{"id":32402,"date":"2017-06-28T11:00:06","date_gmt":"2017-06-28T09:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32402"},"modified":"2017-06-27T17:16:38","modified_gmt":"2017-06-27T15:16:38","slug":"il-pd-toglie-ai-lavoratori-per-dare-alle-banche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32402","title":{"rendered":"Il Pd toglie ai lavoratori per dare alle banche"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MICRO MEGA (Alessandro Sanna)<\/strong><\/p>\n<p><strong>**********<\/strong><\/p>\n<p><strong>Commento.<\/strong><\/p>\n<p><em>Va subito detto che il sistema bancario privato \u00e8 indispensabile per il funzionamento dell&#8217;economia attraverso il <strong>credito<\/strong>, senza il quale i lavoratori e le imprese non potrebbero svolgere nessuna attivit\u00e0. La domanda da farsi perci\u00f2<\/em><em>\u00a0non \u00e8 perch\u00e9 il governo abbia salvato le banche mentre non salva il lavoro, ma perch\u00e9 non vuole salvarli entrambi. \u00a0<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;appunto ad Alessandro Sanna quindi non \u00e8 affatto polemico ed \u00e8 lontanissimo dal difendere il PD. Serve solo ad evitare speculazioni complottiste. Le banche commerciali sono mal gestite, sono deregolarizzate, e ne\u00a0andrebbe modificato lo statuto, ma rimangono un ingrediente\u00a0necessario al\u00a0funzionamento di un&#8217;economia monetaria.<\/p>\n<p>Dunque, la riflessione di Micro Mega \u00e8 importantissima per il fatto che le regole di bilancio sono impari tra le banche commerciali rispetto agli altri attori economici, e nessun governo mette mai in discussione, ad esempio, il lungo processo di deregolamentazione che ha investito il settore bancario\u00a0nella cornice di tempo tra gli anni &#8217;80 e i &#8217;90.<\/p>\n<p>Dunque, almeno due osservazioni.<\/p>\n<p><strong>1.<\/strong> La prima \u00e8 la denuncia fatta appunto da Micro Mega. Il governo infatti, sotto legittimazione di Bruxelles, permette allo Stato di intervenire a favore del salvataggio bancario ma non sugli investimenti per la <strong>creazione di lavoro,<\/strong> n\u00e9 di venire in soccorso alla popolazione quando viene colpita dalle <strong>catastrofi naturali<\/strong> (vedi terremoti dell&#8217;<strong>Aquila<\/strong> e di <strong>Amatrice<\/strong>). Stesso impedimento che colpisce lo Stato avviene quando si tratta di investire sui servizi come la sanit\u00e0 e l&#8217;istruzione, oppure sulla gestione delle pensioni come l&#8217;<strong>INPS<\/strong> che sta collassando tanto quanto le banche di cui sopra.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, al settore pubblico non \u00e8 dato di <strong>recuperare settori industriali strategici<\/strong> come la siderurgia (<strong>Ilva<\/strong>) e i trasporti (<strong>Alitalia<\/strong>), persi nello stesso modo a causa di un&#8217;altrettanta <strong>fallimentare gestione privata<\/strong>. Insomma, quando si vanno a toccare i conti pubblici, solo le banche, sostiene Micro-mega, sembrano godere in effetti di un trattamento speciale.<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong> <strong>Non solo per\u00f2<\/strong>. Perch\u00e9 l&#8217;articolo di Micro Mega non dice invece che questo tipo trattamento non \u00e8 egualitario nemmeno tra gli stessi istituti creditizi. L&#8217;intervento di poche sere fa di <strong>Alberto Bagnai<\/strong> su <strong>Radio 24<\/strong>\u00a0\u00e8 illuminante.<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 Banca Etruria \u00e8 stata fatta saltare? Mentre Banca Popolare di Vicenza e Veneta banca, no?<\/em><\/p>\n<p>Bagnai afferma che il caso Etruria sia stato un <strong>esperimento<\/strong>, affinch\u00e9 l&#8217;Europa si rendesse conto quanto potesse tirare la corda, e cosa sarebbe successo nel caso dell&#8217;applicazione rigida del <em><strong>Bail-in<\/strong><\/em>, mozione inserita precedentemente nell&#8217;ordinamento bancario a favore della <strong>concorrenza <\/strong>tramite\u00a0il <strong>governo Letta<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa, risponde Bagnai, si \u00e8 resa conto come l&#8217;insuccesso catastrofico di due anni fa, che ha riguardato solo una piccola banca, non era invece auspicabile in questo diverso contesto \u00a0con un sistema creditizio pi\u00f9 allargato, in quanto evidentemente pi\u00f9 rischioso.