{"id":32384,"date":"2017-06-27T11:13:26","date_gmt":"2017-06-27T09:13:26","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32384"},"modified":"2017-06-26T23:15:22","modified_gmt":"2017-06-26T21:15:22","slug":"riflessioni-sui-ballottaggi-una-premessa-di-metodo-per-capirci-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32384","title":{"rendered":"Riflessioni sui ballottaggi. Una premessa di metodo per capirci qualcosa."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>Per capire la linea di tendenza tracciata da questo voto, occorre familiarizzarsi con due concetti connessi e non tenuti minimamente presenti dalla stragrande maggioranza dei commentatori: \u201cvoto in libert\u00e0\u201d e \u201cQuarto polo\u201d. Per voto in libert\u00e0 intendo quei comportamento non riducibili allo schema dei due o tre poli principali e cio\u00e8, essenzialmente, astensione e liste civiche distinte dai tre partiti maggiori.<\/p>\n<p>L\u2019astensione ha superato la soglia critica del 50% e, per di pi\u00f9, appare segnata da un grande nervosismo di flussi in entrata ed in uscita. Al primo turno di queste amministrative ha votato meno del 60% (cinque punti in meno delle amministrative precedenti), al secondo turno i votanti sono stati il 46%, cio\u00e8 circa un 12% \u00e8 andato ad aggiungersi a quelli che si erano gi\u00e0 astenuti (14% in meno delle precedenti amministrative). Il che sindica almeno due tendenze: la crescente insoddisfazione degli italiani per l\u2019offerta politica precedente e la tendenza degli \u201cesclusi\u201d dai ballottaggi a preferire l\u2019astensione al voto fra uno dei due competitori finali. Altro che ritorno al bipolarismo classico! Questo inganno ottico \u00e8 dovuto all\u2019ortopedia del sistema elettorale che \u201cforza\u201d il comportamento riducendo a competizione bipolare quello che nella societ\u00e0 dimostra molteplici tendenze centrifughe. Siamo di fronte ad un mega parcheggio elettorale dal quale in ogni momento possono partire flussi di rientro che non \u00e8 affatto detto si dirigano verso i due o tre partiti maggiori, n\u00e9 che lo facciano in modo proporzionale. Pu\u00f2 accadere che premino uno solo di essi o nessuno dirigendosi piuttosto verso formazioni minori o anche verso nuove proposte politiche. Ed il sospetto si accentua ove consideriamo quel 10-15% di consenso raccolti dalle liste civiche extra partiti che non si sa bene come si distribuiranno alle successive elezioni politiche: \u00e8 questo il fenomeno del voto in libert\u00e0. E quando hai una bolla del 60-65% di voti in libert\u00e0, \u00e8 quasi matematico che si approssimi una scossa che terremoter\u00e0 l\u2019attuale geografia elettorale. Pu\u00f2 accadere che questo accada a vantaggio di uno dei competitori ormai classici (centro destra, centro sinistra, M5s), ma potrebbe venir fuori qualsiasi altra cosa. Ad esempio un fenomeno macroniano o simili. Faccio un esempio di totale fantasia (non prendetemi alla lettera): immaginiamo che, magari non alle prossime politiche, ma per esempio alle europee del 2019, i vari personaggi outsider di centro o comunque meno riducibili alle coalizioni classiche (Parisi, Calenda, Tremonti, Quagliariello, Tosi, Fitto, Marchini, Letta) facciano un a lista comune con a capo un nome di grande attrattivit\u00e0, ad esempio Mario Draghi (sempre che l\u2019interessato ci stia): pensate che la geografia elettorale resti la stessa? Quanti voti perderebbero Fi e Pd verso il nuovo arrivato? E quanto voto in libert\u00e0 si dirigerebbe verso questa nuova offerta politica? Un risultato superiore al 20% non sarebbe assolutamente fuori della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Oppure, a sinistra si forma un polo con Landini, De Magistris, pezzi di Arci e Cgil (sul modello dei comitati per il No al referendum) e che magari aggrega anche Pizzarotti o simili, trovando un leader nazionale che non sia gi\u00e0 logorato: quanti voti potrebbe sottrarre al Pd? E quanti al M5s? E quanto voto il libert\u00e0 pescherebbe? Anche qui una previsione a due cifre non sarebbe eccessiva (magari un 15%). E\u2019 ovvio che anche solo uno di questi due esempi cambierebbe la geografia del sistema dei partiti.