{"id":32963,"date":"2017-07-10T10:30:18","date_gmt":"2017-07-10T08:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32963"},"modified":"2017-07-08T21:35:27","modified_gmt":"2017-07-08T19:35:27","slug":"la-sovranita-ha-ancora-un-senso-anche-in-un-mondo-globalizzato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=32963","title":{"rendered":"La sovranit\u00e0 ha ancora un senso, anche in un mondo globalizzato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Robert Tombs)<\/strong><\/p>\n<p><em>Sul Financial Times lo storico Robert Tombs analizza l\u2019evoluzione storica del concetto di sovranit\u00e0 nazionale, sin dai primi del Novecento sotto attacco da parte dei sostenitori dell\u2019imperialismo e di un governo elitario sovranazionale. Il progetto dell\u2019Unione europea non \u00e8 che un proseguimento di questa visione, giustificata da argomenti come quello secondo cui la democrazia nazionale non sarebbe pi\u00f9 adatta al mondo globalizzato. E invece lo storico mette in luce chiaramente come la realt\u00e0 non corrisponda affatto a questi schemi ideologici. <\/em><\/p>\n<p><strong>di Robert Tombs, 4 luglio 2017<\/strong><\/p>\n<p><strong>I grandi imperi del passato sono crollati, gli stati nazionali rimangono<\/strong><\/p>\n<p>Molto tempo fa la sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 stata consegnata alla pattumiera della storia. \u201c\u00c8 tempo di grandi imperi, e non di piccoli stati\u201c, proclam\u00f2 nel 1902 Joseph Chamberlain, ministro per le colonie del Regno Unito. Oggi ciascuno di quei grandi imperi \u00e8 crollato e i piccoli stati rimangono. Tuttavia la convinzione di Chamberlain si \u00e8 rivelata tenace. Nuovi accoliti imperialisti di Chamberlain hanno continuato a predicare il vecchio messaggio, usato per sostenere il federalismo europeo.<\/p>\n<p>I piccoli stati davano fastidio a tutti quelli che ragionavano in termini di razionalit\u00e0, ordine e potere, piuttosto che di una democrazia turbolenta e disordinata: tra questi vi erano diplomatici, amministratori, economisti e accademici di destra e di sinistra. Alla sovranit\u00e0 nazionale venne attribuita la responsabilit\u00e0 della guerra mondiale. I sistemi sovranazionali, invece, avrebbero mantenuto la pace. La realt\u00e0 era diversa. Entrambe le guerre mondiali sono state causate dalle dinamiche interne degli imperi autoritari, non dal nazionalismo popolare: la guerra era profondamente impopolare, anche nel Reich di Hitler.<\/p>\n<p>I tentativi utopici di creare un ordine mondiale sovranazionale non hanno dato frutti. Nonostante questo, la visione si \u00e8 mantenuta nel tempo. I difensori dell\u2019UE insistono nell\u2019affermare che l\u2019UE ha custodito la pace e che la sua rottura riporterebbe il nostro continente alle turbolenze nazionaliste degli anni Trenta. In realt\u00e0 l\u2019UE \u00e8 il risultato, non la causa, di una pace creata dagli stati-nazione democratici che hanno sconfitto la Germania nazista e fondato la Nato.<\/p>\n<p>I progetti imperialisti e federalisti si sono scontrati con la sovranit\u00e0 nazionale e con la democrazia, le due facce della stessa medaglia politica. Chamberlain senza dubbio credeva che il popolo sarebbe stato meglio in un sistema sovranazionale diretto da una \u00e9lite di menti superiori. Ma anche se avesse avuto ragione, nella maggior parte del mondo questo argomento \u00e8 da tempo andato perduto.<\/p>\n<p>L\u2019impero britannico pu\u00f2 anche essere stato il creatore del \u201cmondo moderno\u201d, ma le popolazioni che ne facevano parte l\u2019hanno abbandonato non appena ne hanno avuto la possibilit\u00e0. Il pi\u00f9 notevole risultato politico dell\u2019Unione europea \u00e8 stato di convincere la maggior parte degli europei \u2013 che in alcuni casi avevano combattuto per la loro sovranit\u00e0 nazionale \u2013 che questa sovranit\u00e0 non importava pi\u00f9, che era un\u2019illusione, che potesse essere \u201criunita\u201d all\u2019interno dell\u2019Unione europea e che comunque continuare ad esercitarla potesse portare al disastro. L\u2019anno scorso, il popolo della Gran Bretagna ha deciso, con un piccolo margine di maggioranza, di correre il rischio.