{"id":32361,"date":"2017-06-26T11:00:56","date_gmt":"2017-06-26T09:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32361"},"modified":"2017-06-26T10:55:09","modified_gmt":"2017-06-26T08:55:09","slug":"lislam-in-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32361","title":{"rendered":"L&#8217;Islam in Russia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Francesco Manta)<\/strong><\/p>\n<p>La popolazione di fede musulmana in Russia ammonta, ad oggi, a circa 15 milioni di persone, ovvero <strong>l\u201911% del totale di 146 milioni di russi<\/strong>, Crimea inclusa. La maggior parte di loro si concentrano nelle repubbliche autonome del Sud \u2013 Est della Russia europea, specialmente nelle <strong>Repubbliche di Cecenia, Inguscezia, Daghestan, Bashkortostan e Tatarstan<\/strong>, dove le percentuali superano spesso abbondantemente la met\u00e0 della popolazione. Invero, anche Mosca oggi risulta essere largamente popolata da cittadini di fede musulmana, con circa un milione di residenti ed un altro milione e mezzo di migranti per motivi di lavoro. Una cos\u00ec consistente presenza di individui di fede islamica ha dunque richiesto <strong>l\u2019apertura di un elevato numero di moschee<\/strong> nelle quali la fede e la cultura della religione potessero essere diffuse con un capillare controllo dello stato centrale, anche e soprattutto come forma di tutela contro le dottrine islamiste che incitano al terrorismo e alla sottomissione degli infedeli. Da quando Putin \u00e8 al potere in Russia, infatti, sono state aperte ben 7500 moschee in tutto il territorio russo; una delle ultime \u00e8 stata inaugurata a Mosca, nel quartiere centrale di Meschanskij, il 23 settembre del 2015, e con un\u2019area di circa 20mila metri quadri \u00e8 la pi\u00f9 grande su territorio europeo.<\/p>\n<p>Il rapporto tra la Russia e la religione islamica ha generato una relazione essenzialmente politica tra il mondo musulmano e la societ\u00e0 del Paese. Dopo la caduta dell\u2019Unione Sovietica, il governo russo, ma in particolare a partire dagli anni 2000 con Putin, ha voluto restituire una maggiore dignit\u00e0 alla religione, dopo la clandestinit\u00e0 sofferta fino al 1985, anno in cui Mikhail Gorbacev ha emesso un decreto sulla libert\u00e0 religiosa. Per anni il rapporto tra il governo centrale di Mosca e le periferie europee del Paese \u00e8 stato molto controverso e burrascoso, avendo subito le nefaste conseguenze\u00a0della <strong>guerriglia jihadista<\/strong> messa in campo dai capi rivoltosi delle repubbliche cecena, daghestana ed ingusceta. La presidenza di Eltsin ha vissuto momenti di estrema difficolt\u00e0, restando per anni in balia del terrorismo in uno Stato tediato da una grave crisi economica. Per questa ragione <strong>l\u2019approccio di Putin<\/strong> nei confronti del terrorismo islamico \u00e8 stato sempre particolarmente <strong>aspro e violento<\/strong>. Nonostante gli accordi di pace sottoscritti nel 1997 tra Eltsin e Mashkhadov, la guerra \u00e8 andata avanti per alcuni anni e diversi attentati, anche nelle grandi citt\u00e0 della Russia occidentale (come la strage del teatro Dubrovka del 2003).<\/p>\n<div id=\"attachment_88199\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-88199 size-full\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/North_Caucasus_regions_map.png\" alt=\"North_Caucasus_regions_map\" width=\"3008\" height=\"1731\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Le regioni russe del caucaso del nord<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel 2003, con la nomina di <strong>Akhmed Kadyrov<\/strong>, Gran Mufti di Grozny, in qualit\u00e0 di presidente della Cecenia, ha permesso un cambio di direzione. Kadyrov aveva in precedenza combattuto nell\u2019area contro l\u2019esercito russo e aveva per\u00f2 incontrato successivamente la fiducia di Vladimir Putin. Akhmed Kadyrov fu per\u00f2 assassinato in un attentato occorso durante una cerimonia pubblica quello stesso anno, e suo figlio, Ramzan, fu inserito nel contesto politico ceceno, diventando inizialmente Primo Ministro, poi Presidente della Repubblica cecena. Il ruolo di Kadyrov in qualit\u00e0 di vertice dell\u2019autorit\u00e0 politica in una regione che era stata molto instabile \u00e8 stato fondamentale per far rientrare la minaccia terrorista nell\u2019area, rendendo la Cecenia una repubblica relativamente sicura, sebbene si rivendichi una forte autorit\u00e0 da parte del Presidente, che alle volte viene indicato come responsabile di una larga parte dei crimini e degli abusi che avvengono nella regione. Essenzialmente, il governo centrale di Mosca dirime la questione religiosa interna come una faccenda di secondo piano rispetto alla laicit\u00e0 statale. <strong>Per la Costituzione del 1993 la Russia \u00e8 uno stato laico<\/strong>, nel quale i propri cittadini debbano sentirsi prima cittadini russi, subordinando la propria fede religiosa ed i suoi principi al sentimento di patria. Per una sorta logica della maggioranza, durante la Presidenza Putin ha sempre privilegiato la <strong>religione ortodossa<\/strong>, appartenente alla stragrande maggioranza della popolazione, non sfavorendo tuttavia le minoranze presenti in tutto il paese, inclusa quella musulmana.\u00a0Si prevede, tuttavia, che entro il 2050 la percentuale di musulmani nel Paese crescer\u00e0 ancora, giungendo a livelli compresi tra il 30% (secondo le stime pi\u00f9 al ribasso) e il 50% (secondo quelle pi\u00f9 generose).<\/p>\n<p>Negli ultimi mesi il problema terrorismo ha provato a riaffacciarsi in Russia, con i recenti attentati alla metropolitana di San Pietroburgo, solitamente isola felice, pi\u00f9 europea e turistica, perci\u00f2 meno soggetta a controlli. Questa apparente vulnerabilit\u00e0, mostrata proprio il giorno in cui Putin era in citt\u00e0 per un incontro con Lukashenko, <strong>ha incrinato in un certo qual modo la posizione di consenso detenuta dal Presidente russo<\/strong>, che negli ultimi due anni ha impiegato ingenti risorse nella lotta al terrorismo di matrice islamista combattendo al fianco di Assad contro le milizie anti-siriane e lo Stato Islamico. Durante la guerra in Siria \u00e8 anche <strong>riemerso il problema del terrorismo ceceno<\/strong>, che ha ingrossato le fila dei foreign fighters dei ribelli anti-Assad in Medio Oriente.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/lislam-in-russia\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/lislam-in-russia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Francesco Manta) La popolazione di fede musulmana in Russia ammonta, ad oggi, a circa 15 milioni di persone, ovvero l\u201911% del totale di 146 milioni di russi, Crimea inclusa. La maggior parte di loro si concentrano nelle repubbliche autonome del Sud \u2013 Est della Russia europea, specialmente nelle Repubbliche di Cecenia, Inguscezia, Daghestan, Bashkortostan e Tatarstan, dove le percentuali superano spesso abbondantemente la met\u00e0 della popolazione. 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