{"id":32703,"date":"2017-07-08T00:05:19","date_gmt":"2017-07-07T22:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32703"},"modified":"2017-07-06T14:37:50","modified_gmt":"2017-07-06T12:37:50","slug":"sulla-decadenza-della-facolta-di-lettere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32703","title":{"rendered":"Sulla decadenza della facolt\u00e0 di Lettere"},"content":{"rendered":"<p><!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } --><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">di LUCA MANCINI (FSI Roma)<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Per secoli i letterati sono sempre stati visti come elementi potenzialmente rivoluzionari all&#8217;interno della societ\u00e0. Letterati e storici sono sempre stati tra le voci pi\u00f9 critiche nei confronti del sistema sociale, eppure oggi si assiste ad una netta inversione di tendenza. Le facolt\u00e0 di Lettere sembrano produrre perlopi\u00f9 due categorie di persone: la prima, numericamente pi\u00f9 scarsa, \u00e8 quella di personaggi che addirittura si pongono come strenui difensori della societ\u00e0 contemporanea, ossia dei veri e propri conservatori senza alcun spirito critico; la seconda \u00e8 invece rappresentata da una sottospecie di finti rivoluzionari che, un po&#8217; come in <em>1984<\/em>, concentrano tutti i loro sforzi su battaglie politiche palesemente secondarie, se non addirittura al limite dell&#8217;inutilit\u00e0. Questi ultimi lavorano principalmente per l&#8217;affermazione di svariati diritti civili e lo fanno anche con una discreta tenacia, mettendo completamente in subordine i diritti sociali. Tale prospettiva si rivela completamente funzionale al sistema socio-economico vigente e perci\u00f2 per esso non \u00e8 minimamente pericolosa.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">La societ\u00e0 attuale \u00e8 sempre pi\u00f9 individualizzata e le classi dirigenti liberali tendono a spezzettare costantemente il popolo in categorie sempre pi\u00f9 piccole per renderlo pi\u00f9 malleabile: \u00e8 il classico caso di <i>divide et impera <\/i>di romana memoria. I diritti civili, per loro natura, non si occupano della totalit\u00e0 del popolo, ma solo di una parte specifica di esso; essi, per definizione, sono diritti particolari e non universali. Al contrario i diritti sociali, come suggerisce il nome, riguardano la societ\u00e0 nella sua totalit\u00e0, senza alcuna distinzione di genere o di etnia; essi sono diritti universali o potenzialmente tali. Lottare esclusivamente per i primi, subordinando i secondi, significa fare gli interessi di una parte ben precisa, probabilmente quella alla quale si appartiene o si pensa di appartenere, il che praticamente significa fare esclusivamente i propri interessi specifici, nella convinzione che essi siano il bene per l&#8217;umanit\u00e0 intera.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Una prospettiva che ricorda molto Adam Smith e il pensiero liberale, la quale invita esplicitamente a perseguire i propri interessi particolari nella convinzione che essi si armonizzeranno automaticamente con quelli universali, grazie ad una presunta \u201cmano invisibile\u201d che regola il tutto, mercato compreso, con risultati tangibili che ben si conoscono. A questo punto \u00e8 evidente che lottare per i diritti civili significa condurre, consapevolmente o no, una battaglia liberale e, pertanto, non pericolosa per il sistema socio-economico attuale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Tuttavia la domanda che ci si dovrebbe porre \u00e8: come \u00e8 stato possibile trasformare i letterati dai critici pi\u00f9 ferventi a mansueti strumenti della classe dirigente liberale? Com&#8217;\u00e8 stato possibile privarli di questo spirito critico?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Probabilmente le cause sono molte e di vario genere, tuttavia \u00e8 possibile che una di esse sia da individuare nei programmi di studio imposti dai docenti. Tali programmi tendono a trasmettere nozioni generiche, basilari nei primi anni e successivamente estremamente specialistiche, il che serve a rendere gli studenti degli idioti specializzati, poich\u00e9 informatissimi su un argomento specifico, ma al di fuori del quale si perdono completamente. In pratica, la carenza pi\u00f9 grave \u00e8 costituita da una mancanza di elasticit\u00e0 mentale dello studente che non \u00e8 in grado di analizzare un problema da diversi punti di vista. Egli ne conosce uno e lo difende con il fervore del neofita. Ovviamente tale mancanza non \u00e8 da imputare agli studenti ma a chi dovrebbe guidarli nel percorso di studi, ossia i docenti, che costruiscono programmi di studio totalmente inadeguati a comprendere la societ\u00e0 contemporanea, poich\u00e9 privi di materie fondamentali, tre fra tutte: filosofia, economia e diritto.