{"id":32746,"date":"2017-07-05T12:39:16","date_gmt":"2017-07-05T10:39:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32746"},"modified":"2017-07-05T12:39:16","modified_gmt":"2017-07-05T10:39:16","slug":"miseria-dellaccademia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32746","title":{"rendered":"Miseria dell&#8217;Accademia italiana"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_32754\" style=\"width: 1650px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-32754\" class=\"wp-image-32754 size-full\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Betti-Marchesi.jpg\" alt=\"\" width=\"1640\" height=\"508\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Betti-Marchesi.jpg 1640w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Betti-Marchesi-300x93.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Betti-Marchesi-768x238.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Betti-Marchesi-1024x317.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1640px) 100vw, 1640px\" \/><p id=\"caption-attachment-32754\" class=\"wp-caption-text\">a sinistra il prof. Emilio Betti, a destra il prof. Concetto Marchesi<\/p><\/div>\n<p>di <strong>STEFANO ROSATI (FSI Rieti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il fascismo alcuni docenti si rifiutarono di giurare fedelt\u00e0 al regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Concetto Marchesi<\/strong> tenne la celebre prolusione del 1943 in presenza del ministro della Repubblica di Sal\u00f2 Biggini e di fronte a gruppi di squadristi. Il discorso di apertura dell\u2019anno accademico conteneva un appello ai valori della pace e del lavoro senza alcuna concessione o approvazione dell\u2019operato del regime<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dopoguerra, un gigante del pensiero giuridico occidentale come <strong>Emilio Betti<\/strong> fu ghettizzato per le sue note simpatie politiche; simpatie che egli non rinneg\u00f2 mai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei decenni passati, invece, non si \u00e8 avuta notizia di professori che si siano premurati di far comprendere ai propri studenti che la prevalenza del diritto europeo sulla Costituzione \u00e8 una bestialit\u00e0 giuridica che si fonda solo su una brutale tautologia (prevale perch\u00e9 prevale), cos\u00ec rompendo il sacro patto di fiducia che regge il rapporto tra professore e studenti, probabilmente uno dei rapporti pi\u00f9 belli e fecondi che \u00e8 possibile avere nel corso della propria esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, alcuni docenti, immancabilmente, diranno che loro \u201clo hanno scritto\u201d in qualche rivista giuridica (ma io ricordo solo il testo di un antico Maestro che gi\u00e0 nel 1998 diceva che i Trattati sono in contrasto con una specifica disposizione della Costituzione) ma altro \u00e8 scrivere un articoletto, altro \u00e8 assumersi la responsabilit\u00e0 di parlare chiaramente ai propri studenti<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, un illustre professore afferma, in testi purtroppo diffusi, che la legittimazione dell\u2019Unione Bancaria va ricercata \u201c<em>con riferimento ai risultati, agli output che il sistema pu\u00f2 assicurare. In particolare considerando l\u2019effettivit\u00e0, utilit\u00e0 e satisfittivit\u00e0 delle decisioni assunte e realizzate<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, si afferma che la legittimazione dell\u2019amministrazione pubblica europea si fonda sul principio di effettivit\u00e0; tesi che i pi\u00f9 accorti ricorderanno essere stata gi\u00e0 propugnata durante il Reich (\u201c<em>Sovrano \u00e8 chi decide nello stato di eccezione<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[4]<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il superamento del principio di legalit\u00e0 viene, come gi\u00e0 accaduto riguardo alla legittimazione delle autorit\u00e0 ammnistrative indipendenti, declamato come un progresso da una congrega di vergognosi tirapiedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa ricostruzione giuridica, demenziale da un punto di vista logico, in quanto inverte il <em>prius <\/em>con il <em>posterius<\/em>, giuridicamente infondata<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[5]<\/a>, contraria alla nostra tradizione costituzionale, secondo cui il fondamento della pubblica amministrazione riposa sulla legge, verrebbe derisa anche dall\u2019uomo della strada: quali sarebbero questi risultati raggiunti dell\u2019Unione Bancaria?