{"id":32557,"date":"2017-07-01T12:07:22","date_gmt":"2017-07-01T10:07:22","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32557"},"modified":"2017-06-30T23:10:37","modified_gmt":"2017-06-30T21:10:37","slug":"la-hibrys-della-may-e-la-sfida-dellirlanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32557","title":{"rendered":"La Hibrys della May e la sfida dell\u2019Irlanda"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p><em>La crisi politica del Regno Unito \u00e8 ormai evidente. Theresa May ha voluto scommettere su se stessa, e ora, per governare, ha bisogno degli unionisti nordirlandesi. Il patto tra conservatori e DUP potrebbe per\u00f2 scatenare una reazione a catena in tutta l\u2019Irlanda.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nel Regno pi\u00f9 disunito che mai<\/strong>\u00a0riuscire a fare un governo \u00e8 qualcosa di altamente complesso. Per anni ci \u00e8 stato insegnato che il sistema britannico era quello migliore: granitico, democraticamente perfetto, frutto di secoli di cultura del parlamentarismo e di alternanza dei partiti. Eppure, nonostante tutto, sembra che gli alabardieri del parlamentarismo londinese debbano cambiare opinione, a meno che non vogliano rimanere ancorati a una storia romantica che non esiste pi\u00f9. I<strong>l cortocircuito democratico ha investito, inevitabilmente, anche il Regno<\/strong>. L\u2019ha fatto sotto una triplice forma: referendum non accettato dalla minoranza elitaria; continua voglia di secessione di una parte dello Stato; impossibilit\u00e0 di ritornare al bipolarismo perfetto.<\/p>\n<p><strong>La democratica Gran Bretagna sta cedendo continuamente terreno a tutto quanto la democrazia porta con s\u00e9 in questi tempi<\/strong>, cio\u00e8 quel deficit di legittimit\u00e0 tipico di sistemi in crisi. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un potere legittimato dal basso n\u00e9 dall\u2019alto, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un senso di appartenenza vero nei confronti di un popolo, c\u2019\u00e8 un senso di ribellione pi\u00f9 o meno generazionale, e c\u2019\u00e8 soprattutto il senso di frustrazione figlio di un Paese che forse, ancora oggi, deve comprendere di non essere pi\u00f9 l\u2019Impero, ma di essere stata per lungo tempo la stampella di Washington in Europa.\u00a0<strong>La crisi della democrazia britannica<\/strong>\u00a0\u00e8 del tutto evidente, e si \u00e8 manifestata anche agli occhi dei meno attenti con due elezioni: la prima, quella di Cameron; la seconda, quella di May. In entrambi i casi, gli scricchiolii che si erano cominciati a sentire sulla tenuta del sistema parlamentare inglese, si sono fatti parecchio forti ed hanno risvegliato le coscienze di tutti quelli che ritenevano Londra come la terra promessa della democrazia occidentale.<\/p>\n<div id=\"video\"><div class=\"video-container\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe loading=\"lazy\" class=\"youtube-player\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-zncI9vcda0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox\"><\/iframe><\/span><\/div><\/div>\n<p><em>Il confronto tra i leader dei due partiti nella prima seduta del nuovo parlamento eletto lo scorso 8 giugno<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec. N<strong>eanche Londra \u00e8 immune al virus della crisi democratica.<\/strong>\u00a0E oggi, Theresa May, si trova a pagare lo scotto di una scelta tuttora ingiustificata di andare al voto con elezioni anticipate. Mai dare per contato il voto del popolo, soprattutto quando lo si personalizza per legittimarsi di fronte al mondo.<strong>\u00a0Era una lezione che a Londra avrebbero dovuto imparare gi\u00e0 a suo tempo con Cameron<\/strong>, che fece della Brexit il voto che avrebbe caratterizzato il suo mandato, un plebiscito sulla sua persona, e invece \u00e8 naufragato sotto la scure del voto euroscettico. May \u00e8 andata per la sua strada, nonostante la maggioranza l\u2019avesse, e l\u2019ha fatto sperando nella liturgia elettorale che l\u2019avrebbe condotta all\u2019apoteosi, all\u2019essere paladina della Gran Bretagna di fronte all\u2019Unione Europea. Bastava leggersi un po\u2019 di letteratura greca per capire che quanto si stava facendo sarebbe stata la tipica mossa fallimentare che avrebbe fatto crollare ogni certezza. \u00c8 quello che i greci, pi\u00f9 saggi dei nostri politici, chiamavano \u1f55\u03b2\u03f1\u03b9\u03c2, la \u201ctracotanza\u201d, quel momento in cui l\u2019uomo si vuole ergere a un livello eccessivamente alto, e puntualmente gli dei lo puniscono.