle norme.<\/p>\n<p>L\u2019esempio pi\u00f9 paradigmatico \u00e8 quello dei <strong>buoni lavoro (o voucher)<\/strong>, strumento introdotto nel diritto del lavoro italiano per promuovere l\u2019emersione dei lavori occasionali in <strong>agricoltura<\/strong> o per il <strong>lavoro domestico<\/strong>, ma il cui uso nel tempo \u00e8 stato liberalizzato a tutti i settori economici [5]. Sul piano formale, l\u2019Inps ha pi\u00f9 volte ribadito [6] che lo strumento dei voucher non \u00e8 risultato essere efficace contro il lavoro irregolare, essendo stata la sua diffusione pi\u00f9 ampia nelle regioni in cui il lavoro sommerso \u00e8 relativamente pi\u00f9 contenuto rispetto alla media nazionale.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l\u2019utilizzo dei voucher \u00e8 maggiore l\u00ec dove la dinamica dei contratti di lavoro \u00e8 pi\u00f9 intensa, a dimostrazione che il lavoro accessorio segue l\u2019andamento del mercato. Come sottolinea l\u2019Inps nella stessa pubblicazione, questa diffusione pare aver accresciuto le zone grigie. Tuttavia, i buoni lavoro rappresentano uno <strong>strumento anticostituzionale<\/strong> in quanto non prevedono remunerazione per tutti i diritti sociali e assistenziali costituzionalmente garantiti, dalle ferie alla malattia. Allo stesso tempo, la paga oraria uguale per ogni tipo di attivit\u00e0 confligge con l\u2019art. 36 della Costituzione.<\/p>\n<p>Per alcune fattispecie la presunzione stessa di irregolarit\u00e0 non \u00e8 univoca e spesso viene confermata di caso in caso in sede giurisprudenziale. Un caso tra tutti \u00e8 rappresentato dalle situazioni in cui il contratto di lavoro applicato non \u00e8 quello del settore pi\u00f9 vicino alle attivit\u00e0 svolte dal lavoratore. Il diritto italiano prevede che la scelta della categoria del contratto da applicare spetti all\u2019imprenditore il quale ha come riferimento l\u2019attivit\u00e0 principale d\u2019impresa. La linea di demarcazione tra regolarit\u00e0 e irregolarit\u00e0 si fa pi\u00f9 sottile.<\/p>\n<p>Altre forme di irregolarit\u00e0, che caratterizzano soprattutto il lavoro delle giovani generazioni, attengono alla sfera dei contratti di inserimento al lavoro e formazione, come gli <strong>stage<\/strong> e i <strong>tirocini<\/strong>, ampiamente utilizzati dalle imprese, nonch\u00e9 strumento privilegiato da queste ultime nei rapporti stipulati attraverso <strong>il programma Garanzia Giovani<\/strong> (54% sul totale dei rapporti avviati tra il 2014 e il 2015 come riportato nel rapporto di monitoraggio della Corte dei Conti Europea[7]). Ancora una volta, l\u2019utilizzo dei tirocini o degli stage \u00e8 funzionale all\u2019abbattimento quasi totale del costo del lavoro: attraverso questi strumenti le imprese mascherano veri e propri rapporti di lavoro invocando la natura formativa della relazione, spesso invece assente.<\/p>\n<p>Il tema degli stage e tirocini rimanda inevitabilmente a considerazioni legate al lavoro gratuito o pressoch\u00e9 tale, anch\u2019esso sempre pi\u00f9 diffuso. Se, da un alto, <strong>il lavoro gratuito nella forma del volontariato<\/strong> assume una forma gi\u00e0 regolamentata, dall&#8217;altro quel che si osserva sempre pi\u00f9 spesso \u00e8 un uso distorto del volontariato stesso. Sempre col fine di ridurre i costi, i lavoratori vengono assunti sotto la definizione formale di volontari di un\u2019associazione o cooperativa, quando nella realt\u00e0 sono dei lavoratori dipendenti a tutti gli effetti. In questi casi, la remunerazione, di per s\u00e9 esigua, si configura nella migliore delle ipotesi come un rimborso spese, eludendo ogni vincolo normativo.<\/p>\n<p><strong>Appare evidente quindi che il lavoro irregolare in Italia rimane una questione strutturale<\/strong> che investe trasversalmente il mondo del lavoro e non \u00e8 neutrale rispetto alle modifiche normative, sia in positivo che in negativo: legalizzare forme di irregolarit\u00e0 che non lo erano abbatte il fenomeno dal punto di vista quantitativo senza per\u00f2 migliorare le condizioni di chi subisce quel processo. Nel caso inverso, invece, la riduzione dei dispositivi di deterrenza non fa che aumentare l\u2019incentivo a ricorrere a forme irregolari sulla base di un mero calcolo economicistico, come nel caso della depenalizzazione della somministrazione fraudolenta di lavoratori discussa in precedenza.