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019accademia tace, anzi presta ascolto, e il professore in questione viene invitato a parlare in convegni nei quali ripete ragionamenti che solo un decennio fa avrebbero comportato l\u2019immediata interruzione di un qualsiasi esame di diritto del primo anno, con invito rivolto allo stolto studente a impiegare\u00a0 i propri talenti in altri \u201c<em>campi<\/em>\u201d perch\u00e9 il diritto \u00e8 una cosa seria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a questa pochezza, non possiamo che trarre nuova energia dalla potenza del pensiero rigoroso che uomini di valore assoluto ci hanno lasciato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si costruisce un grande Paese senza una grande Accademia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavoreremo anche per questo.<\/p>\n<blockquote><p>Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dall&#8217;ignavia, dalla servilit\u00e0 criminosa, voi insieme con la giovent\u00f9 operaia e contadina, dovete rifare la storia dell&#8217;Italia e costituire il popolo italiano. Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c&#8217;\u00e8 tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c&#8217;\u00e8 tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studenti: mi allontano da voi con la speranza di ritornare a voi maestro e compagno, dopo la fraternit\u00e0 di una lotta assieme combattuta. Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l&#8217;oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l&#8217;Italia dalla schiavit\u00f9 e dall&#8217;ignominia, aggiungete al labaro della vostra Universit\u00e0 la gloria di una nuova pi\u00f9 grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Concetto Marchesi<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[1]<\/a> Il testo del discorso inaugurale dell\u2019anno accademico 1943 \u2013 1944 dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, di cui il prof. Marchesi era Rettore, pu\u00f2 essere letto qui: <a href=\"http:\/\/www.anpivittoria.it\/docs\/marchesi.pdf\">http:\/\/www.anpivittoria.it\/docs\/marchesi.pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[2]<\/a> Il prof. Irti poneva gi\u00e0 allora in risalto il contrasto tra i Trattati dell\u2019Unione, fondati sul principio della libera concorrenza, e l\u2019art. 41, comma 3, della Costituzione che prevede che \u201c<em>la legge determina i programmi e i controlli opportuni<\/em>\u201d perch\u00e9 l\u2019attivit\u00e0 economica possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali \u00a0(v. N. Irti, \u201c<em>L\u2019ordine giuridico del mercato<\/em>\u201d, Laterza, 1998, <em>passim<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[3]<\/a> V. \u201c<em>L\u2019unione bancaria europea<\/em>\u201d, Mario P. Chiti e Vittorio Santoro (a cura di), Pacini Giuridica, <em>passim<\/em>, ma v. spec. l\u2019introduzione dei curatori dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[4]<\/a> V. K. Schmitt, \u201c<em>Teologia politica<\/em>\u201d, in \u201c<em>Le categorie del \u00ab politico\u00bb<\/em>\u201d, a cura di G. Miglio e P. Schiera, Il Mulino, Bologna, 1972, pagg. 33-35.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[5]<\/a> La disposizione indicata come \u201c<em>riferimento formale<\/em>\u201d della tesi sopra esposta sarebbe l\u2019art. 298 del TFUE che prevede \u201c<em>Nell\u2019assolvere i loro compiti le istituzioni, organi e organismi dell\u2019Unione si basano su un\u2019amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente<\/em>\u201d. Si lascia al lettore apprezzare se il significato e i corollari desumibili dalla disposizione citata possano o meno sostenere la riferita tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[6]<\/a> Dalla lettera agli studenti padovani di C. Marchesi, 1 dicembre 1943. La lettera pu\u00f2 essere seguendo il link indicato alla nota 1.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STEFANO ROSATI (FSI Rieti) Durante il fascismo alcuni docenti si rifiutarono di giurare fedelt\u00e0 al regime. Concetto Marchesi tenne la celebre prolusione del 1943 in presenza del ministro della Repubblica di Sal\u00f2 Biggini e di fronte a gruppi di squadristi. Il discorso di apertura dell\u2019anno accademico conteneva un appello ai valori della pace e del lavoro senza alcuna concessione o approvazione dell\u2019operato del regime[1]. 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