{"id":32919,"date":"2017-07-08T10:03:50","date_gmt":"2017-07-08T08:03:50","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32919"},"modified":"2017-07-08T10:03:50","modified_gmt":"2017-07-08T08:03:50","slug":"ehoc-una-prospettiva-veramente-keynesiana-sulla-crisi-delleurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32919","title":{"rendered":"EHOC: una prospettiva veramente keynesiana sulla crisi dell\u2019eurozona"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217;ESTERO (Joachim Starbatty)<\/strong><\/p>\n<p><em>Pubblichiamo oggi la traduzione di un altro articolo della <\/em><a href=\"http:\/\/europeanreform.org\/files\/ND-Magazine04-preview%28low-res%29.pdf\"><em>rivista European House of Cards<\/em><\/a><em>. Joachim Starbatty d\u00e0 una lettura keynesiana dell\u2019eurocrisi. Secondo Keynes, per paesi come quelli dell\u2019europeriferia, la soluzione \u00e8 semplice: stimolare la domanda con spesa governativa e svalutare la moneta per recuperare competitivit\u00e0. Il problema \u00e8 che questo \u00e8 impossibile, perch\u00e9 il \u201ccore\u201d dell\u2019eurozona li ha legati con un cambio fisso. \u00c8 il cambio fisso il vero ostacolo alla ripresa economica in Europa. Purtroppo, nonostante questo semplice dato sia sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori, continua a essere negato per non turbare il \u201csogno di un\u2019Unione Europea sempre pi\u00f9 stretta\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Di Joachim Starbatty<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La soluzione di J.M. Keynes \u2013 un aumento della spesa governativa in grado di stimolare la ripresa economica durante una recessione \u2013 viene spesso proposta come soluzione per i paesi troppo indebitati del Sud dell\u2019eurozona. Ma per i paesi della periferia dell\u2019eurozona, questo approccio non rappresenta un cammino credibile verso la ripresa economica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo libro epocale \u201cLa teoria generale dell\u2019occupazione, degli interessi e della moneta\u201d (1936) Keynes dimostr\u00f2 che la capacit\u00e0 produttiva inutilizzata e i lavoratori potrebbero essere rimessi in opera grazie alla spesa del governo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello che non discuteva era la competitivit\u00e0, che \u00e8 al cuore del problema che devono affrontare le economie dei paesi dell\u2019eurozona in crisi. La spesa a deficit deve essere intesa come un ponte: Keynes offre una soluzione per sfruttare le risorse inutilizzate fino a quando la domanda del mercato non si riprende.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tuttavia, la spesa governativa non produrr\u00e0 un\u2019efficiente allocazione dei fattori di produzione, quando non ce ne era fin dal principio. In altre parole, non pu\u00f2 risolvere il problema della mancanza di competitivit\u00e0 economica di base. Inoltre, una spesa pubblica su larga scala richiederebbe altro debito pubblico, che per molti paesi sarebbe insostenibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella \u201cTeoria generale\u201d di Keynes, tuttavia, troviamo un suggerimento: un\u2019economia pu\u00f2 uscire dal suo problema di disoccupazione manipolando il tasso di cambio. Un governo che deve affrontare un\u2019alta disoccupazione pu\u00f2 stimolare l\u2019occupazione svalutando la moneta, cosa che si traduce in esportare pi\u00f9 beni e importare occupazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Di conseguenza, i suoi partner commerciali importeranno pi\u00f9 beni ed esporteranno occupazione. \u00c8 la strategia indicata come \u201cBeggar-my-neighbour (Frega il vicino)\u201d. Ed \u00e8 quello che sta avvenendo nell\u2019eurozona. Il principale problema dell\u2019unione monetaria \u00e8 un rapporto di prezzi relativi falsato: il valore dell\u2019euro \u00e8 troppo basso per la Germania e troppo alto per i paesi della periferia, In Germania, il surplus della bilancia di pagamenti \u00e8 aumentato dall\u20191% del 2000 all\u2019oltre 8% attuale e la disoccupazione \u00e8 scesa dall\u201911% del 2005 al 5% attuale, mentre la disoccupazione della periferia del Sud \u00e8 quasi raddoppiata. Questa \u00e8 una chiara prova empirica della politica \u201cfrega il vicino\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 comprensibile che gli esportatori tedeschi siano soddisfatti dell\u2019euro-regime; ma \u00e8 incomprensibile che i governi della periferia europea aderiscano a un sistema monetario che sta distruggendo i loro Paesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per loro c\u2019\u00e8 una sola possibilit\u00e0 di tornare alla prosperit\u00e0 economica: una consistente svalutazione di una nuova valuta nazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In alcuni casi, sar\u00e0 necessaria una ristrutturazione del debito. Il governo tedesco naturalmente \u00e8 consapevole dei prezzi relativi truccati e impone ai governi della periferia europea una svalutazione interna, basata su un abbassamento dei salari guidato dall\u2019alta disoccupazione, dalle politiche di austerit\u00e0 e dall\u2019import in caduta. Possiamo imparare in dettaglio da Keynes quello che succede ai governi che seguono le ricette della cancelliera Angela Merkel. Nel suo Trattato sulla riforma monetaria\u201d (1923), Keynes criticava aspramente le politiche deflazionistiche della Francia, messe in atto per difendere un Franco sopravvalutato. Dopo la Grande Depressione, l\u2019Inghilterra e gli USA seguirono i suoi consigli e abbandonarono il Gold Standard: la sterlina inglese e il dollaro americano si svalutarono, e i due Paesi divennero pi\u00f9 competitivi della Francia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il governo francese dovette decidere se svalutare a sua volta, o perseguire una politica deflazionistica di tagli alla spesa per riottenere competitivit\u00e0. Keynes osserv\u00f2 che \u201cnemmeno un politico completamente incosciente applicherebbe una politica finalizzata al dimezzamento dei salari, al raddoppio del debito pubblico e alla riduzione drastica dei prezzi delle esportazioni\u201d. Vi suona familiare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Troika e i politici dei Paesi creditori europei hanno adottato proprio questa politica, per sei anni. E cos\u00ec, anche se un aumento della spesa governativa non pu\u00f2 risolvere la crisi, il taglio della spesa, delle pensioni e dei salari non far\u00e0 altro che aggravarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Keynes ha dedicato un intero capitolo del suo Trattato a questo problema: se una nazione debba perseguire politiche deflazionistiche o svalutare la sua moneta. Ed \u00e8 giunto a una chiara conclusione: la politica giusta per le nazioni \u00e8 svalutare, e raggiungere un valore della moneta adeguato al commercio e ai salari. Di conseguenza i Paesi dovrebbero perseguire una svalutazione esterna, cio\u00e8 un adeguamento del loro tasso di cambio, anzich\u00e9 una svalutazione interna, realizzata attraverso tagli salariali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se Keynes fosse vissuto oggi, raccomanderebbe la Grexit e l\u2019uscita dall\u2019euro degli altri paesi che si trovano in crisi economica. Il ritorno alle valute nazionali restituirebbe ai singoli paesi il Controllo della loro politica monetaria, che potrebbe finalmente allinearsi alle esigenze di ciascuna economia nazionale. Era fatale che intrappolare Germania e Grecia insieme in un\u2019unica politica monetaria avrebbe avuto conseguenze disastrose. La situazione attuale non \u00e8 una sorpresa, ma una conseguenza logica dell\u2019Unione Monetaria Europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019\u00e9lite politica dell\u2019Unione europea rifiuta perfino di prendere in considerazione anche solo la possibilit\u00e0 che un paese esca dall\u2019eurozona, per non parlare di sviluppare un quadro giuridico \u2013 di cui ci sarebbe bisogno gi\u00e0 da molto tempo \u2013 per un simile evento?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019unica risposta \u00e8 che l\u2019euro \u00e8 ormai una questione ideologica. L\u2019euro \u00e8 il simbolo di un\u2019unione sempre pi\u00f9 stretta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 considerato \u201cpoliticamente scorretto\u201d nel giro delle istituzioni europee mettere in discussione la forma attuale dell\u2019Euro, nonostante gli enormi costi sociali che infligge all\u2019Europa meridionale.<\/p>\n<p><strong>fonte<\/strong>: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/07\/06\/ehoc-una-prospettiva-veramente-keynesiana-sulla-crisi-delleurozona\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/07\/06\/ehoc-una-prospettiva-veramente-keynesiana-sulla-crisi-delleurozona\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Joachim Starbatty) Pubblichiamo oggi la traduzione di un altro articolo della rivista European House of Cards. Joachim Starbatty d\u00e0 una lettura keynesiana dell\u2019eurocrisi. 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