<\/p>\n<p>Infine, quel che bisogna tenere presente nella valutazione sistemica del fenomeno \u00e8 che esso \u00e8 legato non soltanto alla normativa ma al modo in cui essa accompagna le trasformazioni che investono il sistema economico e i processi produttivi nel suo complesso, come nel caso appunto della frantumazione produttiva incarnata dai processi di esternalizzazione. <strong>Il diritto del lavoro infatti non \u00e8 neutrale<\/strong> ma interviene nella regolazione dei rapporti di forza interni alla produzione, tra imprese e lavoratori, riequilibrandoli o inasprendoli.<\/p>\n<p><strong>Attualmente, esso tende a rafforzare l\u2019interesse delle imprese<\/strong> la cui strategia competitiva \u00e8 basata sulla compressione dei costi e sempre pi\u00f9 spesso sul contenimento del costo del lavoro, da raggiungere, prima di tutto, attraverso la frantumazione dei processi e delle filiere produttive e in seconda battuta facendo leva sul potere di ricatto padronale su una forza lavoro disgregata. In questo senso, anche il lavoro irregolare &#8211; formale o sostanziale &#8211; rientra pienamente nel meccanismo di estrazione di (plus)valore a vantaggio della profittabilit\u00e0 aziendale.<\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>1\u0002. L\u2019economia non osservata nei conti nazionali, Istat 2016.<\/p>\n<p>2\u0002. Rapporto annuale dell\u2019attivit\u00e0 di vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale 2016, Ispettorato Nazionale del Lavoro.<\/p>\n<p>3\u0002 E. Pugliese, \u00abIl lavoro nero\u00bb, in \u00abIl lavoro che cambia\u00bb, rapporto presentato a Roma il 2 febbraio 2009 presso la Sala della Lupa a Montecitorio su iniziativa del Cnel in collaborazione con la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, goo.gl\/FFAyVe.<\/p>\n<p>4\u0002 Il distacco dei lavoratori si configura quando un datore di lavoro mette temporaneamente a disposizione di un altro soggetto uno o pi\u00f9 lavoratori per lo svolgimento di una determinata attivit\u00e0 lavorativa, concordata e disciplinata da un contratto concluso tra le due parti. Si parla di distacco transnazionale nei casi in cui le due imprese coinvolte abbiano sede in due paesi diversi, n.d.r.<\/p>\n<p>5\u0002. Il sistema dei voucher, dopo essere stato abolito per disinnescare il referendum abrogativo promosso dalla CGIL, \u00e8 stato riproposto con alcune modifiche dal Governo. Rimane esteso a tutte le imprese con meno di cinque dipendenti a tempo indeterminato (circa il 90% delle imprese italiane) che possono utilizzare voucher fino a 5000 euro l\u2019anno. Inoltre, viene ridotto il limite di reddito percepibile da ciascun lavoratore da 7.000 a 2.500 euro. Tuttavia questi limiti non aggrediscono i rischi di lavoro sommerso celato dai voucher. Infatti, secondo la nuova normativa (da confermare col voto del Senato), i datori di lavoro hanno l\u2019obbligo di iscrivere, presso l\u2019Inps, la prestazione un\u2019ora prima del suo inizio, ma hanno tempo tre giorni per annullarla. Ci\u00f2 implica che un committente non ricevendo controlli pu\u00f2 cancellare la prestazione e pagare in nero i lavoratori. Per un approfondimento si veda &#8220;Nuovi voucher, stessi abusi: li user\u00e0 il 90% delle aziende&#8221; di Carlo di Foggia e Marta Fana http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/premium\/articoli\/nuovi-voucher-stessi-abusi-li-usera-il-90-delle-aziende\/<\/p>\n<p>6\u0002. WorkINPS Papers: Il Lavoro Accessorio dal 2008 al 2015 \u2013 profili dei lavoratori e dei committenti https:\/\/www.inps.it\/docallegati\/InpsComunica\/&#8230;\/WorkINPS_Papers_3_ottobre.pdf<\/p>\n<p>7\u0002. Corte dei conti europea, \u00abDisoccupazione giovanile: le politiche dell\u2019Ue hanno migliorato la situazione? Una valutazione della Garanzia per i giovani e dell&#8217;Iniziativa a favore dell&#8217;occupazione giovanile\u00bb, Relazione speciale n. 5\/2017, goo.gl\/z0P3z1.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA Affrontare il tema del lavoro irregolare presenta ampi margini di complessit\u00e0 legati sia alla natura del fenomeno, che per definizione si sottrae alle informazioni ufficiali, sia alle variegate modalit\u00e0 con cui si presenta. 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