{"id":32768,"date":"2017-07-06T10:19:53","date_gmt":"2017-07-06T08:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32768"},"modified":"2017-07-06T10:19:53","modified_gmt":"2017-07-06T08:19:53","slug":"cosa-chiedera-litalia-alleuropa-su-libia-migranti-e-ong","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32768","title":{"rendered":"Cosa chieder\u00e0 l\u2019Italia all\u2019Europa su Libia, migranti e Ong"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE.NET (Stefano Vespa)<\/strong><\/p>\n<p>Un riconoscimento e un appello all\u2019unione (senza successo) rivolti al Parlamento hanno significativamente aperto e chiuso l\u2019informativa alla Camera del ministro dell\u2019Interno, <strong>Marco Minniti <\/strong>(in foto), sull\u2019immigrazione. Il quadro esposto ha riassunto in pochi minuti settimane di emergenze, di polemiche, di scontri politici che avranno un passaggio fondamentale nel vertice informale dei ministri dell\u2019Interno di Tallinn del 6 luglio (il 7 toccher\u00e0 ai ministri della Giustizia).<\/p>\n<p><strong>L\u2019INPUT DEL PARLAMENTO E IL NODO-ONG<\/strong><\/p>\n<p>Minniti non ha nascosto che la discussione avuta con i ministri dell\u2019Interno di Francia e Germania domenica 2 luglio sia stata \u201cdifficile\u201d, giudicando per\u00f2 \u201cimportante la posizione comune\u201d in vista di Tallinn. \u201cParigi \u00e8 stato un primo importante passo, ma un primo passo\u201d e, dopo il piano stilato dalla Commissione Ue, bisogna dire \u201cla verit\u00e0 al Parlamento e agli italiani\u201d. Cercando di smussare le polemiche di questi giorni, il ministro ha ricordato che le iniziative del Governo non sono estemporanee, ma messe in campo dopo l\u2019attivit\u00e0 di indagine del Comitato Schengen e della commissione Difesa del Senato, sottolineando che la relazione conclusiva di quest\u2019ultima venne votata all\u2019unanimit\u00e0. Dunque, cos\u00ec come fu chiesto dal Parlamento, sulle Ong \u201cnessun pregiudizio n\u00e9 generalizzazioni\u201d, ma in Europa si \u00e8 deciso di varare un codice di condotta come chiesto in quella relazione. Dovranno quindi sottostare a un coordinamento con la Guardia costiera libica per l\u2019attivit\u00e0 in quelle acque territoriali e coordinarsi anche con un\u2019attivit\u00e0 di polizia giudiziaria per lottare contro i trafficanti. Su questo Minniti \u00e8 stato chiaro: \u201cLe altre navi sono militari, un Paese serio prende tutte le misure per coniugare la salvezza della vita con le esigenze della sicurezza e battere cos\u00ec i trafficanti\u201d.<\/p>\n<p><strong>NUMERI INCONTESTABILI<\/strong><\/p>\n<p>Minniti non ha citato altri obblighi che dovrebbero essere contenuti nel codice di condotta per le Ong che proprio l\u2019Italia dovr\u00e0 varare, come il divieto di spegnere il trasponder per non farsi rintracciare e di fare segnalazioni luminose per indirizzare i barconi di migranti o la trasparenza sui finanziamenti, ma che cos\u00ec non si possa pi\u00f9 andare avanti lo dimostrano i numeri (noti) che il ministro ha elencato: nei primi sei mesi di quest\u2019anno il 34 per cento dei salvataggi \u00e8 stato fatto dalle Ong, il 28 per cento dalla Guardia costiera italiana, il 9 dalla missione Eunavfor Med-operazione Sophia, l\u201911 per cento da Frontex, il 7 per cento dai mercantili. Il 97 per cento degli arrivi proviene dalla Libia e \u201cnon c\u2019\u00e8 neanche un libico\u201d sui barconi (al 5 luglio sono arrivati 85.042 migranti, il 19,44 pi\u00f9 dell\u2019anno scorso). \u201cNei giorni 27 e 28 giugno, abbiamo avuto un afflusso straordinario di persone salvate nel Mediterraneo centrale: 22 navi, poi diventate 25, pi\u00f9 di 10 mila arrivi\u201d. La Libia, per\u00f2, \u201cnon \u00e8 la Turchia\u201d che gode di un ricco accordo economico con l\u2019Ue grazie al quale il flusso di migranti si \u00e8 bloccato su quella tratta e Minniti ha ricordato che \u201cl\u2019Italia \u00e8 strategicamente interessata alla stabilit\u00e0 della Libia\u201d. Importante, quindi, che nel piano varato dalla Commissione Ue e che verr\u00e0 discusso a Tallinn ci sia un supporto alla Guardia costiera libica e la creazione di un centro di coordinamento e soccorso a Tripoli. L\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni e l\u2019Unhcr, ha sottolineato Minniti, sono andate in Libia, anche se il ministro non ha aggiunto che pochi giorni fa il portavoce dell\u2019Oim ha ammesso l\u2019impossibilit\u00e0 di operarvi per la mancanza delle condizioni di sicurezza.