{"id":32347,"date":"2017-06-26T10:30:43","date_gmt":"2017-06-26T08:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32347"},"modified":"2017-06-27T16:44:32","modified_gmt":"2017-06-27T14:44:32","slug":"martin-acciaio-e-ambiente-possono-convivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32347","title":{"rendered":"Martin: \u201cAcciaio e ambiente possono convivere\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Antonia Battaglia)<\/strong><\/p>\n<p>***********<\/p>\n<p><strong>Commento.<\/strong><\/p>\n<p>Leggendo quest&#8217;intervista ad Edouard Martin credo non sia inutile ricordare perch\u00e9 il <strong>FSI<\/strong>\u00a0(Fronte Sovranista Italiano) vorrebbe che <strong>i settori strategici<\/strong>, tra i quali quello siderurgico, siano di nuovo <strong>nazionalizzati<\/strong>.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, contrariamente al pregiudizio diffuso, a partire dai primi anni &#8217;90, la <strong>1a Repubblica<\/strong>\u00a0fece raggiungere il <strong>boom economico<\/strong> proprio attraverso un grande sviluppo dell&#8217;<strong>industria pubblica <\/strong>siderurgia compresa.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>ILVA<\/strong> \u00e8 l&#8217;ennesimo esempio di una privatizzazione a tutti i costi che sta segnando il tramonto dell&#8217;industria italiana anche in questo settore, per cui lo stabilimento Lucchini di Piombino \u00e8 stato venduto ad un paese algerino (acquistato dalla <strong>CEVITAL<\/strong>), mentre l&#8217;ILVA, prima \u00e8 stata venduta alla famiglia italiana <strong>Riva<\/strong>, e ora passa alla\u00a0<strong>Mittel<\/strong> francese.<\/p>\n<p>Grazie all&#8217;<strong>uscita dalla UE e dall&#8217;Euro<\/strong>, lo stato italiano sarebbe nuovamente libero di investire la necessaria quantit\u00e0 di ricchezza finanziaria in grado di recuperare questo grande settore e di poter risolvere, nel medesimo tempo, la questione della <strong>sicurezza umana<\/strong>\u00a0insieme a quella dello <strong>sviluppo<\/strong>.<\/p>\n<p>Infatti, ricordiamo ancora una volta che lo Stato <strong>NON<\/strong> \u00e8 un padre di famiglia.<\/p>\n<p>Mentre infatti un&#8217;azienda privata a fine anno, tra entrate e uscite, \u00e8 costretta a far quadrare il proprio bilancio, e quindi, a decidere se investire prima sullo sviluppo, e dopo sulla sicurezza, lo Stato, al contrario, pu\u00f2 emettere moneta senza vincoli tecnici di sorta.<\/p>\n<p>Questo perch\u00e9, la moneta emessa dalla banca centrale di uno stato a <strong>piena sovranit\u00e0 monetaria<\/strong> (come si comportava prima la <strong>Banca d&#8217;Italia<\/strong> con la <strong>Lira<\/strong>), non si finanzia con le tasse provenienti dal settore privato, raccolta dai contribuenti, ma direttamente attraverso <strong>l&#8217;emissione monetaria stessa\u00a0<\/strong>che, va da s\u00e9, non deve rendere conto a nessun soggetto economico esterno o terzo (es: i mercati finanziari \\ un altro straniero \\ il credito del settore bancario privato). Cos\u00ec che \u00e8 la spesa pubblica che in un primo momento fornisce ai contribuenti la moneta necessaria con la quale questi ultimi, nel momento successivo, riescono a pagare le imposte, e non viceversa.<\/p>\n<p>L&#8217;ingresso nell&#8217;Euro ha rovesciato questo fondamentale meccanismo monetario, per cui adesso lo Stato \u00e8 costretto a fare cassa prosciugando il risparmio privato (profitti + risparmi da reddito) e rispettare un rigido bilancio che non permette la distribuzione di risorse liquide in modo vantaggioso per il sistema-paese.<\/p>\n<p>Il paradosso, anche ironico, \u00e8 che la <strong>Mittal<\/strong>\u00a0francese \u00e8 sempre alla ricerca di aiuti di stato. E non \u00e8 trascurabile l&#8217;ipotesi che possa <strong>delocalizzare<\/strong> lo stabilimento l\u00e0 dove riuscir\u00e0 ad ottenere i fondi che gli servono.