<\/p>\n<p><em>E allora la domanda seguente, continua Bagnai, sarebbe dunque, perch\u00e9? Che interesse ha l&#8217;Europa riguardo questo salvataggio? Vorrebbe permettere ad esempio ad istituti europei di diversa nazionalit\u00e0 di comprarsele? Oppure?<\/em><\/p>\n<p><strong>**********\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>E cos\u00ec, alla fine, il governo \u00e8 riuscito a salvare Banca Popolare di Vicenza e Veneto banca, e con loro i correntisti con somme depositate oltre i centomila Euro e i possessori di obbligazioni senior: non subiranno le conseguenze previste dalla recente disciplina europea, quella sul mitico bail in, non dovranno cio\u00e8 contribuire in prima persona al salvataggio. La parte sana delle due banche verr\u00e0 regalata a Banca Intesa, che erediter\u00e0 cos\u00ec una rete di sportelli in una tra le aree pi\u00f9 ricche del Paese. <\/em><\/p>\n<p>E ricever\u00e0 inoltre <strong>cinque miliardi di Euro<\/strong> per fronteggiare i costi dell\u2019operazione, inclusa la gestione dei quasi quattromila lavoratori che perderanno il posto. La parte malata delle due banche verr\u00e0 invece assorbita dallo Stato, che metter\u00e0 a disposizione altri dodici miliardi di Euro come garanzia per i crediti deteriorati: quelli che hanno condotto i due istituti veneti alla rovina.<\/p>\n<p>Il tutto con la benedizione della Commissione europea e della Banca centrale europea, a dimostrazione che, <strong>se e quando vuole, il governo sa battere i pugni sul tavolo e farsi concedere<\/strong> ci\u00f2 che vuole dai tecnocrati di Bruxelles. Cos\u00ec come \u00e8 bravo a trovare in fretta i soldi, sempre se e quando vuole, cio\u00e8 quando si tratta di banche. Non ha volto e non vuole, invece, per gli edifici scolastici che cadono a pezzi, per la <strong>sanit\u00e0<\/strong> oramai incapace di soddisfare le richieste dei cittadini, per le <strong>pensioni<\/strong> minime da adeguare al costo della vita, per la manutenzione delle strade sempre pi\u00f9 pericolanti, per gli <strong>stipendi<\/strong> dei dipendenti pubblici al palo da anni, per i servizi pubblici locali a cui si offre la privatizzazione come unica prospettiva, per la messa in sicurezza del territorio tanto sbandierata nelle settimane successive al terremoto. Per tutto questo i soldi non ci sono, e sempre meno ci saranno, dal momento che il governo si \u00e8 impegnato con l\u2019Europa a risparmiare, nei prossimi due anni, una trentina di miliardi.<\/p>\n<p><strong>Difficilmente il Pd, maggiore azionista del governo, potr\u00e0 scrollarsi di dosso l\u2019immagine della forza politica al servizio dei forti,<\/strong> e nel contempo sordo alle ragioni dei deboli, lavoratori in testa. Del resto \u00e8 troppo stridente il confronto con due recenti episodi particolarmente significativi: la reintroduzione truffaldina dei voucher e la pretestuosa polemica sul diritto di sciopero.<\/p>\n<p>Cominciamo da quest\u2019ultima. Il <strong>16 giugno<\/strong> scorso i sindacati di base hanno scioperato per protestare contro le <strong>privatizzazioni<\/strong> e le <strong>liberalizzazioni<\/strong> che colpiscono i trasporti e la logistica. Evidentemente il tema era molto sentito dai lavoratori, e difatti l\u2019astensione ha ottenuto un\u2019adesione elevata, con disagi in particolare nelle grandi citt\u00e0. Lo sciopero, in quanto ha riguardato un servizio pubblico essenziale, \u00e8 stato organizzato nel rispetto di quanto prevede la legge al fine di bilanciare i diritti dei lavoratori alla lotta sindacale e dei cittadini alla mobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si \u00e8 infatti rispettato il periodo di preavviso e si \u00e8 inoltre