<\/p>\n<p><strong>I PROSSIMI APPUNTAMENTI<\/strong><\/p>\n<p>Il 24 luglio a Tunisi si riunir\u00e0 il gruppo di contatto Europa-Africa settentrionale e probabilmente discuter\u00e0 anche del controllo del confine meridionale della Libia, \u201cfondamentale anche in funzione antiterrorismo\u201d, ha aggiunto il ministro. Inoltre, \u201cnei prossimi giorni faremo una riunione a Tripoli con i sindaci della Libia per discutere su come sganciarsi dal giogo dei trafficanti di esseri umani. Occorre costruire un percorso alternativo: il traffico di esseri umani purtroppo \u00e8 uno dei principali canali economici della Libia. Se si punta a stroncarlo, bisogna offrire un circuito economico alternativo\u201d. \u201cC\u2019\u00e8 bisogno di un impegno diretto dei singoli stati membri, gli investimenti economici non bastano, \u00e8 importante che ci sia una strategia comune dell\u2019Europa per quanto riguarda i rimpatri\u201d. Quest\u2019anno l\u2019Italia li ha aumentati del 16 per cento, ma occorre incentivare \u201cquelli volontari e assistiti\u201d. La ricollocazione dei migranti in Europa resta invece \u201cil punto pi\u00f9 delicato\u201d: nel 2016 ne erano stati ricollocati 2.600, quest\u2019anno finora 7.500 pi\u00f9 altri 405 in procinto di esserlo. Per questo Minniti si appiglia all\u2019intesa con Francia e Germania che sono d\u2019accordo nel forzare su questo punto: \u201cPiccoli passi, ma in avanti\u201d. Prima della ricollocazione, ovviamente, potrebbe esserci l\u2019approdo in porti di altri Stati. Minniti ha ricordato l\u2019incontro urgente con il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, chiesto dal direttore dell\u2019Immigrazione e polizia di frontiera, Giovanni Pinto, con l\u2019obiettivo di rivedere la missione Triton: oggi prevede l\u2019approdo dei migranti solo nei porti italiani, ma \u201cse \u00e8 una missione internazionale l\u2019accoglienza non pu\u00f2 essere di un solo Paese\u201d. E a chi ritiene che questa posizione equivalga a un \u201cpool factor\u201d, un fattore di attrazione, Minniti risponde citando \u201cl\u2019etica della responsabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p><strong>ACCOGLIENZA E SICUREZZA<\/strong><\/p>\n<p>Alla base di ogni ragionamento c\u2019\u00e8 sempre il tema della sicurezza, a prescindere da come venga declinato. Il ministro ha ripetuto quello che ha detto spesso: \u201cSu un punto voglio essere chiaro: ho pi\u00f9 volte sostenuto che ritengo del tutto infondata l\u2019equazione tra terrorismo e immigrazione, lo ribadisco. E tuttavia se guardiamo a quello che \u00e8 avvenuto in Europa dopo Charlie Hebdo, c\u2019\u00e8 un nesso tra terrorismo e mancata integrazione. Se questo \u00e8 il cuore, l\u2019accoglienza ha un limite nella capacit\u00e0 di integrazione, un limite non valicabile. Su questo mi sento personalmente impegnato. La sicurezza \u00e8 uno straordinario bene comune\u201d. Una posizione che si contrappone sia a chi alzerebbe muri sia a chi accoglierebbe tutti a prescindere. E\u2019 a entrambe le posizioni che Minniti si \u00e8 rivolto in conclusione, perch\u00e9 \u201cnon si gioca solo una partita di consenso di breve periodo, ma la tenuta del tessuto connettivo dell\u2019Italia e un pezzo di futuro della nostra democrazia. Sono convinto che questo Parlamento, in vista degli appuntamenti internazionali che ci attendono, ha pi\u00f9 ragioni per unirsi e meno per dividersi\u201d. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi se il breve dibattito dopo l\u2019informativa ha dimostrato che invece la politica \u00e8 pi\u00f9 divisa che mai perch\u00e9 i voti della prossima elezione sembrano sempre pi\u00f9 importanti di una visione di lungo periodo.<\/p>\n<p><strong>fonte: <\/strong><em><a href=\"http:\/\/formiche.net\/blog\/2017\/07\/06\/cosa-chiedera-litalia-alleuropa-su-libia-migranti-e-ong\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/formiche.net\/blog\/2017\/07\/06\/cosa-chiedera-litalia-alleuropa-su-libia-migranti-e-ong\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE.NET (Stefano Vespa) Un riconoscimento e un appello all\u2019unione (senza successo) rivolti al Parlamento hanno significativamente aperto e chiuso l\u2019informativa alla Camera del ministro dell\u2019Interno, Marco Minniti (in foto), sull\u2019immigrazione. 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