<\/p>\n<p>Dunque, non \u00e8 ammissibile che la nazione italiana abbia dovuto cedere ai mercati europei (nella fattispecie quello francese) uno dei settori industriali pi\u00f9 sviluppati, a causa dei <strong>limiti di bilancio<\/strong> che \u00e8 costretta a rispettare di fronte a <strong>Bruxelles<\/strong>.<\/p>\n<p>Il recupero del controllo pubblico su di un settore di tale portata come di altri (quali i trasporti, la posta, le energie, la meccanica) sarebbe in grado di generare <strong>materie prime in acciaio a prezzi calmierati<\/strong>\u00a0che favorirebbero <strong>lo sviluppo del settore privato manifatturiero italiano<\/strong> sul proprio territorio.<\/p>\n<p><em>Ma quello che \u00e8 avvenuto oggi in realt\u00e0 era stato gi\u00e0 previsto da una classe dirigente illuminata, la quale aveva saputo riportare lo splendore nell&#8217;economia e nella societ\u00e0 italiana dopo il 1945.<\/em><\/p>\n<p>A raccontarcelo fu \u00a0<strong>Giuseppe Di Vittorio<\/strong>, il cui intervento nel 1952 \u00e8 stato recentemente ricordato, non a caso, anche dalla nostra rivista di <strong>Appello al Popolo<\/strong>, e che ripropongo <strong>QUI<\/strong>:<a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31787\">http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=31787<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>**********<\/p>\n<p><em><strong>MicroMega<\/strong> ha intervistato l\u2019eurodeputato francese <strong>Edouard Martin<\/strong>, membro del <strong>Gruppo S&amp;D<\/strong>, Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo, sicuramente uno dei pi\u00f9 grandi conoscitori della siderurgia e delle politiche europee in materia.<\/em><\/p>\n<p>Precedentemente operaio e sindacalista, Martin viene eletto delegato del personale nella fabbrica di Arcelor nel 1989. Entra poi nel comitato aziendale europeo di Arcelor Mittal, un organismo rappresentante dei lavoratori, previsto dalla direttiva europea 94\/45\/CE, che esiste ai fini dell&#8217;informazione e della consultazione transnazionale dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di dimensioni comunitarie. Nel 2009 Martin \u00e8 a capo della lotta contro la chiusura degli altoforni di Florange, in Francia, nella regione delle cosiddette Terres Rouges accanto alla Belval di Lussemburgo. Capolista del Partito Socialista, Martin viene eletto al Parlamento Europeo nel 2014.<\/p>\n<p>E\u2019 da poco che il Gruppo Ilva \u00e8 stato ceduto alla cordata Arcelor Mittal-Marcegaglia, AM Investco. Arcelor Mittal \u00e8 il gruppo mondiale leader nell\u2019approccio combinato tra estrazione di minerali e produzione siderurgica, con interessi e aziende in numerosi paesi del mondo. Con circa 199.000 unit\u00e0 di personale impiegate, il gruppo \u00e8 al momento il pi\u00f9 grande produttore nelle Americhe, in Africa ed in Europa, dove vanta una presenza quasi predominante.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 la strategia della AM Investco per Taranto? E cosa potrebbe accadere adesso?<\/p>\n<p><em><strong>Edouard Martin, il Gruppo Ilva \u00e8 stato venduto ad Arcelor Mittal, anche se manca il via libera finale della Commissione Europea. Cosa ne pensa?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Non ne sono sorpreso, Arcelor Mittal ha un grande interesse diretto a far funzionare bene l\u2019Ilva di Taranto, potrebbe fare dei grandi profitti in quello che \u00e8 lo stabilimento siderurgico pi\u00f9 grande d\u2019Europa. Sono convinto che Mittal stesso \u2013 l\u00ec dentro \u00e8 lui che decide, \u00e8 lui il patron &#8211; voglia fare dello stabilimento di Taranto un punto importante della strategia produttiva del Gruppo, e sarebbe disposto a sacrificare anche altri stabilimenti europei pur di far funzionare quello, nel caso in cui l\u2019Antitrust europeo decretasse che la posizione sul mercato \u00e8 dominante e abusiva.