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">In alcune universit\u00e0 italiane la facolt\u00e0 di Filosofia \u00e8 stata staccata da quella di Lettere, con il risultato che nei programmi dei letterati la filosofia \u00e8 diventata scarsissima, se non addirittura del tutto assente. Una prospettiva terribile, se si pensa che \u00e8 proprio questa materia quella che garantisce l&#8217;elasticit\u00e0 mentale e lo spirito critico di cui si parlava sopra. La filosofia insegna a mettere in discussione tutto e questo non pu\u00f2 essere mai un male, poich\u00e9, come insegnano Socrate e Cartesio, solo cos\u00ec si pu\u00f2 raggiungere la verit\u00e0. Coloro che seguono pedissequamente una dottrina sono dei religiosi e non dei filosofi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Il diritto \u00e8 quasi del tutto assente, mentre la sua importanza \u00e8 lampante. Un letterato o uno storico dovrebbero innanzitutto comprendere la societ\u00e0 nella quale vivono o quella che si propongono di studiare. Come \u00e8 possibile fare ci\u00f2 senza almeno degli elementi di diritto?<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Tuttavia quella che sembra essere la carenza pi\u00f9 grave \u00e8 l&#8217;economia. Marx ha evidenziato come sia \u201cil modo di vivere che determina il modo di pensare\u201d e come, per usare termini marxiani, sia la struttura a determinare la sovrastruttura. Pertanto lo studio dei processi economici che determina il modo di vivere \u00e8 fondamentale per comprendere la societ\u00e0 stessa e il pensiero degli uomini che la compongono. Eliminando lo studio dell&#8217;economia dalla facolt\u00e0 di Lettere si creano studiosi totalmente inconsapevoli del funzionamento del sistema economico capitalista o di altri sistemi economici passati. Questo li rende automaticamente non in grado di comprendere appieno la societ\u00e0 attuale o quella che essi studiano. Invece, \u00e8 palesemente necessario recuperare questo paradigma marxiano all&#8217;interno dei programmi di studio della facolt\u00e0 di lettere per rendere maggiormente consapevoli gli studenti, la cui maggioranza, oggigiorno, non conosce nemmeno la differenza tra struttura e sovrastruttura. Questa prospettiva \u00e8, invece, completamente assente poich\u00e9 nel corpo docente di lettere sembra esserci uno scarso interesse per le questioni economiche. Le loro ricerche si concentrano principalmente su fenomeni particolari (ad esempio nei dipartimenti di storia vi \u00e8 molto interesse per <em>gender studies<\/em>, casi di microstoria, storie di minoranze <i>et similia<\/i>), che per loro natura sono molto simili ai diritti civili di cui si parlava sopra. Nel senso che tali fenomeni studiati risultano essere talmente particolari da rivelarsi secondari, se non del tutto ininfluenti ai fini del miglioramento economico-sociale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">A questo punto vengono alla mente le parole di Preve sui docenti universitari: &#8220;Non dimentichiamoci mai che, secondo la corretta impostazione di Bourdieu, gli intellettuali come gruppo sociale sono un gruppo dominato interno alla classe dominante. Gli intellettuali universitari hanno un guinzaglio lungo, perch\u00e8 devono dare l&#8217;impressione di essere liberi opinatori, certo molto pi\u00f9 lungo di poliziotti, militari, diplomatici, eccetera, ma hanno sempre un guinzaglio, anche se lungo. Se il gruppo dominante della classe dominante, e cio\u00e8 le oligarchie finanziarie globalizzate a guida imperialistica USA, decidono che si deve archiviare lo Stato nazionale sovrano sulla moneta, \u00e8 solo questione di tempo perch\u00e8 i pagliacci del circo universitario &#8216;scoprano&#8217; che le nazioni sono solo &#8216;comunit\u00e0 immaginarie'&#8221;. Probabilmente lo stesso discorso vale per l&#8217;impostazione marxiana degli studi o per lo studio del diritto o soprattutto della filosofia all&#8217;interno della facolt\u00e0 di lettere: se le \u00e9lites finanziarie ritengono pericolosi per esse questo genere di studi danno un altro indirizzo a quel filone e i docenti, ossequiosi, obbediscono diventando cos\u00ec un mero strumento per la propaganda liberale.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Chi ritiene che il compito dei letterati all&#8217;interno della societ\u00e0 sia meramente ricreativo, ossia di allietare le persone con libri di vario genere pi\u00f9 o meno gradevoli ne ha una visione completamente distorta: essi, invece, erano e devono tornare ad essere dotati di un forte spirito critico che permetta loro di mettere costantemente in discussione la societ\u00e0 al fine di migliorarla. Come scrisse Marx, \u201ci filosofi hanno soltanto variamente interpretato il mondo; ma si tratta di cambiarlo\u201d: si pu\u00f2 dire con certezza che lo stesso discorso vale anche per i letterati. Vi \u00e8 la necessit\u00e0 di una letteratura militante che non interpreti semplicemente aspetti particolari del mondo ma che tenti di cambiarlo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: georgia,palatino,serif;\">Viva la Repubblica Sovrana!<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LUCA MANCINI (FSI Roma) Per secoli i letterati sono sempre stati visti come elementi potenzialmente rivoluzionari all&#8217;interno della societ\u00e0. Letterati e storici sono sempre stati tra le voci pi\u00f9 critiche nei confronti del sistema sociale, eppure oggi si assiste ad una netta inversione di tendenza. 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