<\/p>\n<p>E di esempi di questo genere se ne possono fare anche altri, ipotizzando unificazioni dei piccoli o scissioni dei partiti maggiori. E qui siamo al discorso del \u201cquarto polo\u201d che un pero e proprio polo, almeno per ora, non \u00e8, ma solo una somma astratta. Attualmente, i quattro principali partiti (Lega, Fi, Pd, M5s) assommano a circa l\u201985% del corpo elettorale, il che significa che l\u2019area dei partiti minori (Fd\u2019I, Si, Mdp, minutaglia centrista ecc.) assommano a circa il 15%. Occorre tenere presente, per\u00f2, che\u00ec, con l\u2019eccezione della Lega, tutti i maggiori partiti perdono in voti assoluti (per effetto della crescente astensione) rispetto ai voti ottenuti nel 2013. Ad esempio, il Pdl ottenne 7.332.000 voti. il Pd 8.646.000 voti ed il M5s 8. 691.000 su 34.000.000 di voti validi (su 50. 450.000 aventi diritto) per un totale di circa il 73% sul totale. Proiettando i risultati delle attuali amministrative (\u00e8 solo una ipotesi, tanto per capirci), avremmo circa 29,6 milioni di voti validi (arrotondati per comodit\u00e0 a 30.000.000) e queste percentuali molto approssimative: Fi 14,5%, Pd 24,5%, M5s 15 44%.<br \/>\nQuindi,<br \/>\nFi, 4.350.000 ( meno 4.296.000 voti rispetto al 2013 )<br \/>\nPd 7.350.000 (meno 1.296.000 voti rispetto al 2013)<br \/>\nM5s 4.500.00 ( meno 4. 200.000 voti rispetto al 2013).<\/p>\n<p>E\u2019 per\u00f2 evidente che tutti questi partiti recupereranno in misura pi\u00f9 o meno vistosa in caso di elezioni politiche: sappiamo che alcune civiche (oltre quelle considerate \u201cin libert\u00e0\u201d) erano liste Pd pi\u00f9 o meno travestito, che il m5s alle amministrative di solito va male, che una parte degli astenuti rientreranno verso di loto, quindi \u00e8 ovvio che i risultati finali saranno molto pi\u00f9 favorevoli a questi tre partiti. Per\u00f2 gli \u201cammanchi\u201d sono decisamente vistosi: per ritornare alle quote del 2013, il Pd deve recuperare circa il 15% del suo elettorato del 2013, il M5s il 48,3%, e Forza Italia ben il 58,5%. Quindi una quota decisamente non piccola ma con diverso peso per ciascun partito. Il Pd \u00e8 quello che vede recuperare meno e potrebbe farcela senza troppo sforzo se la tendenza al calo non proseguisse, ma registrerebbe l\u2019azzeramento di tutto il terreno conquistato in epoca renziana, per tornare quasi ai livelli del Pd di Bersani, cio\u00e8 una fortissima sconfitta politica.<\/p>\n<p>Simile \u00e8 il giudizio sul M5s: considerato il consueto divario politiche amministrative, \u00e8 realistico che recuperer\u00e0 gran parte del terreno perso, ma considerate le aspettative, se si attestasse intorno al 25, il livello del 2013, sarebbe una cocente sconfitta politica (ed un disastro se andasse anche uno 0,5% sotto quel livello) ed il tramonto di qualsiasi speranza di andare al governo da soli, Al massimo potrebbe aspirare a superare di un soffio il Pd conquistando il posto di partito di maggioranza relativo in un \u201csorpasso in discesa\u201d.<\/p>\n<p>Diverso il discorso per Fi, che, considerata la forte parabola discendente di questi anni (in cui ha rischiato di scendere sotto il 10%) potrebbe anche accontentarsi di un 16-17% e di considerare un clamoroso successo tornare sopra il 20% anche di un pelo.<\/p>\n<p>In ogni caso, la tendenza del termometro non \u00e8 favorevole ai tre partiti \u201cmassimi\u201d che devono vedersela con il perverso intreccio fra la bolla del voto in libert\u00e0 ed il \u201cquarto polo\u201d, quella sommatoria che non esporime in positivo una nuova offerta politica ma contribuisce ad indebolire quelle maggiori esistenti.<\/p>\n<p>Questa storia ha tre morali:<br \/>\n1. E\u2019 possibile che il risultato delle prossime politiche possa essere favorevole ad uno dei tre partiti maggiori, pi\u00f9 difficilmente a due di loro, mentre \u00e8 quasi impossibile che lo sia a tutti tre<br \/>\n2. \u201dQuota 40\u201d ciascuno dei tre contendenti maggiori possono contemplarla con il cannocchiale<br \/>\n3. Se stai con la melma alla bocca, non cantare vittoria se il tuo vicino ha la melma al naso e cerca di non fare onde!<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/riflessioni-sui-ballottaggi\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/riflessioni-sui-ballottaggi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI Per capire la linea di tendenza tracciata da questo voto, occorre familiarizzarsi con due concetti connessi e non tenuti minimamente presenti dalla stragrande maggioranza dei commentatori: \u201cvoto in libert\u00e0\u201d e \u201cQuarto polo\u201d. 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