<\/p>\n<p>C\u2019era su Le Figaro di qualche giorno fa un articolo che parlava di uno stato di inquietudine degli operai Arcelor Mittal di Fos-sur-Mer (Francia).<\/p>\n<p>Si, potrebbe anche disfarsene se fosse obbligato, insieme allo stabilimento di Avil\u00e9s nelle Asturie.<\/p>\n<p><em><strong>Ma perch\u00e9 Taranto? In alcuni momenti si era anche pensato che volesse acquistare Ilva per chiuderla e favorire i suoi stabilimenti in Europa. I lavori da realizzare a Taranto sono ingenti, sia per la messa a norma e la salvaguardia dei diritti dei tarantini che anche per la stessa \u201cegoistica\u201d produzione. Per far funzionare bene l\u2019Ilva ci vorrebbero, anche solo dal punto strutturale, investimenti importanti. Nel 2013, la Procura di Taranto ha stimato in 8,1 miliardi di euro il costo totale degli interventi necessari al ripristino funzionale degli impianti dell\u2019area a caldo per un possibile risanamento ambientale. Parliamo quindi di 8,1 miliardi di euro solo per l\u2019ambientalizzazione.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Mittal \u00e8 uno specialista nel domandare soldi ai governi e allo Stato. In Algeria, per lo stabilimento di Annaba, ha chiesto ingenti somme allo stato algerino ma l\u2019Algeria non ha ceduto.<\/p>\n<p><strong>A Taranto sar\u00e0 davvero Mittal a pagare i lavori di ristrutturazione e messa a norma o sar\u00e0 lo Stato Italiano, i contribuenti? E\u2019 una cosa sulla quale insistere, per esser certi che gli investimenti necessari alla protezione delle persone siano realizzati.<\/strong><\/p>\n<p>La questione diventa molto delicata quando si parla di aiuti di Stato, perch\u00e9 essi non possono sostituire gli investimenti privati.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che Mittal, con la posizione dominante che pu\u00f2 esser riconosciuta come abusiva dalla Commissione dopo l\u2019acquisto di Taranto, possa contare anche su aiuti statali. Ho chiesto al Commissario Vestager di lavorare celermente ad una inchiesta approfondita sul processo di vendita dell\u2019Ilva, perch\u00e9 ci\u00f2 che non torna \u00e8 anche capire che se Mittal partir\u00e0 a Taranto con una produzione di 6 milioni di tonnellate..<\/p>\n<p><strong>cifra che significa gravi problemi di salute\u2026.<\/strong><\/p>\n<p>Per come sono le cose adesso s\u00ec&#8230; per arrivare a produrne 9 milioni nel 2023, avr\u00e0 comunque bisogno di acquistarne 3 milioni nel frattempo.<\/p>\n<p>Ho chiesto alla Commissione Europea di capire da dove verranno questi 3 milioni di tonnellate, le comprer\u00e0 in Cina mettendo ulteriormente in difficolt\u00e0 il mercato europeo? Perch\u00e9 quello che mi interessa \u00e8 anche l\u2019andamento del mercato europeo.<\/p>\n<p><strong>La nostra grande preoccupazione (rappresento anche Peacelink a Bruxelles) \u00e8 quella della protezione della salute dei cittadini di Taranto. Mi ha detto di esser stato a Taranto, cosa ne pensa? Da pi\u00f9 grande esperto di siderurgia e conoscitore di politiche siderurgiche in Europa, che idea si \u00e8 fatto della questione Taranto, non solo dal punto di vista strutturale e produttivo ma anche politico?<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ruota intorno a Taranto \u00e8 veramente impressionante, dal punto di vista politico. Quando lavoravo a Florange (Francia) e Arcelor Mittal ha acquistato lo stabilimento, abbiamo lottato per mesi affinch\u00e9 i diritti dei lavoratori alla salute andassero di pari passo con il diritto al lavoro.<\/p>\n<p>\u00c9 compito dei sindacati proteggere gli operai, li avete contattati per Taranto? Ne avete discusso con loro? Cosa ne pensano? Perch\u00e9 Mittal licenzier\u00e0 delle persone a Taranto e tuttavia il problema sanitario e ambientale persiste, ne stavo leggendo anche di recente.