<\/p>\n<p>Ora, questa tracotanza, Theresa May la paga con un fardello molto pesante, e cio\u00e8 quello di<strong>\u00a0aver perso legittimit\u00e0 all\u2019interno del partito, all\u2019interno del Regno Unito e agli occhi dell\u2019Europa<\/strong>. Sconfitta su tutta la linea, nonostante una vittoria relativa ottenuta in termini di voti. Perch\u00e9 in fondo ha vinto, quello \u00e8 vero ma ha vinto perdendo seggi e riuscendo a far tornare in auge il laburismo. E non ha vinto, per davvero, se \u00e8\u00a0<strong>costretta a dover prendere i voti e quindi i seggi del DUP<\/strong>, il partito unionista dell\u2019Irlanda del Nord. Una scelta che ha delle conseguenze molto significative per tutta la questione irlandese, ma anche per la Brexit. DUP \u00e8 il partito unionista nordirlandese che da sempre \u00e8 stato favorevole all\u2019hard Brexit, quasi a voler segnare ancora di pi\u00f9 il distacco culturale e politico dalla Repubblica d\u2019Irlanda. Ma soprattutto, \u00e8 il partito che oggi mette a rischio gli Accordi del Venerd\u00ec Santo con cui l\u2019Irlanda del Nord giunse, con molte difficolt\u00e0, alla tregua politica tra unionisti e nazionalisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_88487\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-88487\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/unionisti-300x217.jpg\" alt=\"Gli unionisti irlandesi vero e proprio ago della bilancia della nuova legislatura\" width=\"300\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Gli unionisti irlandesi vero e proprio ago della bilancia della nuova legislatura<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019accordo di sostengo al governo May da parte del Democratic Union Party ha subito messo in allarme non soltanto il Sinn Fein, il partito nazionalista e di ispirazione cattolica che aumenta nei consensi in tutta l\u2019Irlanda del Nord, ma anche coloro che in\u00a0<strong>Irlanda del Nord<\/strong>\u00a0temono l\u2019esplosione di uno scontro tra fazioni che si voleva e si credeva superato. La domanda che tutti si pongono a Belfast e dintorni \u00e8 rappresentata da quali garanzie, in termini di repressione del sentimento nazionalista, possa aver avuto Arlene Foster del DUP per portare il proprio voto al governo di Theresa May. La stampa parla di finanziamenti di miliardi di sterline a tutta l\u2019Irlanda del Nord da parte del governo centrale di Londra:\u00a0<strong>ma sar\u00e0 veramente cos\u00ec?<\/strong>\u00a0Le parole di Gerry Adams, presidente del Sinn Fein e storico leader del fronte repubblicano nordirlandese, non lasciano molti dubbi sulle perplessit\u00e0 del pianeta nazionalista. Intervistato al Guardian,\u00a0<strong>Adams ha ricordato che questo sostegno sar\u00e0 un compromesso fra istanze unioniste e soldi pubblici<\/strong>, e dar\u00e0 man forte al DUP che da mesi nega ogni accordo sul governo nordirlandese. Perch\u00e9 il problema vero per Belfast \u00e8 che, in tutto questo periodo elettorale, non c\u2019\u00e8 ancora un governo di condivisione per la regione. Il Sinn Fein \u00e8 stato chiaro da subito: o Arlene Foster cede lo scettro, visto che \u00e8 caduta perch\u00e9 sfiduciata dopo uno scandalo di malversazione di fondi pubblici, o non pu\u00f2 esserci accordo. Altrettanto chiaro \u00e8 stato il DUP nel confermare di andare avanti con Arlene Foster anche a costo di mettere a rischio gli Accordi del Venerd\u00ec Santo, che impongono un governo condiviso tra tutti i partiti politici con un numero di ministri proporzionati ai voti ottenuti.<\/p>\n<div id=\"attachment_88488\" class=\"wp-caption alignnone\">\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-88488\" src=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/brexit-confini-300x217.jpg\" alt=\"Il confine tra Irlanda ed Irlanda del Nord, nuovo limite dell'UE\" width=\"300\" height=\"217\" \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Il confine tra Irlanda ed Irlanda del Nord, nuovo limite dell\u2019UE<\/p>\n<\/div>\n<p>\u00c8 del tutto evidente, e non serve un genio della lampada per capirlo, che un governo conservatore appoggiato dagli unionisti nordirlandesi (e che unionisti!) non possa che essere un pericolo per tutta la politica nordirlandese. Oggi gli irlandesi del nord, in larga parte non vogliono uscire dal Regno n\u00e9 unirsi all\u2019Irlanda.\u00a0<strong>La via secessionista, intrapresa anni fa dalla Scozia, in Irlanda ha difficolt\u00e0 oggettive a livello politico<\/strong>\u00a0\u2013 bisogna sempre ricordare che non \u00e8 un processo facilmente ottenibile, che occorrerebbe un voto favorevole referendario in tutta l\u2019isola e che soprattutto Londra deve dare il consenso \u2013 oltre che rischi molto forti in termini di violenza. Il Sin Fein ha paventato la possibilit\u00e0 di indire questo referendum durante le elezioni per l\u2019Irlanda del Nord, ma l\u2019ha fatto soprattutto perch\u00e9 terrorizzato dal rischio che Brexit comporti un solco insuperabile fra Ulster ed Eire.\u00a0<strong>L\u2019asse tra Belfast e Londra pu\u00f2 avere conseguenze molto rischiose<\/strong>\u00a0in questo senso, perch\u00e9 rischia di esacerbare lo scontro e condurlo a livelli molto duri. Il pericolo \u00e8 che l\u2019Irlanda del Nord torni a essere terreno di scontro non soltanto fra nordirlandesi, ma anche un tema politico nazionale e internazionale. Tanto \u00e8 vero che da Bruxelles sono arrivate parole di miele in caso di scelta secessionista dell\u2019Irlanda del Nord, e da Dublino la richiesta di referendum non sarebbe vista con particolare preoccupazione.\u00a0<strong>Un rischio calcolato per Theresa May?<\/strong>\u00a0Vedendo i risultati delle elezioni, il rischio che stia di nuovo scegliendo la strada sbagliata non \u00e8 cos\u00ec remoto.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-hibrys-della-may-e-la-sfida-dellirlanda\/\">http:\/\/www.lintellettualedissidente.it\/esteri-3\/la-hibrys-della-may-e-la-sfida-dellirlanda\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTELLETTUALE DISSIDENTE (Lorenzo Vita) La crisi politica del Regno Unito \u00e8 ormai evidente. 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