predisposto un piano di prestazioni minime, il tutto presidiato da un sistema di sanzioni, oltre che dalla possibilit\u00e0 di ricorrere alla precettazione. Ci\u00f2 nonostante il governo, per bocca del Ministro dei trasporti <strong>Delrio<\/strong>, ha colto l\u2019occasione per un <strong>ennesimo attacco al diritto di sciopero,<\/strong> da colpire con regole ancora pi\u00f9 restrittive destinate a evitare che \u201cuna minoranza di lavoratori tenga in ostaggio una maggioranza di cittadini nelle loro esigenze quotidiane\u201d. Come se non ci fossero gi\u00e0 le regole a cui abbiamo fatto riferimento, e come se il diritto di sciopero fosse una prerogativa da riservare a quei pochi lavoratori che, per le caratteristiche della loro occupazione, possono esercitarlo colpendo il solo datore di lavoro: i casellanti, i controllori di bordo, e pochi altri.<\/p>\n<p>Nella medesima occasione solo Luigi Gubitosi, commissario straordinario di Alitalia, era riuscito a dire una cosa pi\u00f9 fastidiosa: ha sostenuto, con sprezzo del ridicolo, che lo sciopero era un regalo alla concorrenza. Come se fossero i lavoratori la causa del disastro della ex compagnia aerea di bandiera, e non i dirigenti come lui, che poi corrono ai ripari dichiarando nuovi esuberi.<br \/>\nSe nella vicenda dello sciopero nei trasporti il governo \u00e8 stato intellettualmente disonesto, in quella dei voucher le regole violate non sono solo quelle della morale. \u00c8 infatti noto che i voucher sono stati aboliti solo per evitare il referendum voluto dalla Cgil. E che, una volta ottenuto questo risultato, sono stati reintrodotti, oltretutto con una disciplina che ha addirittura esteso la platea dei soggetti che possono ricorrervi: famiglie, imprese e pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0 la nuova legge ha individuato qualche espediente per prevenire gli abusi, che difficilmente funzioner\u00e0, ma che \u00e8 servito a legittimarla: il governo ha sostenuto che il problema principale sollevato dal referendum era appunto la possibilit\u00e0 di abusare dei voucher. \u00c8 chiaro per\u00f2 che il sindacato poneva una questione di principio, che voleva cio\u00e8 contrastare la tendenza alla voucherizzazione del lavoro: la sua riduzione a una relazione di mercato qualsiasi, allo scambio dell\u2019attivit\u00e0 umana contro il salario.<\/p>\n<p>Senza che vi siano fastidiose obbligazioni accessorie, come quelle che richiamano il diritto a una retribuzione dignitosa, o il diritto a essere reintegrati se licenziati ingiustamente. Questo era il senso del referendum, per questo aveva raccolto tante firme, e per questo il governo ha compito un atto eversivo, inedito e inaudito. Anche se oramai in linea con una consolidata tradizione di ostilit\u00e0 nei confronti dei lavoratori incarnata dal partito di Renzi.<\/p>\n<p>Forse, se da qualche tempo a questa parte <strong>il Pd esce male dalle urne<\/strong>, \u00e8 perch\u00e9 gli elettori hanno finalmente compreso di che pasta \u00e8 fatto. <strong>\u00c8 il partito che toglie ai lavoratori per dare alle banche<\/strong>, che a furia di voler vincere conquistando il centro \u00e8 finito a destra, che combatte le ideologie solo se sono di sinistra, ma non se spianano la strada al libero mercato. E che dalla destra verr\u00e0 prima o poi sconfitto, non appena avr\u00e0 finito di compiere il lavoro sporco, o se si preferisce di essere apprezzato come utile idiota.<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/il-pd-toglie-ai-lavoratori-per-dare-alle-banche\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/il-pd-toglie-ai-lavoratori-per-dare-alle-banche\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MICRO MEGA (Alessandro Sanna) ********** Commento. Va subito detto che il sistema bancario privato \u00e8 indispensabile per il funzionamento dell&#8217;economia attraverso il credito, senza il quale i lavoratori e le imprese non potrebbero svolgere nessuna attivit\u00e0. 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