<\/p>\n<p>Sono state poste diverse domande riguardo alla loro riaffermazione della sovranit\u00e0. Come viene esercitata, e da chi? I nazionalisti scozzesi sostengono il loro diritto alla sovranit\u00e0. Gli oppositori della Brexit sposano una versione estremista della sovranit\u00e0 del parlamento. I suoi sostenitori considerano il voto popolare diretto la massima espressione della sovranit\u00e0. Le origini lontane della sovranit\u00e0 nazionale sono vaghe e indefinibili; ma la maggior parte di noi probabilmente condivide l\u2019idea che il suo nucleo sta nel consenso popolare.<\/p>\n<p>Ma questa sovranit\u00e0 nebulosa \u00e8 semplicemente un mito politico obsoleto? Ci viene spesso detto che nel \u201cmondo globalizzato di oggi\u201d la sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 priva di significato, perch\u00e9 i confini diventano irrilevanti e i poteri si spostano verso entit\u00e0 internazionali e non statali. Questo \u00e8 sicuramente un dogma ideologico, pi\u00f9 che un\u2019osservazione spassionata. Il potere che gli stati possono esercitare anche nei confronti di forze economiche importanti \u00e8 considerevole, e certamente molto pi\u00f9 grande che in passato.<\/p>\n<p>Nella maggior parte dei paesi lo stato rappresenta quasi la met\u00e0 del prodotto interno lordo e il quantitative easing ha dimostrato l\u2019importanza della sovranit\u00e0 monetaria. I piccoli stati stanno fiorendo: sono i grandi attori che affrontano problemi fondamentali. Anche facendo una stima minima, i poteri residui degli stati sovrani sono di enorme importanza.<\/p>\n<p>Si afferma che l\u2019UE ha risolto i problemi della sovranit\u00e0 e del potere nazionali mettendo insieme le sovranit\u00e0 per aumentare il potere. Ma la soluzione evidentemente non funziona. Per molti paesi membri, e ovviamente per la Grecia, la Spagna e l\u2019Italia, la condivisione della sovranit\u00e0 nazionale ha comportato conseguenze sociali, economiche e politiche devastanti. Come un buco nero politico, l\u2019Unione europea risucchia la sovranit\u00e0 dai suoi stati membri, ma la sovranit\u00e0 messa in comune si esaurisce. Se la sovranit\u00e0 conferisce il diritto riconosciuto di prendere una decisione definitiva, chi \u00e8 che ha questo diritto nella UE?<\/p>\n<p>Come ha osservato Thomas Hobbes, \u201cl\u2019autorit\u00e0 sovrana non \u00e8 tanto dannosa quanto la sua mancanza\u201d; e niente di ci\u00f2 che l\u2019UE fa \u00e8 dannoso come le cose che non riesce a fare. Non pu\u00f2 risolvere i problemi creati dall\u2019euro. Non pu\u00f2 controllare i movimenti o indirizzare un\u2019equa distribuzione della popolazione n\u00e9 dall\u2019esterno n\u00e9 dall\u2019interno.<\/p>\n<p>L\u2019impero britannico \u00e8 noto per essere stato definito \u201cun brontosauro con arti enormi e vulnerabili che il sistema nervoso centrale aveva scarsa capacit\u00e0 di proteggere, dirigere o controllare\u201c. Lo stesso vale per l\u2019UE, che pu\u00f2 essere distrutta dalle sue debolezze.<\/p>\n<p>L\u2019antico impero austro-ungarico poteva soltanto sperare di mantenere i suoi popoli in uno stato gestibile di insoddisfazione. L\u2019UE oggi si trova di fronte a una prospettiva simile. Dobbiamo sperare che il parallelo si fermi l\u00ec. Forse tra pochi anni le \u00e9lite europee riconosceranno che il federalismo si \u00e8 rivelato un vicolo cieco e che la migliore speranza per l\u2019Europa \u00e8 un\u2019associazione di stati nazionali democratici tenuti insieme non dalle \u201cdirettive\u201d, ma dalla solidariet\u00e0 tra vicini. Ma non speriamoci troppo.<\/p>\n<p>Robert Tombs \u00e8 autore di \u201cThe English and Their History\u201d<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/07\/07\/robert-tombs-la-sovranita-ha-ancora-senso-anche-in-un-mondo-globalizzato\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2017\/07\/07\/robert-tombs-la-sovranita-ha-ancora-senso-anche-in-un-mondo-globalizzato\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217;ESTERO (Robert Tombs) Sul Financial Times lo storico Robert Tombs analizza l\u2019evoluzione storica del concetto di sovranit\u00e0 nazionale, sin dai primi del Novecento sotto attacco da parte dei sostenitori dell\u2019imperialismo e di un governo elitario sovranazionale. Il progetto dell\u2019Unione europea non \u00e8 che un proseguimento di questa visione, giustificata da argomenti come quello secondo cui la democrazia nazionale non sarebbe pi\u00f9 adatta al mondo globalizzato. 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