<\/p>\n<p>Si, nella questione Ilva e Taranto i sindacati hanno avuto un ruolo di fondamentale supporto alle politiche del padrone e non hanno mai protetto in modo reale il diritto alla salute degli operai, che sono i primi esposti al pericolo che deriva dalla fabbrica. Le dichiarazioni di buone intenzioni sono tante, ma la realt\u00e0 \u00e8 sempre stata ben diversa e avremmo voluto che i sindacati fossero i primi a scendere in campo per la salute con le associazioni e la societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Sia a Florange, che in altri centri di produzione siderurgica di Arcelor Mittal, si \u00e8 sempre preteso che i processi di vendita, modifica o ristrutturazione o anche semplice di gestione dello stabilimento fossero portati avanti congiuntamente ad una Commissione, Commission de suivi, composta anche da rappresentanti delle ONG come voi, che potessero controllare che l\u2019andamento dei lavori andasse di pari passo con le necessarie garanzie di salute e rispetto dei diritti.<\/p>\n<p>Mittal ha dichiarato che una delle prime cose da fare a Taranto sar\u00e0 la copertura dei parchi minerali: chiedete, come abbiamo fatto noi, che sia istituita una commissione della quale farete parte per controllare l\u2019andamento dei lavori, sono stupito che non ne siate gi\u00e0 parte! Avete chiesto al Ministero? Cosa ne dicono di seguire la realizzazione degli investimenti?<\/p>\n<p><em><strong>Eppure l\u2019Ilva, come tutti gli altri stabilimenti europei, dovr\u00e0 rispondere per iscritto del non rispetto delle prescrizioni ambientali? Ne avete parlato con il Sindaco di Taranto e con la classe politica?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Le racconto tutto ad intervista finita, \u00e8 una storia lunga. Restando sul tecnico, Ispra compila ogni 6 mesi delle relazioni sullo stato di avanzamento dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale, notando le mancanze. E sono tante. Ci sono poi diverse relazioni epidemiologiche ufficiali, i dati statistici su morti e malattie, c\u2019\u00e8 la semplice constatazione che tutte le autorizzazioni previste sono state sistematicamente disattese e che gli interventi di proroga hanno periodicamente salvato la produzione dello stabilimento, facendo venire meno la certezza dello stato di diritto. C\u2019\u00e8 un processo in corso e ci sono nuove indagini della Magistratura. Cosa pu\u00f2 accadere pi\u00f9 di questo? Mi dica, in Europa esistono degli stabilimenti siderurgici che producono senza inquinare?<\/p>\n<p>L\u2019inquinamento zero non esiste. Ma ci sono sicuramente delle industrie che producono senza causare neanche lontanamente i problemi sanitari e ambientali che ci sono a Taranto.<\/p>\n<p>Faccio parte di quella schiera dei deputati all\u2019interno del Parlamento Europeo che vuole combinare la protezione dell\u2019ambiente con la necessit\u00e0 di mantenere l\u2019attivit\u00e0 industriale.<\/p>\n<p>Qualche esempio? lo stabilimento Thyssen Krupp di Duisburg. Lo stabilimento di Eramet in Svezia; lo stesso stabilimento Arcelor Mittal di Dunkerque. E\u2019 possibile produrre senza inquinare, attenzione non inquinamento zero, quello non esiste per nessuna attivit\u00e0 produttiva ma senza causare ci\u00f2 che accade a Taranto.<\/p>\n<p><em><strong>Ritorno su Fos-sur-Mer, potrebbe esser messo in crisi se la produzione di Taranto dovesse effettivamente crescere.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Si, come dicevo prima sono certo che Mittal potrebbe disfarsene pur di non perdere Taranto che \u00e8 un posto strategico per lui e dal quale potr\u00e0 ricavare molto.<\/p>\n<p>Lo sa, Mittal ha chiesto alla Commissione Europea un finanziamento di 315 milioni di euro per realizzare centri di ricerca sull\u2019acciaio in Europa. Abbiamo chiesto anche noi alla Commissione a cosa servano questi fondi e in cosa consister\u00e0 questa attivit\u00e0 di ricerca. Aspettiamo di sapere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Antonia Battaglia) *********** Commento. 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