{"id":32323,"date":"2017-06-24T11:27:07","date_gmt":"2017-06-24T09:27:07","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32323"},"modified":"2017-06-23T23:52:32","modified_gmt":"2017-06-23T21:52:32","slug":"riuscira-ghassan-salame-a-dare-un-senso-alla-missione-onu-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32323","title":{"rendered":"Riuscir\u00e0 Ghassan Salam\u00e9 a dare un senso alla missione ONU in Libia?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone)<\/strong><\/p>\n<p><em>Il nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite avr\u00e0 speranze di successo se non ripeter\u00e0 gli errori di chi lo ha preceduto. Solo trovando un accordo con il generale Khalifa Haftar si potr\u00e0 dare un governo al Paese<\/em><\/p>\n<p>Dopo il giordano Abdelilah al-Khatib, il britannico Ian Martin, il libanese Tariq Metri, lo spagnolo Bernardino Le\u00f3n e il tedesco Martin Kobler, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha scelto un nuovo inviato speciale per la Libia. Si tratta di un altro libanese, l\u2019accademico ed ex ministro della Cultura del governo di Beirut Ghassan Salam\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La decisione \u00e8 arrivata il 20 giugno dopo quattro mesi di stallo nelle trattative per la scelta del successore del tedesco Kobler. Tra i circa 20 papabili, a inizio febbraio era parso in testa l\u2019ex primo ministro palestinese <a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-salam-fayyad-nuovo-rappresentante-missione-onu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Salam Fayyad<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sponsorizzata in persona dal segretario generale dell\u2019ONU Antonio Guterres, la sua nomina alla fine \u00e8 stata per\u00f2 stoppata dagli Stati Uniti che hanno posto il loro veto venendo incontro alle richieste dell\u2019alleato israeliano. Nonostante un curriculum di tutto rispetto, era apparso evidente da subito che la corsa di Fayyad si sarebbe conclusa con un nulla di fatto, e non solo per il fatto che fosse palestinese, dunque rappresentante di uno \u201cStato osservatore non membro\u201d delle Nazioni Unite. A non digerire la scelta di Fayyad erano state infatti anzitutto diverse componenti politiche libiche tanto di Tripoli quanto di Tobruk, che avevano definito la \u201ccalata dall\u2019alto\u201d del diplomatico palestinese una \u00abviolazione della sovranit\u00e0 della Libia\u00bb. Una reazione prevedibile, testimone dell\u2019incapacit\u00e0 delle Nazioni Unite di saper decifrare gli equilibri interni della Libia e recepire le richieste del suo popolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Salam-Fayyad.jpg\" rel=\"lightbox[69955]\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-66207 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Salam-Fayyad.jpg\" alt=\"Salam Fayyad\" \/><\/a><em>(L\u2019ex primo ministro palestinese\u00a0Salam Fayyad)<\/em><\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>Chi \u00e8 Ghassan Salame<\/strong><\/h3>\n<p>Libanese di 66 anni, Ghassan Salam\u00e9 \u00e8 decano della Scuola di Affari Internazionali di Parigi (PSIA, Paris School of International Affairs) e professore di Relazioni Internazionali del prestigioso istituto parigino <em>Sciences Po<\/em>. \u00c8 stato ministro della Cultura in Libano dal 2000 al 2003. In seguito, dal 2003 al 2006, \u00e8 stato consulente dei segretari generali dell\u2019ONU Kofi Annan e Ban Ki Moon e consigliere politico della missione delle Nazioni Unite in Iraq.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salam\u00e9 \u00e8 inoltre membro del comitato direttivo di diverse ong: tra queste <em>l\u2019International Crisis Group<\/em> con sede a Bruxelles, l\u2019<em>International Peace Institute <\/em>con sede a New York e la <em>Open Society Foundations<\/em> del magnate ungherese naturalizzato americano George Soros.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Soluzioni possibili per uscire dalla crisi<\/strong><\/h3>\n<p>In Libia Ghassan Salam\u00e9 \u00e8 atteso da un compito non semplice, vale a dire dare un valore al ruolo delle Nazioni Unite in Libia. Dopo gli ultimi due deludenti mandati dello spagnolo Bernardino Le\u00f3n (soprattutto) e del tedesco Martin Kobler, l\u2019ONU ha infatti smarrito molto del peso con cui era \u201csbarcata\u201d in Libia nel 2011 nei mesi della rivoluzione che avrebbe portato alla destituzione del colonnello Gheddafi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure, rispetto a Bernardino Le\u00f3n, Kobler era partito bene. Insediatosi nell\u2019ottobre del 2015, nell\u2019arco di due mesi si era attestato, insieme all\u2019ex segretario generale dell\u2019ONU Ban Ki Moon, la titolarit\u00e0 degli accordi siglati in Marocco, a Shikrat, nel dicembre del 2015, che avevano portato alla formazione del Governo di Accordo Nazionale del premier Fayez Al Serraj.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-66325 size-full\" src=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/Haftar_Serraj.jpg\" alt=\"Haftar_Serraj\" width=\"608\" height=\"400\" \/><em>(Da sinistra: il generale Haftar e il premier del GNA Al Serraj)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da allora, per\u00f2, il suo progetto di riunificazione della Libia si \u00e8 scontrato contro la cruda realt\u00e0 di un Paese frazionato sul piano politico e sociale, in mano alle milizie armate e a chi, come il generale della Cirenaica Khalifa Haftar, ha a disposizione mezzi militari, soldati e forti alleati internazionali (non solo Egitto ed Emirati, ma anche Russia e Francia) per far valere la propria posizione. Anche l\u2019unico successo rivendicato da Kobler, vale a dire la ripresa della produzione di petrolio risalita oltre i 700mila barili al giorno, \u00e8 da addebitare a un tacito accordo tra Tripoli, la <em>National Oil Company<\/em> e Haftar, dopo che questi ha preso il controllo di giacimenti e terminal della Mezzaluna Petrolifera nel bacino della Sirte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ghassan Salam\u00e9 avr\u00e0 chance di lasciare il segno in Libia se dimostrer\u00e0 di aver fatto tesoro degli errori commessi dai suoi predecessori. Kobler ha accettato l\u2019idea di dover scendere a patti con Haftar solo sul finale del suo mandato. Salam\u00e9 parte invece con il vantaggio di questa consapevolezza. Non \u00e8 a Tripoli, dietro le recinzioni della base navale di Abu Sitta, che si decide il destino della Libia. Da mesi la partita si gioca principalmente a est, nella Cirenaica, e lungo l\u2019asse che collega Haftar ai suoi alleati: l\u2019Egitto, gli Emirati Arabi Uniti, la Russia e la stessa Francia. Se il nuovo inviato speciale dell\u2019ONU punter\u00e0 da subito su una strategia totalmente diversa rispetto al passato, forse la presenza delle Nazioni Unite in Libia riacquisir\u00e0 un senso.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-ghassan-salame-nuovo-inviato-speciale-onu\/\">http:\/\/www.lookoutnews.it\/libia-ghassan-salame-nuovo-inviato-speciale-onu\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LOOKOUT NEWS (Rocco Bellantone) Il nuovo inviato speciale delle Nazioni Unite avr\u00e0 speranze di successo se non ripeter\u00e0 gli errori di chi lo ha preceduto. 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